Alcune cose da imparare (fuori tema n. 11)

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(…) Non voglio imparare a non aver paura, voglio imparare a tremare. Non voglio imparare a tacere, voglio assaporare il silenzio da cui ogni parola vera nasce. Non voglio imparare a non arrabbiarmi, voglio sentire il fuoco, circondarlo di trasparenza che illumini quello che gli altri mi stanno facendo e quello che posso fare io. Non voglio accettare, voglio accogliere e rispondere. Non voglio essere buona, voglio essere sveglia. Non voglio fare male, voglio dire: mi stai facendo male, smettila. Non voglio diventare migliore, voglio sorridere al mio peggio. Non voglio essere un’altra, voglio adottarmi tutta intera. Non voglio pacificare tutto, voglio esplorare la realtà anche quando fa male, voglio la verità di me. Non voglio insegnare, voglio accompagnare. Non è che voglio così, è che non posso fare altro (…).

Chandra Livia Candiani, da Il silenzio è cosa viva. L’arte della meditazione, Torino, Einaudi 2018, p. 75

*ascoltando Alanis Morissette – You Learn https://www.youtube.com/watch?v=GFW-WfuX2Dk

(Altri “fuori tema”: https://lapoesianonsimangia.myblog.it/category/fuori-tema/)

Come una preghiera

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Trovo molto belli questi versi. Formano quasi una preghiera rivolta a qualcuno o a qualcosa: forse alla vita? al coraggio? o a Dio? forse a un angelo? all’amore? alla poesia? o forse a una persona che non c’è più?
Per ognuno può essere qualcosa di diverso.

Parlami con segni con cenni
briciole sul davanzale
ideogrammi di ombre su piastrelle
trattami come un uccello spaventato
come uno squilibrio nel tuo perfetto
ordine di conti chiusi;
rincuorami, ridammi sede
nel petto acceso e non
questo parcheggio sotterraneo
in cui vivo sola senza discorsi
per i cosiddetti vivi, senza ponti.
Sono matassa di smarrimenti
senza disegno, sono calce
viva sotto pelle
di tamburo che vibra
a ogni sfioramento sono
bambino sbucciato
corso via perdutamente e poi caduto
a terra, come sparato
al cuore. Su questi frammenti
soffia parola viva
vispa abitata da api
della luce. Io sono lì
nel tuo pugno
a prendere il sole
pianissimo
per non svegliarti.

Chandra Livia Candiani (Milano, 1952), da La bambina pugile ovvero La precisione dell’amore, Einaudi, 2014

*ascoltando High Hopes – Pink Floyd https://www.youtube.com/watch?v=jl0d0Q7MyzA

Ascolta

ascoltare

Ascolta bene: che cosa senti?
Non dimenticare di ascoltare anche il tuo cuore che batte
(a volte batte piano per non disturbare).

Mappa per l’ascolto

Dunque, per ascoltare
avvicina all’orecchio
la conchiglia della mano
che ti trasmetta le linee sonore
del passato, le morbide voci
e quelle ghiacciate,
e la colonna audace del futuro,
fino alla sabbia lenta
del presente, allora prediligi
il silenzio che segue la nota
e la rende sconosciuta
e lesta nello sfuggire
ogni via domestica del senso.

Accosta all’orecchio il vuoto
fecondo della mano,
vuoto con vuoto.
Ripiega i pensieri
fino a riceverle in pieno
petto risonante
le parole in boccio.

Per ascoltare bisogna aver fame
e anche sete,
sete che sia tutt’uno col deserto,
fame che è pezzetto di pane in tasca
e briciole per chiamare i voli,
perché è in volo che arriva il senso
e non rifacendo il cammino a ritroso,
visto che il sentiero,
anche quando è il medesimo,
non è mai lo stesso
dell’andata.

Dunque, abbraccia le parole
come fanno le rondini col cielo,
tuffandosi, aperte all’infinito,
abisso del senso.

Chandra Livia Candiani, da La bambina pugile ovvero la precisione dell’amore, Einaudi, 2014

 

*ascoltando Yann Tiersen – Tempelhof https://www.youtube.com/watch?v=mTlyklNcn80

Parole e silenzi (musica)

Frédéric Chopin -Op. 9 N. 2 - Nocturne

Frédéric Chopin – Op. 9 N. 2 – Nocturne

Non tutto può essere detto (con facilità). Allora, talvolta, lo spazio bianco tra le parole scritte, o il silenzio tra le parole pronunciate porterà il carico di quello che non si riesce a esprimere. A volte sembrerà musica.

