Ma che importa…

pioverà, che importa...

Non importa, non importa, non importa… 

di quasi (quasi!) tutto si può dire non importa. Devo ricordarmelo più spesso.

 

Mi sorprenderà la pioggia,
ora che non ho neppure il cappello di bambù?
Ma che importa…

Matsuo Basho, da Cento Haiku, traduzione a cura di Irene Iarocci, Guanda Editore

 

*Ascoltando Jovanotti – Piove

La strada dei fiori

 la via dei fiori foto

 

Una foto e tre brevissime poesie che regalano  fiori.
Fiori, fatti di profumo e leggerezza: sanno dire molto o anche solo tenerci compagnia
(penso che la strada dei fiori non sia mai sbagliata).

 

Papaveri rossi
mossi dal vento
al mio passaggio
un saluto?

Vasco Mirandola, da E se fosse lieve? – Poesie un po’ tue un po’ mie, Editrice C.L.E.U.P., 2016.

 

Colgo un mazzo di fiori
in cima alla sponda del fiume.
Una donna, stasera,
avrà un sorriso anche per me.

Antonello Farris, da 44 (raccolta di baishu, componimenti poetici in quattro versi e trentadue sillabe), Edizioni Compagine, 2014.

 

Quale dita toccheranno
in futuro
quei fiori rossi?

Matsuo Basho (1644-1694), testo dell’ haiku tratto dal web.

*ascoltando Come Back As A Flower – Stevie Wonder dall’album The Secret Life of the Plants https://www.youtube.com/watch?v=ZMjE8jJGJ0A

la via dei fiori rossi 1992
 

La canzone dell’acqua

 

E la canzone dell’acqua
è una cosa eterna[…]
Che armonia spande
sgorgando dalla roccia!
Federico Garcia Lorca, da Mattino

canzone dell'acqua

Gocce che tolgono la sete, gocce che sono musica.

La nostra acqua

Lenta scorre la nostra acqua
e gorgoglia e ride
come d’estate
e come d’estate canta

Abbracciamoci più forte
ché ci porta via

Gianmaria Testa, da Da questa parte del mare, Einaudi, 2016.

 

 lacanzonedell'acqua

Chiare cascate:
tra le onde si infilano verdi
gli aghi dei pini.

Matsuo Basho (1644-1694)

 

Vento, acqua, pietra

L’acqua fora la pietra,
il vento disperde l’acqua,
la pietra trattiene il vento.
Acqua, vento, pietra.

Il vento scolpisce la pietra,
la pietra è coppa dell’acqua,
l’acqua sfugge ed è vento.
Pietra, vento, acqua.

Il vento turbinando canta,
l’acqua scorrendo mormora,
la pietra immobile tace.
Vento, acqua, pietra.

L’uno è l’altro ed è nessuno:
fra i  loro nomi vuoti
passano e si dissolvono
acqua, pietra, vento.

Octavio Paz, da Albero Interiore (1976-1987), in Il fuoco di ogni giorno, traduzione di Ernesto Franco.

 

*Gocce d’acqua e note: Chopin: Preludio op. 28 n. 15 – La goccia d’acqua https://www.youtube.com/watch?v=BczgDb9-ctQ#t=108; Ivano Fossati – La guerra dell’acqua https://www.google.it/search?q=ivano+fossati+la+guerra+dell%27acqua&ie=utf-8&oe=utf-8&client=firefox-b-ab&gfe_rd=cr&ei=LjiOV8b6Bsig8wfN0YmQBg ; Francesco Guccini – Acque https://www.youtube.com/watch?v=0UoHBJ0DnMY.

 

Lista delle cose da fare: 7 – resistere! (Ma piangere liberamente)

“Le lacrime sono lo sciorgliesi del ghiaccio dell’anima. E a chi piange, tutti gli angeli sono vicini”. Hermann Hesse

rocciachepiange

Lo so, è difficilissimo: come rocce, resistere al vento contrario (e quante volte è contrario!), ma piangere comunque, se ne sentiamo il bisogno.
Ti vergogni delle lacrime, tu che stai imparando dalle rocce? Puoi sempre dire che sono gocce di rugiada o spruzzi delle onde.

 

La primavera parte:
pianto fra gli uccelli e lacrime
negli occhi dei pesci.

