Che cosa metti nella scatola?

La felicità, si sa, è fatta di attimi.
Quali sono gli attimi in cui hai chiaramente riconosciuto (e riconosci) la tua felicità?

Felicità

Dal fiore dal vento dal fuoco
Dalla stella della notte così limpida e serena
Dalla madreperla del tempo dal cipresso aguzzo
Dall’amore senza ironia – da tutto
Ciò che attentamente speriamo
Ho riconosciuto la tua presenza incerta
La tua presenza fantastica e libera

***

Felicidade

Pela flor pelo vento pelo fogo
Pela estrela da noite tão límpida e serena
Pelo nácar do tempo pelo cipreste agudo
Pelo amor sem ironia – por tudo
Que atentamente esperamos
Reconheci tua presença incerta
Tua presença fantástica e liberta

Sophia de Mello Breyner Andresen (Porto, 1919-2004), da Il giardino di Sophia, traduzione di Roberto Maggiani, postfazione di Claudio Trognoni, Il ramo e la foglia Edizioni, Roma, 2022

°ascoltando Marillion – Happiness Is the Road https://www.youtube.com/watch?v=6HGZzuw6hC8

Sogni a puntate

 Hai mai fatto un sogno talmente bello da volerlo continuare la notte successiva?

***

per caso mentre tu dormi
per un involontario movimento delle dita
ti faccio il solletico e tu ridi
ridi senza svegliarti
così soddisfatta del tuo corpo ridi
approvi la vita anche nel sonno
come quel giorno che mi hai detto:
lasciami dormire, devo finire un sogno

Antonio Porta (Vicenza, 1935-1989), da Come può un poeta essere amato? (Diario ’81-’82), in Invasioni, Mondadori, 1984

°ascoltando Bandabardò – Sogni grandiosi https://www.youtube.com/watch?v=Dthf8mLCKLI

Quanta luce!

maggioforzaecoraggio

Bello il mese di maggio***, senza dubbio. Ma la luce nuovamente intensa a volte  scatena un’inquietudine da pulizie interiori di primavera. Non so se capita anche a te, ma io a maggio mi sento un po’ come un ripostiglio in disordine (poi c’è pure il guardaroba… ma questa è un’altra storia).

Il sole e la rima di maggio

maggio sa di fragole e di rose
sì è molto bello però un poco
complica le cose perché coi fiori
forte rinasce l’inquietudine:
il sole ci svergogna gli angoli
nascosti dei pensieri, ripostigli
viventi noi, e questa  luce senza
pietà…  (ogni anno serve coraggio
e non soltanto per farci la rima)

©irenemarchi2022

°ascoltando Camel – Chord Change https://www.youtube.com/watch?v=Zq3yDOq_WjI

*** Quest’anno maggio è tutt’altro che bello: porta con sé le ombre scure della guerra con tutto il suo carico di disperazione.  Mi sento un po’ sciocca e molto inutile nel proporre poesie in tempi così difficili, ma questo ho da offrire, oltre all’invito a continuare a sperare.

 

Che si ascolta di bello?

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(Un po’ di buona musica fa sempre bene)

Ray Brown

è per il giro di basso
che non riesco a uscire dalla stanza

***

Chet Baker

                     –o jazz per Einar Falur
 
sussurra: amore
 
e
tiene la tromba
come un ricordo
impossibile da dire

***

Strazio
 
non ricordo il motivo
 
ma avevo deciso
di porre fine alla mia vita nel fosso
sotto la fattoria
 
quella sera la radio annunciò
la morte di Elvis Presley
 
fu la prima volta
che il dolore mi salvò la vita

***

Questa vita, questa vita

stamani
quando ho guardato che tempo faceva
c’erano orme nella neve
quelle del postino
 
un mio omonimo
pare in debito di parecchi soldi
 
penso
metto la sera sullo stereo
dove B.B. King spegne la cicca
e canta di donne che se ne sono andate
o che torneranno per andarsene

***

Closing Time alla Tom Waits

Un mezzo bicchiere di whisky scolato più volte sul vecchio piano
Una voce arrochita e nel crepuscolo una tromba lamenta il suo destino
e da qualche parte, il violino si tiene i nostri sogni.
Notte, un velo di nebbia scivola quieto
sotto i lampioni. Le sedie capovolte sui tavoli
e un nero brizzolato sembra che spazzi.
La sua camicia che era blu ha un colore indefinito.
Una coppia sognante sulla pista in abbracci profondi.
La donna con un vestito a rose. Un uomo addormentato
sul bancone del bar e la sigaretta consumata da tempo.
Una lampada a olio fumosa proietta una luce flebile nel mezzo
bicchiere vuoto e un raggio di sole rossastro tasta
senza far rumore la finestra dello scantinato.
Il giorno non è nostro e lei.
Lei è infinitamente lontana.

Poesie di Jón Kalman Stefánsson (Reykjavik, 1963), da La prima volta che il dolore mi salvò la vita – Poesie (1088-1994), traduzione di Silvia Cosimini, Iperborea, 2021

°in sottofondo Tom Waits – Closing Time https://www.youtube.com/watch?v=ZGWJ5XiwbV0

Sogno o son desta?

