E niente di più

 

hellohola

Secondo te, chiede tanto o chiede poco
l’autore di questi versi?

Datemi questo mattino, ancora
queste ore dell’alba
quando tutto inizia, datemi, vi prego,
questo muoversi lieve dei rami,
un respiro, niente di più,
e che io sia come qualcuno
che si sveglia nel mondo e non sa
né ciò che arriva né ciò che
morirà, datemi
solo un po’ di cielo, o questo sasso.

Claude Esteban (Parigi, 1935-2006), traduzione di Lucetta Frisa

♥ ascoltando Cat Stevens – Morning Has Broken https://www.youtube.com/watch?v=uZAsfB1Np-8

Ah, parbleu!

 pippicalzelunghe

 

Com’è che si dice? Scusate il “francesismo”…?

Quando la poesia gioca (ma non troppo) con le parole di tutti i giorni.

Poesia per la posterità

Questa sera,
se scrivessi una poesia
per la posterità?
che bella idea, valà

mi sento sicuro di me
così alla posterità dico merda e rimerda
e ririmerda
bellamente imbrogliata
la posterità
che aspettava la sua poesia
ah ma

***

Poème pour la postérité

Ce soir,
si j’écrivais un poème
pour la postérité ?
fichtre
la belle idée
 
je me sens sûr de moi
j’y vas et à la postérité
j’y dis merde et remerde
et reremerde
drôlement feintée
la postérité
qui attendait son poème
 
ah mais

Raymond Queneau (1903-1976), da Pour un art poétique, nella raccolta L’Instant fatal (Gallimard, 1952)

♥ ascoltando Rino Gaetano – Gianna https://www.youtube.com/watch?v=D25DJorZ5cA

Senza ombrello

pioveva

Piove, io esco

amo la pioggia che non lo sa
se fa danno o dà respiro
alla terra e alla nostra sete
amo le gocce della pioggia, tutte,  
quando cominciano a cadere
e sembrano avvertire  s  c u
s     ac i…
               s  ti     a
         m  o          pe  r        p io v
                 e r      e
sì, amo la pioggia, tutta,
fatta da una goccia
una goccia
una goccia
una goccia

e che il contagocce no, mai lo saprà usare

(ora esco, c’è un temporale)

©IreneMarchi2021

♥ ascoltando  Ezio Bosso – Rain, in Your Black Eyes https://www.youtube.com/watch?v=vkiVWpf_tW4

Occhio ai tarli!

i tarli

Quasi tutti abbiamo un “tarlo” tutto nostro. Il tarlo: quel pensiero che viene da lontano e che di solito è un dubbio su noi stessi o sulle nostre capacità. Un dubbio che si insinua e ci rode sempre più, fino a diventare un pensiero fisso.

Il tarlo, questa simpatica bestiola.  Anche tu ne hai uno?

   Versi scritti in una biblioteca tarlata

    Ti scr vo in una bi lioteca t rlata dai tarl ,
    che tar ano la  iblioteca e ne fanno tarli.
    I ta li eseguono se stess , t rlano. Fili  uoti
    dent o le cose comp tte sono dive tati  arli, che
    vuotano fili  entro le cose compatte che sta no
    iventando tar i. I l gni, le cart . La polv re. Tarlano
    noi top , tar ano il loro stesso nome, lo vedi, lo
    trasfor ano in t rli (m glio non  scriv re il tuo
    nome q i)

Tiziano Scarpa (Venezia, 1963),  da Nelle galassie oggi come oggi, Einaudi 2001

♦ ascoltando Fairport Convention – Woodworm Swing https://www.youtube.com/watch?v=KUV9skv6lc0

Almeno il pensiero

take careMagari anche con la gioia funziona come con i regali: è il pensiero che conta!?

Mai davvero felice e mai del tutto
infelice – oh, l’ho capito; e mi regolo.
Ma pensare la gioia, almeno quello:
pensarla! e qualche volta, senza farsi
troppe idee, senza montarsi la testa,
annusarla, sfiorarla con le dita
come se fosse (non lo è?) l’avanzo
della vita d’un santo, una reliquia…

Giovanni Raboni (Milano, 1932-2004), da Barlumi di storia, Mondadori, 2003

♥ Ascoltando Jethro Tull – Elegy https://www.youtube.com/watch?v=-mH-ty_fQxk

 

Più luce

sunsunsun

(Più luce fuori e possibilmente anche dentro. Buona estate!)

