Qualcosa di puro e semplice

fontana bianconeroblu

Pur* e semplice come… (continua tu la frase)

 

Ci saranno ancora nel mondo
cose tanto semplici e tanto pure
come l’acqua bevuta nel palmo delle mani?

Mario Quintana (Brasile, 1906  – 1994) da Mario Quintana –  Per vivere con poesia, a cura di Marcio Vassallo,  traduzione di Natale Fioretto

♣ ascoltando Lynyrd Skynyrd – Pure and Simplehttps://www.youtube.com/watch?v=9_ypxJ1LigI

Di che parla il poeta?

gattostudioso

Se ti trovi bene tra parole di una poesia,
è poi così importante capire esattamente di che cosa stia parlando il poeta?

Se il poeta parla di un gatto

Se il poeta parla di un gatto, di un fiore
di un vento che soffia per lande desolate e disvii
e non ha mai raggiunto la citta’…
se parla di un angolo mal illuminato…
di un’antica scala… di un gioco del domino…
se parla di quegli obbedienti soldatini di piombo
che morivano sul serio
se parla di una mano tranciata in una scala a chiocciola
se non parla di nulla
e dice semplicemente tralala’… Cosa importa?
Tutte le poesie sono d’amore!

Mario Quintana (Brasile, 1906-1994), da  Esconderijos do tempo, traduzione di Alberto Riva

♥ ascoltando Jethro Tull –  Elegy

Da non prendere alla lettera!

sasso poesia

Dice una cosa vera, secondo me, questa poesia.  Ma al massimo, e proprio al massimo, potremmo fare (bonariamente) le boccacce a un/una poeta che non ci sta simpatic*, un* di qualsiasi epoca… hai già in mente qualcun*?

La poesia è un sasso nell’abisso,
l’eco della poesia scompagina i profili:
per il bene delle acque e delle anime
assassiniamo il poeta.

Mário Quintana (Brasile, 1906 – 1994), da L’apprendista stregone (1950)

♦ ascoltando Jean Michel Jarre – Soul Intrusion

Come ti disegneresti?

 

autoritratto

foto da Corso per geniali incompetenti incompresi, Quentin Blake e John Cassidy, (Editoriale Scienza, 1999), traduzione di Francesca Gregoratti

Non hai ancora trovato il fotografo di cui si parlava (qualche giorno fa)  per ritrarre la tua più autentica essenza? Disegnala!

Non sai disegnare? Non importa, disegnala lo stesso:  «Il disegnatore deve distruggere l’abitudine a vedere le cose con lo sguardo quotidiano» suggeriva il poeta Paul Valéry.

E allora tu guardati a occhi chiusi e prova a catturare quello che veramente ti caratterizza.

L´autoritratto

Nel ritratto che mi faccio
– tratto a tratto –
a volte mi disegno nuvola,
a volte mi disegno albero…

a volte mi disegno cose
di cui non c’é più il ricordo…
o cose che non esistono

ma che un dì esisteranno…
e, di questa lotta, in cui cerco
– poco a poco –
la mia eterna somiglianza,

alla fine, che resterà?
Un disegno di fanciullo…
corretto da un folle!

Mario Quintana (Brasile, 1906 – 1994), da Apontamentos de história sobrenatural

***

O Auto-Retrato

No retrato que me faço
– trago a trago –
às vezes me pinto nuvem,
às vezes me pinto árvore…

às vezes me pinto coisas
de que nem há mais lembrança…
ou coisas que não existem
mas que um dia existirão…

e, desta lida, em que busco
– pouco a pouco –
minha eterna semelhança,

no final, que restará?
Um desenho de criança…
Corrigido por um louco!

 

ascoltando  Graham Nash – Be YourSelf

Lezioni di volo

butterfly

Illustrazione di Martina Heiduczek, tratta da https://www.instagram.com/martina_illustrates/

Tu sai già volare?

 

La maggiore ricchezza di un uomo

La maggiore ricchezza di un uomo
è la sua incompletezza
In questo caso sono completo.
Parole che mi accettino come
sono – io non le accetto.
Non riesco ad essere appena un
soggetto che apre
le porte, che apre rubinetti,
guarda l’orologio, che
compra il pane alle 6 del pomeriggio,
che va là fuori,
che tempera matite,
che vede l’uva, etc.
Perdonami.
Ma io ho bisogno di essere Altri.
Io penso di rinnovare l’uomo
tramite le farfalle.

Manoel de Barros (Brasile, 1916-2014), da Retrato Do Artista Quando Coisa, Rio de Janeiro, Editora Record, 1998
—————

A Maior Riqueza do Homen

A maior riqueza do homem
é a sua incompletude.
Nesse ponto sou abastado.
Palavras que me aceitam como
sou – eu não aceito.
Não agüento ser apenas um
sujeito que abre
portas, que puxa válvulas,
que olha o relógio, que
compra pão às 6 horas da tarde,
que vai lá fora,
que aponta lápis,
que vê a uva etc. etc.
Perdoai
Mas eu preciso ser Outros.
Eu penso renovar o homem
usando borboletas.

Sei tu

heart

 

Non cercare là.
Ciò che è, sei tu.
Sta in te.
In tutto.
La goccia è stata nella nuvola.
Nella linfa.
Nel sangue.
Nella terra.
E nel fiume che si è aperto nel mare.
E nel mare che si è coagulato in mondo.
Tu hai avuto un destino così.
Fatti a immagine del mare.
Datti alla sete delle spiagge.
Datti alla bocca azzurra del cielo.
Ma fuggi di nuovo a terra.
Ma non toccare le stelle.
Torna di nuovo a te.
Riprenditi.

°°°

Não busques para lá.
O que é, és tu.
Está em ti.
Em tudo.
A gota esteve na nuvem.
Na seiva.
No sangue.
Na terra.
E no rio que se abriu no mar.
E no mar que se coalhou em mundo.
Tu tiveste um destino assim.
Faze-te à imagem do mar.
Dá-te à sede das praias.
Dá-te à boca azul do céu.
Mas foge de novo à terra.
Mas não toque nas estrelas.
Volve de novo a ti.
Retoma-te.

Cecília Meireles (Rio de Janeiro 1901-1964), da Cânticos, 1982
 

*ascoltando Avishai Cohen – Seven Seas https://www.youtube.com/watch?v=Iu01NR-FUIw