(Lo so, lo so, più camomilla e meno caffè…)

 

Interpretazioni

Stanotte ho sognato di vivere
un nuovo disagio, no, non dovevo
dare un esame – io,  immatura
disperatamente impreparata–
non c’era la mia auto perduta
nel parcheggio: soltanto il mio nome
non sapevo scriverlo e sbagliavo
vocali o scordavo due lettere

tu lo sai, i sogni son desideri
d’esser persone almeno un poco
risolte, invece Freud è qui che
scuote la testa tutto da rifare
mia cara, mi dice. Prendo atto e
mi esercito, magari domani
va meglio. E tu, che cos’hai sognato?

©Irene Marchi 2022

°ascoltando Bandabardò – Preoccupato Marasma https://www.youtube.com/watch?v=YoQLWzmSX9o

Fugge? (Tuttavia…)

Tuttavia qualcosa rimane sempre con noi
(e mi sa che non dipende da come ci vestiamo)

Atto di adorazione per la giovinezza

Credevi di andartene, giovinezza
come un ospite ingrato
che esce da una casa senza salutare
come scompare la brina da un prato
di montagna col passare del mattino.

Invece ti ho ancora vicino.

Credevi di fare al furba, di fottermi
dopo avermi tanto piagato
con la tua nevrastenia torbida
con il tuo desiderio inappagato
con la tua timidezza vergine

che sempre mi storceva la bocca.
Invece sei ancora qui, nonostante
i capelli, i peli che appassiscono
le unghie che si sfarinano e cadono
le ossa che faticano, ti tocca

restare ancora con me.

Ramo d’ulivo, stelo di papavero
sei mistero, anima, sorpresa
sei la bellezza vagabonda, illusa,
piazze di una città sconosciuta
percorse all’alba in fretta senza meta.

Credevi di andartene, ma io
ti ospito troppo bene in un cuore
feroce e ragazzo, che niente ha domato,
che conosce troppo bene la tua carezza
e come rinasci fenice dalle tue ceneri.

Resta qui, che io ti veneri.

Giuseppe Conte (Imperia, 1945), da Ferite e rifioriture, Mondadori 2006

°ascoltando Eric Burdon & The Animals – When I Was Young https://www.youtube.com/watch?v=Ekfw2EW9qEo&t=8s

Probabilmente

L’amore,  probabilmente, è quando cerchi di non fare male,  pur sapendo che puoi fare (e farti) male.
Fare male involontariamente può ancora essere amore.
 Fare male consapevolmente no, non può essere amore.

Esempi di amore

Amo quello che unisce, l’ago, il filo,
ricuciono le labbra di una camicia, di una ferita.
Amo il sentiero di montagna inciso dai passi,
che collega villaggi, baite, rifugi, malghe.
Amo il piccolo schermo illuminato
dove posso vedere il tuo sbadiglio lontano
e la mappa del mondo alle tue spalle.
Amo la congiunzione e, perché congiunge,
la penna sul quaderno che riunisce
la mano che ti scrive agli occhi tuoi che sfiorano le righe.

Erri De Luca, da Raccolto diurno, Crocetti Editore, 2020

°ascoltando Ludovico Einaudi, Nuvole bianchehttps://www.youtube.com/watch?v=PhXEL2FRSag

Un viaggio difficile

(Mi sa che ho perso anche il bagaglio a mano)

 

Non c’è prenotazione
a questo viaggio:
si nasce
prenotati ed è
un continuo
fare e disfare
di valige, controllare
che fra le mani
le carte
siano tutte.

Elisa Biagini, da Filamenti, Einaudi, 2020

°ascoltando Camel – Stationary Traveller https://www.youtube.com/watch?v=YTwyl0VSEHg

Chiedilo a un fiore

Chiedilo a un fiore
che cos’è la libertà.

Mi adagio nel mattino
di primavera. Sento
nascere in me scomposte
aurore. Io non so più
se muoio o se rinasco.

Sandro Penna (Perugia, 1906-1977), da Poesie, prose e diari / Sandro Penna, Mondadori, 2017

°ascoltando Bella Ciao (Francesco il mercante -Street musician) https://www.youtube.com/watch?v=P9nF8H41bOI

Serve un oroscopo

Oggi così. Mi serve un buon oroscopo. Quale mi consigli?

 

stelle che state in cielo
e nella mia corteccia cerebrale
stelle che presidiate
gli estremi del visibile
lontane così intime
fosfeni delle palpebre
collirio glitterato
stelle del firmamento
stelle del pavimento
del mio confinamento
su un terrazzino cosmico
senza pretese, al buio
ma non per questo meno planetario
al sesto piano di via tolentino
stelline aruspicine oroscopine
rispondetemi stelle
sarò un brav’uomo? mi farò valere?
mi farò voler bene?
scoperò tutte quelle
che era giusto conoscere?
avrò dei figli? capirò mio padre?
getterò un ponte? brillerò una bomba?
morirò nel mio letto
o sulle barricate
o al tavolo da gioco?
scriverò una poesia?
ucciderò qualcuno
per giustizia o vendetta o distrazione?
stelle stelline sterili
stelline sternutite
stecchite sterminate
stereotipate stelle
sempre le stesse stelle
belle lo stesso, stelle sempre quelle
belle di essere sempre
belle di rimanere
belle di ritornare
stelle che state in terra
e nella mia corteccia celestiale

Tiziano Scarpa, da Le nuvole e i soldi, Einaudi, 2018

°ascoltando Bandabardò – Mama nonmama https://www.youtube.com/watch?v=Kr10wxkzVxI