Stop!

arroganza

Come evitarla?

Ed eccola che arriva
la superba arroganza

ti getta in faccia enormi fasci
di esotiche corolle
mentre raccogli ortiche
                            ai bordi
della tua strada.

Irene Marchi, da Fiori, mine e alcune domande, Sillabe di Sale Editore, 2015

 

*ascoltando Litfiba – Maria Coraggio https://www.youtube.com/watch?v=XoVogzfDAyw

La ricerca dell’oro

oro
Un punto di vista sull’amore: amore come impegno, come ricerca della luce.

Passo le mie mani
sul tuo corpo
come un archeologo.
L’amore è leggere il sacro
seppellito nei corpi,
è quella cosa che si sgretola,
fa cadere le vernici,
rivela il fondo d’oro,
l’archivio di luce
da cui veniamo.

***

Amare è un impegno da geografi,
esploratori che mentre vengono accolti
si fanno terra da esplorare.
Non è l’amore
che bisogna trovare,
ma un uomo o una donna,
quella bocca, quello sguardo
quel profumo.

Franco Arminio, da Resteranno i canti, Bombiani, 2018

* ascoltando Ivano Fossati – La costruzione di un amore https://www.youtube.com/watch?v=o6PgXkjWGzk

altri punti di vista sull’amore: https://lapoesianonsimangia.myblog.it/2018/04/05/che-cosa-penserebbe-un-alieno/; https://lapoesianonsimangia.myblog.it/2015/11/30/amore-spine-solchi-nel-cuore/

Semplice?

poiggia di maggio]

In questa poesia si parla di un “semplice desiderio… sentire come un granchio sente l’onda, forte come un secondo cuore; vedere come una cosa verde vede il sole“: un desiderio forse semplice da immaginare, ma per nulla semplice da vivere.

Pioggia a maggio

Il ferro annerito
della stufa
si raffredda ticchettando
alle prime gocce
che iniziano a incontrare il tetto.
È tardi: la notte
s’è fatta scura così
come un frutto –
un sùbito
aroma di pere riempie la stanza.

Giusto prima dell’alba
ritorna più forte,
un bianco, costante rullio di pioggia diurna
preso nel secchio profondo della luna.
Una luce di latta ammaccata
trabocca di oceano e cielo,
colle che s’apre sul colle davanti,
e mi sveglio a un semplice desiderio,
ciò che voglio da quest’ora comune,
da questa terra comune
che in passato fu sposa del tempo:
sentire come un granchio sente l’onda,
forte come un secondo cuore;
vedere come una cosa verde vede il sole,
con l’attenzione esclusiva dell’amore cieco.

Jane Hirshfield (New York, 1953), da Jane Hirshfield Of Gravity & Angels, 1988
 traduzione di Loredana Foresta e Andrea Sirotti

*ascoltando Vinicio Capossela – Nella Pioggia https://www.youtube.com/watch?v=cT0hgH9qVfg

Pochi calcoli e poche chiacchiere

boscoAlcuni consigli che trovo poeticamente umani. Entrambe le poesie sono di Franco Arminio, tratte da Resteranno i canti.

 

Consigli semplici

Per prima cosa attenzione al luogo,
un pensiero che viene in un bosco
è diverso da un pensiero che viene in ascensore.
Disertare le chiacchiere quanto più è possibile,
fanno sbiadire l’anima.
Essere entusiasti di se stessi, ogni tanto.
Procurarsi del tempo per visitare i dintorni.
Sentirsi in pericolo
e vivere sapendo che sei in pericolo.
Rivelarsi, sanguinare,
mostrare miserie non visibili a occhio nudo.
Badare alla propria lingua.
Capire che la questione non è farsi spazio
nel mondo, ma sentire lo spazio
lo spirito che c’è in ogni spazio.

 

Sereno e senza speranza,
esci di casa,
guarda!
Segui la terra,
regala le tue vertebre
ai passanti.
Alla fine dei tuoi giorni
resteranno le tue imprudenze,
più che i calcoli e gli indugi
resteranno i canti.

Franco Arminio, entrambe tratte da Resteranno i canti, 2018, Bompiani

*ascoltando Max Gazzè – Splendere ogni giorno il sole https://www.youtube.com/watch?v=zLurBvISW34

(altri suggerimenti simili: https://lapoesianonsimangia.myblog.it/2018/01/06/due-suggerimenti/; https://lapoesianonsimangia.myblog.it/2018/01/08/ancora-suggerimenti/)

Un insolito complice

attaccapanni_modificato-1

Un insolito complice, discreto e silenzioso.

 

Solidarietà

Mi sono affezionata all’attaccapanni
perché riceve con umiltà
la tua giacca, la tua camicia, i tuoi pantaloni.
È il mio complice più fedele
perché bada con zelo ai tuoi abiti quando mi ami.
Non dice che li accarezzo mentre dormi
né che alle loro asole abbottono i miei sogni.
L’attaccapanni soffre con me
se stacchi i tuoi indumenti per andartene
a camminare senza grinze per le strade.

