Una storia di numeri

 numeri

L’amore o la matematica: che cos’è più difficile da comprendere?

Scritto con il gesso

Uno dice a Zero che non esiste il nulla
Zero replica che neppure Uno esiste
perché l’amore ci dà la stessa indole

Zero più Uno siamo Due gli dice
e se ne vanno per la lavagna tenendosi per mano

Due si baciano sotto i banchi
Due sono Uno vicino al cancellino nascosto
e Uno è Zero la mia vita

Dietro ogni grande amore il nulla è in agguato.

 

Escrito con tiza

Uno le dice a Cero que la nada existe
Cero replica que uno tampoco existe
porque el amor nos da la misma naturaleza

Cero mas Unos somos Dos le dice
y se van por el pizarrón tomados de la mano

Dos se besan debajo de los pupitres
Dos son Uno cerca del borrador agazapado
y Uno es Cero mi vida

Detrás de todo gran amor la nada acecha.

Óscar Hahn (1938, Cile)

 

*ascoltando Radiohead – 2+2=5  https://www.youtube.com/watch?v=c6GO7c-zO6E

(ancora sui numeri: https://lapoesianonsimangia.myblog.it/2016/09/27/numeri/; https://lapoesianonsimangia.myblog.it/2018/03/17/problemi-equazioni-calcoli/)

Problemi, equazioni, calcoli

equazione

Qual è l’equazione che più ti rappresenta?

(Io a malapena so contare)

Nessuna leggenda
mi appartiene

Nessuno finirà
la mia storia

Il mio passato
senza ritorno
si mischierà alla terra

Tutta questa vita
un’equazione
che resta da dimostrare

Anise Koltz, da Somnambule du  jour,  ed.Gallimard, 2016

 

Problema

Calcolare
(dato il prodotto della moltiplicazione delle carezze
il numero di battiti d’ala al secondo con cui la passione
compensa il peso dei corpi
la velocità acquisita al pensarci
la resistenza dell’aria a tutti i nostri tentativi di volare
l’intervallo ammissibile tra la temperatura massima e la
temperatura minima del desiderio
le intermittenze con cui costruiamo la nostra continuità
il margine di errore tollerabile per un ingresso simultaneo
nell’oblio che sai
le probabilità di recidiva dovuta a difetto di ricordo
la maggiore o minore necessità di un dessert metafisico al
banchetto carnivoro
la percentuale di limature trucioli scaglie che possono essere
riciclati sul posto
e la forza di gravità di ogni allegria
e la curva asintotica al più stellato soffitto)
la condizione necessaria e sufficiente di questo amore.

Ulalume González de León (Montevideo 1932-2009), da Ulalume González de León, Material deLectura, Serie Poesía Moderna, núm. 131, de la Coordinación de Difusión Cultural de la UNAM. Editor: Alejandro Toledo (http://www.materialdelectura.unam.mx/images/stories/pdf5/ulalume-gonzalez-131.pdf)

 

esercizio lungimirante
fare calcoli sulle parti
riflettere su rimanenze
addentrarsi tra le parentesi
(sospendendo quel che premeva fuori)
e dire così addio all’eden degli interi
e impariamo che non possiamo sommarci subito
ma dobbiamo prima denominarci comunemente
conoscere la minima essenza condivisa
che ci moltiplichi

Bruno Galluccio, da Verticali, Einaudi, 2009

*ascoltando Angelo Branduardi – Per ogni matematico
https://www.youtube.com/watch?v=8WsVV3VWTOo

Ancora sui numeri: http://lapoesianonsimangia.myblog.it/2016/09/27/numeri/

Numeri

“Il binomio di Newton è bello come la Venere di Milo, peccato che pochi se ne accorgano” (Fernando Pessoa da  Poesias de Alvaro de Campos).

numeri

A volte diciamo  “mi sento solo un numero” o “mi sento uno zero” (sì, non mi sono affatto nuove queste sensazioni) e spesso  giudichiamo freddo tutto quello che ha a che fare con la matematica.
Ma chi l’ha detto che nei numeri non c’è anche un po’ di poesia (anche senza scomodare l’ormai famosa equazione di Dirac, quella che dice  Se due sistemi interagiscono tra loro…)? E chissà come si potrebbe dire ti voglio bene con i numeri.

