Riprendere fiato

leggerezza

Riposare un po’  prima di riprendere la strada (troppo spesso in salita): questo il bisogno espresso nelle due poesie trascritte qui  sotto.  E quasi si possono toccare,  in ogni verso,  tutta la fatica già vissuta  e  il bisogno di una leggerezza forse mai provata.

XIII
Su questo poggio d’erbe
leggere di gennaio
e lunghe quanto il raggio
che si spegne in loro

poter riposare, riposare…
tra il dire e il pensare, seduto
sul nulla, riprendere fiato
levare scheggia dopo scheggia

il male dei passi portati
e da portare ogni giorno.
E dopo ripartire

con per sentiero l’anima
che è vivaio di versi
amaro amaro amaro.

 

Intal rivâl di jerbis
lizeris di Zenâr
e lungjis tant che il rai
che si distude in lôr

podê polsâ, polsâ…
tra dî e pensâ, sentât
sul nuie tirâ il flât
gjavâ scae sore scae

il mâl dai pas puartâts
e di puartâ ogni dì.
E po tornâ a partî

cu l’anime par troi
ch’al è vivâr di viers
amâr amâr amâr.

 
 

XV
Come vorrei rimanere,
Donzel, meno che il piú
dimenticato degli uomini
spettinato e selvatico
 
fratello del prato posato
sulla luce verde
del prato, come vorrei
la carità del vento
 
a carezzarmi mani
e fronte e con gli occhi
succhiare lassú la polpa

profonda del cielo, e dentro
sentirmi attraversare la rabbia
pacificata del mare.

Ce ch’o vorès restâ
Donzel, mancul che il plui
dismenteât dai oms
dispetenât salvadi

fradi dal prât poiât
su la verde lusere
dal prât, ce ch’o vorès
la caretât dal vint

a cjarinâmi mans
e çarneli, e cui vôi
çupâ lassù la polpe

fonde dal cîl, e dentri
sintî passâ la rabie
cuietade dal mâr.

Entrambi i testi sono di Pierluigi Cappello, da Il me Donzel, in Azzurro elementare, Bur, 2013

*ascoltando  King Crimson – Moonchild
https://www.youtube.com/watch?v=1EVGR6rSu0c

Due minuti di non-saggezza

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Due minuti di non-saggezza

Questa mattina mi è arrivata la mail di un’amica  che ipotizzava l’idea di smetterla per un po’ (solo per un po’) di essere sempre solo saggi e saggi e saggi e ancora saggi. Ho pensato che fosse un’idea meravigliosa e di averne un bisogno estremo. E così ho cominciato subito (a smettere di cercare di mantenermi costantemente saggia) e ho scritto queste righe decisamente poco sagge. Giusto per prenderci un caffè. Buona giornata con un attimo in meno di saggezza!

 

Solo due minuti

Posa i tuoi pensieri saggi
– posali in un angolo lontanissimo dalla Terra –
vesti il tavolo di leggeri fogli colorati
accendi le note che ti ballano nel sangue
– ci sarà un passo di danza per ogni tuo dolore-
ridi per ogni errore su cui hai già pianto troppo.
Posa tutti  i tuoi pensieri saggi, poi  ti riprenderanno,
ma tu posali,
                 almeno per il tempo di un caffè.

©IreneMarchi2017

* ascoltando Bob Marley – Three Little Birds
https://www.youtube.com/watch?v=j3EOVe-8coE

Che cosa chiederesti

Padova - Murales nei pressi di Piazza dei Signori

Padova – Murales nei pressi di Piazza dei Signori

Quando un murales ti incanta… questo l’ho incontrato girovagando  per le strade di Padova: un grazie all’autore.

Che cosa chiederesti

Che cosa chiederesti
                                     alla tua ombra
prima del tramonto?
«Sostienimi!» vorrei chiederle io,
«Sostieni il peso
– non tutto! Anche solo di una parte dei pensieri –
sostieni il mio cielo
                                  quando cade a pezzi
sostieni la mia terra
                                   quando trema
sostieni il respiro
                               quando sembra stancarsi.
Sostienimi: tu hai la leggerezza che mi manca».
 
©IreneMarchi2017

* sto ascoltando Keane – My Shadow
 https://www.youtube.com/watch?v=lnO2AJiMUZ0

Sulla leggerezza dell’essere (quella sostenibile)

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Vivere almeno quel poco di leggerezza che potremmo sostenere: quanto ci piacerebbe! Leggerezza che esiste, c’è, la potremmo fare nostra… è che siamo bravissimi ad appesantirci, a complicare, a metterci  i macigni sopra ai pensieri (al di là delle situazioni oggettive):  tendiamo ad aggiungere, inseguiamo il di più, ci allontaniamo da quello sguardo leggero.

Desiderio di cose leggere

Giuncheto lieve biondo
come un campo di spighe
presso il lago celeste

e le case di un’isola lontana
color di vela
pronte a salpare –

Desiderio di cose leggere
nel cuore che pesa
come pietra
dentro una barca –

Ma giungerà una sera
a queste rive
l’anima liberata:
senza piegare i giunchi
senza muovere l’acqua o l’aria
salperà – con le case
dell’isola lontana,
per un’alta scogliera
di stelle.

1° febbraio 1934

Antonia Pozzi

 

Ridurre!
Vogliamo dire qualcosa
in più della natura e si fa
l’incredibile errore di volerlo dire
con più mezzi invece
che con meno strumenti.

La luce e le forme razionali
sono in lotta, la luce
le mette in movimento, piega
angoli retti,
curva parallele,
costringe i cerchi dentro gli intervalli,
rende l’intervallo attivo.

Da tutto questo l’inesauribile
diversità.

Paul Klee, da Poesie di Paul Klee, traduzioni di Giorgio Manacorda e Ursula Bavaj.

 

* Cosa ascoltare? A me  viene in mente solo questa, al momento: una musica che mi dà proprio l’idea di qualcosa che nasce leggero e vive con leggerezza: dal Peer Gynt di Eduard Grieg, Suite n. 1, op. 46 “Il mattino”.

leggerezzazzurra