Qui, là  o ancora più lontano

quiolà

Qui, là  o ancora più lontano… dove siamo stati e dove andremo veramente? Ma, breve o lungo, che il nostro viaggio sia intenso e libero, in ogni luogo!

Voglio, avrò

Voglio, avrò
se non qui,
in altro luogo che ancora non so.
Niente ho perduto.
Tutto sarò.

Fernando Pessoa – (Quero, terei, da Poesias ineditas).

… e ancora di Fernando Pessoa

Amo tutto ciò che è stato

Amo tutto ciò che è stato,
tutto quello che non è più,
il dolore che ormai non mi duole,
l’antica e erronea fede,
l’ieri che ha lasciato dolore,
quello che ha lasciato allegria
solo perché è stato, è volato
e oggi è già un altro giorno.

 

Biglietto lasciato prima di non andar via

Se non dovessi tornare,
sappiate che non sono mai
partito.
Il mio viaggiare
è stato tutto un restare
qua, dove non fui mai.

Giorgio Caproni, da Tutte le poesie, Garzanti

* ascoltando So Long Ago, So Clear – Vangelis and Jon Anderson

“… Che tu sei qui…”

walt whitman

Walt Whitman,  Ahimè! Ah vita! (da By the Roadside), da Foglie d’erba, nella traduzione di Giuseppe Conte,  Mondadori, 1991.

Che tu sei qui – che esiste la vita e l’individuo, che il potente spettacolo continua, e tu puoi contribuirvi con un tuo verso” o una tua parola o gesto… : trovo che questi versi di Whitman siano tra le cose più consolatorie e propositive che si possano leggere (il concentrato, anzi di più, di un manuale di self-help!).

* ascoltando Johnny Thunder – I’m Alive

Una serie di attimi

pietre

Quante volte ti ha sorpreso una pioggia improvvisa, sei inciampato in una pietra, hai seguito una scintilla nel vento? Quante volte hai perso le chiavi tra l’erba e i pensieri tra le nuvole? Quante volte volevi sapere e non hai saputo? Quante volte ti sei arreso? Chissà quante  volte ci siamo incontrati (e non ci siamo visti!) io, te, loro, in questa serie di attimi che è la vita.

Un appunto

La vita – è il solo modo
per coprirsi di foglie,
prendere fiato sulla sabbia,
sollevarsi sulle ali;

essere un cane,
o carezzarlo sul suo pelo caldo;

distinguere il dolore
da tutto ciò che dolore non è;

stare dentro gli eventi,
dileguarsi nelle vedute,
cercare il più piccolo errore.

Un’occasione eccezionale
per ricordare per un attimo
di che si è parlato
a luce spenta;

e almeno per una volta
inciampare in una pietra,
bagnarsi in qualche pioggia,
perdere le chiavi tra l’erba;
e seguire con gli occhi una scintilla nel vento;

e persistere nel non sapere
qualcosa d’importante.

Wislawa Szymborska, da Opere, traduzione di Pietro Marchesani, Adelphi, 2008, p. 619.

*Ascoltando Beautiful Day – U2
(“…It’s a beautiful day
Sky falls, you feel like
It’s a beautiful day
Don’t let it get away

You’re on the road
But you’ve got no destination
You’re in the mud
In the maze of her imagination…”).

Le “non risposte”

lineafredda

Già la vita, di per sé,  tende a darci poche risposte (e spesso  non sono quelle che vorremmo sentire), ma sto notando che anche tra le persone la risposta  è sempre più spesso una non risposta (declinata in varie forme). Diventeremo interpreti di silenzi?

Noi

Abitiamo l’intercapedine buia
tra domande e non risposte
il fiato breve
che scivola tra un grido
e il canto
la linea fredda tra bianco e fango,
quel tempo tra il bene e il male
che si curva con i giorni.

Irene Marchi, da Fiori, mine e alcune domande, Sillabe di Sale Editore, 2015.

* Cosa ascoltare? David Gilmour – There’s no Way Out of Here;  Lou Dillon – Answers and Questions.