Fuori tema n. 4: perdersi tra i colori

 

Claude Monet, Sentiero sull'Ile St. Martin, Vetheuil, olio su tela

Claude Monet, Sentiero sull’Ile St. Martin, Vetheuil, olio su tela

Particolare da Vincent Van Gogh, Gelsi potati al tramonto, 1888, Otterlo, Kroller-Muller Museum, The Netherlands

Particolare da Vincent Van Gogh, Gelsi potati al tramonto, 1888, Otterlo, Kroller-Muller Museum, The Netherlands

Particolare da Gustav Klimt, Oberosterreichisches Bauernhaus, 1911/1912, Osterreichische Galerie, Wien

Particolare da Gustav Klimt, Oberosterreichisches Bauernhaus, 1911/1912, Osterreichische Galerie, Wien

Pareti indaco

Sono nella sua camera, nessuno mi ha vista entrare.
L’emozione è fortissima, quasi non respiro e il caldo di questo agosto si fa sentire anche qui. Dall’interno lo spazio sembra più piccolo di quanto pensassi, ma mi piace: il colore delle pareti è lo stesso  di quello della stanza di mia figlia, un indaco delicato, mi ricorda la lavanda di montagna. É tutto ordinato, non c’è nulla fuori posto e lui si è perfino rifatto il letto, con la coperta scarlatta sistemata in modo perfetto.
Ma il caos, quello che lui ha portato sempre dentro di sé, c’è, lo sento, anche se non capisco da dove provenga. Quanto vorrei parlargli, chiedergli cosa veramente lo spaventi, se la sua angoscia è nera o ha un altro colore.
Cammino in punta di piedi e mi avvicino all’angolo dove si trova il letto: ci sono dei quadri alle pareti, due ritratti e un paesaggio, più altri due di cui non riconosco il soggetto. Le sue tele incantano il mondo, ma lui non lo sa, non lo saprà mai. Questo pensiero è troppo pesante: è così ingiusto che la sua sensibilità non sia stata compresa; vorrei potergli dire  quanto lui sia apprezzato e che il suo tormento si è trasformato in qualcosa di meraviglioso, ma ormai è troppo tardi. Vorrei potermi sedere su quella sedia gialla di paglia:  sembra che aspetti qualcosa, qualcuno.
Ora però mi manca l’aria, la finestra è appena socchiusa e c’è una luce verde che filtra all’interno: è una luce calma, forse troppo calma e non riesco a vedere nulla oltre i vetri. Continua a mancarmi l’aria. Che ore sono? Mi gira la testa, all’improvviso le pareti mi sembrano sul punto di cedere, i quadri e i pochi oggetti della stanza danno l’impressione di piegarsi verso di me e  anche il pavimento mi pare si stia inclinando. Mi avvicino allo specchio appeso alla parete, dietro al tavolino, ma non vedo la mia immagine riflessa, solo luce bianca… perché? Respiro angoscia, la sua angoscia, la calma della stanza era solo apparente, devo uscire in fretta…
Nous informons nos visiteurs que le Musée d’Orsay sera fermé  à 18 heures. Merci.
We inform our visitors that the Museum d’Orsay will close at 18 o’clock. Thank you.
«Ilaria, che fai? Ancora imbambolata davanti a quel quadro di Van Gogh? Ma sei fissata! E andiamo… che a momenti ci buttano fuori!».

(Irene Marchi)

*Riferimento a: Vincent Van Gogh (1853-1890) – La camera di Van Gogh ad Arles, 1889, Olio su tela, (Musée d’Orsay).

Vincent Van Gogh, la chambre de Van Gogh à Arles, Paris, Musée d'Orsay

Vincent Van Gogh, La chambre de Van Gogh à Arles, Paris, Musée d’Orsay

 E tu? In che quadro vorresti perderti?

* ascoltando (e guardando il video) Gotye (feat. Kimbra) – Somebody That I Used To Know