Il posto giusto

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Almeno il cielo è di tutti e per tutti. E non ha porte: guarda il cielo domani a una certa ora e sicuramente ci sarà qualcun altro che lo starà guardando in quello stesso istante. (A che serve pensare a questo? Ognuno trovi la sua risposta).

I cieli sono uguali

I cieli sono uguali.
Azzurri, grigi, neri,
si ripetono sopra
l’arancio o la pietra:
guardarli ci avvicina.
Annullano le stelle,
tanto sono lontane
le distanze del mondo.
Se noi vogliamo unirci,
non guardare mai avanti:
tutto pieno di abissi,
di date e di leghe.
Abbandonati e galleggia
sopra il mare o sull’erba,
immobile, il viso al cielo.
Ti sentirai calare
lenta, verso l’alto,
nella vita dell’aria.
E ci incontreremo
oltre le differenze
invincibili, sabbie,
rocce, anni, ormai soli,
nuotatori celesti,
naufraghi dei cieli.

Los cielos son iguales

Los cielos son iguales.
Azules, grises, negros,
se repiten encima
del naranjo o la piedra:
nos acerca mirarlos.
Las estrellas suprimen,
de lejanas que son,
las distancias del mundo.
Si queremos juntarnos,
nunca mires delante:
todo lleno de abismos,
de fechas y de leguas.
Déjate bien flotar
sobre el mar o la hierba,
inmóvil, cara al cielo.
Te sentirás hundir
despacio, hacia lo alto,
en la vida del aire.
Y nos encontraremos
sobre las diferencias
invencibles, arenas,
rocas, años, ya solos,
nadadores celestes,
náufragos de los cielos.

Pedro Salinas, da La voz a ti debida, 1933

*ascoltando The Great Gig In The Sky – Pink Floyd
https://www.youtube.com/watch?v=iw8wlede_fk
e Home In The Sky  – Cat Stevens
https://www.youtube.com/watch?v=qZw_IIxwIno

Le altre vite

C’è un incontro fissato,
ancora senza ora e senza data,
per trovarci,
io sarò lì, puntuale,
non so tu. (Julio Cortazàr)

 A me par, vivendo questa mia
Povera vita, un’altra rasentarne
Come nel sonno, e che quel sonno sia
La mia vita presente. (Camillo Sbarbaro)

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Le altre vite. Quelle precedenti, quelle future, quelle intraviste, quelle non cercate. Le altre.

 

Di nuovo gli astri d’amore traversano
lucidi sulle nostre teste opache
là dove noi scendiamo inconsapevoli
su opposte rive. E appare naturale
non averti veduta mai né udita
ed affliggerti in una luce antica.

Desiderio o rimpianto? Desiderio
e rimpianto, una sola febbre amara.
Raggiava nel cristallo un vino astrale,
un sole fuso che bevevi a sorsi
e fissavi la dura cecità del paesaggio.

Mario Luzi, da Quaderno gotico, Firenze, 1947

 

Questa catena di ferro
che tanto pesa, è leggera
a portarsi e non la sento.
C’è un’altra catena fatta
di onde, di terre e di venti,
di risate e di sospiri,
che mi lega non so dove,
mi soggioga a quel padrone
sconosciuto, a quel padrone…

Pedro Salinas, da Presagi, Passigli Editori, Traduzione di Valerio Nardon.

 

*In musica:  Un’altra vita – Paolo Conte; Il dono del cervo – Angelo Branduardi

“Un bacio, insomma, che cos’è mai un bacio?”

“E c’è una sola saliva e un solo sapore di frutta matura, e io ti sento tremare stretta a me come una luna nell’acqua.” Julio Cortázar

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Un bacio, insomma, che cos’è mai un bacio?” si chiede Cyrano. E tanti altri si sono posti la stessa domanda. Tra le mille definizioni di bacio che la letteratura ci regala, ne riporto una,  pacata e lucida, che trovo molto vera: “I baci non sono anticipo d’altre tenerezze, sono il punto più alto” (lo scrive Erri De Luca nel libro Il contrario di uno).

 

Prolungamento di un bacio

Ieri ti ho baciato sulle labbra.
Ti ho baciato sulle labbra. Intense,
rosse. Un bacio così corto
durato più di un lampo,
di un miracolo, più ancora.
Il tempo
dopo averti baciato
non valeva più a nulla
ormai, a nulla
era valso prima.
Nel bacio il suo inizio e la sua fine.

Oggi sto baciando un bacio;
non solo con le mie labbra.
Le poso
non sulla bocca, no, non più
– dov’è fuggita? –
Le poso
sul bacio che ieri ti ho dato
sulle bocche unite
dal bacio che hanno baciato.
E dura questo bacio
più del silenzio, della luce.
Perché io non bacio ora
né una carne né una bocca
che scappa, che mi sfugge.
No.
Ti sto baciando più lontano.

Pedro Salinas, da La voz a ti debida (La voce a te dovuta).

 

La signora ed i baci

Una signora voleva tanto dargli dei baci,
non dico troppi, anche solo sette, otto mila.
Invece era proibito, perciò non glieli dava.
Se però non fosse stato proibito
glieli avrebbe dati tutti,
dal primo all’ultimo.
A cosa servono i baci se non si danno?

Vivian Lamarque, da Poesia d’amore del Novecento, Milano, Crocetti Editore, 1996.

 

Quando ti bacio

Quando ti bacio
non è solo la tua bocca
non è solo il tuo ombelico
non è solo il tuo grembo
che bacio
io bacio anche le tue domande
e i tuoi desideri
bacio il tuo riflettere
i tuoi dubbi
e il tuo coraggio
il tuo amore per me
e la tua libertà da me
il tuo piede che è giunto qui
e che di nuovo se ne va
io bacio te
così come sei
e come sarai
domani e oltre
e quando il mio tempo sarà trascorso.

Erich Fried, traduzione di Riccarda Novello.

 

*Qualche bacio nelle canzoni: Carmen Consoli – L’ultimo bacio; Elisa – L’anima vola; Bruce Springsteen Then She Kissed Me.