Sconosciuti e indecifrabili

Edward Hopper, Sunlight in a Cafeteria, 1958

Edward Hopper, Sunlight in a Cafeteria, 1958

Eduard Hopper, Chop Suey, 1929

Edward Hopper, Chop Suey, 1929, collezione privata

Problema: date due persone che si conoscono,
calcolare il loro grado di non conoscenza e indecifrabilità reciproca.

Perfetti sconosciuti

Non posso dire “Salve”. Non ci siamo mai incontrati.
Non posso dire “Addio”. Non ci siamo mai lasciati.
Non posso farmi abbracciare. Non ci hanno mai presentato.

Il cielo riacquista le manette di cenere.
L’azzurro di ieri è un inganno.
Fiori artificiali appassiscono.

Non riesco a ricordare i nostri nomi.

Come antichi manoscritti, siamo indecifrabili.

Nina Cassian, da C’è modo e modo di sparire – Poesie 1945-2007, traduzione di Anita natascia Bernacchia e Ottavio Fatica, Adelphi

* ascoltando Deep Purple – Perfect Strangers https://www.youtube.com/watch?v=gZ_kez7WVUU

Io sono io

I di irene

Io sono io.
Sono personale,
soggettiva, intima, singolare,
confessionale.
Tutto quello che mi accade e si ripete
accade a me.
Il paesaggio che descrivo
sono io stessa.
Se vi interessano gli uccelli, gli alberi, i fiumi,
consultate i libri degli esperti.
Io non sono un dato uccello,
un dato albero,
un dato fiume.
Io sono registrata solo
come un Sé.

Io, ovvero Io.

Nina Cassian, da C’è modo e modo di sparire – Poesie 1945-2007, traduzione di Anita Natascia Bernacchia e Ottavio Fatica, Adelphi

*ascoltando Willow SmithI Am Me https://www.youtube.com/watch?time_continue=47&v=VUMK4Da9Avg

(Ancora sull’essere chi?: https://lapoesianonsimangia.myblog.it/2018/10/23/chi-sei/)

Con una tazza di tè

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Intimità

Posso stare da sola.
So stare da sola.

C’è un tacito accordo
tra le mie matite
e gli alberi là fuori,
tra la pioggia
e i miei capelli diafani.

Bolle il tè,
spazio mio dorato,
mia ambra pura e ardente…

Posso stare da sola.
So stare da sola.
Scrivo a lume di tè.

°°°
Intimitate

Pot să fiu singură.
Ştiu să fiu singură.

E un acord tacit
între creioanele mele
şi copacii de-afară,
între ploaie
şi părul meu străveziu.

Fierbe ceaiul,
zona mea de aur,
chihlimbarul meu pur şi fierbinte…

Pot să fiu singură.
Ştiu să fiu singură.
Scriu la lumina ceaiului.

 

Nina Cassian (1924, Galați, Romania-2014 New York), da C’è modo e modo di sparire – poesie 1945-2007, Adelphi 2011, traduzione di Anita Natascia Bernacchia e Ottavio Fatica

*ascoltando The Adicts – Cup of Tea https://www.youtube.com/watch?v=2bbI0YJdrZY

Le non-parole

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Anche quello che non viene scritto trova posto tra gli spazi di una poesia? Anche il non detto ha il peso di un verso?

 

Più belle

Sono più belle le poesie della felicità.

Come il fiore è più bello dello stelo
che lo sostiene
più belle sono le poesie della felicità.

Come l’uccello è più bello dell’uovo
come è bello quando viene la  luce
più bella è la felicità.

E più belle sono le poesie
che non scriverò mai.

Hilde Domin, da Qui, in Lettera su un altro continente, Traduzione di Ondina Granato, Del Vecchio Editore

 

 

Da questa matita si diparte una strada di grafite
e sulla strada passeggia una lettera, come un cane,
ed ecco una parola come una città abitata
dove forse arriverò domani.

Nina Cassian, da C’è modo e modo di sparire, Adelphi, 2013, traduzione di Anita Natascia Bernacchia

 

                                                    A José Emilio Pacheco

Apro la finestra
che dà
su nessuna parte
La finestra
che si apre verso dentro
Il vento
solleva
istantanee lievi
torri di polvere turbinante
Sono
più alte di questa casa
Stanno dentro
questo foglio
Cadono e si rialzano
Prima di dire
qualcosa
al piegare il foglio
si disperdono

turbini d’echi
aspirati   inspirati
dal loro proprio girare
Adesso
si aprono in un altro spazio
Dicono
non ciò che dicemmo
un’altra cosa sempre altra
la stessa cosa sempre
Parole del poema
che giammai diciamo
È il poema a dire noi

Octavio Paz (1914-1998) da Ritorno (1969-1975), in Octavio Paz-Vento Cardinale e altre poesie, Mondadori, 1984

*ascoltando Pat Metheny – Letter From Home https://www.youtube.com/watch?v=_5-pBkwyUxc

Poi passano

sparire

Càpitano: i momenti in cui vorresti solo scomparire, come un’altalena che oscilla nella nebbia.
Càpitano.
Poi passano.

Ginnastica mattutina

Mi sveglio e dico: sono perduta.
È il mio primo pensiero all’alba.
Comincio bene la giornata
con questo pensiero assassino.

Signore, abbi pietà di me
– è il secondo, e poi
scendo dal letto
e vivo come se
nulla mi fosse accaduto.

 

Purità

Solitudine incredibile.
Soltanto io e la mia sigaretta,
e la piccola libellula
dipinta con il blu dei monasteri moldavi.

Nulla mi spaventa,
nemmeno il sole.
Il cielo è una nuvola immensa
di madreperla.
Il lago è una nuvola immensa
di madreperla.
Sono la sirenetta del lago.
– Sono una melodia infinita
come il mormorio della pioggia.

E sono pulita
come la poesia che sto scrivendo.

Entrambe le poesie sono di Nina Cassian (Renée Annie Cassian-Mătăsaru, Galati, 27 novembre 1924 – New York, 15 aprile 2014), da C’è modo e modo di sparire – Poesie 1945- 2007, traduzione di Anita Natascia Bernacchia, Ottavio Fatica, Adelphi, 2013.

*Musica? Coldplay – Lost!