Il tuo posto

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Conoscere il proprio “posto nella famiglia delle cose”: probabilmente una sensazione molto simile alla felicità.

Le oche selvatiche

Non devi essere buono.
Non devi camminare sulle ginocchia
per centinaia di miglia nel deserto, per espiare.
Devi solo lasciare che il delicato animale del tuo corpo ami ciò che ama.
Parlami della disperazione, la tua, e io ti parlerò della mia.
Intanto il mondo va avanti.
Intanto il sole e le luminose perle di pioggia
si stanno spostando attraverso il paesaggio,
sopra le praterie e gli alberi profondi,
le montagne e i fiumi.
Intanto le oche selvatiche, alte nella pulita aria blu,
di nuovo si stanno dirigendo verso casa.
Chiunque tu sia, non importa quanto solo ti senta,
il mondo si offre alla tua immaginazione,
ti chiama come le oche selvatiche, stridenti ed eccitanti –
annunciando ripetutamente il tuo posto
nella famiglia delle cose.

°°°

Wild geese

You do not have to be good.
You do not have to walk on your knees
for a hundred miles through the desert, repenting.
You only have to let the soft animal of your body love what it loves.
Tell me about despair, yours, and I will tell you mine.
Meanwhile the world goes on.
Meanwhile the sun and the clear pebbles of the rain
are moving across the landscapes,
over the prairies and the deep trees,
the mountains and the rivers.
Meanwhile the wild geese, high in the clean blue air,
are heading home again.
Whoever you are, no matter how lonely,
the world offers itself to your imagination,
calls to you like the wild geese, harsh and exciting-
over and over announcing your place
in the family of things.

Mary Oliver (Ohio, 1935), da Dream Work

*ascoltando Eddie Vedder – Guaranteed https://www.youtube.com/watch?v=2mA-Xn2Dx-s

La cosa importante

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Ultimo frammento

E hai ottenuto quello che
volevi da questa vita, nonostante tutto?
Sì.
E che cos’è che volevi?
Potermi dire amato, sentirmi
amato sulla terra.

Raymond Carver (Clatskanie – Oregon, 1938-1988), da A New Path to the Waterfall

*ascoltando Bob Marley – Could you be loved https://www.youtube.com/watch?v=Mm7muPjevik

“Non chiedo molto”

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Guarda, non chiedo molto,
solamente la tua mano, tenerla
come una piccola rana che così dorme contenta.
Io ho bisogno di questa porta che aprivi
perché vi entrassi, nel tuo mondo, questo pezzetto
di zucchero verde, di tonda allegria.
Non mi presti la mano questa notte
di fine d’anno, di civette rauche?
Tu per ragioni tecniche non puoi. Allora
io la tesso nell’aria, ordendo ogni dito,
e la pesca setosa della palma
e il dorso, questo paese d’alberi azzurri.
Così la prendo così la sostengo, come
se da ciò dipendesse
moltissimo del mondo,
il succedersi delle stagioni,
il canto dei galli, l’amore degli uomini.

°°°

Mira, no pido mucho,
solamente tu mano, tenerla
como un sapito que duerme así contento.
Necesito esa puerta que me dabas
para entrar a tu mundo, ese trocito
de azúcar verde, de redondo alegre.
¿No me prestás tu mano en esta noche
de fìn de año de lechuzas roncas?
No puedes, por razones técnicas.
Entonces la tramo en el aire, urdiendo cada dedo,
el durazno sedoso de la palma
y el dorso, ese país de azules árboles.
Asì la tomo y la sostengo,
como si de ello dependiera
muchísimo del mundo,
la sucesión de las cuatro estaciones,
el canto de los gallos, el amor de los hombres.

31/12/1951

Julio Cortázar (Ixelles, 1914- Parigi 1984), da Pameos y Meopas, Barcellona, 1971

*ascoltando Steve Vai – Hand On Heart https://www.youtube.com/watch?v=-vUaA7xLhY8

P.S.

Un murales a Padova (di Kenny Random)

Un murales a Padova (di Kenny Random)

Rivelazioni importanti dove meno te le aspetti.

Un post scriptum

Dal mio vecchio avvocato venne una lettera.
Scrive come sempre.
Oggettivo, professionale. Il suo devoto.

Quasi non mi accorsi
del post scriptum.

“Ora che la mia vita volge alla sera
e il battito d’ala dell’angelo nero
in talune notti già soffoca il battito del cuore,
voglio, diletta, dirle un’unica volta:
ho amato Lei per questi trent’anni.
Un oceano si stende tra me e Lei.
E sempre sono in attesa che una lettera,
non una lettera d’amore, ma una farfalla entri
nella mia vita tappezzata di documenti
a svolazzare”.

Mascha Kaleko (Schidlow,  1907 – Zurigo,  1975), da Das lyrische Stenogrammhelft, 2007, traduzione di Gio Batta Bucciol, in Poesia n. 341, Ottobre 2018, Crocetti Editore

*ascoltando (qualcosa in tema…) The Beatles – P.S. I Love You https://www.youtube.com/watch?v=p5AQ-DuYhEA

Da qualche parte dell’universo

daqualcheparte copia

Da dove arriva la poesia?

 

Io non invento la poesia

Io non invento la poesia
esiste in qualche parte
dell’universo

microfono rotto
pende da un sogno.

