Cinquanta (mila) sfumature di (quasi) tutto

sfumature

Sei mai stato etichettat* con leggerezza? Hai mai dovuto spiegare le sfumature a chi vedeva tutto bianco o tutto nero?
Un sano giro nelle scarpe degli altri è forse quello che servirebbe a tutti (compresi i presenti, ovviamente): perché nessuno sa veramente quello che un’altra persona può aver vissuto o sofferto.

Nemmeno

Non lo sa nessuno
nessuno

né il fiume
né la strada
né il tempo
né la spia
né il potente
né il mendicante
né il giudice
né il contadino
né il papa
non lo sa nessuno
nessuno
nemmeno io.

***

Tampoco

Nadie lo sabe
nadie

ni el río
ni la calle
ni el tiempo
ni el espía
ni el poder
ni el mendigo
ni el juez
ni el labriego
ni el papa
nadie lo sabe
nadie
yo tampoco

Mario Benedetti (Uruguay, 1920-2009), da Remontar la noche (in Inventario tres – Poesía 1995-2002), Colección Visor de Poesía

♥ ascoltando Jarabe De Palo – Depende https://www.youtube.com/watch?v=GtujUCURgtM

Oltre l’orizzonte

verso l'orizzonte

Se tu fossi una strada, che tipo di strada saresti?
E che cosa apparirebbe oltre il tuo orizzonte?

difficile essere una strada
soprattutto nel punto
dell’attraversamento

l’OrizzonTAle

e
il VErticale
portano insieme persone e macchine
animali a volte
cani e piccioni
e biciclette: di quelle nuove da due o trecento sacchi
e di quelle ereditate dai nati negli anni ‘30
io da piccola
confondevo spesso l’orizzontale e il verticale
e pronunciando queste parole ogni volta
immaginavo un orizzonte
l’orizzonte è quella linea sottile dove la vista finisce
dietro a cui da un momento all’altro spunterà il mare
e sparirò io,
la strada

Volha Hapeyeva (Bielorussia, 1982), da Prysak i požnja (Braci e stoppie), traduzione di Alessandra Bertuccelli, in “Internazionale”, n. 1412, giugno 2021, p. 107

⇒ ascoltando Laura Nyro – And When I Die https://www.youtube.com/watch?v=XCvwDjgKPoc

Di che cosa hai bisogno?

alberi

Tu sai già di che cosa hai bisogno?

 

di che cosa hai bisogno? di un albero una casa di
misurare quanto grande quanto piccola la vita come essere umano
quanto grande quanto piccola quando guardi in su verso la chioma
ti perdi in bellezza verde fiorente
quanto grande quanto piccola pensi quanto breve
la tua vita la confronti con la vita degli alberi

hai bisogno di un albero hai bisogno di una casa
non una per te soltanto solo un cantuccio un tetto
di sedere di pensare di dormire di sognare
di scrivere di tacere di vedere l’amico
le stelle l’erba il fiore il cielo

Friederike Mayröcker (Vienna, 1924- giugno 2021), traduzione di Anna Maria Curci

• ascoltando Vashti Bunyan – Against the Sky https://www.youtube.com/watch?v=a3SxsVOBvDM

Quando saremo alberi

alberi(Se un giorno, passato il nostro tempo, diventeremo alberi, allora, forse, capiremo molte cose)

Sulla pelle

Lontano, fuori,
cade
una pioggia
che solamente annuso, una pioggia
che ancora non è arrivata.
Qui
sulla pelle, come su una pagina
in bianco,
attendo che l’acqua, la pioggia,
ciò che vive e trema,
mi sia un giorno rivelato.

***

En la piel

A lo lejos, afuera,
cae
una lluvia
que tan solo huelo, una lluvia
que aún no ha llegado.
Aquí
en la piel, como en una página
en blanco,
espero que el agua, la lluvia,
lo que vive y tiembla,
me sea alguna vez revelado.

Hugo Mújica (Buenos Aires, 1942), da Y siempre después el viento (E sempre dopo il vento), traduzione di Alessandro Ghignoli, Raffaelli Editore, 2013

♣ ascoltando Gordon Lightfoot – Rainy Day People https://www.youtube.com/watch?v=x2Sb1gtzmsc

Le risposte dei fiori

 

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Hai mai fatto una domanda a un fiore o a un albero?

Ti hanno risposto?


Dimmi, geranio del giardino
sai dove se n’è andata l’anima?
Il corpo assente
e le mie mani non riescono a ricamare i suoi ricordi.
Non so dove tu sia, anima mia
spero solo che tu vada di buon passo.
Non parlare con l’usignolo
perderesti il volo nell’ombra.
Non è ancora tempo
di incontrare l’albero dell’inizio.


Carmen Cristina Wolf (Caracas, 1950), da
Atavíos, Editorial El Pez Soluble,  traduzione di Silvano Bottaro

 

♣ ascoltando Joe Satriani – Wind In The Trees https://www.youtube.com/watch?v=0TO4ejwSzus

Scegli la stagione

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Se tu fossi una stagione, quale saresti? (Ricorda che… sì, esistono ancora le mezze stagioni, e puoi scegliere anche tra invernomoltoprimaverile, primaveravdecisamentestiva, estateunpocoautunnale e autunnovestitod’inverno)

 

ti chiamo estate

A te per esempio
ti chiamo estate.
Per quel modo intimo che hai
di farti sera
di spostare l’equilibrio
tra carne e fiato
in un tremore
che si fa crepuscolo.
E se perdo l’equilibrio.
Poi.
Amo.

