Lista delle cose da fare: 3 – respirare come il mare (e per ora la lista si blocca, tranquilli!)

Il mare

Sorride da lontano.
Denti di spuma,
Labbra di cielo.

 

Federico Garcia Lorca

 

imparare dalmare

 

Il mare non si ferma mai, respira seguendo soltanto il ritmo antico della natura.
Il mare respira libero.

 

Onda che, avvolta torni,
breve, al mare che ti portò,
e al recedere ti frastorni
come se il mare non fosse,

perché porti con te
solo la tua cessazione,
e, nel tornare al mare antico,
non porti il mio cuore?

È tanto tempo che l’ho
che mi pesa di sentirlo.
Portalo nel suono senza misura
con cui ti odo fuggire.

Fernando Pessoa,  da Poesie in Poesie scelte, traduzione di Luigi Panarese, Passigli Poesia.

 

 

Come se il mare separandosi
svelasse un altro mare,
questo un altro, ed i tre
solo il presagio fossero

d’un infinito di mari
non visitati da riva –
il mare stesso al mare fosse riva-
questo è l’eternità.

Emily Dickinson, n. 695, da Tutte le poesie, traduzione di Marisa Bulgheroni, Mondadori.

 

 (da Mediterraneo)

Antico, sono ubriacato dalla voce
ch’esce dalle tue bocche quando si schiudono
come verdi campane e si ributtano
indietro e si disciolgono.
La casa delle mie estati lontane,
t’era accanto, lo sai,
là nel paese dove il sole cuoce
e annuvolano l’aria le zanzare.
Come allora oggi la tua presenza impietro,
mare, ma non più degno
mi credo del solenne ammonimento
del tuo respiro. Tu m’hai detto primo
che il piccino fermento
del mio cuore non era che un momento
del tuo; che mi era in fondo
la tua legge rischiosa: esser vasto e diverso
e insieme fisso:
e svuotarsi così d’ogni lordura
come tu fai che sbatti sulle sponde
tra sugheri alghe asterie
le inutili macerie del tuo abisso.

Eugenio Montale,  da Ossi di seppia, Mediterraneo, in Montale – Tutte le poesie, Mondadori.

(Io ascolerei: Otis Redding – Sittin’ on the dock of the bay, Cat Stevens – Kypros, Vangelis – Memories Of Blue)

Lista delle cose da fare: 2 – ascoltare il vento

The answer, my friend, is blowin’ in the wind

Bob Dylan

vento (2)

Capita di trovarci, per qualche momento, da soli: in montagna, sulla spiaggia, tra gli alberi.  Ci sono solo i nostri pensieri. E il vento. Ma cosa dice il vento?
Magari potrebbe  aiutarci a liberare quei pensieri così ingarbugliati che ci rimbalzano nella testa. Magari, ascoltando…

 

La farfalla
cambia dimora sul salice
ad ogni soffio di vento.

Matsuo Basho (1644-1694)

 

La radice del vento è l’acqua, credo –
non avrebbe una voce così fonda
se fosse un creatura del cielo –
Nessun oceano mai trattenne l’aria –
mediterranee intonazioni ascolta –
l’orecchio di una corrente –
c’è come una marittima certezza
nell’atmosfera –

Emily Dickinson,  da Tutte la poesie, n. 1302, traduzione di Marisa Bulgheroni, Mondadori.

 

Come un vento nella foresta,
la mia emozione non ha fine.
Nulla sono, nulla mi resta.
Non so chi sono per me.

E come tra le alberete
c’è grande fruscio di fogliame,
anch’io agito segreti,
nel fondo della mia immagine.

E il grande rumore del vento
che le foglie coprono di suono
mi spoglia del pensiero:
sono nessuno, temo di essere buono.

Fernando Pessoa, da Messaggio, in Poesie scelte, traduzione di Luigi Panarese, Passigli  Poesia.

