Errori

errore

«È vivo, può sbagliare… » sono le ultime parole della prima poesia che  è riportata qui sotto. Infatti commettere errori è una caratteristica di cui non ci si può liberare del tutto. Nessuno ci riesce. L’importante sarebbe almeno riuscire a imparare dai propri sbagli o addirittura vedere anche il bello che ne può derivare. Proviamoci.

Numero sbagliato (Wislawa Szymborska)

Nella pinacoteca squillò il telefono,
squillò a mezzanotte tra i quadri alle pareti;
poteva svegliare i dormienti, se c’erano,
ma qui abitano solo insonni profeti,
soltanto re sbiancano al chiarore lunare,
del tutto indifferenti a quel che c’è da guardare
e, vivace all’aspetto, la moglie del notaio
osserva l’aggeggio che squilla sul caminetto.
ma no, non mette via il suo bel ventaglio,
come gli altri resta appesa, colta sul non fatto.
Superbamente assenti, con ricche vesti o senza,
trattano quell’allarme con noncuranza,
in essa c’è, lo giuro, assai più humor nero
che se dalla cornice scendesse un condottiero
(a cui solo il silenzio fa fischiare le orecchie).
E il fatto che qualcuno continui a richiamare,
provando in buona fede all’apparecchio
un numero inesatto? È vivo, può sbagliare.

(tratta da Wislawa Szymborska, Opere, Adelphi, 2008, traduzione a cura di Pietro Marchesani).

 

Pioggia  (Raymond Carver)

Mi sono svegliato stamattina con
una gran voglia di restare a letto tutto il giorno
a leggere. Ho cercato di combatterla per un minuto.

Poi ho guardato fuori dalla finestra alla pioggia.
E mi sono arreso. Mi sono affidato totalmente
alla custodia di questa mattinata piovosa.

Rivivrei la mia vita un’altra volta?
Rifarei gli stessi imperdonabili errori?
Sì, se appena potessi, sì. Li rifarei.

(tratta da Raymond Carver, Orientarsi con le stelle – Tutte le poesie (All of us), Minimum Fax, traduzione di Riccardo Duranti e Francesco Durante).

A ogni figlio

soffione

A ogni figlio

Soffia
tesoro
su questo fantasma di fiore
fatto di semi e nuvole
e appendi i tuoi sogni
a ogni lento planare.
Soffia lʼemozione:
crescerà il verde
nuovo
nutrito dai tuoi passi
e dai tuoi giusti errori.

(Copyright Irene Marchi 2015, tratta da Fiori, mine e alcune domande, Sillabe di Sale Editore)

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