Avanzare per strappi

 

Stacca (o strappa) il prima dal dopo, la causa dall’effetto, il vero dal falso, la pagina dal libro (…)

 

Verso le dieci, in ozio

Stacca dal colore della rosa
la prima volta che te ne portarono un mazzo
dal battere sui vetri della pioggia
il giorno in cui una finestra venne sfondata;

i sorsi bevuti
dal sapore di caffè;

strappa via dal colophon del libro appena richiuso
i mattini in cui studiavi, avevi cento anni,
andavi a scuola;

non sovrapporre l’ora di adesso
all’ora di buio e all’ora di consolazione,
il giorno senza connotati
al giorno senza connotati;

strappa dividi strappa ancora,
separa questo da quello,
la prima dall’ultima volta

e il suono dello strappo lasciato
chiamalo col mio nome.

Pierluigi Cappello, da Un prato in pendio. Tutte le poesie 1992-2017, Rizzoli, 2018

°ascoltando Yes – Mood for a Day https://www.youtube.com/watch?v=1HqlC8XMeoI&t=7s

Lista delle cose da fare: 14 – pausa!

 

Ogni tanto (o anche più spesso) provare a mettere in pausa il caos del mondo.

Si smorzano le voci degli uccelli.
La luna si mette in posa per la foto.
Luccicano le umide guance delle vie.
Il vento porta il profumo di campi verdi.
Lontano, in alto, un piccolo aeroplano
gioca come un delfino.

Adam Zagajewski (Leopoli, 1945 – 2021), da Storia della solitudine, in Dalla vita degli oggetti, a cura di Krystyna Jaworska, Milano, Adelphi 2012

°ascoltando This Will Destroy – “Quiet” · https://www.youtube.com/watch?v=mWRa3-3UM0o&t=67s

(Eventualmente, per altre cose da fare: https://lapoesianonsimangia.myblog.it/category/lista-delle-cose-da-fare/)

Preghiera rock

Oggi una poesia-preghiera molto rock (universale e libera) della “sacerdotessa del rock Patti Smith:

 

preghiera

con le calze di nylon o scalza
stracolma d’orgoglio o curva come l’amore
ramoscello o ballerina al vento
lo stesso vento ma fetido di porci
polline che dà la tosse o rosa
fantastica crudele diversa da tutto

fare a meno dell’apparecchiatura
da sala operatoria
essere immune da ogni danno fisico
conoscere l’amore senza eccezione
essere santa in qualsiasi forma

***

prayer

stocking feet or barefoot
immensely proud or bent like love
twig scaffold
gravedigger or dancer in wind
the same wind yet stinking of pigs
roses or the pollen which makes one cough
cruel fantastic unlike anything else

to have no need for the apparatus
of the operating room
to be safe from bodily harm
to know love without exception
to be a saint in any form

 

Patti Smith, da Il sogno di Rimbaud, Einaudi, 1994, traduzione di Massimo Bocchiola

°ascoltando Patti Smith Group – Ghost Dance https://www.youtube.com/watch?v=MwRZV_zp314

La vita

La vita,

com’è.

 

Mangiare insieme

So che la mia amica se ne sta andando
anche se è ancora seduta lì
di fronte a me, al ristorante,
e si china sul tavolo a mangiare
il pane nell’olio nel mio piatto, so
che capelli fitti aveva una volta,
e cosa le costa liberarsi
del berretto del suo uomo a metà pranzo,
per guardare negli occhi il giovane cameriere
e sorridere quando ci chiede
se va tutto bene. Lei mangia
come un morto di fame – pollo, involtini di vite,
i fiocchi burrosi di sfoglia –
e ciò che la sta uccidendo
mangia, anch’esso.  La osservo che solleva
un’oliva nera, lustra, e ne stacca
la polpa dal nocciolo, osservo
le lunghe dita, fini, e il volto
gonfio di medicine. Abbassa
lo sguardo sul cibo, fingendo
di non sapere che so. Se ne sta andando.
E continuiamo a mangiare.

Kim Addonizio, da Nuova Poesia Americana, Vol.II, a cura di John Freeman e Damiano Abeni, Black Coffee edizioni, 2020

°ascoltando Adrian Berenguer – Midnight Vals https://www.youtube.com/watch?v=b71azegDGoA

Sul bordo

 

(vita: in equilibrio sul bordo, con gradi diversi di precarietà)

 

Lettera rivoluzionaria #1

Ho appena capito che il premio sono io
non ho altro
denaro per riscatto, nient’altro da spezzare o scambiare che la vita
il mio spirito dosato, frammentario, sparso
sul tavolo della roulette, ripago quanto posso
nient’altro da ficcare sotto il naso del maitre de jeu
nulla da spingere fuori dalla finestra, niente bandiere bianche
questa carne è tutto ciò che ho da offrire, fare il gioco con
questa testa qui e ora, e quello che vien dietro, la mia mossa
mentre strisciamo sopra questo bordo, proseguendo sempre
(si spera) fra le righe.

Diane Di Prima (New York, 1934 – San Francisco, 2020), da  Poesia degli ultimi americani, traduzione di Fernanda Pivano, 1995

°ascoltando Ólafur Arnalds & Nils Frahm – Life Story https://www.youtube.com/watch?v=_sBHzqDJZCU&t=4s

(Ri)sollevarsi

 

(A proposito di ganci in mezzo al cielo)

Autoritratto

Un giorno scopriranno me e le mie mani bucate,
il plenilunio alle spalle, la nebbia in cerca dell’orizzonte perduto, il bordo
del continente marcato di giallo, ansietà di luci,
schiene bianche di frangente, una sabbia nerofumo,
le ceneri e schegge di carbone che discolperanno il mio nome.

