Stiamo luccicando?

candeleaccese

La poesia
ci assicura un grado intenso
dell’essere vivi,
ci distrae dalla vita
come intrattenimento,
ci porta alla vita come amoroso
corteggiamento
col tempo che passa.
Si tratta di un’operazione fallimentare,
non c’è poesia senza fallimento,
ma nel fallimento fiammeggia l’amore.
La poesia è l’esercizio migliore
per restare sensuali:
nessun corpo è inerte,
ogni abbraccio porta doni,
ogni sguardo porta lontano.
La poesia e l’amore
sono il nostro cadere più vero
nel mondo:
stiamo luccicando prima di spegnerci.

Franco Arminio, da L’infinito senza farci caso – Poesie d’amore, Bompiani, 2019

*ascoltando Miles Davis – Concierto de Aranjuez  https://www.youtube.com/watch?v=CsWidlDldVk

Fiammiferi

fiammiferi

Oggetti quotidiani, apparentemente insignificanti.
Potrebbero non ispirare poesia, a guardarli. Eppure…
Perché non esistono oggetti non poetici e oggetti poetici
(ne parlo anche qui).

La poesia che riporto sotto è citata nel film “Paterson” di Jim Jarmusch:
un film sulla poesia delle piccole (ma piccole perché?) cose.

Poesia d’amore

Abbiamo un sacco di fiammiferi in casa.
Li teniamo sempre a portata di mano.
Al momento la marca prediletta è la Ohio Blue Tip,

 anche se prima preferivamo la Diamond.
Prima, cioè, di scoprire gli Ohio Blue Tip.
Sono confezionati magnificamente,

 in scatolette robuste, blu e azzurre con l’etichetta bianca,
e le lettere svasate come un megafono,
per annunciare al mondo, ancora più forte:
“Ecco il fiammifero più bello del mondo,
quattro centimetri di tenero pino sormontati
da una ruvida testolina viola scuro, sobria e irosa
e caparbiamente pronti a prendere fuoco,
ad accendere, forse, la sigaretta della donna che ami,

per la prima volta, e poi non è mai più stato
così. Tutto questo ti daremo”.
Ed è quello che tu mi hai dato, io
divengo sigaretta, tu fiammifero, o io
fiammifero, tu sigaretta, sfavillante
di baci che bruciano piano mentre salgono al cielo.

°°°
Love Poem

We have plenty of matches in our house.
We keep them on hand always.
Currently our favorite brand is Ohio Blue Tip,
though we used to prefer Diamond brand.
That was before we discovered Ohio Blue Tip matches.
They are excellently packaged, sturdy
little boxes with dark and light blue and white labels
with words lettered in the shape of a megaphone,
as if to say even louder to the world,
“Here is the most beautiful match in the world,
its one-and-a-half-inch soft pine stem capped
by a grainy dark purple head, so sober and furious
and stubbornly ready to burst into flame,
lighting, perhaps, the cigarette of the woman you love,
for the first time, and it was never really the same
after that. All this will we give you.”
That is what you gave me, I
become the cigarette and you the match, or I
the match and you the cigarette, blazing
with kisses that smoulder toward heaven.

Ron Padgett (Tulsa, Oklahoma, 1942), da Ho sognato di essere me, Pequod, 2018, traduzione di Damiano Abeni

*ascoltando Sigur Rós-Untitled 3  https://www.youtube.com/watch?v=UeuvegBZFuM

Annunci strani in bacheca

aaa

Annunci classificati

Si ricercano medici e infermiere
Così annunciano i giornali
Si ricercano sarti e modiste
Chi ha bisogno di poeti?

Dove trovare un annuncio che dica:
“Invitiamo poeti a domicilio
Perché è diventato insopportabile
Esprimersi nel linguaggio comune.

Ricerchiamo belle parole
Siamo disposti a recapitare le nostre anime”.
Voglio comprare una fattoria.
Si ricercano vacche da latte.

Fëdor Sologub (San Pietroburgo, 1863-1927), fonte www.elcolombiano.com

*ascoltando Peter Green & Snowy White – Slabo Day https://www.youtube.com/watch?v=wzGXWr1aMPU

 

Proprio così

come

Sono rimasta folgorata da questi pochi versi perché  la poesia io la vedo esattamente così: deve scottare, deve creare uno scatto nei pensieri.
E tu, che cosa chiedi a una poesia?

cuocio le mie parole al forno di una cucina
che dà su di una valle chiusa
da un cielo sempre aperto
perché voglio
che scottino
a sbucciarle

Antonella Bukovaz, da Tatuaggi, in Nuovi poeti italiani, a cura di Giovanna Rosadini, Einaudi, 2012

*ascoltando Peter Gabriel – The rhythm of the heat https://www.youtube.com/watch?v=rzwMe-3XVn4

Che cosa cerchi in una poesia?

ciao

Va bene, è vero: la poesia non si mangia.
Ma io preferisco averne in casa sempre una cassetta.

