Rifugi

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Dimmi, dov’è che ti nascondi quando non ci sei?

Qualche volta io
non ci sono e sono
tutta l’aria, sono
pulviscolo atmosferico
e vibro d’altri
di loro gesti e fiati.
Qualche volta io
sono lombrico e patata
sto a cuccia sottoterra
e germino e faccio
pausa, è come perdere
le foglie per stare
con la vita principale,
allora mi raccolgono
fanno collezione di me
gli oggetti a primavera.

Chandra Livia Candiani, da La bambina pugile ovvero La precisione dell’amore, Einaudi, 2014

*ascoltando  Pink Floyd – Grantchester Meadows https://www.youtube.com/watch?v=GH0FUJ7PKzM

Uniamo i puntini

petali

In un mondo che sembra fatto solo di muri, di barriere – fisiche,  mentali, sociali o ideologiche – di distanze imposte o volontarie, siamo come tanti puntini isolati. E manca la matita per tracciare un segno e unirli, mancano i ponti…

Però c’è il pensiero, con cui si può fare ponte, con cui si può inviare idealmente e a un indirizzo indefinito un “Come stai? Andrà tutto bene … lo spero”.

La lettera che cerco
di non scriverti
scrivendo tante lettere
sulle lettere è una lettera
di infiniti indirizzi
da me a me
da te a te
da te a me
mai da me a te
non posso si trasformerebbe
comunque in un amo
che strappa le labbra

Chandra Livia Candiani, da Io con vestito leggero, Campanotto Editore, 2005

*ascoltando Bob Marley – Three Little Birds https://www.youtube.com/watch?v=9qqDuEP4okw

 

puntini

 

“Certe mattine”

ring

Quante volte hai fatto a pugni con la notte?

Certe mattine
al risveglio
c’è una bambina pugile
nello specchio,
i segni della lotta
sotto gli occhi
e agli angoli della bocca,
la ferocia della ferita
nello sguardo.
Ha lottato tutta la notte
con la notte,
un peso piuma
e un trasparente gigante
un macigno scagliato
verso l’alto
e un filo d’erba impassibile
che lo aspetta
a pugni alzati:
come sono soli gli adulti.

Chandra Livia Candiani, da La bambina pugile ovvero La precisione dell’amore, Einaudi, 2014

*ascoltandoThe Doors – End Of The Night https://www.youtube.com/watch?time_continue=11&v=OjY3nfvkJ0Y

“Voglia di tenerezza”

bye

“E ricordate anche quella parola poco usata che è ormai quasi sparita dall’uso, sia in pubblico che in privato: tenerezza. Non potrà farvi male. E quell’altra parola: anima – o chiamatela spirito, se preferite. Non scordatevi neanche quella. Fate attenzione allo spirito delle vostre parole, delle vostre azioni”.

Raymond Carver, da Il mestiere di scrivere

°°°

O tenerezza umana
dove sei?

Forse solo
nei libri?

1992

Izet Sarajlić (Doboj, 1930 – Sarajevo, 2002)

°°°

“(…) La tenerezza per me è un sentimento forte. Ci si arriva, è un percorso. Spesso diventiamo teneri dopo che la vita ci ha stagionato ben bene, stanato, sbocconcellato ma anche dopo aver conosciuto il male che facciamo a noi stessi indurendoci.

La tenerezza non c’è dove c’è severità, giudizio, malevolenza. Per me è un po’ come una sorella minore della compassione, meno notevole, meno in prima linea, è un po’ timida la tenerezza, ha il muso di un animale dei boschi, è schiva e delicata.

Quando diciamo di un bambino che è tenero è perché lo vediamo disarmato, senza furbizia, sprovveduto. Anche i vecchi ci muovono queste onde piccole di tenerezza, anche il loro è un disarmo, una vacuità di strategie, un’inadeguatezza a farcela sempre, a essere a livello delle aspettative.

