Ricette poetiche

In primo piano

purple

Tre etti di libertà e due di fantasia, un bicchiere di pioggia viola, una manciata di nuvole (meglio se quelle del tardo pomeriggio) e un pizzico di follia (meglio se inguaribile): mescola con leggerezza e fai lievitare le parole nell’aria.

 

Prendete una parola? prendetene due
fatele cuocere come se fossero uova
scaldatele a fuoco lento
versate la salsa enigmatica
spolverate con qualche stella
mettete pepe e fatele andare a vela.

Ora dove ve n’andrete?
A scriver davvero? A scriver?

Raymond Queneau (Le Havre, 1903 – Parigi, 1976), da Il cane con il mandolino, 1965

 

 

La materia della poesia

                                      Per Salah Stétié

C’è una sostanza delle cose che non
si perde quando le ali della bellezza
la toccano. La perdiamo di vista, talvolta,
girando gli angoli della vita; ma
lei ci insegue con il suo desiderio
di permanenza, e viene a contaminarci
con l’infezione divina di una febbre di
eternità. I poeti lavorano
questa materia. Le loro dita estraggono
il caso da dentro chi va
loro incontro, e sanno che l’improbabile
si trova nel cuore dell’istante,
nell’incrocio di sguardi che
la parola della poesia traduce. Leggo
ciò che scrivono; e dalla fiamma che
i loro versi alimentano si leva
un fumo che il cielo disperde, in
mezzo all’azzurro, lasciando appena un
eco di ciò che è essenziale, e permane.

Nuno Júdice, da La materia della poesia, 2015, traduzione Chiara De Luca, Ed. Kolibris

*ascoltando Peter Green – The Supernatural https://www.youtube.com/watch?v=YoasUjXBkm8

Decluttering mentale

scrivereliberare

Se scrivi su un foglio bianco quello che ti rimbalza nella mente (e  in certi momenti produce un rumore talmente forte che lo riescono a sentire anche quelli che ti stanno vicino – “Ma che faccia  strana hai?!”), poi ti sentirai un po’ meglio. Non  benebene, ma meglio. Poi butta via quel foglio. O anche no.

non puoi pensare senza pensare a qualcosa
i miei amici buddhisti ogni tanto pensano
per settimane a come non pensare a niente
spesso ci riescono
                             certe volte osservando
quella scultura famosa (o una sua fotografia)
io penso    oh quello non starà davvero pensando
a niente     vuole solo farlo credere ai
passanti per qualche motivo      o ha bisogno di tenersi
la testa pesante tra le mani per incastonare
i pensieri o le idee nella sua pietrosità
                                               così come io     accostando
la penna al foglio sono certa che la cosa
che mi opprimeva insopportabile sul petto
apparirà in parole      prenderà forma e canto
mi lascerà continuare a vivere

Grace Paley, da Fedeltà, traduzione di Livia Brambilla e Paolo Cognetti, Minimum Fax, 2011
* ascoltando Elisa – Pagina bianca https://www.youtube.com/watch?v=17_-cwStntE
Willie Nelson –Write Your Own Songs
https://www.youtube.com/watch?time_continue=48&v=KcV9zyx-HHE