Uno più uno

mela più bonsai

Uno più uno fa sempre due?

Di fatto, un elemento più un elemento fa due elementi. Che non sono, però, sempre e necessariamente uguali. Perciò chissà quel “due” quanti universi potrebbe contenere.

 

Addizioni

cavallo e cavaliere son già due animali
J.D. Garcia Bacca

Uno più uno, diciamo. E pensiamo:
una mela più una mela
un bicchiere più un bicchiere,
sempre cose uguali.

Che cambio quando
uno più uno sia un puritano
più un gamelàn,
un gelsomino più un arabo,
una monaca e una scogliera,
un canto e una maschera,
ancora una guarnigione e una donzella,
la speranza di qualcuno
più il sogno di un altro.

***

Sumas

caballo y caballero son ya dos animales
J.D. Garcia Bacca

Uno más uno, decimos. Y pensamos:
una manzana más una manzana,
un vaso más un vaso,
siempre cosas iguales.

Qué cambio cuando
uno mas uno sea un puritano
más un gamelán,
un jazmín más un árabe,
una monja y un acantilado,
un canto y una máscara,
otra vez una guarnición y una doncella,
la esperanza de alguien
más el sueño de otro.

Ida Vitale (Uruguay, 1923), da  Reducción del infinito (Riduzione dell’infinito), 2002, in Pellegrino in ascolto, traduzione di Pietro Taravacci, Bompiani, 2020

⇔ascoltando Radiohead – “2+2=5

Cosa chiedere alla notte

ciao notte1 copia

Sopravita

Dammi notte
le accordate speranze,
non già la tua pace,
dammi prodigio,
dammi alfine un pezzetto,
spicchio di paradiso,
il tuo chiuso giardino,
le tue ali senza canto.
Dammi, appena chiudo
gli occhi del mio volto,
le tue mani di sogno
che guidano e che gelano,
ciò che dovrò trovare,
dammi, come una spada,
quel cammino che passa
sul filo del timore,
una luna senz’ombra,
una musica appena udita
e già imparata,
dammi, notte, verità
per me sola,
e tempo per me sola,
sopravita.

Ida Vitale (Uruguay, 1923), da Pellegrino in ascolto, Bompiani, 2020, traduzione di Pietro Taravacci

♥ ascoltando Ezio Bosso –  Speed Limit, A Night Ride

Come ti disegneresti?

 

autoritratto

foto da Corso per geniali incompetenti incompresi, Quentin Blake e John Cassidy, (Editoriale Scienza, 1999), traduzione di Francesca Gregoratti

Non hai ancora trovato il fotografo di cui si parlava (qualche giorno fa)  per ritrarre la tua più autentica essenza? Disegnala!

Non sai disegnare? Non importa, disegnala lo stesso:  «Il disegnatore deve distruggere l’abitudine a vedere le cose con lo sguardo quotidiano» suggeriva il poeta Paul Valéry.

E allora tu guardati a occhi chiusi e prova a catturare quello che veramente ti caratterizza.

L´autoritratto

Nel ritratto che mi faccio
– tratto a tratto –
a volte mi disegno nuvola,
a volte mi disegno albero…

a volte mi disegno cose
di cui non c’é più il ricordo…
o cose che non esistono

ma che un dì esisteranno…
e, di questa lotta, in cui cerco
– poco a poco –
la mia eterna somiglianza,

alla fine, che resterà?
Un disegno di fanciullo…
corretto da un folle!

Mario Quintana (Brasile, 1906 – 1994), da Apontamentos de história sobrenatural

***

O Auto-Retrato

No retrato que me faço
– trago a trago –
às vezes me pinto nuvem,
às vezes me pinto árvore…

às vezes me pinto coisas
de que nem há mais lembrança…
ou coisas que não existem
mas que um dia existirão…

e, desta lida, em que busco
– pouco a pouco –
minha eterna semelhança,

no final, que restará?
Um desenho de criança…
Corrigido por um louco!

 

ascoltando  Graham Nash – Be YourSelf

Non affiliamo i coltelli!

knives

Meglio, molto meglio non affilare i coltelli.

