(Comunque,) ama!

ama

Senza risparmio, senza convenienza (nessuna economia, nell’amore) e possibilmente senza logica.

L’amore non dà nulla fuorché sé stesso
e non coglie nulla se non da sé stesso.
L’amore non possiede,
né vorrebbe essere posseduto
poiché l’amore basta all’amore.

Khalil Gibran

Sull’Amore
 
Si chiama amore ogni superiorità,
ogni capacità di comprensione,
ogni capacità di sorridere nel dolore.
Amore per noi stessi
e per il nostro destino, affettuosa adesione
a ciò che l’Imperscrutabile vuole fare di noi
anche quando non siamo ancora in grado
di vederlo e di comprenderlo –
questo è ciò a cui tendiamo.

Herman Hesse

È quel che è

È assurdo
dice la ragione
È quel che è
dice l’amore
È l’infelicità
dice il calcolo
Non è altro che dolore
dice la paura
È vano
dice il giudizio
È quel che è
dice l’amore
È ridicolo
dice l’orgoglio
È avventato
dice la prudenza
È impossibile
dice l’esperienza
È quel che è
dice l’amore.

Erich Fried, da È quel che è, Einaudi, 1988.

* ascoltando Frankie Goes To Hollywood – The Power Of Love

“Un bacio, insomma, che cos’è mai un bacio?”

“E c’è una sola saliva e un solo sapore di frutta matura, e io ti sento tremare stretta a me come una luna nell’acqua.” Julio Cortázar

 bacio-hotel-de-ville

Un bacio, insomma, che cos’è mai un bacio?” si chiede Cyrano. E tanti altri si sono posti la stessa domanda. Tra le mille definizioni di bacio che la letteratura ci regala, ne riporto una,  pacata e lucida, che trovo molto vera: “I baci non sono anticipo d’altre tenerezze, sono il punto più alto” (lo scrive Erri De Luca nel libro Il contrario di uno).

 

Prolungamento di un bacio

Ieri ti ho baciato sulle labbra.
Ti ho baciato sulle labbra. Intense,
rosse. Un bacio così corto
durato più di un lampo,
di un miracolo, più ancora.
Il tempo
dopo averti baciato
non valeva più a nulla
ormai, a nulla
era valso prima.
Nel bacio il suo inizio e la sua fine.

Oggi sto baciando un bacio;
non solo con le mie labbra.
Le poso
non sulla bocca, no, non più
– dov’è fuggita? –
Le poso
sul bacio che ieri ti ho dato
sulle bocche unite
dal bacio che hanno baciato.
E dura questo bacio
più del silenzio, della luce.
Perché io non bacio ora
né una carne né una bocca
che scappa, che mi sfugge.
No.
Ti sto baciando più lontano.

Pedro Salinas, da La voz a ti debida (La voce a te dovuta).

 

La signora ed i baci

Una signora voleva tanto dargli dei baci,
non dico troppi, anche solo sette, otto mila.
Invece era proibito, perciò non glieli dava.
Se però non fosse stato proibito
glieli avrebbe dati tutti,
dal primo all’ultimo.
A cosa servono i baci se non si danno?

Vivian Lamarque, da Poesia d’amore del Novecento, Milano, Crocetti Editore, 1996.

 

Quando ti bacio

Quando ti bacio
non è solo la tua bocca
non è solo il tuo ombelico
non è solo il tuo grembo
che bacio
io bacio anche le tue domande
e i tuoi desideri
bacio il tuo riflettere
i tuoi dubbi
e il tuo coraggio
il tuo amore per me
e la tua libertà da me
il tuo piede che è giunto qui
e che di nuovo se ne va
io bacio te
così come sei
e come sarai
domani e oltre
e quando il mio tempo sarà trascorso.

Erich Fried, traduzione di Riccarda Novello.

 

*Qualche bacio nelle canzoni: Carmen Consoli – L’ultimo bacio; Elisa – L’anima vola; Bruce Springsteen Then She Kissed Me. 

 

Sii ragionevole!

ragione

Esiste un modo per accendere la ragione e non spegnere il cuore?

 

Ridimensionare

Questa operazione
che la costringete sempre a fare
“ridimensionare”
non è come stringere un vestito
non è indolore
si taglia la pelle del cuore.

Vivian Lamarque, da Teresino, Milano, 1981, presso l’editore Guanda per la Società di Poesia.

 

 

È quel che è

È assurdo
dice la ragione
È quel che è
dice l’amore
È l’infelicità
dice il calcolo
Non è altro che dolore
dice la paura
È vano
dice il giudizio
È quel che è
dice l’amore
È ridicolo
dice l’orgoglio
È avventato
dice la prudenza
È impossibile
dice l’esperienza
È quel che è
dice l’amore.

Erich Fried, da È quel che è, Einaudi, 1988.

* In musica: Carole King  – Change in Mind, Change of Heart
 

Dire no al colesterolo (e possibilmente all’opportunismo e all’ipocrisia)

stop

(Di colesterolo, almeno, c’è anche quello “buono”…)

Esperti

Ci sono tempi
in cui perfino
gli opportunisti
biasimano l’opportunismo.

E devi credergli
perché più di tutti
sono al corrente
di quel che dicono.

Ma non fidarti di loro –
infatti biasimano
l’opportunismo
solo per opportunismo.

Erich Fried (1921- 1988)

 

 
Blues della classe media

Non possiamo lamentarci.
Abbiamo da fare.
Siamo sazi.
Mangiamo.

Cresce l’erba,
il prodotto sociale,
l’unghia delle dita,
il passato.

Le strade sono vuote.
Le chiusure sono perfette.
Le sirene tacciono.
Passa.

I morti hanno fatto il loro testamento.
La pioggia è cessata.
La guerra non è stata dichiarata.
Non è urgente.

Noi mangiamo l’erba.
Noi mangiamo il prodotto sociale.
Noi mangiamo le unghie.
Noi mangiamo il passato.

Non abbiamo nulla da nascondere.
Non abbiamo nulla da perdere.
Non abbiamo nulla da dire.
Abbiamo.

L’orologio è caricato.
La vita è regolata.
I piatti sono lavati.
L’ultimo autobus sta passando.

È vuoto.
Non possiamo lamentarci.

Cosa aspettiamo ancora?

Hans Magnus Enzensberger, da Chiosco, traduzione di Anna Maria Carpi.

* Cosa ascoltare? Daniele Silvestri – Quali alibi; Giorgio Gaber – Il tutto è falso.