Saldi?

trchggn

(Occhio ai saldi… non esageriamo!)

 

Parole in saldo?

Se non vuoi spenderti
fai bene – sono sincera –
a non regalare parole

le parole che regali
devono essere macchiate
di fiori
di terra
di sonno perso

e poi di pioggia
di coraggio
di sole
e di paura,

non di svendite di pensiero.

Irene Marchi, da La parte in ombra, Ensemble Edizioni, 2018

°ascoltando Axel Rudi Pell – Sphinx’ Revenge  https://www.youtube.com/watch?v=atSNq0gJoS8

Vecchie lenzuola

vecchie lenzuola

… e altri cari fantasmi del passato:
qual è il fantasma/testimone/pezzo (e non necessariamente di stoffa) del passato
a cui sei particolarmente affezionat*?

~ ~ ~

 

Lenzuola

Ho due lenzuola vecchie di vent’anni
e una federa a fiori
che tengo in casa per gli amici intimi,
usandole sempre ma ogni volta pensando
e pregando, temendo lo strappo
che deve seguire al lavaggio,
ogni volta congetturando
un utilizzo diversificato dei ritagli
come tendina, fazzoletto, come involucro antipolvere,
come sacca per le pantofole.

I miei amici non lo sanno che ogni volta un poco tremo
a vederli dormire beati
nel sudario di un passato solo mio
che ogni volta per loro si assottiglia e ogni volta,
grazie a loro, mi tortura.

Stefano Dal Bianco (Padova, 1961), da Ritorno a Planaval, Mondadori, 2001, p. 49

°ascoltando Explosions in the Sky – Welcome Ghosts https://www.youtube.com/watch?v=xTw-CwypKdk

Bisogna (re)agire

yellow

Sai quell’atmosfera che pervade certe domeniche estive (ma non solo) e tutti i tuoi pensieri, che ti inchioda in una specie di limbo vuoto e ti lascia senza alcuna voglia? Come la affronti?

***

(re)azioni

 

poi si sciolgono i sogni
quelli sani, quelli matti
una virgola diventa un punto
e non hai più voglia di scrivere
forse non hai più pagine
 
il sole vuoto della domenica
contagia ogni pensiero
 
in questi casi consigliano di (re)agire…
andrò a stendere la biancheria
 

Irene Marchi, da Mancano le indicazioni, Officine Editoriali, 2023

°ascoltando Yann Tiersen – L’autre valse d’Amélie – https://www.youtube.com/watch?v=Gx0HqRbwwlM

L’insostenibile leggerezza…

accessorio

… dell’esistenza dell’accessorio

***

l’accessorio

l’importanza degli accessori
è cosa risaputa un po’ da tutti
ma sempre di accessori si tratta

nascono – come da definizione –
per accompagnare
completare
far funzionare al meglio
“in relazione a”
è la loro vera dimensione:

senzavitapropria
la vita da accessorio

@irene.marchi.24

°ascoltando Florist – “Instrumental 3“- https://www.youtube.com/watch?v=P8CID3Owx9g

Emozioni artificiali?

Illustrazione tratta da “Bestiario di intelligenza artificiale”, Ammagamma, illustrazioni di Francesca Fiocchi, Franco  Cosimo Panini Editore, 2021

Illustrazione tratta da “Bestiario di intelligenza artificiale”, Ammagamma, illustrazioni di Francesca Fiocchi, Franco Cosimo Panini Editore, 2021

Finché ci verrà chiesto  di dimostrare “di non essere un robot”  tutto bene.
Dopodiché, addio poesia.

***

Piccolo robot

Questo è il piccolo robot
che hanno appena inventato
ha una graziosa faccia da bambola di plastica morbida.
La sua espressione è fiduciosa
anche se lievemente intimorita:
è progettato per apprendere come un bambino.

Gli diamo degli oggetti:
lui li tocca, li esplora,
morde e fa domande,
gioca con loro, assorbe.
Poi si annoia
e fa cadere gli oggetti a terra.

Potrebbero esserci dei guasti,
forse anche capricci.
Gli importa sul serio?
Siamo davvero arrivati a tanto?

Impara come un bambino:
come prevedere – ci dicono –
i probabili eventi del futuro:
questo porta a quello.

