È la vita

è la vita

Cosa cerchi quando apri un libro e leggi? Cosa vorresti trovare quando lo richiudi, e cosa vorresti lasciarti dietro a quelle pagine?

Dediche

So che stai leggendo questa poesia
tardi, prima di lasciare il tuo ufficio
con l’unico lampione giallo e una finestra che rabbuia
nella spossatezza di un edificio dissolto nella quiete
quando l’ora di punta è da molto passata. So che stai leggendo
questa poesia in piedi, in una libreria lontano dall’oceano
in un giorno grigio agli inizi della primavera, deboli fiocchi sospinti
attraverso gli immensi spazi delle pianure intorno a te.
So che stai leggendo questa poesia
in una stanza in cui è accaduto troppo per poterlo sopportare,
spirali di lenzuola ristagnano sul letto
e la valigia aperta parla di fuga
ma non puoi andartene ora. So che stai leggendo questa poesia
mentre il metrò rallenta la corsa, prima di lanciarti su per le scale
verso un amore diverso
che la vita non ti ha mai concesso.
So che stai leggendo questa poesia alla luce
della televisione, dove scorrono sussulti di immagini mute,
mentre aspetti le ultime notizie sull’intifada.
So che stai leggendo questa poesia in una sala d’aspetto
di occhi incontrati che non si incontrano, di identità con estranei.
So che stai leggendo questa poesia sotto il neon
nella noia stanca dei giovani che sono esclusi,
che si escludono, troppo presto. So
che stai leggendo questa poesia con la tua vista indebolita:
le tue lenti spesse dilatano le lettere oltre ogni significato e tuttavia continui a leggere
perché anche l’alfabeto è prezioso.
So che stai leggendo questa poesia in cucina,
mentre riscaldi il latte, con un bambino che ti piange sulla spalla e un libro in mano,
perché la vita è breve e anche tu hai sete.
So che stai leggendo questa poesia che non è nella tua lingua:
di alcune parole non conosci il significato, mentre altre ti fanno continuare a leggere
e io voglio sapere quali sono.
So che stai leggendo questa poesia in attesa di udire qualcosa, divisa tra amarezza e speranza,
per poi tornare ai compiti che non puoi rifiutare.
So che stai leggendo questa poesia perché non c’è altro da leggere,
lì dove sei approdata, nuda come sei.

Adrienne Rich, da Cartografie del silenzio, Crocetti Editore, 2000, Milano.

* ascoltando Lucio Battisti – Anche per te

Quando senti la tempesta

ilsoleprimadellatempesta

Perché una tempesta la senti, la intuisci…puoi ignorarla, negarla, ma poi la senti più forte, la vedi arrivare: non puoi scappare. Ora sei dentro alla tempesta. Respira, respira… passerà.

Quando senti la tempesta

Il  cielo
che precede un temporale
è così solido
nella sua paurosa bellezza

senti con gli occhi  ̶  o con il respiro?  ̶
il peso
          di nuvole
mature, nere
di unʼacqua pronta a lavare
veli di tempo e di attesa.

Ogni fiore aspetta   ̶  o teme?  ̶
il rombo scuro dellʼinizio.
 
©Irene Marchi 2017

* ascoltando Deep Purple-Stormbringer

Passi incerti

“Taci, anima stanca di godere / e di soffrire (all’uno e all’altro vai/rassegnata). […] Invece camminiamo. / Camminiamo io e te come sonnambuli…”

Camillo Sbarbaro, da Pianissimo, 1914

passincerti

E dai, basta con il solito pessimismo (c’è anche un po’ di sole oggi!)… si dai, basta, basta! (Però resta difficile  mantenere il passo).

 

Da un’asse all’altra avanzavo
così lenta, prudente.
Sentivo le stelle sul capo,
e sotto i piedi il mare.

Questo solo sapevo: un altro passo
poteva essere l’ultimo.
Ed avevo quell’andatura incerta
che chiamiamo esperienza.

Emily Dickinson, n. 875 da Tutte le poesie, Mondadori, traduzione di Marisa Bulgheroni

 

La sosta

Con un gelato davanti
e la morte dentro la mente
seduto a un bar di Piazza Marina,
guardo due mosche amarsi sulla mia mano,
come colpi di batticuore
odo martelli battere sulle rotaie,
mi chiedo perché vivo,
che grido o che caduta m’aspetta dietro l’angolo,
rammento un altro sole rovente come questo
sulla mia testa rasa di soldato,
un’altra attesa, un’altra fuga, un’altra tana.
Ora pago, mi alzo, questo giorno è sbagliato,
questo e gli altri di prima, sono un uomo infelice.

Gesualdo Bufalino, da L’amaro miele, Einaudi, 1982

* Cosa ascoltare? (Maglio buttarsi su qualcosa che  inviti a ballare… ) Walk of Life – Dire Straits