Chi è tenero non vuole farcela a tutti i costi, vuole sentire come sta e sentire come stanno gli altri, è sorella e fratello, non è genitore, non è maestro. La tenerezza sa stare alla pari, fianco a fianco, non è frontale. Così raro oggi, che giri l’angolo e trovi un guru, ma devi girare tutto il mondo per trovare un amico sincero che pianga con te, rida con te e non ti voglia spiegare la vita e risolvere i suoi misteri.

Ecco la tenerezza trova misteri dove gli altri vedono problemi (…)”.

Chandra Livia Candiani, da Tenerezza – Incontro con Chandra Livia Candiani, Edizioni Romena, 2017

*ascoltando Alan Silvestri – Forrest Gump Theme https://www.google.com/search?client=firefox-b-d&q=forrest+gump+theme

Alcune cose da imparare (fuori tema n. 11)

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(…) Non voglio imparare a non aver paura, voglio imparare a tremare. Non voglio imparare a tacere, voglio assaporare il silenzio da cui ogni parola vera nasce. Non voglio imparare a non arrabbiarmi, voglio sentire il fuoco, circondarlo di trasparenza che illumini quello che gli altri mi stanno facendo e quello che posso fare io. Non voglio accettare, voglio accogliere e rispondere. Non voglio essere buona, voglio essere sveglia. Non voglio fare male, voglio dire: mi stai facendo male, smettila. Non voglio diventare migliore, voglio sorridere al mio peggio. Non voglio essere un’altra, voglio adottarmi tutta intera. Non voglio pacificare tutto, voglio esplorare la realtà anche quando fa male, voglio la verità di me. Non voglio insegnare, voglio accompagnare. Non è che voglio così, è che non posso fare altro (…).

Chandra Livia Candiani, da Il silenzio è cosa viva. L’arte della meditazione, Torino, Einaudi 2018, p. 75

*ascoltando Alanis Morissette – You Learn https://www.youtube.com/watch?v=GFW-WfuX2Dk

(Altri “fuori tema”: https://lapoesianonsimangia.myblog.it/category/fuori-tema/)

Come una preghiera

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Trovo molto belli questi versi. Formano quasi una preghiera rivolta a qualcuno o a qualcosa: forse alla vita? al coraggio? o a Dio? forse a un angelo? all’amore? alla poesia? o forse a una persona che non c’è più?
Per ognuno può essere qualcosa di diverso.

Parlami con segni con cenni
briciole sul davanzale
ideogrammi di ombre su piastrelle
trattami come un uccello spaventato
come uno squilibrio nel tuo perfetto
ordine di conti chiusi;
rincuorami, ridammi sede
nel petto acceso e non
questo parcheggio sotterraneo
in cui vivo sola senza discorsi
per i cosiddetti vivi, senza ponti.
Sono matassa di smarrimenti
senza disegno, sono calce
viva sotto pelle
di tamburo che vibra
a ogni sfioramento sono
bambino sbucciato
corso via perdutamente e poi caduto
a terra, come sparato
al cuore. Su questi frammenti
soffia parola viva
vispa abitata da api
della luce. Io sono lì
nel tuo pugno
a prendere il sole
pianissimo
per non svegliarti.

Chandra Livia Candiani (Milano, 1952), da La bambina pugile ovvero La precisione dell’amore, Einaudi, 2014

*ascoltando High Hopes – Pink Floyd https://www.youtube.com/watch?v=jl0d0Q7MyzA

Ascolta

ascoltare

Ascolta bene: che cosa senti?
Non dimenticare di ascoltare anche il tuo cuore che batte
(a volte batte piano per non disturbare).

Mappa per l’ascolto

Dunque, per ascoltare
avvicina all’orecchio
la conchiglia della mano
che ti trasmetta le linee sonore
del passato, le morbide voci
e quelle ghiacciate,
e la colonna audace del futuro,
fino alla sabbia lenta
del presente, allora prediligi
il silenzio che segue la nota
e la rende sconosciuta
e lesta nello sfuggire
ogni via domestica del senso.

