1° Maggio

braccio del lavoro

Ballata del lavoro

con le due mani nati a lavorare,
nati con i due piedi a camminare
con lavorare si va per salire
per una scala che va a proseguire:

questa è una scala che sale a spirale,
e che qui ci significa la vita:
quando ci sali ti è già incominciata,
quando finisci non ti è mai finita:
e prima i padri, e poi salgono i figli,
che così vanno le generazioni:
questa scala significa la storia,
che chi è passato resta per memoria:

se te la guardi come fosse ruota,
vedi che gira come la fortuna,
che ti trascina come vecchia giostra,
e fa le fasi come fa la luna:
ma la luna sparisce e ti ritorna,
te, la tua giostra, ti fa un solo giro.
che se ti guardi la tua vita sola,
ci vedi il primo e l’ultimo respiro:

se poi la guardi come fosse torre,
vedi Babele, che fu confusione:
fu in Babilonia, dove si confusero
tutte le lingue in tutte le persone:
ma quella torre si sognava un cielo,
te, la tua torre, qui in terra ti tiene:
che se guardi lì, muscoli e ossa,
un grattacielo, ci vedi una fossa:

ma questa, che è la vita, sale a vite,
che come sta un martello ci sta dura,
e ci sta curva come sta una falce,
ma che ci trovi lì la tua ventura:
per questa scala ci trovi i compagni,
salire insieme, insieme lavorare:
così sta scritto in qualunque scrittura,
chi non lavora, niente da mangiare:

con le due mani nati a lavorare,
nati con i due piedi a camminare,
con tutto il corpo nati qui a sudare,
e ancora nati a ruscare e a sgobbare,
e nati a faticare e a travagliare,
per questa scala ci impari a lottare,
e fare fine a tutto il dominare,
e, te con gli altri, tutti liberare:

Edoardo Sanguineti, da Il gatto Lupesco, 1982-2001, in Ballate, Feltrinelli.

* Cosa ascoltare? Caparezza – Eroe; Rino Gaetano – L’operaio della FIAT; Sud Sound System – La ballata del precario.

Donne

“Quando le donne cominciano a partecipare attivamente alla lotta, nessun potere al mondo può impedirci di conquistare la libertà prima della morte”.

Albert Luthuli, Premio Nobel per la pace nel 1960

donne1

 

Ballata delle donne

Quando ci penso, che il tempo è passato,
le vecchie madri che ci hanno portato,
poi le ragazze, che furono amore,
e poi le mogli e le figlie e le nuore,
femmina penso, se penso una gioia:
pensarci il maschio, ci penso la noia:

quando ci penso, che il tempo è venuto,
la partigiana che qui ha combattuto,
quella colpita, ferita una volta,
e quella morta, che abbiamo sepolta,
femmina penso, se penso la pace:
pensarci il maschio, pensare non piace:

quando ci penso, che il tempo ritorna,
che arriva il giorno che il giorno raggiorna,
penso che è culla una pancia di donna,
e casa è pancia che tiene una gonna,
e pancia è cassa, che viene al finire,
che arriva il giorno che si va a dormire:

perché la donna non è cielo, è terra
carne di terra che non vuole guerra:
è questa terra, che io fui seminato,
vita ho vissuto che dentro ho piantato,
qui cerco il caldo che il cuore ci sente,
la lunga notte che divento niente:

femmina penso, se penso l’umano:
la mia compagna, ti prendo per mano.

Edoardo Sanguineti, da Il gatto Lupesco – Poesie (1982-2001).

 

Scoperta della donna

Ora la donna mi apparve senza più veli, in un pudore
naturale.
Da quel tempo i suoi gesti, liberi, sorgenti
in una solennità feconda, mi consacrano all’unica dolcezza reale.
In tale confidenza passo senza stanchezza.
In quest’ora può farsi notte, la chiarezza lunare avrà le ombre più nude.

 
Giuseppe Ungaretti, in Prime, da L’allegria.

 

 * Io ascolterei: John Lennon – Woman; Angelo Branduardi – Donna ti voglio cantare; Elvis Costello – She Lucio Battisti – Una donna per amico.

* Qui  un po’ di storia e un mio pensiero http://caffebook.it/societa/item/512-festa-dell-8-marzo-per-i-diritti-che-mancano.html