Ma tu, che cosa cerchi in una poesia? (Se adesso stai leggendo in questo “posto dove si parla di poesia” probabilmente non detesti la poesia, perciò mi permetto di farti questa domanda; se invece sei capitato qui per caso… comunque la domanda ormai l’ho fatta!)

Leggere poesie

Chi
da una poesia
si aspetta la salvezza
dovrebbe piuttosto
imparare
a leggere poesie

Chi
da una poesia
non aspetta alcuna salvezza
dovrebbe piuttosto
imparare
a leggere poesie

°°°

Gedichte lesen

Wer
von einem Gedicht
seine Rettung erwartet
der sollte lieber
lernen
Gedichte zu lesen

Wer
von einem Gedicht
keine Rettung erwartet
der sollte lieber
lernen
Gedichte zu lesen

Erich Fried, da È quel che è. Poesie d’amore di paura di collera, Torino, Einaudi, 1988, traduzione di Andrea Casalegno

*ascoltando Cecco Angiolieri cantato da Fabrizio de Andrè – S’i fossi foco https://www.youtube.com/watch?v=L88kjOnBdEY

Dove si trova la poesia?

buon viaggio i

La poesia è un po’ anarchica: non arriva mai a comando.

La poesia

I parchi in autunno
sotto la pioggia,
i bar aperti alle ultime ore della notte,
gli occhi profondi
di alcune donne,
gli alberghi, una stazione deserta
una domenica pomeriggio d’inverno
vista dal finestrino
del treno…

La poesia, anni fa, era solita frequentare
questi luoghi,
lo so
perché la incontravo molte volte.

Poi, un giorno, ha smesso di venire.

Un peccato.
Neanche s’immagina
ciò che potrei farle ora
con la mia esperienza.

°°°

La poesía

Los parques de otoño
bajo la lluvia,
los bares últimos de la madrugada,
los ojos abismáticos
de algunas mujeres,
los hoteles, una estación desierta
un domingo de invierno por la tarde
vista desde la ventanilla
del tren…

La poesía, hace años, solía frecuentar
esos lugares,
lo sé
porque yo me la encontraba muchas veces.

Luego, un día, dejó de aparecer.

Una pena.
Ni se imagina
lo que podría hacerle ahora
con mi experiencia.

Karmelo C. Iribarren, da Mientras me alejo, Visor, Madrid, 2017, traduzione di Benedetta Belfioretti (http://www.artemispoesia.com/)

*ascoltando Peter Green – Hidden Depth https://www.youtube.com/watch?v=ZdAIZOINh54

È limpido o c’è nebbia?

vederechiaro

Vedere chiaro

Tutta la poesia è luminosa, persino
la più oscura.
È il lettore che ha talvolta,
al posto del sole, nebbia dentro di sé.
E la nebbia non permette mai di vedere chiaro.

Se ritornerà
un’altra volta e un’altra volta
e un’altra volta
a queste sillabe infiammate
rimarrà cieco da tanto chiarore.
Sia felice se arriverà.

°°°

Ver claro

Toda a poesia è luminosa, até
a mais obscura.
O leitor é que tem às vezes,
em lugar do sol, nevoeiro dentro de si.
E o nevoeiro nunca deixa de ver claro.

Se regressar
outra vez e outra vez
e outra vez
a essas sílabas acesas
ficará cego de tanta claridade.
Abençoado seja se lá chegar.

Eugenio De Andrade (1923, Póvoa da Atalaia, Portogallo – 2005), testo e traduzione tratti da http://www.filidaquilone.it/num004andrade)

Creedence Clearwater Revival – Long As I Can See The Lighthttps://www.youtube.com/watch?v=SFP5afPweVI

 

Mai…

senzapoesia

Anche se la poesia non si mangia, appunto (e di sicuro non dà da mangiare), io preferisco non restare mai… senza poesia (e guai se sparissero i poeti, quelli di ieri, di oggi e domani, quelli vicini e quelli lontani… ops, una rima!).