Ciò che si ama senza sapere

A volte divento così romantico e appassionato
col nessuno che ameremmo
che per resistere alla voraginosa assenza di lei
mi addormento, di colpo, quasi svenendo,
perché ciò che si ama senza sapere che esiste
è un coltello nel letto.

Franz Krauspenhaar, da  Capelli struggenti, Marco Saya Editore, 2016

***

Coltello

Me ne vo con un gran coltello infisso
nel petto, il manico fuori.
Me ne vado tranquilla e bianca. Un vigile
col fischio mi richiama: – Il coltello,
mi grida, il coltello! –
Par proprio che la lama
superi le misure della legge.
Così mi fermo e pago
l’ennesima contravvenzione.

Daria Menicanti, da Poesie per un passante, 1978

ascoltando Dire Straits – Six Blade Knife https://www.youtube.com/watch?v=84q8boe3xGY

Presenti!

storm

Come ti ha lasciat* l’ultima tempesta che hai attraversato?
(Probabilmente  ti ha res* anche  un po’ più forte).

 

Scena di tempesta

I primi lampi ruppero
la placidezza oscura della notte.
Eran lontani ed alle orecchie appena
arrivavano i tuoni.

I lampi che seguirono lasciarono
occultate le stelle ed occhi neri
e i tuoni fracassarono le orecchie,
e la grandine i petti.

Mugghiava il vento. Quando la tempesta
fu finita, qualcuno, sotto il cielo
terso, asciugava lacrime dal viso,
ferito, sordo e cieco.

Antonio Carvajal Milena (Albolote, 1943), fonte  https://www.casadellapoesia.org/, traduzione di Rosario Trovato

♥ ascoltando Strawbs – Stormy Down https://www.youtube.com/watch?v=n3sY-xX4jmg

Le cose perse

oggetti smarritii

C’è qualcosa che hai perso e che vorresti assolutamente ritrovare?

E dove l’ho persa la poesia, dove?

Mentre infilavo l’ago
o tra il cumino e il merquén?*
Sentiamo, dove avevo la testa?
Cucivo o cucinavo?
Dove ho messo le pause, dove?
I sussurri, i lamenti?
Dove palpita il suo vigore?
E le interiezioni?
C’erano per caso malori in mezzo?
Una ferita?
Mortale sarebbe se avesse scelto lo scarico per suicidarsi.
Ci mancava solo questo,
accidenti alla mia poesiola incompiuta.
E incompiuta è già dir tanto,
non arriva neppure al primo verso, manco
all’intenzione, al titolo.
Non ha né capo né coda,
non esiste ancora la terra per plasmarla
né fuoco acceso per cucinarla
né ago e ditale per ricucirla.
Accidenti a quella cocciuta di donna metafora!
Quale doppio fine nascondi?
Le parole non vogliono venire alla luce e nude
nell’ombra si godono l’ellissi.
Accidenti alla repubblica senile dell’oblio!

*miscela rossa di pepe secco affumicato unito ad altre spezie,molto popolare nella cucina tradizionale mapuche (N.d.T.)

Carmen Yanez, da Senza ritorno, Guanda Editore, Quaderni della Fenice, 2020, traduzione di Roberta Bovaia

(per altre cose perse: https://lapoesianonsimangia.myblog.it/2018/10/27/larte-di-perdere/)

♥ ascoltando Jamie Cullum – The Place Where The Lost Things Go https://www.youtube.com/watch?v=HYGQdE87xTE

Non cadere!

 

mano con farfalla su mano

Non cadere  (sei più forte di quello che pensi).

 

Farfalla

Gialla
con macchioline nere.
Sembrava pensierosa
sulla palma della mia mano,
le ho parlato
e la sua risposta è stata
più grande del silenzio.
I miei occhi distillavano
amore selvaggio.
Il vento la strappò
dalla mia mano.
Vola, vola, vola:
le gridavo.
E la farfalla andò cadendo
a poco a poco
fino a baciare la terra.

