Mi scusi, dottor Freud…

blog di poesia

Un sogno bello,  piombato all’improvviso in un continuum (infinito) di sogni brutti, spiazza come una gentilezza da parte di chi gentile non lo è stato mai. Che cosa c’è sotto?  è la domanda che  vorrei fare a Freud.

Il sogno nuovo

ho sognato dalla terra seccata
di un vaso rinascere tenera
una piantina e verde crescere
verso l’alto. Chissà cosa direbbe
Freud: torna a quei tuoi incubi
cupi! – direbbe – Adesso che riesci
a decifrarne il buio, che cos’è
questo scatto strano verso il cielo?

©IreneMarchi2021