Qualcosa di magico

E camminerò in mezzo all’erba alta dai molti colori

Oltre il tempo…

La canzone di Aengus l’errante – The Song of Wandering Aengus

Andai al bosco di nocciòli,
Perché nella testa avevo un fuoco,
Tagliai e pelai un ramoscello di nocciòlo,
E attaccai una bacca al filo;
E quando bianche falene si alzarono in volo
E stelle come falene brillavano intermittenti,
Lanciai la bacca in un ruscello,
E pescai una piccola trota d’argento.
 
Quando l’ebbi posata a terra
Mi misi a soffiare sul fuoco per ravvivarlo,
Ma per terra cominciò ad agitarsi qualcosa,
E qualcuno mi chiamò per nome:
Si era trasformata in una fanciulla radiosa
Fiori di melo fra i capelli
Che mi chiamò per nome e scappò via
E nell’aria rischiarata svanì.
 
Sebbene sia diventato vecchio errando
Per terre di colline e valli
Scoprirò dove se n’è andata
Le bacerò le labbra e le prenderò le mani;
E camminerò in mezzo all’erba alta dai molti colori,
E coglierò fino alla fine del tempo e dei tempi,
Le mele d’argento della luna,
Le mele d’oro del sole.
 
William Butler Yeats, da The Wind among the reeds, 1899

* ascoltando: Donovan – The Song Of Wandering Aengus
https://www.youtube.com/watch?time_continue=173&v=UQUT6mS0eY8;
Angelo Branduardi – La canzone di Aengus il vagabondo
https://www.youtube.com/watch?time_continue=1&v=y2jsLXQjrf4;
The Waterboys – Song of Wandering Aengus https://www.youtube.com/watch?time_continue=209&v=BYb-qOKKC0E

 

Note da una poesia

vinilepoesia

Quando una poesia diventa una canzone.

Nel giardino dei salici


Fu là nei giardini dei salici che io e la mia amata ci incontrammo;
Ella passava là per i giardini con i suoi piccoli piedi di neve.
M’invitò a prendere amore così come veniva, come le foglie crescono sull’albero;
Ma io, giovane e sciocco, non volli ubbidire al suo invito.
Fu in un campo sui bordi del fiume che io e la mia amata ci arrestammo,
E lei posò la sua mano di neve sulla mia spalla inclinata.
M’invitò a prendere la vita così come veniva, come l’erba cresce sugli argini;
Ma io ero giovane e sciocco, e ora son pieno di lacrime.

William Butler Yeats, da Poesie, Mondadori, 1997, traduzione di Roberto Sanesi.

Poesia musicata da Angelo Branduardi nell’album Branduardi canta Yeats (dove mette in musica dieci poesie di William Butler Yeats, tradotte e adattate da Luisa Zappa; precedentemente Branduardi si era ispirato a una poesia di Sergej Esenin per il brano Confessioni di un malandrino).

 

Le foglie morte

Oh, vorrei tanto che anche tu ricordassi
i giorni felici del nostro amore.
Com’era più bella la vita.
E com’era più bruciante il sole.
Le foglie morte cadono a mucchi…
Vedi: non ho dimenticato.
Le foglie morte cadono a mucchi
come i ricordi, e i rimpianti
e il vento del nord porta via tutto
nella più fredda notte che dimentica.
Vedi: non ho dimenticato
la canzone che mi cantavi.

È una canzone che ci somiglia.
Tu che mi amavi
e io ti amavo.
E vivevamo, noi due, insieme
tu che mi amavi
io che ti amavo.
Ma la vita separa chi si ama
piano piano
senza nessun rumore
e il mare cancella sulla sabbia
i passi degli amanti divisi.

Le foglie morte cadono a mucchi
e come loro i ricordi, i rimpianti.
Ma il mio fedele e silenzioso amore
sorride ancora, dice grazie alla vita.
Ti amavo tanto, eri così bella.
Come potrei dimenticarti.
Com’era più bella la vita
e com’era più bruciante il sole.
Eri la mia più dolce amica…
Ma non ho ormai che rimpianti.
E la canzone che tu cantavi
la sentirò per sempre 

È una canzone che ci somiglia. 
Tu che mi amavi
e io ti amavo.
E vivevamo, noi due, insieme
tu che mi amavi
io che ti amavo.
Ma la vita separa chi si ama
piano piano
senza nessun rumore
e il mare cancella sulla sabbia
i passi degli amanti divisi.