(Oltre al vento ascolterei:  King Crimson, I Talk to the Wind,  https://www.youtube.com/watch?v=jNCmHML4b5U; Bob Dylan, Blowin’ in the Wind, https://www.youtube.com/watch?v=vWwgrjjIMXA ; Pierangelo Bertoli, Eppure il vento soffia ancora  https://www.youtube.com/watch?v=F2jv_VrjEMM)

Lista delle cose da fare: 1 – guardare le stelle

Non piangere quando tramonta il sole, le lacrime ti impedirebbero di vedere le stelle.
Rabindranath Tagore

 

nottestellata

Vincent Van Gogh, Notte stellata, 1889

«In un quadro vorrei esprimere qualcosa di consolante come una musica. Vorrei dipingere uomini, o donne, con quel non so che di eterno, che un tempo era simboleggiato dal nimbo, e che noi cerchiamo per mezzo dello stesso sfavillio, la vibrazione delle nostre colorazioni», così Vincent Van Gogh scriveva al fratello Theo dal manicomio di Sain-Rémy-de-Provence dove lui stesso chiese di essere internato nel dicembre del 1889. Qui, nella sua cella, nell’isolamento e nel buio  mentale di quel periodo, dipinse molte delle sue tele più famose: ci sono la luce e il sole della Provenza. E ci sono le stelle.

Ho pena delle stelle
che brillano da tanto tempo,
da tanto tempo…
Ho pena  di loro.

Non ci sarà una stanchezza
delle cose,
di tutte le cose,
come di un braccio o delle gambe?

Una stanchezza di esistere,
di essere,
solo di essere,
l’essere triste lume o un sorriso…

Non ci sarà infine,
per le cose che sono,
non la morte, bensì
un’altra specie di fine,
o una grande ragione:
qualcosa così,
come un perdono?

Fernando Pessoa, da   Poesie in Poesie scelte, traduzione di Luigi Panarese, Passigli Poesia

 

Stelle

Tornano in alto ad ardere le favole.

Cadranno colle foglie al primo vento.

Ma venga un altro soffio,
ritornerà scintillamento nuovo.

 
Giuseppe Ungaretti, 1927, da Sentimento del tempo

 

Stelle senza nome

I nomi delle stesse sono belli:
Sirio, Andromeda, l’orsa, i due Gemelli.
Chi mai potrebbe dirli tutti in fila?
Son più di cento volte centomila.
E in fondo al cielo, non so dove e come,
c’è un milione di stelle senza nome:
stelle comuni, nessuno le cura,
ma per loro la notte è meno scura.

Gianni Rodari, da Filastrocche in cielo e in terra

(Per guardare le stelle: David Bowie, Starman, https://www.youtube.com/watch?v=4B5zmDz4vR4; Nick Drake, Northern Sky, https://www.youtube.com/watch?v=S3jCFeCtSjk)

Tornare indietro

rewind

Fernando Pessoa e  Jim Morrison: è un accostamento  piuttosto inusuale, lo so.
Il fatto è che nella mia mente la poesia non segue le antologie scolastiche  e quindi spesso mi faccio “incantare” solo da un tema comune.
E in questi due brani poetici,  pur con parole e modi completamente differenti, due scrittori hanno espresso il rimpianto per il tempo passato  (e per quello che in quel tempo non è stato fatto).
Hanno espresso uno dei desideri più comuni: tornare indietro nel tempo.

 

Batte la luce in cima (Bate a luz no cimo)

Batte la luce in cima
alla montagna,  vedi…
Senza volere,  rimugino
ma non so che cosa…

Non so cosa ho perduto
o cosa non ho trovato…
Vita che ho vissuto,
quanto male io l’amai!…

Oggi voglio tanto
che non lo posso avere.
Di mattina c’è il pianto
ed alla sera.

Quanto avrei voluto tendere
ad essere felice…
Come il mondo è piccolo,
e il poco che io volli!

Va morendo la luce
in cima alla montagna…
Come un fiume il flusso
la mia anima bagna.

Ma non mi accarezza,
non mi calma nulla…
Povero bambino
perduto nella strada!…

Fernando Pessoa, da Poesie scelte, a cura di Luigi Panarese, Passigli Editore, 1993.

 

Se solo potessi

Se solo
potessi sentire
Il canto
dei passeri
&  sentire l’infanzia
trascinarmi indietro di nuovo

Se solo potessi sentirmi
trascinare indietro
di nuovo
&  sentirmi abbracciato
dalla realtà
di nuovo
Io morirei
Morirei felice

Jim Morrison, da Tempesta elettrica – Poesie e scritti perduti, Mondadori, 2001, traduzione di Tito Schipa jr.