Almeno il pensiero

take careMagari anche con la gioia funziona come con i regali: è il pensiero che conta!?

Mai davvero felice e mai del tutto
infelice – oh, l’ho capito; e mi regolo.
Ma pensare la gioia, almeno quello:
pensarla! e qualche volta, senza farsi
troppe idee, senza montarsi la testa,
annusarla, sfiorarla con le dita
come se fosse (non lo è?) l’avanzo
della vita d’un santo, una reliquia…

Giovanni Raboni (Milano, 1932-2004), da Barlumi di storia, Mondadori, 2003

♥ Ascoltando Jethro Tull – Elegy https://www.youtube.com/watch?v=-mH-ty_fQxk

 

Un soffio di nonsense

modalità erba alta

La poesia del non-senso (ma in generale tutta la letteratura nonsense) si basa sull’equilibrio tra ordine e caos, tra il senso compiuto e l’assurdo, tra la realtà logica e il paradossale o il fantastico, e si esprime mediante strani giochi di parole, accostamenti grotteschi e surreali (qui riporto due poesie di Toti Scialoja, uno dei maestri del non-senso, in Italia).

Prova anche tu a scrivere due versi di poetico non-senso: puoi partire anche dalla realtà… che in fondo non è sempre così logica e sensata come vorremmo che fosse.

Che fai maggio piovendo con l’oro nei ruscelli
che fai pioggia poggiando le gocce sui cancelli
che fai poggio reggendo le nuvole e i castelli
che fai reggia raggiando sotto un volo d’uccelli
che fai raggio spiando la ruggine e i coltelli
che fai spiaggia giocando con la spuma a brandelli
che fai faggio filtrando il sole sugli anelli
che fai saggia dormendo coi ragni nei capelli?

***
“Caspita!” disse un aspide
capitato per caso sul Mar Caspio
“Queste ripe son ripide, son ispide!
Un sito così inospite è fantastico!”

Una zanzara di Zanzibàr
andava a zonzo, entrò in un bar,
«Zuzzerellona!» le disse un tal
«mastica zenzero se hai mal di mar».

Sogno che una zanzara con le staffe
mi dica: «Salta in groppa! La tariffa
del volo è quella antica – non far gaffe –
e tenera è la notte a Teneriffa».

Le cicale di Lucca
perché ciascuna n’abbia
si passano la cicca
bruciandosi le labbra.

C’è una lepre, a Mestre, a destra,
che rimesta la minestra,
dopo un sorso si fa mesta,
lesta lesta la rovescia
a sinistra, fuori della finestra

Toti Scialoja (Roma, 1914-1998), da Versi del senso perso, Einaudi, 1989

⇔ ascoltando Rino Gaetano – Glu-glu https://www.youtube.com/watch?v=Af8re_Z9024