Ba(rco)llando sul mondo

ballare

Quando balliamo (e non per forza bene) non muoviamo solo il corpo, muoviamo anche le emozioni, allontaniamo il torpore dei pensieri. Anche da fermi è possibile ballare: con i pensieri, appunto, slegandoli dalla fissità e lasciandoli liberi di barcollare senza una meta, sorretti dalla bellissima “forza di levità” di cui si parla in questa poesia:

Ballare adesso bisogna ballare
come una scimmia come un albero
che all’improvviso straripa di fioriture
come un asino che raglia ballare
non danzare, barcollare di qua e di là
da un piede all’altro da un’anca a un ginocchio
e con la gravità fare un duetto
la forza di lievità ti spicca
appesa a una mano d’aria
ormeggi le perplessità a terra
e balli i danneggiamenti i guasti le sventure
appassisci tutta intera. Slegare gesti
lanciarli ai cieli della stanza
così abbondante è il mondo
non mancare a nessuno: tu ballare.

Chandra Livia Candiani, da La domanda della sete, Einaudi, 2020

♥ ascoltando Camel – Rain Dances

Equilibri e intricatezze

intricatezze

Io credo alle intricatezze (e agli equilibri precari).
E tu, in che cosa credi?

Credo nel profumo del gelsomino
che sale al primo piano
e mi ricorda. Credo
nelle foglie della sòfora
che stanno per raggiungere
la mia mano alla finestra
e di notte lo so
mi fanno la guardia.
Credo nel sussulto
che ci guida
nel segreto delle azioni
e ci dispone ad arrossire
e a porre rimedio.
Credo agli alberi spogli
che scrivono se stessi in cielo,
ai versi che rallentano
fino al sonno degli uccelli.
Credo nei fili e negli equilibri
precari, nei sentimenti
all’aperto, provati dalle bufere
spezzati dal tempo
della durezza e dell’abbandono.
Credo a quando mi ascolti
raccolto intorno al futuro
come un chicco di riso
e a quando parli senza
intenzione alcuna.
Credo alle virgole ai punti
e al bianco che fa silenzio
e consegna la prossima parola.
Credo nel fermarmi ora
a braccia aperte e piccolissima
nel paesaggio della nostra intricatezza.

Chandra Livia Candiani, da La domanda della sete,  Einaudi, 2020

♥ ascoltando John Renbourn – Can’t keep from crying https://www.youtube.com/watch?v=A0kyzKSCukU

 

Benvenut*!

impasto per il paneVittoria (anzi, VittoRina), la mia nonna paterna, quando faceva il pane  mi diceva sempre che mentre si impasta bisogna sorridere, così il pane viene meglio. Sarà vero? Non lo so, ma per l’ospite che verrà a pranzo da noi, il pane fatto con le nostre mani sarà comunque perfetto assieme al sorriso con cui lo faremo sentire a casa.

Imparo a guardare
a imprestare lo sguardo
a chi ha urgenza di tana
imparo a ospitare.
Custodisco con cura le parole
poi le silenzio per il suono
di un’altra lingua
per questo sentire nostro
acuto e pugnalante
che non attenua gli urti
lascia il male così com’è
e accoglie tutte le ferite
come cani randagi
con improvvisate ciotole d’acqua
e parole poche smarrite
maldestre. Mani grandi
sorrisi abitabili.
Vivere è ospitare.

Chandra Livia Candiani, da La domanda della sete, Einaudi, 2020

♥ ascoltando Queen – Friends Will Be Friends https://www.youtube.com/watch?v=0AIlz08fZos&t=9s

Lista delle cose da fare: 11 – guardare il cielo

skyjpg

Che tu creda in un dio oppure no (e, se ci credi,  qualunque nome abbia questo tuo dio) ti sarà capitato almeno una volta di guardare il cielo per cercare un aiuto. Io voglio farlo più spesso, se non altro perché il cielo è bello, e sperare, dicono, fa sempre bene.

Pregare è indicare,
come fanno gli alberi
come le onde e gli orizzonti
come un sorriso,
È stare seduti su una seggiolina serale
sulla soglia impagliata dei sogni
e dei desideri, e arriva la brezza
che spezza i collari angusti
delle generalità e dell’immaginazione
avara, e trasporta in una terra
annuvolata vuota di parole,
precaria. Lì stai vacillante su un piede
solo, raminga percorri un filo libero
senza ancoraggi e ti ritrovi
in nessun paradiso ma nella meraviglia
dell’assenza di opinioni e di misure.
Pregare è salpare.

Chandra Livia Candiani, da La domanda della sete, Einaudi, 2020

 

ascoltando  Lou Rhodes – One Good Thing https://www.youtube.com/watch?v=2APhnA695yY

(Per altre cose in lista: https://lapoesianonsimangia.myblog.it/category/lista-delle-cose-da-fare/)

Fragili e forti (?)

fragile1

Sarà vero che la fragilità nasconde una forza? (Speriamo di sì.)

 

Dentro il fiume
non essere risoluti
balbettare e inciampare
lasciare l’adozione terrestre
senza alleanze navigare
faccia al cielo
il corpo battello.
Lasciarsi guardare
dalle luci celesti,
la franchezza della paura
è un nadir
che cura i polsi
e regola le direzioni.
Se ti senti frantumabile
hai un punto di forza
da cui sentire.