***

Amarilla
con manchitas negras.
Parecía pensativa
sobre la palma de mi mano,
le hablé
y su respuesta fue
más grande que el silencio.
Mis ojos destilaban
amor salvaje.
El viento la arrebató
de mi mano.
Volá, volá, volá:
le gritaba.
Y la mariposa fue cayendo
poco a poco
hasta besar la tierra.

Humberto Ak’abal (Totonicapán, Guatemala, 1952), traduzione di Emanuela Jossa fonte. http://www.casadellapoesia.org/ e https://www.potlatch.it/

ascoltando Yann Tiersen – Le Matin https://www.youtube.com/watch?v=etLa1xipu0g

Continuare a brillare

watercolors mare notte fire sea fiori nei capelli

Nell’oscurità

Buona notte, desiderio.
Hai fiori sulla fronte e stai
camminando
lungo la riva del mare, spumeggiante
sotto la membrana verdenera del crepuscolo.
Buona notte, ed entra.
Entra affinché rimanga quell’istante
che sapeva di oblio,
di sogno consumato
o di fuoco inconsunto.
Buona notte, desiderio,
mentre tutti i giardini si commuovono
per la freschezza degli allori bagnati
e tu brilli, lontano, brace nell’oscurità.

En lo oscuro

Buenas noches, deseo
Traes flores sobre la frente y vienes caminando
por la orilla del mar, salpicada
bajo la verdinegra membrana del crepúsculo.
Buenas noches, y pasa.
Pasa para que quede este instante que tuvo
sabor a olvido,
a sueño consumido
o a fuego inconsumado.
Buenas noches, deseo,
mientras todos los huertos se conmueven
con la frescura de los laureles mojados
y brillas, a lo lejos, como brasa en lo oscuro.

Antonio Colinas (Spagna, 1946), da Astrolabio, 1979, traduzione di Gloria Bazzocchi (fonte: http://www.filidaquilone.it)

ascoltando Joep Beving – Into The Dark Blue (Movement II) https://www.youtube.com/watch?v=cA5_4eMiLqQ

Giorno e notte

fila di pioppi autunno stradajpg

Tu che cosa vorresti chiedere?

Preghiera

Per i miei giorni chiedo,
Signore dei naufragi,
non acqua per la sete, bensì la sete,
non sogni
bensì la voglia di sognare.
Per le notti,
tutta l’oscurità necessaria
per affogare la mia oscurità.

 
***

Oracíon

Para mis días pido,
Señor de los naufragios,
no agua para la sed, sino la sed,
no sueños
sino ganas de soñar.
Para las noches,
toda la oscuridad que sea necesaria
para ahogar mi propia oscuridad.

Piedad Bonnett (Colombia, 1951), da Tretas del débil (Stratagemmi del debole),Valparaíso Ediciones, Spagna 2013, traduzione di Alessio Brandolini

ascoltando John Renbourn – The Black Balloon  https://www.youtube.com/watch?v=tpzGkpH9ZZU

Cercare, trovare e tutto quello che c’è in mezzo

porta sul nulla

Cercare solo per cercare o cercare per trovare?
Chi cerca non vuole realmente trovare e chi trova non cercava?
Che cosa c’è nello spazio tra il cercare e il trovare?

Mi è stato detto di cercarti
e io stessa non volevo che cercare.
E non ho mai pensato
a cosa fare di te
nel caso ti trovassi.
Ti affiderei alla terra come un seme?
Ti nutrirei come un animale domestico
soppesando il valore della pelliccia, della carne,
della lana, del latte?
O, al contrario, mi lascerei sbranare
come da una fiera?
O come in una foresta
mi smarrirei, sgomenta in te?
O come in un burrone
mi lascerei cadere senza saperne il fondo?
O come dentro un mare
nei pesci mi seppellirei?
Mi è stato detto di cercarti,
non di trovarti.

Ana Blandiana (Timisoara, 1942), da Un tempo gli alberi avevano gli occhi, Donzelli Editore, a cura di Biancamaria Frabotta e Bruno Mazzoni

ascoltando Joep Beving – Midwayer https://www.youtube.com/watch?v=2ls_LTGBTcE