Intanto mi canticchierò una cantilena e farò ordine qui intorno.
Le piante di giada e d’oleandro fluttuano splendenti.
Le foglie del pepe s’inverdiscono.
La mia figura si profila in inchiostro nero e draga lentamente nel cielo
in attesa d’essere riempita.

Mano che una volta mi sollevasti, sollevami ancora,
tirami fuori in carne e ossa, aggiustami gli occhi.
Dal marciume e dal sottobosco, proteggimi e
spingimi oltre.
Dalle mie parole e dalle mie carezze,
dalla rosa e dal gesto scemo, liberami e spingimi oltre.

Charles Wright (1935, Stati Uniti), da Crepuscolo americano e altre poesie, traduzione di A. Francini, Jaca Book, 2001

°ascoltando Explosions In The Sky – Never, Never, Never Give Uphttps://www.youtube.com/watch?v=Gh5s_mPMuWU

 

Alcuni piccoli accorgimenti per dormire

 

Chiudere la luna fuori dalla finestra? (fatto);

zanzare, gatti, cani e rumori? (ci sto lavorando);

pensieri angosciosi, dolori e varie? (vabbé, dai,  non chiediamo troppo a noi stessi);

Istruzioni per dormire

Certo, addormentarsi.
Scacciare la luna
dalla finestra.
Mettere in contumacia
le zanzare.
Stabilire per i gatti
lo spazio notturno.
Zittire i malinconici
cani dei vicini.
Chiudere l’udito
a tutti i rumori
tranne a quello della pioggia.
Relegare tutti i pensieri
angosciosi nel posto
che gli spetta,
nel tempo passato
o futuro.
Sistemare i sentimenti
nei reconditi
meandri del cuore,
in astucci
chiusi a chiave fino all’alba.
Reprimere i dolori.
Controllare i desideri
e superare le offese.
Non comporre poesie.
Afferrare il filo di una storia
e inventare una favola.
Fungere da mamma a se stessi.
Essere la propria amata.
Coprire di baci
il cuore insoddisfatto.
Coprire con una coperta
le membra infreddolite.
Entrare
nell’enclave monastica
del buio e del silenzio.
Andare lontano.
In capo al mondo.
Al confine dei sogni e dei non sogni.
E magari
ancora più lontano.

 Kajetan Kovič (1931, Maribor-Slovenia), traduzione di Jolka Milič

°ascoltando  Pink Floyd – Cluster One https://www.youtube.com/watch?v=XRqrpfzpTaA

 

L’incognita che tende all’infinito

Esiste la poesia? Chi lo sa: nessuno sa bene cosa sia.
Perciò che ognuno cerchi (e trovi)
quello che ritiene sia poesia.

Nel ringraziare per la fiducia accordata a questo
prodotto, si ritiene necessario
avvertire il consumatore che la poesia
non è più quel che
diceva tizio
né quel che
diceva caio:
la poesia non è
più.
non è mai stata?
è un’ipotesi
da prendere seriamente
in considerazione.
è stata?
certuni sostengono di sì, certaltri sostengono
di no, certerzi
si mantengono su
un generico: dipende.
non cominciamo, poi
a discutere su
cosa
sia, o potrebbe essere. oggi,
eventualmente, è ics.
i matematici diranno.

Massimiliano Damaggio, da Centro commerciale, in Poesia come pietra, Ensemble Edizioni, 2012

°ascoltando Explosions In The Sky – Glittering Blackness https://www.youtube.com/watch?v=3dI81H71MFQ&t=3s

Chi lo sa?

scureclouds

(Nessuno. Proprio nessuno)

 

Silenzioso

Tu lo sai – dimmi – dove va a morire
(o a sopravviversi) un amore
quando è stanco? Dove diventano
polvere le carezze d’uno sguardo
e la furia dolcissima di mani
fra i capelli? Forse tra le foglie
brune d’ogni autunno, a rubare
l’arte di rinascere. O nell’acqua
che anima le nuvole più scure
per poi piangere sul mondo che non sa
l’amore che cos’è né dove va
– silenziosissimo –  a morire

©IreneMarchi2022

°ascoltando Fabrizio De Andrè – Canzone dell’ amore perduto  https://www.youtube.com/watch?v=JZCn_P0Cii0

Loro dormono

(Io li invidio, i gatti. Anche tu?)

 

È tranquillo qui. I gatti
poltriscono, ognuno
nel suo posto prediletto.

Il geranio si inclina da questo lato
per vedere se sto scrivendo di lui:
testa tutta petali, gambi
bruni, e quei ventagli verdi.
Come vedi,
sto scrivendo di te.

Accendo la radio. Sbagliato.
Non deve esserci nessun suono
in questa stanza, tranne
quello di una voce che legge una poesia.
I gatti chiedono
Il topo di campagna, di Theodore Roethke.

La casa si accomoda sul fianco
per un sonnellino.
So che siete con me, piante
e gatti — ma anche così ho paura,
seduta al centro della possibilità
perfetta.

Jane Kenyon (Stati Uniti, 1947-1995), da The boat of quiet hours, 1986

°ascoltando Gino Paoli – La gatta https://www.youtube.com/watch?v=r0MjJ9s3mIY

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