Come ti vanno le cose?

a terra

Tutto bene lì? Qui così così (e se anche andasse benone, nemmeno se mi pagassero potrei dire “alla grande!”: non ho tutto questo coraggio).

In ogni caso… inboccalupo!

***

Smarrito il passaporto,
l’auto da rottamare,
cinque pini del mio viale
abbattuti da una violenta
tramontana: ecco
l’eccellentissimo bilancio
della trascorsa settimana.

Ma è inutile lagnarsi, se
è vero che la vita è come
una coperta – abitata dalle tarme –
che va perennemente ricucita.

Franco Marcoaldi (Guidonia, 1955), da L’isola celeste, Einaudi, 2000

ascoltando God Is An Astronaut – In Flux https://www.youtube.com/watch?v=3g1_fxqK4TI

Quale percorso?

quale tipjpg

Per andare da A a B quale strada prendi, di solito? Nella poesia si parla anche di una terza ipotesi (in genere io oscillo proprio tra questa terza strada e la seconda).

Lo hai già notato?
La strada che conduce
verso casa è tutta dritta, senza curve.
Ma l’uomo non gradisce i percorsi
chiari, diretti, elementari. E finisce
per complicarsi da solo l’esistenza,
girando e rigirando su se stesso
salvo trovarsi, da ultimo,
al punto di partenza.

Franco Marcoaldi, da Il Tempo ormai breve, Einaudi, Torino, 2008

⇔ascoltando Cream –  Crossroads

La strana coppia

betty

Tu sei più per gli opposti si attraggono o per chi si somiglia si piglia?
O forse per un insieme delle due cose… o per nessuna delle due?

Lontani era un tormento
vicini ancora peggio.
Per chi commenti comodo
assiso sopra un seggio
dovrebbe essere facile
trovare una ragione:
perché cotanto amore
fu un tonfo? un’illusione?

Botanico il motivo.
Essendo lei una noce
e lui come un’oliva,
dove una aveva l’osso,
quell’altro polpa viva.

Franco Marcoaldi, da Amore non Amore – Cento poesie
La nave di Teseo Editore, 2009

*ascoltando Vinicio Capossela – Che coss’è l’amor https://www.youtube.com/watch?v=OWwqSj_VULQ

La dimensione del silenzio

stanchezzatremenda

Anche il silenzio  (inteso come assenza di “rumore”)
ha bisogno di un suo spazio nel nostro tempo.
Se ben coltivato, potrebbe anche trasformarsi in uno spazio fiorito (?)

E poi c’è quella cosa meravigliosa
che è il silenzio. C’è quello spazio
tempo vuoto e denso che lascia
tutto com’è, impregiudicato:
prima del prima e dopo del dopo,
grembo dell’infinito nulla
e del creato.

Franco Marcoaldi, da La trappola, Einaudi, 2012

*ascoltando Noir Désir – Le Vent Nous Portera https://www.youtube.com/watch?v=yA3vx6a4uqM

La corsa (ad ostacoli)

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Corsa a ostacoli

Non è vero che il male è compatto
e tutto uguale, come darebbe
a intendere l’effetto di trascinamento
del roccolo mentale in cui
si azzera ogni differenza:
se la questione A, in apparenza,
non offre nessuna soluzione,
di conseguenza crollerà anche B
e C e D e tutto il resto. Quando
tracimano i fantasmi si fa presto
a colorare di un unico colore
(il nero), quello che invece
resta l’insondabile mistero
di un teatro che fa della mutevolezza
l’unica sua costante.
La vera fatica è proprio questa:
superato l’ostacolo che sembrava
insormontabile, eccone appresso
un altro e un altro e un altro ancora.
La pace, quella sì è un miraggio,
foss’anche soltanto per un’ora.

Franco Marcoaldi, da La trappola, Einaudi, 2012

*ascoltando John Frusciante – Falling https://www.youtube.com/watch?v=UjUYr5RN6cM

Giugno, profumo di tigli

fioriditiglio Quale profumo ti riporta indietro nel tempo?

Niente lo emozionava
come il profumo del tiglio
in fiore, come quel torpore
soave che risaliva alle narici
dalle lontane, perdute ore dell’infanzia.

Franco Marcoaldi, da La trappola, Einaudi, 2012

 

*ascoltando Angelo Branduardi – Sotto il tiglio https://www.youtube.com/watch?v=JJCW24wLY2g

Non siamo stranieri (sulla Terra)

sea

Dato che oggi è la giornata mondiale dell’ambiente (pensarci  un giorno all’anno non sarà di sicuro  risolutivo, ma potrebbe innescare la voglia di pensarci attivamente due, tre, …, giorni…) dedico questa poesia alla luce della sera che si posa sul mare, evocata da questi versi.

Ci ripetono che è inutile
attardarsi dietro i ritmi
ormai trascorsi del ciclo
naturale: l’uomo è cambiato
e in quel ciclo non trova
più nessun aiuto – è diventata
un’altra lingua, alieno
il corpo, la sua mente, il cuore.
 
… Sarà, però quando passano
le ore e si giunge a sera,
qui scende una calma dolce
e piena e nella quiete naturale
l’uomo che guarda è portato
a tracciare un piccolo bilancio
giornaliero. La luce rasa
sul mare sa che quell’uomo
può solo fino a un certo punto
giocare a fare lo straniero.

Franco Marcoaldi, da La trappola, Einaudi, 2012

*ascoltando Ezio Bosso – The Sky seen from the Moon https://www.youtube.com/watch?v=FXjPbqApcSQ

Ruba una poesia (al vento)

windandpoetry

Che cosa ti ha detto il vento?

Poesia

Mettere in fila le parole:
aspettarle accoglierle cercarle
leggerle rubarle cancellarle.

E quelle che rimangono,
lasciarle ad asciugare.

Franco Marcoaldi, da La trappola, Einaudi 2012

*ascoltando Mike Oldfield – Dreaming in the Wind (Instrumental) https://www.youtube.com/watch?v=78k13Zz5WSg

Il conforto dell’illuso

rosa

Chi cerca un po’ di bellezza
anche in un groviglio di spine
è (sempre) solo un ingenuo?

 

Però capisco chi si danna
per trovare la bellezza.
Perduto il filo del senso
dentro un groviglio di
brutture, resta il conforto di
una ipotetica,
dolcissima carezza.

Franco Marcoaldi, da Tutto qui, Einaudi, 2017

*ascoltando Yes –  Mood for a day https://www.youtube.com/watch?v=OrJsgdjOqGY

Pendolare anche tu?

treni

Senza sosta.

Combattere è virile
dispiega la potenza
e fa sentire vivi.
Ritrarsi porta pace, e bene,
sgombrando il campo
da inutili tossine.
Combattere scatena mille
e mille desideri – ritrarsi,
invece, quei desideri
elude, smorza, cancella.
Combattere stimola, agita,
smuove e rimuove, sporca.
Ritrarsi ama l’immunitas,
perciò chiude finestre e porta.

Combattere o ritirarsi?
Combattere o scomparire?
Inutile cercare un’univoca risposta:
da bravi pendolari,
su treni traballanti,
andiamo avanti e indietro – senza sosta.

Franco Marcoaldi, da Tutto qui, Einaudi, 2017

*ascoltando Survivor – Eye Of The Tiger
https://www.youtube.com/watch?v=btPJPFnesV4