Piccolo robot faccia di bambola,
cosa farai di te stesso
in questo mondo che stiamo creando?
Cosa farai di noi?
Dove ti assegnerai
quando sarai obsoleto?
In qualche discarica cosmica?
O vivrai all’infinito?
Diventeremo tuoi antenati,
rapaci e monotoni?
O ci eliminerai?
Ci farai cadere a terra?
Sarebbe meglio?

Margaret Atwood, da Moltissimo, Ponte alle Grazie, 2021, traduzione di Renata Morresi

 

°ascoltando Daft Punk – Robot Rockhttps://www.youtube.com/watch?v=sFZjqVnWBhc

Arrendersi…

raddrizzare storture

(… ma non del tutto)

***

Devo rassegnarmi a non potere, qui,
raddrizzare nulla. I giorni distorceranno

quanto e come vorranno. Uomini, ed io fra loro,
ameranno. Ti ho forse piú amata

perché volevo raddrizzare
qualche stortura, redimere

ciò che non venni a redimere?
E non me ne vado ancora.
E certamente non finisce qui.

Natan Zach (Berlino, 1930-2020), da Sento cadere qualcosa – Poesie scelte 1960-2008,  a cura di Ariel Rathaus, Einaudi, 2009

°ascoltando The Waifs – Crazy Trainhttps://www.youtube.com/watch?app=desktop&v=Fj0dqbVD4fQ

Un po’

un po'

Se qualcosa ci rende un po’ felici,
è già tanto o non ancora abbastanza?

***

 

Un po’

 
Un po’ implica
se non un insulto
(reale o immaginario)
 
perlomeno qualcosa
di sgradevole –

un po’ di freddo
un po’ di mal di testa.
 
Nessuno dice mai:
“Mi fai un po’ felice”.
 
Benché, spesso,  sia
proprio questo il caso.

Elaine Equi (Oak Park, Illinois, 1953), da “Poesia – Rivista internazionale di cultura poetica”, anno V –N. 26, Luglio/Agosto 2024, traduzione di Carla Buranello

°ascoltando Explosions In The Sky – Magic Hourshttps://www.youtube.com/watch?v=bhlZjUki_4M

 

Lista delle cose da fare: 16 – luccicare

luccica

(Abbi cura di luccicare)

***

 

Un certo raggio della luna bianca di stanotte
ha attraversato il cielo e ha raggiunto me
il cane Tito e poi l’asfalto.
Io in ritardo me ne sono accorto, il cane Tito
credo era distratto
e l’asfalto ha luccicato per un attimo
sostituendosi con garbo alla
inadempienza di Tito
e alla mia.

Stefano Dal Bianco, da Paradiso, Garzanti, 2024

°ascoltando  René Aubry – Demi lune https://www.youtube.com/watch?v=fLQja5nzdbU

(Qui, il resto della lista)

Vertigine

(Beati gli ottimisti)

***

E dopo?

il cuore sale in gola
poi un respiro smarrito
e nel vuoto di un secondo
 
s
p
r
o
f
o
n
d
a
r
e
 
che cosa ci sarà dopo?
è questa la vertigine
del mancato ottimista,
ad ogni bivio o anche solo
percorrendo un sottopasso

Irene Marchi, da Mancano le indicazioni, Officine Editoriali, 2023

 

°ascoltando Radiohead – Climbing Up the Walls –
 https://www.youtube.com/watch?v=XX4EpkR-Sp4&t=8s

Visti da fuori

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Come ci vedono gli altri?
E come vediamo, noi, gli altri?

(Appare forse tutto più semplice ciò che viene visto dal di fuori.)

***

Beato il mio vicino

Beato il mio vicino che dalle sue finestre
coglie con gli occhi i fiori che io curo,
i colori che veglio dal buio della casa.
Io penso a togliere le foglie secche
a dare l’acqua ai vasi appena serve,
devo sempre patire quando un giorno
vedo che sono morti eternamente.
Per lui sono soltanto vivi, solo belli,
non ha bisogno di saperne i nomi
per imparare come amarli meglio.
Beato lui, il vicino,
che chiama il mio balcone il suo paesaggio
e che di fronte a sé tra strada e cielo
vede distintamente il mio destino.

Silvia Bre, da Marmo, Einaudi, 2007

°ascoltando Bert Jansch – Bett’s Dancehttps://www.youtube.com/watch?v=c94g57Iobpw