Ascolta

ascoltare

Ascolta bene: che cosa senti?
Non dimenticare di ascoltare anche il tuo cuore che batte
(a volte batte piano per non disturbare).

Mappa per l’ascolto

Dunque, per ascoltare
avvicina all’orecchio
la conchiglia della mano
che ti trasmetta le linee sonore
del passato, le morbide voci
e quelle ghiacciate,
e la colonna audace del futuro,
fino alla sabbia lenta
del presente, allora prediligi
il silenzio che segue la nota
e la rende sconosciuta
e lesta nello sfuggire
ogni via domestica del senso.

Accosta all’orecchio il vuoto
fecondo della mano,
vuoto con vuoto.
Ripiega i pensieri
fino a riceverle in pieno
petto risonante
le parole in boccio.

Per ascoltare bisogna aver fame
e anche sete,
sete che sia tutt’uno col deserto,
fame che è pezzetto di pane in tasca
e briciole per chiamare i voli,
perché è in volo che arriva il senso
e non rifacendo il cammino a ritroso,
visto che il sentiero,
anche quando è il medesimo,
non è mai lo stesso
dell’andata.

Dunque, abbraccia le parole
come fanno le rondini col cielo,
tuffandosi, aperte all’infinito,
abisso del senso.

Chandra Livia Candiani, da La bambina pugile ovvero la precisione dell’amore, Einaudi, 2014

 

*ascoltando Yann Tiersen – Tempelhof https://www.youtube.com/watch?v=mTlyklNcn80

Parole e silenzi (musica)

Frédéric Chopin -Op. 9 N. 2 - Nocturne

Frédéric Chopin – Op. 9 N. 2 – Nocturne

Non tutto può essere detto (con facilità). Allora, talvolta, lo spazio bianco tra le parole scritte, o il silenzio tra le parole pronunciate porterà il carico di quello che non si riesce a esprimere. A volte sembrerà musica.

Amo il bianco tra le parole,
il loro margine ardente,
amo quando taci
e quando riprendi a parlare,
amo la parola che spunta
solitaria
sullo specchio buio del vocabolario,
e quando sborda, va alla deriva
con deciso smarrimento,
quando si oscura
e quando si spezza,
si fa ombra.
Quando veste il mondo,
quando lo rivela,
quando fa mappa,
quando fa destino.
Amo quando è imminente
e quando si schianta,
quando è straniera,
quando straniera sono io
nella sua ipotetica terra,
amo quello che resta,
dopo la parola detta,
non detta. E quando è proibita
e pronunciata lo stesso,
quando si cerca e si vela,
quando si sposa
e quando è realtà di muri
limite che incaglia al suolo,
quando scorre candida
e corre per prima a bere,
e quando preme alla gola,
spinge all’aperto,
quando è presa a prestito,
quando mi impresta al discorso
dell’altro, quando mi abbandona.
Non voglio una parola di troppo,
voglio un silenzio a dirotto,
non un commercio tra mutezza e voce,
ma una breccia,
una spaccatura che allarga luce,
una pista delle scosse.
Dammi un ascolto che precipita –
parola.
Che nasce.

Chandra Livia Candiani, da La bambina pugile ovvero la precisione dell’amore, Einaudi, 2014

*ascoltando Frédéric Chopin – Nocturne op.9 No.2 https://www.youtube.com/watch?v=9E6b3swbnWg

Gli abiti contano poco

indimenticabile

… meglio non scordarsi mai di indossare un’anima.
(L’anima non passa mai di moda)

to forget forgot forgotten

(…) Cura
di abitare l’anima
come l’animale
la sua pelle, abitarla
in gloria e luminescenza
e in pena e meschina piccolezza
in domestico deserto
abitarla sempre
anche in tua assenza
indossarla la sua
carne senza spine
come corpo nuovo
come candida corrente.

Chandra Livia Candiani, (parte finale dell’ultima poesia in) La bambina pugile ovvero La precisione dell’amore, Einaudi 2014

*ascoltando Yann Tiersen – Yuzin https://www.youtube.com/watch?v=WnZGGaVCKeo

Scegliere

andando

Una scelta, prima o poi, ci viene a cercare

 

Il tempo del congedo
è coltello giusto
la sua lama più evidente
della mia pelle –
rotta –
simile all’amore
introvabile:
un adulto di spalle
ti fa vedere l’anima.

Chandra Livia Candiani, da La bambina pugile ovvero la precisione dell’amore, Einaudi, 2014

*ascoltando Yann Tiersen – Porz Goret https://www.youtube.com/watch?v=KwwwWz6Ef3I

 

 

Giochi che insegnano

battaglianavale

Io ti sbircio
come una scacchiera
di battaglia navale
non so ancora dove
mi affonderai
segnerai una fenditura
con la biro nera
degli occhi
o mi porterai in salvo
su una terra consegnata
un tema della luce
senza crepe: tu m’insegni
il filo la tela
la presa l’abbandono
tenere restare stringere
essere vecchi, piccoli piccoli
tacere buttarsi
contatto immaginazione. Io
imparo, io mi allaccio.