Matsuo Basho (1644 – 1694), testo dal web

 

Come un libro aperto

Come un libro aperto
leggo nel fondo dei tuoi occhi.
Perché la bocca sorride
se gli occhi la smentiscono?
Piangi, non vergognarti
di confessare
che mi amasti.
Piangi. Nessuno vede.
Guarda.
Io sono un uomo, eppure piango.

Gustavo Adolfo Bécquer (Siviglia 1836 – 1870), n. XLIV da Rimas.

testo originale:

Como en un libro abierto
leo de tus pupilas en el fondo.
¿A qué fingir el labio
risas que se desmienten con los ojos?
¡Llora! No te avergüences
de confesar que me quisiste un poco.
¡Llora! Nadie nos mira.
Ya ves; yo soy un hombre… y también llor.

 

Io sono una roccia

Io sono una roccia, ho visto la vita e la morte,
ho conosciuto la fortuna, la preoccupazione e il dolore.
Io vivo una vita da roccia.
Sono una parte di nostra Madre, La Terra.
Ho sentito battere il suo cuore sul mio,
ho sentito i suoi dolori e la sua gioia.
Io vivo una vita da roccia.
Sono una parte di nostro Padre, il Grande Mistero.
Ho sentito le sue preoccupazioni e la sua saggezza.
Ho visto le sue creature, i miei fratelli,
gli animali, gli uccelli, i fiumi e i venti parlanti, gli alberi,
tutto quello che è sulla Terra
e tutto quello che nell’Universo è.
Io sono parente delle stelle.
Io posso parlare, quando conversi con me
e ti ascolterò, quando parlerai.
Io ti posso aiutare, quando hai bisogno di aiuto.
Ma non mi ferire, perché io posso sentire, come te.
Io ho la forza di guarire, eppure all’inizio tu dovrai cercarla.
Forse tu pensi che io sia solo una roccia,
che giace nel silenzio, sull’umido suolo.
Ma io non sono questo.
Io sono una parte della vita,
io vivo, io aiuto coloro che mi rispettano.

Penna d’aquila danzante – Capo indiano (testo dal web, non sono riuscita a risalire al testo che lo contiene).

* Io ascolterei: Dire Straits – Solid Rock; R.E.M.  – Everybody Hurts;  Rolling Stones – As Tears Go By.

Silenzio

silenzio
“Si dice che ogni persona è un’isola, e non è vero, ogni persona è un silenzio, questo sì, un silenzio, ciascuna con il proprio silenzio,ciascuna con il silenzio che è”.
José Saramago, da La caverna

“(…) Siamo due silenzi, così uniti
che nessuno può sentire
che quel silenzio che è intorno
è doppio, perché due voci,
tacendo, l’hanno forgiato
per capirsi ancora meglio”. Pedro Salinas, da  Il Corpo Favoloso

Cos’è il silenzio? È solo assenza di suono o ci può essere silenzio anche nella confusione più totale? Forse sta a noi trovare un po’ di silenzio (per poterci capire), come un angolo riparato nel bel mezzo di una grandinata estiva. Silenzio come rifugio. O come diverso modo di comunicare. E poi c’è quel silenzio triste: quando non troviamo più la voglia di parlare… che non arrivi mai quel silenzio!

 

Il silenzio

Ascolta, figlio, il silenzio.
È un silenzio ondulato,
un silenzio,
dove scivolano valli ed echi
e che inclina le fronti
al suolo.

Federico Garcia Lorca, da Poema del Cante Jondo, 1921, traduzione di Carlo Bo.

 

Silenzio:
graffia la pietra
la voce delle cicale

Matsuo Bashō, da Il fiore della poesia giapponese da Bashō all’Ottocento, traduzione di Elena Dal Pra, Mondadori.

 

Parla per me, silenzio

Oggi non era un giorno di parole,
con mire di poesie e di discorsi,
né c’era strada che fosse la nostra.
A definirci bastava solo un atto,
e visto che a parole non mi salvo,
parla per me, silenzio, ch’io non posso.

***

Com’è fondo il silenzio

Com’è fondo il silenzio tra le stelle.
Non un suon di parola si propaga,
né cinguettio di favolosi uccelli.
Ma là, tra quelle stelle, dove siamo
un astro rinnovato, là si sente
quell’intimo rumor che apre le rose.

poesie di  José Saramago,  da Le poesie possibili, in Poesie, Einaudi, traduzione di Fernanda Toriello.

