Attimi a pensieri zero

zero

Attimi rari e preziosi di non pensiero.
Zero pensieri  per i dispetti del caso e zero pensieri per i dispetti (cattiverie?) delle persone.
Zero  pensieri  per il tempo passato e per quello che verrà.

Zero pensieri.

Dimenticarsi per un attimo di pensare è una dolcissima dimenticanza.

Talvolta riesco
a scordarmi di pensare,
guardo come i sassi,
gli alberi e
gli elefanti innamorati,
allora congiungo le mani.

Janez Bernik (1933, Gunclje, Ljubljana), traduzione dallo sloveno di Jolka Milič, fonte http://www.filidaquilone.it/num024milic.html

* ascolatando Nina Simone – Feeling Good https://www.youtube.com/watch?v=oHs98TEYecM

Tra il dire e il fare

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… c’è (anche) una poesia?

Dire: fare

I.

Tra ciò che vedo e dico,
tra ciò che dico e taccio,
tra ciò che taccio e sogno,
tra ciò che sogno e scordo,
la poesia.
Scivola
tra il sì e il no:
dice
ciò che taccio,
tace
ciò che dico,
sogna
ciò che scordo.
Non è un dire:
è un fare.
È un fare
che è un dire.
La poesia
si dice e si ode:
è reale.
E appena dico
è reale,
si dissipa.
È più reale, così?

II.

Idea palpabile,
parola
impalpabile:
la poesia
va e viene
tra ciò che è
e ciò che non è.
Tesse riflessi
e li stesse.
La poesia
semina occhi nella pagina,
semina parole negli occhi.
Gli occhi parlano,
le parole guardano,
gli sguardi pensano.
Udire
i pensieri,
vedere ciò che diciamo,
toccare
il corpo dell’idea.
Gli occhi
si chiudono,
le parole si aprono.

°°°
Decir, hacer

I.

Entre lo que veo y digo,
Entre lo que digo y callo,
Entre lo que callo y sueño,
Entre lo que sueño y olvido
La poesía.
Se desliza entre el sí y el no:
dice
lo que callo,
calla
lo que digo,
sueña
lo que olvido.
No es un decir:
es un hacer.
Es un hacer
que es un decir.
La poesía
se dice y se oye:
es real.
Y apenas digo
es real,
se disipa.
¿Así es más real?

II.

Idea palpable,
palabra
impalpable:
la poesía
va y viene
entre lo que es
y lo que no es.
Teje reflejos
y los desteje.
La poesía
siembra ojos en las páginas
siembra palabras en los ojos.
Los ojos hablan
las palabras miran,
las miradas piensan.
Oír
los pensamientos,
ver
lo que decimos
tocar
el cuerpo
de la idea.
Los ojos
se cierran
Las palabras se abren.

 
Octavio Paz (Messico, 1914-1998), da Árbol  adentro, 1987

*ascoltando Pink Floyd – Things Left Unsaid https://www.youtube.com/watch?v=0knKQEjRifA

Io penso, tu pensi, egli pensa…

Auguste Rodin, Le Penseur, musée Rodin, Parigi

Auguste Rodin, Le Penseur- Il pensatore, Musée Rodin, Parigi

 

 

Penso che in questo preciso istante
chissà non ci sia nessuno nell’universo che pensi a me,
che io sia il solo a pensarmi,
e se morissi adesso,
nessuno, neppure io, resterebbe a pensarmi.

E questo è l’inizio dell’abisso,
come quando mi addormento.
Sono il mio proprio sostegno e me lo tolgo.
Contribuisco a rivestire tutto d’assenza.

Sarà forse per questo
che pensare a un uomo
è quasi un modo di salvarlo.

– – –

Pienso que en este momento
tal vez nadie en el universo piensa en mí,
que sólo yo me pienso,
y si ahora muriese,
nadie, ni yo, me pensaría.

Y aquí empieza el abismo,
como cuando me duermo.
Soy mi propio sostén y me lo quito.
Contribuyo a tapizar de ausencia todo.

Tal vez sea por esto
que pensar en un hombre
se parece a salvarlo.

Roberto Juarroz, da Poesía Vertical (Lulu, 2017), traduzione di A. Prusso e Benedetta Maestrelli Picchiotti

* ascoltando  The Smiths – Oscillate Wildly https://www.youtube.com/watch?v=hfADf-PvhKY