Accosta all’orecchio il vuoto
fecondo della mano,
vuoto con vuoto.
Ripiega i pensieri
fino a riceverle in pieno
petto risonante
le parole in boccio.

Per ascoltare bisogna aver fame
e anche sete,
sete che sia tutt’uno col deserto,
fame che è pezzetto di pane in tasca
e briciole per chiamare i voli,
perché è in volo che arriva il senso
e non rifacendo il cammino a ritroso,
visto che il sentiero,
anche quando è il medesimo,
non è mai lo stesso
dell’andata.

Dunque, abbraccia le parole
come fanno le rondini col cielo,
tuffandosi, aperte all’infinito,
abisso del senso.

Chandra Livia Candiani, da La bambina pugile ovvero la precisione dell’amore, Einaudi, 2014

 

*ascoltando Yann Tiersen – Tempelhof https://www.youtube.com/watch?v=mTlyklNcn80

Parole e silenzi (musica)

Frédéric Chopin -Op. 9 N. 2 - Nocturne

Frédéric Chopin – Op. 9 N. 2 – Nocturne

Non tutto può essere detto (con facilità). Allora, talvolta, lo spazio bianco tra le parole scritte, o il silenzio tra le parole pronunciate porterà il carico di quello che non si riesce a esprimere. A volte sembrerà musica.

Amo il bianco tra le parole,
il loro margine ardente,
amo quando taci
e quando riprendi a parlare,
amo la parola che spunta
solitaria
sullo specchio buio del vocabolario,
e quando sborda, va alla deriva
con deciso smarrimento,
quando si oscura
e quando si spezza,
si fa ombra.
Quando veste il mondo,
quando lo rivela,
quando fa mappa,
quando fa destino.
Amo quando è imminente
e quando si schianta,
quando è straniera,
quando straniera sono io
nella sua ipotetica terra,
amo quello che resta,
dopo la parola detta,
non detta. E quando è proibita
e pronunciata lo stesso,
quando si cerca e si vela,
quando si sposa
e quando è realtà di muri
limite che incaglia al suolo,
quando scorre candida
e corre per prima a bere,
e quando preme alla gola,
spinge all’aperto,
quando è presa a prestito,
quando mi impresta al discorso
dell’altro, quando mi abbandona.
Non voglio una parola di troppo,
voglio un silenzio a dirotto,
non un commercio tra mutezza e voce,
ma una breccia,
una spaccatura che allarga luce,
una pista delle scosse.
Dammi un ascolto che precipita –
parola.
Che nasce.

Chandra Livia Candiani, da La bambina pugile ovvero la precisione dell’amore, Einaudi, 2014

*ascoltando Frédéric Chopin – Nocturne op.9 No.2 https://www.youtube.com/watch?v=9E6b3swbnWg

Gli abiti contano poco

indimenticabile

… meglio non scordarsi mai di indossare un’anima.
(L’anima non passa mai di moda)

to forget forgot forgotten

(…) Cura
di abitare l’anima
come l’animale
la sua pelle, abitarla
in gloria e luminescenza
e in pena e meschina piccolezza
in domestico deserto
abitarla sempre
anche in tua assenza
indossarla la sua
carne senza spine
come corpo nuovo
come candida corrente.

Chandra Livia Candiani, (parte finale dell’ultima poesia in) La bambina pugile ovvero La precisione dell’amore, Einaudi 2014

*ascoltando Yann Tiersen – Yuzin https://www.youtube.com/watch?v=WnZGGaVCKeo

Scegliere

andando

Una scelta, prima o poi, ci viene a cercare

 

Il tempo del congedo
è coltello giusto
la sua lama più evidente
della mia pelle –
rotta –
simile all’amore
introvabile:
un adulto di spalle
ti fa vedere l’anima.

Chandra Livia Candiani, da La bambina pugile ovvero la precisione dell’amore, Einaudi, 2014

*ascoltando Yann Tiersen – Porz Goret https://www.youtube.com/watch?v=KwwwWz6Ef3I