Chandra Livia Candiani, da La domanda della sete, Einaudi, 2020

♥ ascoltando Fabrizio de André – Amico fragile https://www.youtube.com/watch?v=5mkNp_iozh4

Fili di possibilità

 

colori nel bosco

Camminare in un bosco e ritrovarmi tra fili di raso colorato (mossi dal vento) era una possibilità che non avevo proprio contemplato. Eppure…

I piedi hanno un grande arco
per disegnare il bordo del mondo
seguono le tracce dell’invisibile
lo disegnano.
Si stanno sempre avvicinando.
Pensano.
Lo spazio è zeppo di possibilità,
che tu dorma o sia sveglio
fermo o in movimento
l’aria ha le ruote e i piedi
ne seguono i profili,
lasciando la terra
ritrovando la terra.
Non domandarti mai dove vai
solo fallo bene.

Chandra Livia Candiani, da La domanda della sete, Einaudi, 2020

ascoltando Buffy Sainte-Marie – Starwalker https://www.youtube.com/watch?v=eU0fS0GA6Ek

Pènsati!

lettera a sé stessi

Che ne dici di scrivere una lettera a te stess* (ma che sia amorevole: che comprenda parole di ringraziamento… parole di carezza)?
Ma sì che puoi… certo che sì.

Lettera a me stessa

Io ti porterò dove schiudersi
è delicato, come un’ala di farfalla
non un bisturi ma voli accennati,
esitanti. Ci saranno lampioni serali
appena illuminati e un’aria franca
di neve in estate.
Molti amici avranno le finestre accese,
amici silenziosi e musicali, amici.
Qualcuno verrà a prenderti alla stazione,
ti porterà la valigia e acqua fresca.
Sarai suono e anche passo di danza,
i piedi bendati saranno alati
sull’asfalto tiepido e ci sarà respiro
di tigli. Una mezzanotte
ti aspetterà in compagnia,
l’allegro di Mozart sul giradischi,
le finestre aperte e le lenzuola stirate,
bianche. Sembra la morte, vero?
Ti dico che certe volte la vita è così.
Amore che battezza la deriva.

Chandra Livia Candiani, da La domanda della sete. 2016-2020, Einaudi, 2020

ascoltando Wolfgang Amadeus Mozart – Sinfonia n. 40 in Sol minore K 550 /1° mov. molto allegro https://www.youtube.com/watch?v=vXeEuhme5Wc

La chiamano notte

notte mantello di stelle mantello buio notte e giorno

Quanto può essere lungo il mantello della notte?

Nella vita di tutti i giorni
porto il mio danno
come il piú segreto dei doni
un anello fiero
di non brillare
la pelle ustionata porto
come seta preziosa
filata nel tempo
dal buio operoso,
le mie stelle nere.
Non sperare in nessuno
che non sia sbucciato
fino al nocciolo asciutto
della memoria,
non credere alle lacrime
altrui, alla pietà sconnessa
dal faro dei fatti.
C’è uno sciame
intorno alla spaccatura,
le scintille del mantello
che corre con te,
la chiamano notte.

Chandra Livia Candiani, da La domanda della sete — 2016-2020, Einaudi, 2020

ascoltando John Petrucci & Jordan RudessIn the Moment https://www.youtube.com/watch?v=yq0C_NNJGH0&feature=emb_title

… “sarà tutt’uno con vento e neve”…

serà tutt'uno con vento e neve2jpg

(Immagina di essere soltanto spazio e memoria)

Sarà meraviglioso
non tornare più
fare la conta degli elementi
e restituirli uno a uno
alle fonti
terra alla terra
acqua all’acqua
fuoco al fuoco
aria all’aria
essere spazio.
Sarà meraviglioso
ascoltare i suoni
del disfarsi, del precipitare
e slacciandosi ridare
i nomi al silenzio
e ridere e piangere
sarà tutt’uno
con vento e neve,
e la memoria
l’altra cosa che c’è
dentro ogni cosa.

Chandra Livia Candiani, da Chiamati al volo, in La domanda della sete, Einaudi, 2020

ascoltando Jon and Vangelis – Horizon https://www.youtube.com/watch?v=koBC3MA7kOA

Il volo delle parole

collage

Riesci a visualizzare il percorso di una parola, da chi la pronuncia a chi la riceve? Mi piacerebbe che si visualizzassero sempre di più percorsi morbidi e dolci, invece di frecce pungenti, ma temo che l’aria sia percorsa molto spesso da tante, troppe, frecce invisibili (e non sto parlando delle frecce di Cupido).

Un innesco di fuoco la parola
un’accensione simile al passo
quando un piede lascia la terra
quando una sillaba lascia il silenzio
quando il passo è sospeso
quando il silenzio è rotto
quando la terra è ritrovata
quando la parola pronunciata tace.
In mezzo la sospensione e l’attesa,
il volo. Forse.

Chandra Livia Candiani, da I nascosti, in La domanda della sete. 2016-2020, Einaudi, 2020

ascoltando The Album Leaf – Broken Arrow https://www.youtube.com/watch?v=UkKcEia0-N8