Siamo di troppo

È così pieno il mondo. Terribilmente pieno.
Di montagne, di piante, di caserme e officine.
Di case con vicini e di bianchi ospedali.

(Ogni tanto vi è un fiore. Non reciderlo, amico.
Qualche volta dei fiumi come vene smarrite).

Quanti treni, aerei, carceri, torpediniere,
motori e banche e cinema e osterie.
Sale operatorie.

Tante graziose stelle e insegne luminose.
(Cognac Barbier, Calzature Eureka e altre ancora).

(E poi anche automobili veloci e più belle
di arcangeli d’acciaio con le ali piegate).

Donne esultanti. (Rouge aux lèvres. Sigarette).
E bimbi che singhiozzano dietro le pareti,
la madre accanto dorme con una pietra al collo.
E bebè custoditi in lettini cromati,
ben pasciuti fra trine e latte condensato.
Dolciastre zitellone col loro cagnolino.

Ragazze dallo sguardo divinamente ottuso.
E biondi adolescenti cui strani desideri
fanno rizzare il pelo.

Il mondo, soprattutto, di uomini è pieno.
Quante mani superflue, camicie rappezzate,
scarpe sdrucite che lambiscono gli asfalti.
Quanti occhi e quante bocche appostate voraci.
Quanti cervelli bianchi e pensieri come pesci
rotanti fra benefici cachet di aspirina.
Per non parlar dei dotti. Quegli strazianti dotti
che vegliano giocando con oscure parole:
Ciclotrone, supersonico, cibernetica e altre.

È così pieno il mondo, ch’io, vi assicuro, amici,
non saprei dove mettermi.
Non so se avrò mai posto.
Son di troppo i poeti.

Ángela Figuera Aymerich (Bilbao, Spagna 1902 – Madrid 1984), da Obras completas, 1986, traduzione di Pablo Luis Ávila e Giancarlo Depretis

*ascoltando Michael Schenker – I Am Grateful https://www.youtube.com/watch?v=kUkQva0ggbI

Le ali di una poesia

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Lavorare con la carta

Di ogni poesia
puoi farti una rondine.

L’importante è che sia piegata ad arte.

Proprio di ogni poesia, sai,
anche se non riuscita.

Poi col pensiero vai e mettici il cielo.

°°°
Arbeit mit Papier

Aus jedem Gedicht kannst du
eine Schwalbe machen.

Du mußt es aber richtig falten.

Aus jedem Gedicht, hörst du,
auch aus dem missglückten.

Nun denke dir den Himmel dazu.

Jürgen Theobaldy (Strasburgo, 1944), da Tutto sempre di nuovo, 2000, Traduzione di Gio Batta Bucciol

*ascoltando Stevie Ray Vaughan – Little Wing https://www.youtube.com/watch?v=An4uDegHB8s

Che cosa?

cheosa

Che cosa ti può dare una poesia?

Riporto da un’intervista a Charles Simic, poeta statunitense di origine serba, nato  nel 1938 (dal “Corriere della Sera”, 11 agosto 2019): “In una poesia lirica, un’altra coscienza vive in noi quando ci riconosciamo nelle parole di uno sconosciuto. […] Una bella poesia è un segreto  condiviso da due persone che non si sono mai incontrate faccia a faccia. Per quanto mi riguarda nessuna storia d’amore può reggere il confronto (…)”. Esagera? Beh, diciamo che quella poesia rimane e la storia d’amore può finire! In ogni caso tra chi  legge una poesia e chi l’ha scritta a volte si può creare una corrente di emozioni che va oltre il tempo e lo spazio (potrebbe sembrare una corrente a senso unico ma in realtà anche lo scrittore, mentre scrive, si rivolge a un lettore “sospeso”).

 

Chi sei tu, lettore che leggi
le mie parole tra un centinaio d’anni?
Non posso inviarti un solo fiore
della ricchezza di questa primavera,
una sola striatura d’oro
delle nubi lontane.
Apri le porte e guardati intorno.
Dal tuo giardino in fiore cogli
i ricordi fragranti dei fiori svaniti
un centinaio d’anni fa.
Nella gioia del tuo cuore possa tu sentire
la gioia vivente che cantò
in un mattino di primavera,
mandando la sua voce lieta
attraverso un centinaio d’anni.
 

Rabindranath Tagore (India, 1861-1941)

*ascoltando Axel Rudi Pell – Emotional Echoes https://www.youtube.com/watch?v=ICtP9r7V1A8