ABC 123 Pim Pum Pam Stop

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Cifre, codici, scadenze, numeri:  decisamente troppo da ricordare.
Qualcosa inevitabilmente andrà perso.

 

Natale, credo scada il bollino blu
del motorino, il canone URAR TV,
poi l’ICI e in più il secondo
acconto IRPEF – o era INRI?
La password, il codice utente, PIN e PUK
sono le nostre dolcissime metastasi.
Ciò è bene, perché io amo i contributi,
l’anestesia, l’anagrafe telematica,
ma sento che qualcosa è andato perso
e insieme che il dolore mi è rimasto
mentre mi prende acuta nostalgia
per una forma di vita estinta: la mia.

Valerio Magrelli, da Il sangue amaro, Einaudi, 2014

*ascoltando Jean-Michel Jarre, Boys Noize – The Time Machine
https://www.youtube.com/watch?v=xjrCDAXg1Bw

Non sempre forti

booooooooooooooooooLa debolezza ci appartiene.
Ma forse ci appartiene anche la forza per aggiustarci
dopo esserci ritrovati in frantumi per l’ennesima volta.

Raccoglimento

Uno diceva: io sono prevenuto contro me stesso fin dalla nascita.
Friedrich Nietzsche

Mia debolezza, debolezza mia,
ma che devo fare con te?
Ho cinquant’anni e tremo quando tuona,
e sbaglio ancora posto
come quando sbagliai banco all’asilo.
Ho un corpo trapunto da graffe,
il sonno come un campo di macerie,
la forza che si sbriciola, la memoria in frantumi,
e in questo Grande Sfascio, l’unica cosa intatta resti tu,
mia ferita, mio Graal, codice a barre
di un estraneo che è leso, che è fallato,
costretto a essere me.
Mia debolezza, talpa del nemico,
creaturina indifesa che mi rendi indifeso,
il solo, vero premio della morte
sarà saperti morta insieme a me,
mio motore,
mio orrore,
mia consustanziale sconfitta.

Valerio Magrelli, da Il sangue amaro, Einaudi, Torino, 2014

 

*ascoltando Dream Theater – Stream of Consciousness https://www.youtube.com/watch?v=gsoNl0MzDFA

Imbranata

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Prima di dare dell’imbranato a qualcuno, pensiamoci: potrebbe soltanto avere qualcosa “che balla dentro” (l’emozione?), ma noi non ce ne siamo accorti…

Amo i gesti imprecisi

Amo i gesti imprecisi,
uno che inciampa, l’altro
che fa urtare il bicchiere,
quello che non ricorda,
chi è distratto, la sentinella
che non sa arrestare il battito
breve delle palpebre,
mi stanno a cuore
perché vedo in loro il tremore,
il tintinnio familiare
del meccanismo rotto.
L’oggetto intatto tace, non ha voce
ma solo movimento. Qui invece
ha ceduto il congegno,
il gioco delle parti,
un pezzo si separa,
si annuncia.
Dentro qualcosa balla.

Valerio Magrelli, (Roma, 1957), da Nature e venature, Mondadori, 1987

 

*ascoltando Yann Tiersen – L’autre Valse d’Amelie https://www.youtube.com/watch?v=O-DM0LXVPG4

Il tempo di una doccia

acqua

Sarebbe bello riuscire a non pensare a nulla (almeno per qualche attimo in più rispetto al tempo di una doccia).

Domani mattina mi farò una doccia

Domani mattina mi farò una doccia
nient’altro è certo che questo.
Un futuro d’acqua e di talco
in cui nulla succederà nulla e nessuno
busserà a questa porta. Il fiume
obliquo correrà tra i vapori ed io
come un eremita siederò
sotto la pioggia tiepida,
ma né miraggi né tentazioni
traverseranno lo specchio opaco.
Immobile e silenzioso, percorso
da infiniti ruscelli,
starò nella corrente
come un tronco o un cavallo morto,
e finirò incagliato nei pensieri
lungo il delta solitario dello spirito
intricato come il sesso di una donna.

Valerio Magrelli (Roma, 1957), da Ora serrata retinae, Feltrinelli, 1980

*ascoltando Jeff Beck – Brush With the Blues https://www.youtube.com/watch?v=TlqyLqDtsr0