Un mistero

mistero

Chi non ha almeno un mistero da risolvere?

Misteri

Tutti abbiamo un mistero
e come è logico ignoriamo
quale sia la chiave il segreto
ne sfioriamo i confini
ne collezioniamo le spoglie
ci smarriamo negli echi
e lo perdiamo nel sonno
proprio quando stava per svelarsi
 
e anche tu hai il tuo
misteriuccio così semplice
che le imposte non lo nascondono
né lo eliminano i presagi
è nei tuoi occhi e li chiudi
è nelle tue mani e le sposti
è nei tuoi seni e li copri
è nel mio mistero e lo abbandoni

Mario Benedetti (Uruguay, 1920-2009), da L’amore, le donne e la vita – Poesie scelte con testo a fronte, Nottetempo, 2019

Senza bruciarsi!

Hai 30 secondi per raccontare, con una manciata di parole, la tua vita fino ad oggi
(e non ci devi pensare prima: pronti… via!)

 

Il mio pezzo forte

Il mio pezzo forte:
l’accendo, poi, dal momento in cui il fiammifero
dichiara la luce, sino a quando la luminosità si muove
oltre i propri mezzi e muore, io racconto la storia della mia vita –
 
date e luoghi, le torce che ho portato,
diversi nomi e volti, chi
mi ha dato amore, chi ci è andato vicino,
i cambiamenti fatti, le lezioni che ho imparato –
 
poi trovo ancora il tempo di esitare e arrossire
prima di essere morso dalla fiamma, e bruciato.
 
Un consiglio, a chiunque culli in sé
un’oncia di tristezza, a chiunque sia solo:
non provate a farlo voi stessi; è pericolo,
follia.
 
Simon Armitage (Huddersfield, 1963), da Poesie, Mondadori, 2001, traduzione di L. Guernieri

 

Giro giro tondo… (tentativi di uguaglianza)

Ti ricordi quanto si girava in tondo cantando… casca il mondo, casca la Terra, tutti giù per terra… ? Giocavamo all’uguaglianza (?)

 

Autunno

Hai notato che ogni foglia è diversa da tutte le altre?
Non sono neanche dello stesso colore,
variano tra loro di misure millimetriche
e quando cadono dagli alberi spinte dalla fatalità,
scivolano in modo diverso tra gli scenari dell’aria.
Alcune descrivono lente spirali, altre ruotano sul proprio asse,
ma tutte cadono, irrimediabilmente cadono
verso la solida terra dei parchi o sull’asfalto dei marciapiedi;
solo in quel momento tutte le foglie dell’albero sono identiche.

***

Otoño

¿Has notado que cada hoja es distinta a sus iguales?
Ni siquiera son del mismo color,
varían entre sí por milimétricas medidas
y cuando caen de los árboles empujadas por la fatalidad,
se deslizan distinto por los escenarios del aire.
Unas describen lentas espirales, otras giran sobre su propio eje,
pero todas caen, irremediablemente caen
hacia la tierra maciza de los parques o al asfalto de las aceras;
sólo en ese momento todas las hojas del árbol son iguales.

Álvaro Solís (Villahermosa, Messico, 1974), da Diario di bordo di nessuno, traduzione di Alessio Brandolini   

“Se la memoria non m’inganna…”

Vediamo che cosa consiglia la poesia qui sotto per non farci “ingannare” troppo dalla memoria (sempre così selettiva!).

Memoria

Non prendere troppo sul serio
quello che ti dice la memoria.

Potrebbe non essere stato quel pomeriggio.
Forse tutto fu illusione.
La grande passione
è esistita solo nel tuo desiderio.

Chi ti dice che non ti stia raccontando balle
per prolungare la fine
e suggerire che tutto ciò
almeno ha avuto un senso.

***

Memoria

No tomes muy en serio
lo que te dice la memoria.

A lo mejor no hubo esa tarde.
Quizá todo fue autoengaño.
La gran pasión
sólo existió en tu deseo.

Quién te dice que no te está contando ficciones
para alargar la prórroga del fin
y sugerir que todo esto
tuvo al menos algún sentido.

José Emilio Pacheco (Città del Messico, 1939-2014), da La arena errante, 1999

Nulla da dire

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Capita, a volte, che non ci sia proprio nulla da dire.

 

Quando non c’è nulla da dire
Quando le porte non si aprono e non si chiudono
e preferiscono ballare un tango con il vento
Non scriverai nulla
Scriverai
il suono delle pietre nel fiume

***

Cuando ya no hay nada que contar
Cuando las puertas ya no abren ni cierran
y prefieren bailar un tango con el viento
Habrás de escribir nada
Escribir
el sonido de las piedras en el río

Ruth Hernández Boscán (Carácas, 1970), da A pasos cortos, 2005

 

Oggi c’è il dolce

Sei a corto di parole?
Accendi la musica e prepara una torta.

