La magia sta nel mezzo

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Tra l’inverno e la primavera, tra un abisso e l’altro c’è un istante di magia.
Se guardi attentamente lo riconosci.

Gocce

L’inverno e la sua fine
escono da quei monti
nel cielo
alla battaglia,
esitano l’uno
e l’altra, essi, rapiti
a quella luce
di politissimo cristallo,
alla flagranza delle valli,
e ora
un poco si osservano a distanza,
un poco si mischiano e si azzuffano
finché grandine o vento non sbaraglia
l’incertezza dello scontro.
Ci ottenebra, noi stille
sorprese in medio campo
un infittito scroscio,
ci affoga
l’uragano, sgombra
poi il sole
i celesti rimasugli
del furente nubifragio.
È inverno o primavera? Non lo sappiamo,
siamo
e non siamo niente
nella molteplicità delle apparenze,
però dentro la vita, dentro
il meraviglioso istante.

Mario Luzi, da Sotto specie umana, Garzanti, 1999

 

Fili

La poesia vive tra un istante e l’altro
Tra una separazione e l’altra
Tra un legame e un salto
Tra un’attrazione e un declino
Tra un abisso e l’altro
Sinché ti afferra una parola
Un vuoto
Una pietra
Un uccello
Sinché non ti riconduce dove siete tu
E un magico filo colorato…
Allontano delicatamente la mia azzurra nube
E la tesso per te con fili di pioggia
Per poi rannicchiarmi e riscaldarmi dentro di lei.

Nada El Hage (Beirut, 1958), da Veli di passione, Interlinea, 2014, traduzione di V. Colombo

*ascoltando Queen – A Kind of Magic
https://www.youtube.com/watch?v=0p_1QSUsbsM

Il giorno nuovo

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Poi  arriva il giorno nuovo (anche quando sembra impossibile).

Ogni giorno è un giorno nuovo… ci stai già camminando dentro.

Il giorno nuovo

 Così sei qui. Disegnato nell’estate.
Scolpito dentro un ozio senza superficie.
Il nodo è ribadito, vita e morte ancora una volta intrecciate.
Tratto in salvo anche tu.
Lucido, ma senza ombre,
normale, ma profondo, il giorno piove sul giorno
le foglie tentennano sotto la pioggia
nello spicco dello sguardo,
un cane scuote la pelliccia, finestre balbettano ferme
passa piccolo il mondo sotto la noia.
Le nuvole sono un azzurro visto di schiena.

Pierluigi Cappello, da Stato di Quiete – Poesie 2010-2016, 2016

 

La notte lava la mente

La notte lava la mente.
Poco dopo si è qui come sai bene,
file d’anime lungo la cornice,
chi pronto al balzo, chi quasi in catene.

Qualcuno sulla pagina del mare
traccia un segno di vita, figge un punto.
Raramente qualche gabbiano appare.

Mario Luzi, da Onore del vero, Neri Pozza Editore, 1957

*Ascoltando  Vangelis – To the Unknown Man

Il faro?

FaroPuntaSabbioni

Prima o poi si vedrà un faro (speriamo non ci sia troppa nebbia).

Sulla riva

I pontili deserti scavalcano le ondate,
anche il lupo di mare si fa cupo.
Che fai? Aggiungo olio alla lucerna,
tengo desta la stanza in cui mi trovo
all’oscuro di te e dei tuoi cari.

La brigata dispersa si raccoglie,
si conta dopo queste mareggiate.
Tu dove sei? Ti spero in qualche porto.
L’uomo del faro esce con la barca,
scruta, perlustra, va verso l’aperto.
Il tempo e il mare hanno di queste pause.

Mario Luzi, da Onore del vero (1957)

*ascoltando Santana – El Farol https://www.youtube.com/watch?v=-OOgLsoavJI


Un mare di luce

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Un mare di luce in ogni donna

 

Notre-Dame Notre-Dame

Una, la donna, o innumerabile?
Non può il cuore deciderlo,
la conoscenza non è salda.
Fuori
e dentro la vita
si tendono l’una verso l’altra
loro dalla loro eternità,
non giungono
esse però
a stringersi la mano,
si frappongono cascate
di forza non rappresa,
sfaceli
di età non conosciute le dividono
l’una dall’altra e tutte da me
che guardo stupito quella maschera
bruciare di una fragile
e vibrante identità
e mi perdo nel mare di luce che le è dietro,
in quello straripante lievito
azzurro della muliebrità oppure in me medesimo?

Mario Luzi (1914-2005), da Per il battesimo dei nostri frammenti, Garzanti, 1985

.*ascoltando Etta James – Woman https://www.youtube.com/watch?v=knYLtAuKj8c

Ancora sulla donna, qui: http://lapoesianonsimangia.myblog.it/2017/03/06/la-donna/

Le altre vite

C’è un incontro fissato,
ancora senza ora e senza data,
per trovarci,
io sarò lì, puntuale,
non so tu. (Julio Cortazàr)

 A me par, vivendo questa mia
Povera vita, un’altra rasentarne
Come nel sonno, e che quel sonno sia
La mia vita presente. (Camillo Sbarbaro)

 giostra

 

Le altre vite. Quelle precedenti, quelle future, quelle intraviste, quelle non cercate. Le altre.

 

Di nuovo gli astri d’amore traversano
lucidi sulle nostre teste opache
là dove noi scendiamo inconsapevoli
su opposte rive. E appare naturale
non averti veduta mai né udita
ed affliggerti in una luce antica.

Desiderio o rimpianto? Desiderio
e rimpianto, una sola febbre amara.
Raggiava nel cristallo un vino astrale,
un sole fuso che bevevi a sorsi
e fissavi la dura cecità del paesaggio.

Mario Luzi, da Quaderno gotico, Firenze, 1947

 

Questa catena di ferro
che tanto pesa, è leggera
a portarsi e non la sento.
C’è un’altra catena fatta
di onde, di terre e di venti,
di risate e di sospiri,
che mi lega non so dove,
mi soggioga a quel padrone
sconosciuto, a quel padrone…

Pedro Salinas, da Presagi, Passigli Editori, Traduzione di Valerio Nardon.

 

*In musica:  Un’altra vita – Paolo Conte; Il dono del cervo – Angelo Branduardi