°°°

Je n’invente pas le poème

Je n’invente pas le poème
il existe quelque part
dans l’univers

micro cassé
il pend hors d’un rêve

Anise Koltz (1928, Lussemburgo), da Somnambule du Jour- Poèmes choisis, 2016

*ascoltando Eva Cassidy – Over The Rainbow https://www.youtube.com/watch?v=2rd8VktT8xY

Modi di scrivere poesie

poesia

Una poesia deve sussurrare o urlare?
(Penso che possa fare entrambe le cose)

 

(testo tratto da Tre modi di scrivere poesie)

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voglio una striscia di carta
alta come me
un metro e sessanta
e sopra una poesia
che urla
quando ci si passa accanto
urla lettere nere
pretende l’impossibile
coraggio civile per esempio
questo coraggio che nessun animale ha
condivisione del dolore per esempio
solidarietà al posto di un gregge
parole estranee
da rendere familiari con l’azione
 
uomo
animale che condivide dolore
uomo
animale che conosce la condivisione
uomo parola estranea-animale parola-animale
animale
che scrive poesie
poesia
che pretende l’impossibile
da chi ci passa accanto
urgentemente
e non si può evitare
come se gridasse
“Bevi Coca-Cola”

Hilde Domin, parte terza della poesia Tre modi di scrivere poesie, in Con l’avvallo delle nuvole, a cura di Paola Del Zoppo e Ondina Granato, Del Vecchio Editore, 2011

*ascoltando  Neil Young – Rockin’ in the Free World https://www.youtube.com/watch?v=411cTWwxFu8

Regali

equindigrazie

(Non sottovalutare le utilità inaspettate di qualcosa a cui – da tempo – stai cercando di dare un senso)

L’utilità della sofferenza

(Mentre dormivo ho sognato questi versi)
Una persona che amavo mi ha dato una volta
una scatola piena di buio.
 
Ci sono voluti anni perché capissi
che anche quello era un dono.

°°°

The uses of sorrow

(In my sleep I dreamed this poem)
Someone I loved once gave me
a box full of darkness.
 
It took me years to understand
that this, too, was a gift.

Mary Oliver (1935, Ohio – 2019), da Thirst – Poems by Mary Oliver

*ascoltando Janis Joplin – Kozmic Blues https://www.youtube.com/watch?v=nLN72sR9w0M

(Ancora sui regali: https://lapoesianonsimangia.myblog.it/2016/07/03/regali/; https://lapoesianonsimangia.myblog.it/2018/04/01/carta-e-fiocco-non-servono/).

Nascosti sotto il tempo

nonesisto

Quanto tempo ti è caduto addosso? Eppure tu ci sei ancora,  sotto i frammenti.

Addosso al viso mi cadono le notti
e anche i giorni mi cadono sul viso.
Io li vedo come si accavallano
formando geografie disordinate:
il loro peso non è sempre uguale,
a volte cadono dall’alto e fanno buche,
altre volte si appoggiano soltanto
lasciando un ricordo un po’ in penombra.
Geometra perito io li misuro
li conto e li divido
in anni e stagioni, in mesi e settimane.
Ma veramente aspetto
in segretezza di distrarmi
nella confusione perdere i calcoli,
uscire di prigione
ricevere la grazia di una nuova faccia.

Patrizia Cavalli, da Il cielo, in Patrizia Cavalli, Poesie (1974-1992), Einaudi, Torino, 1992

*ascoltando Pink Floyd – The Great Gig In The Sky https://www.youtube.com/watch?v=iw8wlede_fk

 

… E le piccole pietre? E gli iris blu?

lefamosealcunedomande

Come dice la poetessa, ci sono alcune domande che si potrebbero fare…

Alcune domande che potresti fare

È solida l’anima, come il ferro?
O è tenera e fragile, come
le ali della falena nel becco del gufo?
Chi ce l’ha, e chi no?
Continuo a guardarmi intorno.
Il viso dell’alce è triste
come il volto di Gesù.
Il cigno spalanca le sue bianche ali con lentezza.
D’autunno, l’orso nero smuove le foglie nel buio.
Una domanda porta ad un’altra.
Ha una forma? Come un iceberg?
Come l’occhio di un colibrì?
Ha un polmone, come il serpente e la capasanta?
Perché dovrei averla io, e non il formichiere
che ama i suoi figli?
Perché dovrei averla io, e non il cammello?
Pensandoci bene, e gli aceri?
E gli iris blu?
E le piccole pietre, che siedono sole al chiaro di luna?
E le rose, e i limoni, e le loro foglie lucenti?
E l’erba?

°°°

Some questions you might ask

Is the soul solid, like iron?
Or is it tender and breakable, like
the wings of a moth in the beak of the owl?
Who has it, and who doesn’t?
I keep looking around me.
The face of the moose is as sad
as the face of Jesus.
The swan opens her white wings slowly.
In the fall, the black bear carries leaves into the darkness.
One question leads to another.
Does it have a shape? Like an iceberg?
Like the eye of a hummingbird?
Does it have one lung, like the snake and the scallop?
Why should I have it, and not the anteater
who loves her children?
Why should I have it, and not the camel?
Come to think of it, what about the maple trees?
What about the blue iris?
What about all the little stones, sitting alone in the moonlight?
What about roses, and lemons, and their shining leaves?
What about the grass?

Mary Oliver (Ohio, 1935- 2019), da Blue Iris: Poems and Essays, 2004

*ascoltando Gorillaz feat. Lou Reed – Some Kind of Nature https://www.youtube.com/watch?v=AgOJrcrBryE

Sensazioni incurabili

incurabile
Ci sono “malattie” da cui (per onestà verso noi stessi) non sarebbe nemmeno giusto guarire (sempre ammesso che fosse possibile).

Non mi sono curato
nessuna malattia, sono tutte qui con me
assieme a questa contentezza
che mi visita ogni tanto e poi va via.
Chiamatela poesia.

Franco Arminio, da Cedi la strada agli alberi – Poesie d’amore e di terra, Chiarelettere, 2017

 

*ascoltando Franco Battiato – La cura https://www.youtube.com/watch?v=cLJp-YJeuzc