Amo il bianco tra le parole,
il loro margine ardente,
amo quando taci
e quando riprendi a parlare,
amo la parola che spunta
solitaria
sullo specchio buio del vocabolario,
e quando sborda, va alla deriva
con deciso smarrimento,
quando si oscura
e quando si spezza,
si fa ombra.
Quando veste il mondo,
quando lo rivela,
quando fa mappa,
quando fa destino.
Amo quando è imminente
e quando si schianta,
quando è straniera,
quando straniera sono io
nella sua ipotetica terra,
amo quello che resta,
dopo la parola detta,
non detta. E quando è proibita
e pronunciata lo stesso,
quando si cerca e si vela,
quando si sposa
e quando è realtà di muri
limite che incaglia al suolo,
quando scorre candida
e corre per prima a bere,
e quando preme alla gola,
spinge all’aperto,
quando è presa a prestito,
quando mi impresta al discorso
dell’altro, quando mi abbandona.
Non voglio una parola di troppo,
voglio un silenzio a dirotto,
non un commercio tra mutezza e voce,
ma una breccia,
una spaccatura che allarga luce,
una pista delle scosse.
Dammi un ascolto che precipita –
parola.
Che nasce.

Chandra Livia Candiani, da La bambina pugile ovvero la precisione dell’amore, Einaudi, 2014

*ascoltando Frédéric Chopin – Nocturne op.9 No.2 https://www.youtube.com/watch?v=9E6b3swbnWg

Gli abiti contano poco

indimenticabile

… meglio non scordarsi mai di indossare un’anima.
(L’anima non passa mai di moda)

to forget forgot forgotten

(…) Cura
di abitare l’anima
come l’animale
la sua pelle, abitarla
in gloria e luminescenza
e in pena e meschina piccolezza
in domestico deserto
abitarla sempre
anche in tua assenza
indossarla la sua
carne senza spine
come corpo nuovo
come candida corrente.

Chandra Livia Candiani, (parte finale dell’ultima poesia in) La bambina pugile ovvero La precisione dell’amore, Einaudi 2014

*ascoltando Yann Tiersen – Yuzin https://www.youtube.com/watch?v=WnZGGaVCKeo

Scegliere

andando

Una scelta, prima o poi, ci viene a cercare

 

Il tempo del congedo
è coltello giusto
la sua lama più evidente
della mia pelle –
rotta –
simile all’amore
introvabile:
un adulto di spalle
ti fa vedere l’anima.

Chandra Livia Candiani, da La bambina pugile ovvero la precisione dell’amore, Einaudi, 2014

*ascoltando Yann Tiersen – Porz Goret https://www.youtube.com/watch?v=KwwwWz6Ef3I

 

 

Giochi che insegnano

battaglianavale

Io ti sbircio
come una scacchiera
di battaglia navale
non so ancora dove
mi affonderai
segnerai una fenditura
con la biro nera
degli occhi
o mi porterai in salvo
su una terra consegnata
un tema della luce
senza crepe: tu m’insegni
il filo la tela
la presa l’abbandono
tenere restare stringere
essere vecchi, piccoli piccoli
tacere buttarsi
contatto immaginazione. Io
imparo, io mi allaccio.

Chandra Livia Candiani, da La bambina pugile ovvero La precisione dell’amore, Einaudi, 2014

*ascoltando Jimmy Smith – The Cat https://www.youtube.com/watch?v=PaKLB71QE4k

Un po’ di luce

luce

 

Un po’ di luce.
A tratti nascosta tra i giochi del buio, ma c’è (come la musica tra i capricci del silenzio).

Dunque c’è la luce
e ogni foglia è attaccata al ramo
con esatto amore
e ogni foglia in orario
lascia il ramo
con audace resa
e ogni uscire dalla soglia
del corpo è ricevuto
con unanime benvenuto
da quella scienza della gioia
che proprio ora proprio qui
riempie il foglio di ghirigori
per dirti che dunque
la luce c’è.

Chandra Livia Candiani, da Io con vestito leggero, Campanotto, 2005

*ascoltando Stevie Ray Vaughan – Third Stone From The Sun (J. Hendrix) https://www.youtube.com/watch?v=vQyoGQot1sM

L’aiuto

pioggia

Ognuno aiuta come può.

Tu mi sei d’aiuto
a star male
e mi sei anche d’aiuto
a vedere che il male
passa e anche il bene
passa tu mi sei d’aiuto
a equilibrarmi sugli abissi
non voltar via la faccia
e non gettarmi
a precipizio. sto col respiro,
quasi aggrappata
al respiro e aspetto
che fuori dalla finestra
non finisca di piovere.

ottobre 96

Chandra Livia Candiani, da Io con vestito leggero, Campanotto, 2005

*ascoltando Kenny Wayne Shepherd – While We Cry https://www.youtube.com/watch?v=R4T14P37eA0

Luogo e data (da tradurre)

la data

Non avevo mai pensato a questo particolare. La data nelle lettere. L’ho sempre scritta e basta: nelle lettere, nei biglietti d’auguri, sui libri regalati. La prossima volta proverò a tradurre in emozione anche la data…

Strano mettere la data
alle lettere come fossero
valide solo per oggi come
rassicurandosi di non poterle
rileggere domani. strano sapere
che tutto varia indefinitamente
strano mettere il luogo da
cui vengono scritte e non
quello da cui partono
non: dal cuore per un attimo
dall’anima prevedibilmente
per sempre, dal corpo
per una notte che lo riduca
in cenere.

ottobre 96

Chandra Livia Candiani, da Io con vestito leggero, Campanotto, 2005

*ascoltando George Lynch – I Will Remember https://www.youtube.com/watch?v=_j4riYsXQR8