Nummeri

— Conterò poco, è vero:
— diceva l’Uno ar Zero —
ma tu che vali? Gnente: propio gnente.
Sia ne l’azzione come ner pensiero
rimani un coso vôto e inconcrudente.
Io, invece, se me metto a capofila
de cinque zeri tale e quale a te,
lo sai quanto divento? Centomila.
È questione de nummeri. A un dipresso
è quello che succede ar dittatore
che cresce de potenza e de valore
più so’ li zeri che je vanno appresso.

(1944)

Trilussa, da Tutte le poesie, Mondadori

Pi Greco

È degno di ammirazione il Pi greco
tre virgola uno quattro uno.
Anche tutte le sue cifre successive sono iniziali,
cinque nove due, poiché non finisce mai.
Non si lascia abbracciare
sei cinque tre cinque dallo sguardo,
otto nove, dal calcolo,
sette nove dall’immaginazione,
e nemmeno tre due tre otto dallo scherzo, ossia dal paragone
quattro sei con qualsiasi cosa
due sei quattro tre al mondo.
Il serpente più lungo della terra dopo vari metri si interrompe. 

Lo stesso, anche se un po’ dopo, fanno i serpenti delle fiabe.
Il corteo di cifre che compongono il Pi greco
non si ferma sul bordo del foglio,
è capace di srotolarsi sul tavolo, nell’aria,
attraverso il muro, la foglia, il nido, le nuvole,
diritto fino al cielo, per quanto è gonfio e senza fondo il cielo,
per quanto è gonfio e smisurato il cielo.
Quanto è corta la treccia della cometa, proprio un codino!
Com’è tenue il raggio della stella, che si curva a ogni spazio!
E invece qui
due tre quindici trecentodiciannove
il mio numero di telefono il tuo numero di collo
l’anno millenovecentosettantatré sesto piano
il numero degli inquilini sessantacinque centesimi
la misura dei fianchi due dita sciarada e cifra
in cui vola e canta usignolo mio
oppure si prega di mantenere la calma,
e anche la terra e il cielo passeranno,
ma non il Pi greco, oh no, niente da fare,
esso sta lì con il suo
cinque ancora passabile,
un
otto niente male,
un
sette non ultimo,
incitando, ah, incitando l’oziosa eternità
a durare.

Wislawa  Szymborska, da La gioia di scrivere – Tutte le poesie (1945-2009), traduzione di Pietro Marchesani, Adelphi Edizioni

 

Lodiamo i numeri primi

Lodiamo i numeri primi
insieme ai padri che ci generarono:

la forza, la speciale gloria 
dei numeri primi
è che nulla li ha generati
non avi, non fattori,
sono gli Adamo delle generazioni 
che si moltiplicano.

Nessuno può prevedere il loro arrivo.
Tra i numeri ordinali
non fanno prenotazioni, ma
arrivano all’improvviso.
Lungo la fila dei cardinali 
si ergono come incredibili pontefici,
puri, imperscrutabili,
eletti da sé stessi.

All’inizio, dove il caos
finisce e lo zero si impone,
affollano la scena senza risparmio
come una foresta,
ma la media distanza si assottiglia,
la grande distanza che li porta
all’infinito
li rende rari come comete
che non fanno ritorno. 

O inverosimili numeri primi,

possano i cacciatori di formule
a lungo affannarsi nell’astrazione,
consumare la loro pazienza e
ridursi a scheletri:
restate anticonformisti, scomodi,
fenomeni irriducibili
a sistema, serie, schema
o spiegazione.

Helen Spalding, testo tratto da “Le Scienze”, n° 158 Ottobre 1981 (http://download.kataweb.it/mediaweb/pdf/espresso/scienze/1981_158_M.pdf)

 

*ascoltando: Angelo Branduardi – Per ogni matematico https://www.youtube.com/watch?v=8WsVV3VWTOo