Jacques Prevert, da Le foglie morte, Guanda, 2004,  traduzione e cura di Maurizio Cucchi.

Poesia musicata da Joseph Kosma e cantata prima da Yves Montand (nel film Les portes de la nuit) e poi da tantissimi altri.

*Angelo Branduardi – Nel giardino dei salici https://www.youtube.com/watch?v=DOr_RooeNWk; Ives Montand – Les Feuilles Mortes https://www.youtube.com/watch?v=JWfsp8kwJto; Eva kassidy – Autumn Leaves https://www.youtube.com/watch?v=xXBNlApwh0c; Eric Clapton – Autumn Leaves; https://www.youtube.com/watch?v=UQlFOX0YKlQ; Miles Davis – Autumn Leaves https://www.youtube.com/watch?v=rsz6TE6t7-A

Essere e non sognare (più): questo è il problema

Se la vita non ci ha dato altro

che una cella di reclusione,

facciamo in modo di addobbarla, almeno,

con le ombre dei nostri sogni“.

Fernando Pessoa, da Il libro dell’inquietudine

sognare

Ci si potrebbe anche chiedere a che serva  avere e alimentare dei sogni se poi la realtà ci sveglia, brutalmente,  ogni volta. Ma io continuo a pensare che i sogni siano ossigeno. Sempre e comunque. E tu?

(Per fare un prato)

Per fare un prato occorrono un trifoglio e un’ape –
un trifoglio ed un’ape
e il sogno!
Il sogno può bastare
se le api sono poche.

Emily Dickinson, da Tutte le poesie (n. 1755), traduzione di Marisa Bulgheroni, Mondadori

 

Egli desidera il tessuto del cielo

Se avessi il drappo ricamato del cielo,
intessuto dell’oro e dell’argento e della luce,
i drappi dai colori chiari e scuri
del giorno e della notte
dai mezzi colori dell’alba e del tramonto,
stenderei quei drappi sotto i tuoi piedi:
invece, essendo povero, ho soltanto sogni;
e i miei sogni ho steso sotto i tuoi piedi;
cammina leggera perché
cammini sopra i miei sogni.

William Butler Yeats, da Il vento tra le canne, 1899

 

Elogio dei sogni

In sogno
dipingo come Vermeer.
Parlo correntemente il greco
e non soltanto con i vivi.
Guido l’automobile,
che mi obbedisce.
Ho talento,
scrivo grandi poemi.
Odo voci
non peggio di autorevoli santi.
Sareste sbalorditi
dal mio virtuosismo al pianoforte.
Volo come si deve,
ossia da sola.
Cadendo da un tetto
so cadere dolcemente sul verde.
Non ho difficoltà
a respirare sott’acqua.
Non appena scoppia una guerra
mi giro sul fianco preferito.
Sono, ma non devo
esserlo, una figlia del secolo.
Qualche anno fa
ho visto due soli.
E l’altro ieri un pinguino.
Con la massima chiarezza.
Non mi lamento:
sono riuscita a trovare l’Atlantide.
Mi rallegro di sapermi sempre svegliare
prima di morire.

Wislawa Szymborska, da  La gioia di scrivere -Tutte le poesie (1945-2009), traduzione di Pietro Marchesani, Adelphi

 

L’infinito

Sempre caro mi fu quest’ermo colle,
E questa siepe, che da tanta parte
Dell’ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati
Spazi di là da quella, e sovrumani
Silenzi, e profondissima quiete
Io nel pensier mi fingo; ove per poco
Il cor non si spaura. E come il vento
Odo stormir tra queste piante, io quello
Infinito silenzio a questa voce
Vo comparando: e mi sovvien l’eterno,
E le morte stagioni, e la presente
E viva, e il suon di lei. Così tra questa
Immensità s’annega il pensier mio:
E il naufragar m’è dolce in questo mare.

Giacomo Leopardi, da Canti (n.XII)

*Io ascolterei: di Michael Nyman, The Heart Asks Pleasure First (dal film “Lezioni di Piano”) https://l.facebook.com/l.php?u=https%3A%2F e Aerosmith, Dream On https://www.youtube.com/watch?v=ArsBwq-nwPw