Benvenut*!

impasto per il paneVittoria (anzi, VittoRina), la mia nonna paterna, quando faceva il pane  mi diceva sempre che mentre si impasta bisogna sorridere, così il pane viene meglio. Sarà vero? Non lo so, ma per l’ospite che verrà a pranzo da noi, il pane fatto con le nostre mani sarà comunque perfetto assieme al sorriso con cui lo faremo sentire a casa.

Imparo a guardare
a imprestare lo sguardo
a chi ha urgenza di tana
imparo a ospitare.
Custodisco con cura le parole
poi le silenzio per il suono
di un’altra lingua
per questo sentire nostro
acuto e pugnalante
che non attenua gli urti
lascia il male così com’è
e accoglie tutte le ferite
come cani randagi
con improvvisate ciotole d’acqua
e parole poche smarrite
maldestre. Mani grandi
sorrisi abitabili.
Vivere è ospitare.

Chandra Livia Candiani, da La domanda della sete, Einaudi, 2020

♥ ascoltando Queen – Friends Will Be Friends https://www.youtube.com/watch?v=0AIlz08fZos&t=9s

Vicini di casa

la porta accanto porte stanze

Con chi ti senti vicin* nonostante le distanze (adesso più che mai aumentate)?

Non importa
se vi siano da colmare
spazi senza fine
golfi di tempo
e lenti rosari di ore:
io sono la tua vicina di casa

Non senti il mio passo
nella stanza accanto?

Lalla Romano (Demonte [Cuneo], 1906-2001), da Giovane è il tempo, 1974, in Lalla Romano – Opere, I Meridiani, Mondadori, 1991