 

Alternativa episodica del poeta

Stavo per scrivere una poesia
invece ho fatto una torta ci è voluto
più o meno lo stesso tempo
chiaro la torta era una stesura
definitiva una poesia avrebbe avuto
un po’ di strada da fare giorni e settimane e
parecchi fogli stropicciati

la torta aveva già una sua piccola
platea ciarlante che ruzzolava tra
camioncini e un’autopompa sul
pavimento della cucina

questa torta piacerà a tutti
avrà dentro mele e mirtilli rossi
albicocche secche tanti amici
diranno ma perché diavolo
ne hai fatta una sola

questo non succede con le poesie

a causa di una inesprimibile
tristezza ho deciso di
dedicare la mattinata a un pubblico
ricettivo non voglio
aspettare una settimana un anno una
generazione che si presenti il
consumatore giusto

Grace Paley (New York, 1922 – 2007), da Begin Again: Collected Poems

♣ ascoltando Pëtr Il’ic Tchaikovsky, Suite da “Lo Schiaccianoci” – Danza della fata confetto https://www.youtube.com/watch?v=w_J4CJ504LQ

Fare l’appello

da una nuvola bassa

Vediamo in quanti siamo…

 

L’appello

una voce breve come un’ala
va lontana nella sera, scivola
sulla linea dell’orizzonte poi
torna, raggiunge anche il mio nome.
Così vengo sollevata, annaspo
nell’aria con le mie cinque lettere
senza pace, perché non ho radici

domani farò l’appello da una
nuvola bassa per riconoscere
quelli come me: tu alza la mano
se vuoi (ma dimmi come ti chiami)

©IreneMarchi2021

♣ ascoltando Mike Oldfield – Weightless https://www.youtube.com/watch?v=NDD0vp09dks

Le parole del poi

(Se sbagliamo spesso le parole del prima,
speriamo almeno di non sbagliare quelle del poi)

Poi
 
Nasciamo tutti innocenti
per questo, poi, la terra ci accoglierà
 
così, quando (poi) non ci sarò
cercami  laggiù tra quegli alberi
nelle parole che si scambiano le foglie:
se qualcosa di me resterà, andrà lì a respirare
e, quelle, saranno le mie parole più belle

©IreneMarchi2021

∞ ascoltando If These Trees Could Talk – “The Here and Hereafter” https://www.youtube.com/watch?v=pUXbrvRawA0&t=2s

Fai bei sogni!

Denys_Sarazhyn

Dipinto di Denys Sarazhyn

Che sogno starà inventando, inseguendo o rimpiangendo la ragazza  del quadro?
(Avrei preferito che sorridesse.)

Chi ama inventa

Chi ama inventa le cose che ama…
Forse sei giunta quando io ti sognavo.
E improvvisamente s’è accesa la fiamma!
Era la brace sopita che si svegliava…
Un nuovo volo sopra le macerie,
nell’aria sorpresa rintoccavano campane,
suonate da quegli angeli speciali
che hanno il dono di far resurrezioni…
Un ritmo divino? Oh! semplicemente
il palpitare dei nostri cuori
che battevano uniti e a festa,
o solitari, con un ritmo triste…
Oh! Mio povero, mio grande amor lontano,
nemmeno sai tu quanto bene fa alla gente
aver sognato… e aver vissuto il sogno!

Mário Quintana (Brasile, 1906 – 1994), da Poesie di Mario Quintana, traduzione di Pierino Bonifazio (2007), Zouk edizioni

***

Quem Ama Inventa

Quem ama inventa as coisas a que ama…
Talvez chegaste quando eu te sonhava.
Então de súbito acendeu-se a chama!
Era a brasa dormida que acordava…
E era um revôo sobre a ruinaria,
No ar atônito bimbalhavam sinos,
Tangidos por uns anjos peregrinos
Cujo dom é fazer ressureições…
Um ritmo divino? Oh! simplesmente
O palpitar de nossos corações
Batendo juntos e festivamente,
Ou sozinhos, num ritmo tristonho…
Ó! Meu pobre, meu grande amor distante,
Nem sabes tu o bem que faz à gente
Haver sonhado… e ter vivido o sonho!

 

∞ ascoltando Bruce Springsteen – Dream Baby Dream
https://www.youtube.com/watch?v=7KgCsTxtKH4

Buongiorno, albero!

mano su ramoHai mai fatto amicizia con un albero? Non serve avere un giardino: nella tua città ci sarà di sicuro un albero che incontri spesso nei tuoi spostamenti. Dagli un nome e chiedigli mentalmente qualcosa. Ti sembra un’idea strampalata (una delle tante che ho suggerito…)? Sì, è un’idea strampalata, ma, se ci pensi, tu e l’albero fate parte dello stesso Tutto, quindi…

Custodite il giardino
voi betulle tu faggio rosso
custodite il nostro silenzio vegetale
l’intreccio radicale
il nostro fare stirpe
stando fermi,
sentinelle vigili
degli spazi tra i viventi
degli orli, dei vuoti,
delle forme nascoste dell’insieme,
tramiti segreti
di un ciclo più grande.
Siamo fratelli vegetali
io dietro i vetri vi chiedo
protezione e agguato
voi all’aria aperta
mi stringete
una promessa di ramo.

Chandra Livia Candiani, da  Gli abitanti della meraviglia, in La domanda della sete 2016-2020, Einaudi, 2020

∞ ascoltando If These Trees Could Talk – “The Giving Tree” https://www.youtube.com/watch?v=if_vESQKioM&t=2s

(qui veniva suggerita più o meno la stessa cosa)