Solo quattro righe in prosa (fuori tema n.16)

ombre

Sempre, ma più che mai in questo momento in cui ogni distanza si dilata per obbligo, nella realtà e nella percezione, ogni millimetro “buono”  della nostra vita  (e anche l’ombra di quel millimetro) andrebbe tenuto in considerazione. Sei d’accordo?

(…) Benedetti siano gli istanti, i millimetri, e le ombre delle piccole cose, ancora più umili delle cose stesse! Gli istanti, i millimetri: quale impressione di meraviglia e di coraggio mi provoca la loro esistenza, gli uni accanto agli altri così ravvicinati in un metro. A volte soffro e godo per queste cose. E ne sono goffamente orgoglioso.

Fernando Pessoa (Lisbona, 1888-1935), da Il libro dell’inquietudine, Milano, Feltrinelli 1987, a cura di Maria José de Lancastre.

(per altri” fuori tema”, qui: https://lapoesianonsimangia.myblog.it/category/fuori-tema/)

Te li ricordi gli animali?

disegni di marta

 Un rimedio per l’insonnia e una bella domanda:

I.

A notte fonda, se non funziona
la pastiglia, guardo gli animali
sullo schermo del computer.
Mi calmano le ali, la savana,
lo sterno carenato degli uccelli.
Aspetto gli sbadigli dei felini
quelli docili dei gatti soprattutto.
Dopo sbadigliando torno a letto.

2.

Come mai di colpo poi spariscono
senza dare spiegazioni, come mai
nessuno vuole più sentire il verso
del cavallo, nessuno dice più nitrito,
raglio, nessuno vuole più un barrito.
Sono grandi glaciazioni, gli animali
se ne vanno dalle case nottetempo.
Ci si sveglia e non c’è più l’infanzia.

Andrea Bajani, da Dimora naturale, Einaudi, 2020

Per fortuna…

voglio scendere e sparire

Ci sono giorni (un po’ storti) in cui mi dico per fortuna ho cominciato a leggere poesia (ho cominciato tardi, sì, prima credevo fosse troppo difficile, ma mi sbagliavo)… per fortuna, mi dico, c’è quel luogo chiamato poesia, dove puoi entrare senza paura di disturbare e senza dover essere quello che non sei. Per fortuna.

D’accordo: non vale niente.
È meno del fumo
assai meno del vino.
Ma uno non può morire
senza un briciolo di poesia
è come pulire un vetro
e vedi cose sapute
ora più esatte e nuove.

Pieraldo Marasi  (1932-1986), da Pieraldo Marasi – Antologia, Samuele Editore 2010, a cura di Ludovica Cantarutti

Che cosa vedi?

 

farfalla

Illustrazione tratta da Filo di fata, di Philippe Lechermeier e Aurélia Fronty, Donzelli Editore, traduzione di Maria Vidale, 2008

La speranza

Una verde, una trepida farfalla
nella stanza! Un miracolo la strinse
qui tra le secche pietre di città.
Si posa e trema sopra cose che
non sono fiore
non sono ruscello
cose senza né miele né colore.
– Non muoverti – sussurri – o se ne andrà.
Ma io non temo che svoli. L’essenza
stessa della speranza è di restare.

Daria Menicanti (Piacenza, 1914 – 1995), da Un nero d’ombra, Arnoldo Mondadori Editore, 1969

 

Trova il tuo nome

 

pioggialeggera

“È bello se qualcuno ci dà un nome nuovo, segno di un nuovo stato dell’essere. Ma è ancora più bello trovarsi da sé il proprio nome spirituale nella natura. Come facevano i Nativi americani: andando nel bosco o nella prateria, si “sente” arrivare il proprio nome. Si tratta solo di accoglierlo (…) Può anche succedere che il nome cambi, magari dopo anni. Il nome che si riceve può essere detto ad altri: non è nulla di esoterico o magico, né c’è da vergognarsene. È solo una poesia vivente, un gioco profondo che ci insegna il mondo.”
Stefano Fusi, da
Spirito naturale, Tecniche Nuove Editore, 2007

 E tu, con quale nome vorresti sentirti chiamare, dalla natura?

 

Il mio nome

Una sera che il prato era verdeoro e gli alberi,
marmo venato alla luna, si ergevano come nuovi mausolei
nell’aria fragrante, e la campagna tutta palpitava
di strida e brusii di insetti, io stavo sdraiato sull’erba,
ad ascoltare le immense distanze aprirsi su di me, e mi chiedevo
cosa sarei diventato e dove mi sarei trovato,
e per quanto a malapena esistessi, per un attimo sentii
che il cielo vasto e affollato di stelle era mio, e udii
il mio nome come per la prima volta, lo udii come
si sente il vento o la pioggia, ma flebile e distante
come se appartenesse non a me ma al silenzio
dal quale era venuto e al quale sarebbe tornato.

Mark Strand, da Uomo e cammello, 2006, in Mark Strand, Tutte le poesie, Mondadori, 2019, traduzione di Damiano Abeni con Moira Egan

∗∗∗

My Name

Once when the lawn was a golden green
and the marbled moonlit trees rose like fresh memorials
in the scented air, and the whole countryside pulsed
with the chirr and murmur of insects, I lay in the grass,
feeling the great distances open above me, and wondered
what I would become and where I would find myself,
and though I barely existed, I felt for an instant
that the vast star-clustered sky was mine, and I heard
my name as if for the first time, heard it the way
one hears the wind or the rain, but faint and far off
as though it belonged not to me but to the silence
from which it had come and to which it would go.

