Se puoi immaginarlo…

 

illustrazione regala un fiore

Illustrazione di Rosa Cerruto, da https://www.instagram.com/illustrosa/

Certo che sì!

ti stai chiedendo come sia possibile
regalare un fiore
da lontano

certo, si può – che domande fai?
coglilo prima di uscire
da un sogno bello,
osservalo mentre bevi il tuo caffè
– abbi cura che ci sia la giusta luce –
sussurra il nome di chi è lontano
e disegna sui petali
ogni lettera che lo compone

poi, a occhi chiusi, lascialo volare

se avrai fatto tutto questo sorridendo,
il fiore arriverà
– ora  però metti il tuo fiore in un vaso,
ché ha fatto un lungo viaggio

©IreneMarchi2021

Non durerà per sempre

Quadro di Ron Hicks (Ohio, 1965) - "Stolen kiss"

Ron Hicks (Ohio, 1965) – “Stolen kiss”

No, non mi riferisco all’amore tra i due personaggi del quadro, ma alla distanza forzata che il  maledetto Covid-19 sta imponendo a migliaia di coppie in tutto il mondo.

Non durerà per sempre, e i personaggi di questo quadro (e tutte le altre coppie) prima o poi si rivedranno.

Passo il giorno

Passo
il giorno
a guardarti
negli occhi.

Sono mesi
che non ti vedo.

Antonio Rigo (Palma de Mallorca, 1957), da Álbum Blanco, Baile del Sol, 2014

*ascoltando Pink Floyd – Wish You Were Here https://www.youtube.com/watch?v=DPL_SV3n7IU

Lontano

farjpg

Lettera II


Piove sulla sera e sul tuo ritratto.
La farfalla rinchiude la sua allegria.
Dentro il calamaio è rimasta vuota
la penna con cui scrivo. Dorme il gatto.


Io guardo il sale, guardo la mia scarpa,
guardo la sera che diventa fredda.
Non mi appartiene nulla. Si direbbe
che il cielo abbia traslocato per un po’.


Ora che la brezza prega e il mare arde
le ragazze appostate nella sera
si sorrideranno dentro ogni specchio.


Poiché è domenica e nessuno piange,
lancerò nel tempo i miei garofani
senza pensare a dove sei. Lontano.

 

°°°

Carta II

Llueve contra la tarde y tu retrato.
La mariposa enferma su alegría.
Sobre el tintero se quedó vacía
la pluma con que escribo. Duerme el gato.

Miro para la sal, para el zapato,
para la tarde que se pone fría.
Nada me pertenece. Se diría
que el cielo se ha mudado por un rato.

Como la brisa reza y el mar arde,
las muchachas que están bajo la tarde
se sonreirán en todos los espejos.

Como es domingo, como nadie llora,
yo echaré mis claveles en la hora
sin acordarme de que tú eres. lejos.

Carilda Oliver Labra (Matanzas, Cuba, 1922 – 2018), da Antología de la poesía heroica y cósmica de Carilda Oliver Labra https://studylib.es/

*ascoltando Astor Piazzolla – Libertango qui

Quale canzone?

che

Quale canzone vorresti ascoltare? Rispondi senza pensarci troppo.
Poi, ascoltala.

Lettera a Mariana

Che film ti piacerebbe vedere?
Che canzone vorresti ascoltare?
Stasera non ho nessuno
a cui porre queste domande.

Mi scrivi da una città che detesti
alle nove e mezza di sera.
Certo, io stavo bevendo,
mentre tu ascoltavi Bach pensando di volare.

Non pensavo che ti avrei ricordato
non credevo che ti saresti ricordata di me.
Perché mi hai scritto questa lettera?
Non posso andare da solo al cinema.

È certo che faremo l’amore
e lo faremo come piace a me:
un giorno intero di persiane chiuse
finché il tuo corpo rimpiazzerà il sole.

Ricordati che il mio segno è Cancro,
piccola Acquario, salice piangente.
Leggeremo libri di astrologia
per inventare nuove superstizioni.

Mi scrivi che prenderemo una casa
anche se io ho perduto tante case.
Anche se tu pensi tanto a volare
e io bevo troppo con gli amici.

Ma tu non torni dalla città che detesti
e stai con chissà quale cattiva compagnia,
mentre qui ci sono troppe poche persone
a cui porre queste semplici domande:

“Che canzone vorresti ascoltare?
Che film ti piacerebbe vedere?
E con chi vorresti sognare
Dopo le nove e mezza di sera?”.

°°°

Carta a Mariana

¿Qué película te gustaría ver?
¿Qué canción te gustaría oír?
Esta noche no tengo a nadie
a quien hacerle estas preguntas.

Me escribes desde una ciudad que odias
a las nueve y media de la noche.
Cierto, yo estaba bebiendo,
mientras tú oías Bach y pensabas volar.

No creí que iba a recordarte
ni creí que te acordarías de mí.
¿ Por qué me escribiste esa carta?
Ya no podré ir solo al cine.

Es cierto que haremos el amor
y lo haremos como me gusta a mí:
todo un día de persianas cerradas
hasta que tu cuerpo reemplace al sol.

Acuérdate que mi signo es Cáncer,
pequeña Acuario, sauce llorón.
Leeremos libros de astrología
para inventar nuevas supersticiones.

Me escribes que tendremos una casa
aunque yo he perdido tantas casas.
Aunque tú piensas tanto en volar
y yo con los amigos tomo demasiado.

Pero tú no vuelves de la ciudad que odias
y estás con quién sabe qué malas compañías,
mientras aquí hay tan pocas personas
a quien hacerles estas simples preguntas:

«¿Qué canción te gustaría oír,
qué película te gustaría ver?
¿ y con quién te gustaría que soñáramos
después de las nueva y media de la noche?».

Jorge Teillier (1935 Lautaro, Cile -1996),  da Para un pueblo fantasma (IV – Pequeña confesión), 1978

 

*ascoltando Otis Redding – (Sittin’ On) The Dock Of The Bay https://www.youtube.com/watch?v=rTVjnBo96Ug