*Io ascolterei: Simon & Garfunkel – The Sound of Silence; Depeche Mode – Enjoy the Silence.

Fine e inizio

 

tramonto

Lo spettacolo del cielo invaso dai colori di un tramonto  difficilmente può lasciare indifferenti.
Anche perché questi colori ci suggeriscono  quella famosa frase “domani è un altro giorno”: a ogni tramonto  seguirà un’alba e quindi, in ogni caso,  un nuovo inizio.
Tra l’arancio e il rosa di quel cielo ci si può trovare ancora una speranza, proprio lì, dietro a quella sfumatura più scura…  forse è anche per questo che il tramonto ci piace: qualcosa finisce, sempre, maledizione! Ma qualcosa può iniziare!

Tramonto

Versa il 20 maggio 1916

Il carnato del cielo
sveglia oasi
al nomade d’amore

Giuseppe Ungaretti, da L’allegria, in Il porto sepolto.

 

Eccola, questa sciocca felicità

Eccola, questa sciocca felicità
Con le sue finestre bianche spalancate sull’orto!
Sopra lo stagno, uguale a un cigno purpureo
Naviga silenzioso il tramonto.

Salve, mia pozzanghera d’oro
E voi betulle capovolte nell’acqua!
Dal tetto una banda di cornacchie
Canta i Vespri alle stelle.

Laggiù oltre i giardini
Dove fiorisce la vitalba
Una soave ragazza vestita di bianco
Accenna delicate canzoni:

E il freddo notturno si distende sui campi
Come una sottana celeste.
O mia cara, mia sciocca felicità,
Tenere e fresche guance di una volta!

Sergej A. Esenin (Kostantinovo,1895-1925), da Poesie, Traduzione di Giuseppe Paolo Samonà, Garzanti, 1981.

 

Rosseggiante rosseggia
impietoso
il sole  ̶
Vento d’autunno.

Matsuo Bashō

 

Nuda è la terra

Nuda è la terra, e l’anima
ulula contro il pallido orizzonte
come lupa famelica. Che cerchi,
poeta, nel tramonto?

Amaro camminare, perché pesa
il cammino sul cuore. Il vento freddo,

e la notte che giunge, e l’amarezza
della distanza…Sul cammino bianco,
alberi che nereggiano stecchiti;

sopra i monti lontani sangue ed oro…
Morto è il sole…Che cerchi,
poeta, nel tramonto?


Antonio Machado (Siviglia1875-1939), da Soledades, 1903

 

*Io ascolterei: Neil Young – California Sunset

Lista delle cose da fare: 5 – accettare la nebbia

nebbia1

Accettare la nebbia, quando arriva. Anche quella “dove non si vede a un passo” (cit.).  Prima o poi dovrà tornare una finestra di cielo limpido. E magari ci saranno anche dei fiori.

Sereno

Dopo tanta
nebbia
a una
a una
si svelano
le stelle

Respiro
il fresco
che mi lascia
il colore del cielo

Mi riconosco
immagine
passeggera

Presa in un giro
Immortale

Giuseppe Ungaretti,  da L’allegria 1914-1919, in Girovago.

 

Qui

I miei passi su questa strada
risuonano
in un’altra strada
dove
sento i miei passi
passare in questa strada
dove

solo è reale la nebbia.

Octavio Paz, da Salamandra (1958-1961), in Il fuoco di ogni giorno, traduzione di Ernesto Franco, Garzanti.

 

Portare la nostra parte di notte   ̶
la nostra parte di aurora   ̶
Riempire il nostro spazio di felicità
il nostro spazio di risentimento   ̶

Qui una stella, e là una stella,
alcuni si perdono!
Qui una nebbia, e là una nebbia.
infine   ̶   il giorno!

Emily Dickinson, n. 113, in Tutte le poesie, Mondadori, traduzione di Marisa Bulgheroni.

 

Languore d’inverno:
nel mondo di un solo colore
il suono del vento

Matsuo Basho (1644-1694), da Haiku. Il fiore della poesia giapponese da Basho all’Ottocento, a cura di Elena Dal Pra.

* Mentre si alza la nebbia ascolterei:  Lucio Battisti – Emozioni; PFM – Impressioni di settembre; Pierangelo Bertoli – La nebbia