 

21 giugno

e  almeno ­ oggi
che il sole avrà più tempo
per guardarci negli occhi
facciamo i bravi e sputiamo pensieri
di un buio meno buio
facciamo che stanotte brilliamo
come quelle stelle
che si attaccano al soffitto
(sì dai, le vendono all’Ikea)

 poi, domani,
 proviamo a rifarlo

©IreneMarchi2021

 

♣ ascoltando Bert Jansch, John Renbourn – First Light https://www.youtube.com/watch?v=f_2KENWVwIw

Agguati

ranetta

Ha ragione la poetessa: anche la bellezza è sempre in agguato (per fortuna).
Qual è stato l’ultimo agguato della bellezza da cui sei stat* sorpres*?

L’agguato

M’ero scordata il canto delle rane
nel silenzio di un anno – non avrei
forse dovuto avventurarmi sola
al crepuscolo in questa via deserta.
La Bellezza è in agguato. Chi si muove
fra me e quel grido di rane? Prego
la selvaggia Bellezza di aiutare
nel cammino una timida creatura
che da una casa all’altra deve andare!
 
Edna St. Vincent Millay (Rockland, Maine, 1892 – 1950), da Poesie, traduzione di Silvio Raffo, Crodetti Editore, 2020
 
•     ascoltando Martin Denny – Quiet Village https://www.youtube.com/watch?v=Nnq2Z2Iu9S4&t=10s

Diventa un “sognarchitetto”

burano casa bepi

 

“Se la mia vita, o la tua o di altri, fosse tradotta in architetture chissà che costruzioni mirabili, mancanza di logica, spreco di materiali, equilibri per miracolo, terreni sbagliati”.

Saul Steinberg (Romania, 1914-1999), da Lettere ad Aldo Buzzi – 1945-1999

 

Disegna la tua casa ideale (sognare non costa nulla, perciò sbizzarrisciti).
Poi pensa a tre luoghi del mondo in cui vorresti costruirla.
Indici un immaginario concorso pubblico e  aspetta di vedere quale luogo si aggiudicherà la presenza  della tua casa (ripeto, sognare non costa nulla).

Ho costruito la casa ideale

Ho preferito la mia casa in pietre asciutte
perché i gattini ci nascano, nella mia casa;
perché i sorci ci stiano bene, nella mia casa,
perché i piccioni vi si intrufolino, perché l’ora inoperosa
vi borbotti a fuoco lento
quando i gran soli vi ammiccano nei cantucci
perché i bambini vi giochino con nessuno
ovverossia col vento caldo i castagni

È per questo che non c’è tetto sulla mia casa
né tu né io nella mia casa
né schiavi né padroni né ragioni
né statue né palpebre né la paura
né lacrime né armi né la religione
né alberi, né spesse mura né nulla che per ischerzo
È per questo che la mia casa è così ben costruita

Andrè Frènaud (Montceau-les-Mines, 1907-1993, ), da Quaderno di traduzioni a cura di Sergio Solmi, Einaudi, 1977

 

♦ ascoltando Everybody’s Coming To My House (David Byrne) – from “American Utopia: Detroit” https://www.youtube.com/watch?v=Ga97sIZlr1c

(per altre divagazioni architettoniche, qui: https://lapoesianonsimangia.myblog.it/2021/04/16/interior-designer/)

L’ora di vento

volo di rondine

Qual è l’ora del giorno o della notte in cui avverti (più forte) la danza del tuo spirito?

 

Volo di rondine

La mia ora di vento amo e di luce,
e volti e sguardi – la danza leggera
del mio spirito sempre mi seduce –
rondine lungo i cieli della sera.

Sara Teasdale (St. Louis, 1884 –1933), da Gli amorosi incanti, traduzione di Silvio Raffo, Crocetti Edizioni

♣ ascoltando  Kaleidoscope – Keep Your Mind Open https://www.youtube.com/watch?v=gu87-le-h2g

Com’era vestita?

no violenza di genere

(“Sì, ma com’era vestita?”
Smettiamola di fare questa orribile domanda!)

Speriamo

che sia femmina speriamo, che possa
amare chi vuole e non per forza
chi la vuole – o chi le impongono
tradizioni? religioni? prigioni? –
ancora speriamo che sia femmina
e abbia mille sorelle speriamo
mai pianga per esser nata femmina
speriamo possa dire anche un no
senza essere ammazzata e ,
senza che le venga detto puttana,
hai detto sì! – ed essere ammazzata

speriamo possa vestirsi di rosso
di giallo di nero, poi corta lunga
stretta grassa magra e madre o non
madre da sola o forse no – insomma,
più o meno come è consentito
a un maschio – e magari speriamo
non le venga mai chiesto com’eri vestita?

speriamo, sì, che fin dal primo giorno
le insegnino anche ad amarsi

©IreneMarchi2021