Andrew Faber,  da D’ amore. Di rabbia. Di te, Miraggi Edizioni, 2017

 

♣ ascoltando  Janis Joplin- Summertime

Uno più uno

mela più bonsai

Uno più uno fa sempre due?

Di fatto, un elemento più un elemento fa due elementi. Che non sono, però, sempre e necessariamente uguali. Perciò chissà quel “due” quanti universi potrebbe contenere.

 

Addizioni

cavallo e cavaliere son già due animali
J.D. Garcia Bacca

Uno più uno, diciamo. E pensiamo:
una mela più una mela
un bicchiere più un bicchiere,
sempre cose uguali.

Che cambio quando
uno più uno sia un puritano
più un gamelàn,
un gelsomino più un arabo,
una monaca e una scogliera,
un canto e una maschera,
ancora una guarnigione e una donzella,
la speranza di qualcuno
più il sogno di un altro.

***

Sumas

caballo y caballero son ya dos animales
J.D. Garcia Bacca

Uno más uno, decimos. Y pensamos:
una manzana más una manzana,
un vaso más un vaso,
siempre cosas iguales.

Qué cambio cuando
uno mas uno sea un puritano
más un gamelán,
un jazmín más un árabe,
una monja y un acantilado,
un canto y una máscara,
otra vez una guarnición y una doncella,
la esperanza de alguien
más el sueño de otro.

Ida Vitale (Uruguay, 1923), da  Reducción del infinito (Riduzione dell’infinito), 2002, in Pellegrino in ascolto, traduzione di Pietro Taravacci, Bompiani, 2020

⇔ascoltando Radiohead – “2+2=5

Cosa chiedere alla notte

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Sopravita

Dammi notte
le accordate speranze,
non già la tua pace,
dammi prodigio,
dammi alfine un pezzetto,
spicchio di paradiso,
il tuo chiuso giardino,
le tue ali senza canto.
Dammi, appena chiudo
gli occhi del mio volto,
le tue mani di sogno
che guidano e che gelano,
ciò che dovrò trovare,
dammi, come una spada,
quel cammino che passa
sul filo del timore,
una luna senz’ombra,
una musica appena udita
e già imparata,
dammi, notte, verità
per me sola,
e tempo per me sola,
sopravita.

Ida Vitale (Uruguay, 1923), da Pellegrino in ascolto, Bompiani, 2020, traduzione di Pietro Taravacci

♥ ascoltando Ezio Bosso –  Speed Limit, A Night Ride

Come ti disegneresti?

 

autoritratto

foto da Corso per geniali incompetenti incompresi, Quentin Blake e John Cassidy, (Editoriale Scienza, 1999), traduzione di Francesca Gregoratti

Non hai ancora trovato il fotografo di cui si parlava (qualche giorno fa)  per ritrarre la tua più autentica essenza? Disegnala!

Non sai disegnare? Non importa, disegnala lo stesso:  «Il disegnatore deve distruggere l’abitudine a vedere le cose con lo sguardo quotidiano» suggeriva il poeta Paul Valéry.

E allora tu guardati a occhi chiusi e prova a catturare quello che veramente ti caratterizza.

L´autoritratto

Nel ritratto che mi faccio
– tratto a tratto –
a volte mi disegno nuvola,
a volte mi disegno albero…

a volte mi disegno cose
di cui non c’é più il ricordo…
o cose che non esistono

ma che un dì esisteranno…
e, di questa lotta, in cui cerco
– poco a poco –
la mia eterna somiglianza,

alla fine, che resterà?
Un disegno di fanciullo…
corretto da un folle!

Mario Quintana (Brasile, 1906 – 1994), da Apontamentos de história sobrenatural

***

O Auto-Retrato

No retrato que me faço
– trago a trago –
às vezes me pinto nuvem,
às vezes me pinto árvore…

às vezes me pinto coisas
de que nem há mais lembrança…
ou coisas que não existem
mas que um dia existirão…

e, desta lida, em que busco
– pouco a pouco –
minha eterna semelhança,

no final, que restará?
Um desenho de criança…
Corrigido por um louco!

 

ascoltando  Graham Nash – Be YourSelf

Non affiliamo i coltelli!

knives

Meglio, molto meglio non affilare i coltelli.

Ciò che si ama senza sapere

A volte divento così romantico e appassionato
col nessuno che ameremmo
che per resistere alla voraginosa assenza di lei
mi addormento, di colpo, quasi svenendo,
perché ciò che si ama senza sapere che esiste
è un coltello nel letto.

Franz Krauspenhaar, da  Capelli struggenti, Marco Saya Editore, 2016

***

Coltello

Me ne vo con un gran coltello infisso
nel petto, il manico fuori.
Me ne vado tranquilla e bianca. Un vigile
col fischio mi richiama: – Il coltello,
mi grida, il coltello! –
Par proprio che la lama
superi le misure della legge.
Così mi fermo e pago
l’ennesima contravvenzione.

Daria Menicanti, da Poesie per un passante, 1978

ascoltando Dire Straits – Six Blade Knife https://www.youtube.com/watch?v=84q8boe3xGY