Una fata, per favore!

dimmidiquantefateavremmobisognoduelilionidifateforseinquestocasinochecosadovreifareeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee

Illustrazione tratta da Filo di fata, di Philippe Lechermeier e Aurélia Fronty, Donzelli Editore, traduzione di Maria Vidale, 2008

Quando mia figlia era piccola, per convincerla a fare il bagno, e soprattutto a farsi lavare i capelli, mi ero inventata la fatina-della-vasca, una fata tutta azzurra che viveva nascosta nella nostra vasca da bagno e che usciva quando sentiva profumo di bagnoschiuma. In questo modo ho superato la fase del nonvogliofareilbagno.

E noi, adesso?
Di quante fatine avremmo bisogno?
Troppe, decisamente troppe.

Ti prego

dov’è una fata, dimmi,
dov’è una fata
che scrosti tutti i muri graffiati
dai segni crudi della parola buio
– quel buio che dentro ha tutto il male –
dov’è una fata, dimmelo,
che spalanchi le finestre
di questa stanza-mondo
di questo mondo-distanza
affinché entri l’aria
– chiara –
della parola luce
(non basterà una fata per la parola pace)

©IreneMarchi2020

Preziose cose insignificanti

goodbye

Qual è l’ultima cosa insignificante (ma preziosa) che hai scoperto?

 

La poesia è custodita nelle parole –
è tutto ciò che so.
Il mio destino è non capire quasi nulla.
Sul nulla ho conoscenze profonde.
Non coltivo connessioni con il reale.
Per me potente non è chi scopre l’oro.
Potente per me è chi scopre cose insignificanti:
del mondo e nostre.
Per questa piccola frase mi hanno eletto imbecille.
Mi sono emozionato e ho pianto.
Ho un debole per gli elogi.

Manoel de Barros (Brasile, 1916-2014), da Tratado geral das grandezas do ínfimo,  2001

°°°

A poesia está guadarda nas palavras –
é tudo que eu sei.
Meu fado é o de não saber quase tudo.
Sobre o nada eu tenho profundidades.
Não tenho conexões com a reladidade.
Poderoso para mim não é aquele que descobre ouro.
Para mim poderoso é aquele que descobre as
insignificâncias (do mundo e as nossa).
Por essa pequena sentença me elogiaram de imbecil.
Fiquei emocionado.
Sou fraco para elogios..

Chi sono e che cosa ho scritto

crunch

Ciao! Mi chiamo Irene Marchi. Sono nata a Firenze nel 1970, ma vivo da sempre in Veneto (dalle parti di Treviso). Laureata in Lettere, poi insegnante di sostegno, ho sempre letto  tanto ma non pensavo di poter scrivere. Pochi anni fa, per gioco o forse per necessità, ho invece cominciato (ma non so se è realmente scrivere o solo un buffo tentativo) e ora non riesco a smettere.

Una mia raccolta di poesie è stata pubblicata nel 2015, Fiori, mine e alcune domande – Sillabe di Sale Editore (che si è in seguito classificata al primo posto, per la sezione poesie, al concorso letterario indetto dal Buk Festival della piccola e media editoria    nell’edizione del 2017).

 

buk festival

Qui sotto spiego con una poesia di questa raccolta come mi sento di solito:

tazza

Altre poesie della raccolta sono riportate qui nel blog (nella categoria: Poesie della prima raccolta)

Qui il collegamento a una breve intervista dove parlo del libro: https://www.mixcloud.com/sillabedisaleeditore/radio-italia-1-dimensione-autore-presenta-irene-marchi-fiori-mine-e-alcune-domande/

Qui sotto la copertina  e l’indirizzo della casa editrice dove eventualmente è possibile trovare il libro http://sillabedisale.it/shop/poesia/fior-mine-e-alcune-domande/

copertinauffUna seconda raccolta è stata invece pubblicata a giugno del 2018: La parte in ombra, Edizioni Ensemble (qui sotto riporto la copertina). Per chi fosse interessato il libro è acquistabile dal sito dell’editore https://www.edizioniensemble.it/prodotto/la-parte-ombra/, oltre che ordinabile nelle librerie e su Amazon https://www.amazon.it/parte-ombra-Irene-Marchi/dp/8868812762/ref=sr_1_1?s=books&ie=UTF8&qid=1540384413&sr=1-1. Anche di questa raccolta sono presenti numerose poesie qui nel blog (nella categoria: Poesie della seconda raccolta).

profilo paginaombra]

La terza raccolta è uscita  in questi giorni (nel difficilissimo marzo 2020): L’uso delle parole e delle nuvole, Cicorivolta Edizioni (qui sotto la copertina)

L_USO_DELLE_PAROLE_E_DELLE_NUVOLE_cover_web

(Per chi fosse interessato, il libro è ordinabile dal sito dell’editore http://www.cicorivoltaedizioni.com/cicorivoltaedizioni_L_uso_delle_parole_e_delle_nuvole.htm

o in tutti i principali store online: Feltrinelli, LibreriaUniversitaria, IBS ecc.) oltre che nelle librerie presenti in questa lista https://www.cicorivoltaedizioni.com/cicorivoltaedizioni_clicks.htm

Sei il benvenuto in questo spazio dedicato alla poesia!

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