Go slowly

rallentare

Esperimento di Blackout Poetry n.3 (per il n.1 e il n.2 vedi http://lapoesianonsimangia.myblog.it/2016/02/03/blackout-poetry-s-valentino/ e http://lapoesianonsimangia.myblog.it/2016/12/07/parlarsi/)

Andare piano, rallentare, ritrovare un ritmo “umano”, …: è solo un’idea retorica e impossibile?

blackout poetry 3

(Sempre

si può camminare

                          lentamente

nella vita:

il viaggio non sembri ridicolo.)

tratto da

piccoloprincipejpg*ascoltando Fabio Concato – Guido piano

Parlarsi

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(Pagina tratta da Susan Cain, Quiet, The Power of Introverts in a World that Can’t Stop Talking, New York, 2012, tr. italiana di Carlo Prosperi, Bompiani, Milano 2012, p. 178)

Solo un esperimento di Blackout Poetry (ne parlo anche qui http://lapoesianonsimangia.myblog.it/2016/02/03/blackout-poetry-s-valentino/) e questa volta voglio trattare un tema che è sempre attuale: la difficoltà di comunicazione tra le persone. Che ne pensi? Ci vedo male io?

 

Parlarsi

Ascoltare l’istinto
per l’armonia
capire le motivazioni
sentirsi semplici
sorridere con il cuore

essere una persona.

(Irene Marchi)

 

Blackout Poetry per S. Valentino

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Dato che tra qualche giorno è… beh, sì, dai… non negarlo, lo sai anche tu che c’è S. Valentino tra poco! Anche i più cinici anticonformisti un pensiero di sfuggita  lo sprecano per  questo giorno a forma di cuore. È inutile dire di no,  l’amore, o il pensiero dell’amore,  ha sempre un certo potere su di noi.  Poi tutto quello che ci è stato costruito attorno (regali più o meno importanti, cene chedevonoessereassolutamenteromantiche  ed enormi cuori di plastica nelle vetrine…) è condivisibile o meno. Certo che se regalassimo una poesia  a chi vogliamo bene, ma una poesia tutta nostra, ‘trovata’ da noi proprio per quella persona, sarebbe un pensiero davvero particolare. Io la mia l’ho fatta sfruttando una tecnica di scrittura creativa  che è davvero accattivante.  Si chiama Blackotut Poetry o tecnica della cancellatura (mi ha così colpita, questa tecnica per sottrazione, che l’ho usata per la copertina del mio libro): data una qualsiasi pagina di libro o anche quotidiano, si anneriscono (basta anche un tratto di matita, se non cerchiamo l’effetto di impatto visivo e se non vogliamo rovinare le pagine) tutte le parole che non ci interessano, mentre restano solo le parole che in qualche modo ci hanno colpito e sono funzionali alla creazione di un nuovo pensiero che abbia un senso per noi (rispettando l’ordine in cui si trovano e senza aggiunta di altro) a cui poi dare un titolo.

Metto qui sotto un esempio di un pensiero/poesia trovato con questa tecnica utilizzando una pagina de Il Piccolo Principe

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Risultato: “Io possiedo questo uomo: io possiedo un fiore.
Posso cogliere le stelle”.

Lascio qui sotto un’altra pagina “potenzialmente poetica” sempre de Il Piccolo Principe per chi volesse fare un esperimento.  Buon divertimento  (e se la/lo conquisti grazie a una poesia trovata con questa tecnica… fammelo sapere!).
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* Esempi famosi di testi creati tramite cancellature sono le opere di  Emilio Isgrò  e il lavoro di Anna Rosa Faina Gavazzi, artista di cui molti ricorderanno  “Expédition nocturne n° 1”, l’opera cancellata che si trova alle spalle di Philippe Daverio nella trasmissione Passepartout.