 

Solidaridad

Le he tomado cariño al perchero
pues percibe con humildad
tu saco, tu camisa, tus pantalones.
Es mi cómplice más firme
porque cuida celoso tus ropas cuando me amas.
No te dice que las acaricio mientras duermes
ni que en sus ojales abrocho mis sueños.
El perchero sufre conmigo
si descuelgas tus prendas para irte
a caminar sin arrugas por las calles.

Lucía Rivadeneyra, (poetessa messicana, Morelia, Michoacán, 1957), da Rescoldos, UAM-X, México, 1989

*ascoltando  Pink Floyd – Wish You Were Here https://www.youtube.com/watch?v=IXdNnw99-Ic

Imperfezione

rudereÈ “bello” solo ciò che è perfetto?

 

M’hanno sempre attratto le suburre
e le discariche dimenticate da Dio…
Non la pagnotta, ma le croste del pane.
Non le gru, ma le brutte cornacchie.
Le vie
se tortuose.
I boschetti
se radi.
I visi
non belli.
Gli sgabelli
zoppi.
A tutto ciò che è così imperfetto
donerò, da faziosa come sono, la bellezza…
Quello che davvero è bello, certo
non ha bisogno di me per sopravvivere.

Tat’jana Bek (poetessa russa, 1949), da Arca 10, traduzione di Gario Zappi, Edizioni Joker, settembre 2004

*ascoltando Naval – Yann Tiersen https://www.youtube.com/watch?v=m4kRciR7Eo4

(ancora sull’imperfezione: https://lapoesianonsimangia.myblog.it/2016/06/04/imperfezioni-se-smettessimo-nasconderle/)

Un angelo “alternativo”

angeloalternativo

Forse era meglio un angelo un po’ più omologato…

Let’s play that

Quando sono nato
un angelo matto strafatto
è venuto a leggermi la mano
non era un angelo barocco
era un angelo strafatto, storto
con ali d’aeroplano

ed ecco che l’angelo mi dice
stringendomi la mano
con un sorriso a denti stretti
vai bello, vai a stonare
nel coro dei contenti

vai bello, vai a stonare
nel coro dei contenti

 

Let’s play that

Quando eu nasci
um anjo louco muito louco
veio ler a minha mão
não era um anjo barroco
era um anjo muito louco, torto
com asas de avião

eis que esse anjo me disse
apertando minha mão
com um sorriso entre dentes
vai bicho desafinar
o coro dos contentes

vai bicho desafinar
o coro dos contentes

Torquato Pereira de Araújo Neto (Teresina, 1944 – Rio de Janeiro, 1972), tradotto dal Portoghese da Julio Monteiro Martins

*ascoltando Scorpions – Send Me An Angel  https://www.youtube.com/watch?v=1UUYjd2rjsE

 

Solitudini cosmiche

spaziojpgSiamo tutti dei pianeti solitari? Cosmiche solitudini che talvolta si incontrano (il problema poi è capirsi).

 

Solitudine di due miliardi di anni luce

Sul piccolo globo esseri umani
dormono si alzano, lavorano
talvolta desiderano avere dei compagni su Marte.

I marziani sul loro piccolo globo
non so cosa fanno
(forse dormicchiano, si alzicchiano, lavoricchiano?).

Talvolta desiderano avere dei compagni sulla Terra.
Questo è assolutamente sicuro.

Gravitazione universale vuol dire
forza d’attrazione della reciproca solitudine.

Il cosmo è deformato
quindi tutti desiderano cercarsi.

L’universo si espande sempre di più
perciò tutti sono incerti.

Alla solitudine di due miliardi di anni luce
inconsciamente ho fatto uno starnuto.

Shuntaro Tanikawa (Tokyo, 1931)

 

*ascoltando The Beatles – Across The Universe https://www.youtube.com/watch?v=R_ApBrVJD48

Cose dal mondo (5): vecchie foto da Firenze

 Firenze

Città ferma nel tempo lontano

Città ferma nel tempo lontano
ocra castano verde scuro
porte a volta finestre ortogonali –
mi fermai sul ponte con le oreficerie
guardai il fiume – non scorreva
solo le statue traslocavano nel pomeriggio
portando in spalla i loro piedistalli
fino ai profondi dormitori degli amanti nudi.

Firenze, 31.V.1976

Ghiannis Ritsos, da Trittico italiano. Nove poesie, Crocetti, 1982, traduzione di Nicola Crocetti

*ascoltando Firenze canzone triste – Ivan Graziani https://www.youtube.com/watch?v=AK34IDIlACg

chiostro di S.Lorenzo_modificato-1

Il filo dell’aquilone

aquilone

Ma i fili della memoria si potranno mai rompere del tutto?

Aquilone

Il ricordo
è un aquilone.
A poco a poco si allontana,
goditi il suo volo.
Più in alto
si rompe il filo della tua memoria
e ti siedi a contemplare come lo possiede la distanza.

Briceida Cuevas Cob (nata nel 1969 a Tepakán, un villaggio maya dello Stato di Campeche, in Messico) da Las lenguas de América. Recital de poesía, UNAM, 2005 – a cura di Carlos Montemayor  (testo e traduzione dal web https://cantosirene.blogspot.it/)

* ascoltando Avishai Cohen Trio – Remembering
https://www.youtube.com/watch?v=E4kc0Aby2vA