Chandra Livia Candiani, da La bambina pugile ovvero La precisione dell’amore, Einaudi, 2014

*ascoltando Jimmy Smith – The Cat https://www.youtube.com/watch?v=PaKLB71QE4k

Un po’ di luce

luce

 

Un po’ di luce.
A tratti nascosta tra i giochi del buio, ma c’è (come la musica tra i capricci del silenzio).

Dunque c’è la luce
e ogni foglia è attaccata al ramo
con esatto amore
e ogni foglia in orario
lascia il ramo
con audace resa
e ogni uscire dalla soglia
del corpo è ricevuto
con unanime benvenuto
da quella scienza della gioia
che proprio ora proprio qui
riempie il foglio di ghirigori
per dirti che dunque
la luce c’è.

Chandra Livia Candiani, da Io con vestito leggero, Campanotto, 2005

*ascoltando Stevie Ray Vaughan – Third Stone From The Sun (J. Hendrix) https://www.youtube.com/watch?v=vQyoGQot1sM

L’aiuto

pioggia

Ognuno aiuta come può.

Tu mi sei d’aiuto
a star male
e mi sei anche d’aiuto
a vedere che il male
passa e anche il bene
passa tu mi sei d’aiuto
a equilibrarmi sugli abissi
non voltar via la faccia
e non gettarmi
a precipizio. sto col respiro,
quasi aggrappata
al respiro e aspetto
che fuori dalla finestra
non finisca di piovere.

ottobre 96

Chandra Livia Candiani, da Io con vestito leggero, Campanotto, 2005

*ascoltando Kenny Wayne Shepherd – While We Cry https://www.youtube.com/watch?v=R4T14P37eA0

Luogo e data (da tradurre)

la data

Non avevo mai pensato a questo particolare. La data nelle lettere. L’ho sempre scritta e basta: nelle lettere, nei biglietti d’auguri, sui libri regalati. La prossima volta proverò a tradurre in emozione anche la data…

Strano mettere la data
alle lettere come fossero
valide solo per oggi come
rassicurandosi di non poterle
rileggere domani. strano sapere
che tutto varia indefinitamente
strano mettere il luogo da
cui vengono scritte e non
quello da cui partono
non: dal cuore per un attimo
dall’anima prevedibilmente
per sempre, dal corpo
per una notte che lo riduca
in cenere.

ottobre 96

Chandra Livia Candiani, da Io con vestito leggero, Campanotto, 2005

*ascoltando George Lynch – I Will Remember https://www.youtube.com/watch?v=_j4riYsXQR8

Istruzioni abbastanza utili

bbracciojpg

Istruzioni universali per un abbraccio
(nessuna controindicazione)

L’universo non ha un centro,
ma per abbracciarsi si fa cosí:
ci si avvicina lentamente
eppure senza motivo apparente,
poi allargando le braccia,
si mostra il disarmo delle ali,
e infine si svanisce,
insieme,
nello spazio di carità
tra te
e l’altro.

Chandra Livia Candiani, da La bambina pugile ovvero La precisione dell’amore, 2014, Einaudi

 

Non lanciare
ossa e pietre
pietre
pietre non lanciare.
Costruire muri con le pietre.
Non costruire
muri.

Lasciar cadere
le braccia.
Alzare le braccia
abbracciarsi
piangendo.
Istruzioni
Per le braccia.

Hilde Domin, da Lettera su un altro continente, traduzione di Ondina Granato, Del vecchio editore

 

Dammi l’acqua
dammi la mano
dammi la tua parola
che siamo,
nello stesso mondo.

Chandra Livia Candiani, da Fatti vivo, 2016, Einaudi

 

*ascoltando Franco Battiato con Carmen Consoli – Tutto l’universo obbedisce all’amore https://www.youtube.com/watch?v=P0ZdZ8e6Qyk

Punto e a capo

punto

Se devi andare via da quello che sei stato, vai via. Il tuo vecchio io ha sofferto troppo?
Allora lascialo andare, non c’è più. Taglia la tua parte troppo pesante.
E ricomincia da quello che senti buono. Punto e a capo.
Oggi nasci di nuovo, deve essere così.

 

Non ci sono più
sono andata via
silenziosissima.
La mia vita
è spoglia di me.
E tutto brilla.

Chandra Livia Candiani, da Dov’è il mondo?, in Fatti vivo, Einaudi, 2017

*ascoltando Johnny Thunder – I’m Alive
https://www.youtube.com/watch?v=SJ_wzLVhJSs