La tua casa

home

Dove Tu sei – quella – è Casa –
(Where Thou art – that – is Home -) Emily Dickinson

Sai dov’è la tua casa? O stai ancora cercando il tuo pezzo di universo da chiamare casa?

Casa mia

Sorpresa
dopo tanto
d’un amore

Credevo di averlo sparpagliato
per il mondo.

Giuseppe Ungaretti,  da L’allegria (1914/1919)

 

Attesa

Esci dalla statale a sinistra e
scendi giù dal colle. Arrivato
in fondo, gira ancora a sinistra.
Continua sempre a sinistra. La strada
arriva a un bivio. Ancora a sinistra.
C’è un torrente, sulla sinistra.
Prosegui. Poco prima
della fine della strada incroci
un’altra strada. Prendi quella
e nessun’altra. Altrimenti
ti rovinerai la vita
per sempre. C’è una casa di tronchi
con il tetto di tavole, a sinistra.
Non è quella che cerchi. È quella
appresso, subito dopo
una salita. La casa
dove gli alberi sono carichi
di frutta. Dove flox, forsizia e calendula
crescono rigogliose. È quella
la casa dove, in piedi sulla soglia,
c’è una donna
con il sole nei capelli. Quella
che è rimasta in attesa
fino ad ora.
La donna che ti ama.
L’unica che può dirti:
“Come mai ci hai messo tanto?”

 Raimond Carver, da Orientarsi con le stelle – Tutte le poesie, Minimum Fax, traduzione di Riccardo Duranti e Francesco Durante.

 

(…) Dopo tanto giardino
guardi serio questa casa prigione
con che occhi me ne domandi la ragione.

– Ma è vita questa? Ieri
ho sognato una foresta era
bella come il mio giardino
basta, non lo voglio questo destino.

Vivian Lamarque,  da Giovinezza senza giardino, in Poesie per un gatto, Mondadori

* ascoltando Crosby Stills Nash and Young – Our House

(Comunque,) ama!

ama

Senza risparmio, senza convenienza (nessuna economia, nell’amore) e possibilmente senza logica.

L’amore non dà nulla fuorché sé stesso
e non coglie nulla se non da sé stesso.
L’amore non possiede,
né vorrebbe essere posseduto
poiché l’amore basta all’amore.

Khalil Gibran

Sull’Amore
 
Si chiama amore ogni superiorità,
ogni capacità di comprensione,
ogni capacità di sorridere nel dolore.
Amore per noi stessi
e per il nostro destino, affettuosa adesione
a ciò che l’Imperscrutabile vuole fare di noi
anche quando non siamo ancora in grado
di vederlo e di comprenderlo –
questo è ciò a cui tendiamo.

Herman Hesse

È quel che è

È assurdo
dice la ragione
È quel che è
dice l’amore
È l’infelicità
dice il calcolo
Non è altro che dolore
dice la paura
È vano
dice il giudizio
È quel che è
dice l’amore
È ridicolo
dice l’orgoglio
È avventato
dice la prudenza
È impossibile
dice l’esperienza
È quel che è
dice l’amore.

Erich Fried, da È quel che è, Einaudi, 1988.

* ascoltando Frankie Goes To Hollywood – The Power Of Love

“Round Midnight”

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Che cosa avrà mai quest’ora, che rende così inquieti? Forse perché è l’attimo in cui un giorno passa e un altro sta per iniziare: il tempo che percorre il confine tra ciò che è stato e ciò che potrà essere, o forse…  conviene (provare a) dormire!

Comincia a esserci la mezzanotte

Comincia a esserci la mezzanotte, e a esserci quiete,
dappertutto nelle case sovrapposte,
i piani vari dell’accumulazione della vita…

Il pianoforte tace al terzo piano…
Non sento più i passi al secondo piano…
Al pianterreno la radio è silenziosa…

Tutto s’appresta a dormire…

Resto da solo con l’universo intero.
Non voglio nemmeno andare alla finestra:
se mi affacciassi, quante stelle!
Che grandi silenzi più alti ci sono lassù!
Che cielo anticittadino!…

Piuttosto, recluso
in un desiderio di non essere recluso,
ascolto con ansia i rumori della strada…
Un’automobile – troppo rapida! –
I passi doppi in chiacchierata mi sollevano…
II suono di un portone che si chiude bruscamente mi fa male…

Tutto s’appresta a dormire…

Solo io veglio, in un ascolto sonnolento,…
aspettando
qualcosa prima di dormire…
Qualcosa…

9 agosto 1934

Fernando Pessoa, da Poesie di Alvaro de Campos, edizione Adelphi  1993, a cura di  Maria  José de Lancastre, traduzione di Antonio Tabucchi. 

 

Buongiorno – Mezzanotte –
Sto tornando a Casa –
Il Giorno – si è stancato di Me –
Come potrei Io – di Lui?

La luce del sole era un dolce luogo –
Mi piaceva starci –
Ma il Mattino – non mi voleva – ormai –
Così – Buonanotte – Giorno!

Posso guardare – dai –
Quando è Rosso ad Oriente?
Le Colline – hanno un aspetto – allora –
Che fa traboccare – il Cuore –

Tu – non sei così bella – Mezzanotte –
Io scelsi – il Giorno –
Ma – per favore prendi una Ragazzina –
Che Lui ha cacciato via!

Emily Dickinson, da The Complete Poems -Tutte le poesie, traduzione e note di Giuseppe Ierolli

*ascoltando (abbassa il volume: è mezzanotte!) Gary Moore – Midnight Blues https://www.youtube.com/watch?v=rFk7bR05hBg e, inevitabilmente,   Round Midnight (nella versione cantata da Ella Fitzgerald https://www.youtube.com/watch?v=DEaDj6TXiQQ); poi, superata la mezzanotte, J.J. Cale – After Midnigth https://www.youtube.com/watch?v=j7b16bVdLaI! (… e buona notte!)

Qui, là  o ancora più lontano

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Qui, là  o ancora più lontano… dove siamo stati e dove andremo veramente? Ma, breve o lungo, che il nostro viaggio sia intenso e libero, in ogni luogo!

Voglio, avrò

Voglio, avrò
se non qui,
in altro luogo che ancora non so.
Niente ho perduto.
Tutto sarò.

Fernando Pessoa – (Quero, terei, da Poesias ineditas).

… e ancora di Fernando Pessoa

Amo tutto ciò che è stato

Amo tutto ciò che è stato,
tutto quello che non è più,
il dolore che ormai non mi duole,
l’antica e erronea fede,
l’ieri che ha lasciato dolore,
quello che ha lasciato allegria
solo perché è stato, è volato
e oggi è già un altro giorno.

 

Biglietto lasciato prima di non andar via

Se non dovessi tornare,
sappiate che non sono mai
partito.
Il mio viaggiare
è stato tutto un restare
qua, dove non fui mai.

Giorgio Caproni, da Tutte le poesie, Garzanti

* ascoltando So Long Ago, So Clear – Vangelis and Jon Anderson

Se ancora piangi

Un murales a Padova (autore KennyRandom)

Un murales a Padova (autore: Kenny Random)

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«Alza gli occhi al cielo
non troverai mai arcobaleni
se guardi in basso».
Charlie Chaplin da The Circus – Swing Little Girl

https://www.youtube.com/watch?v=sU0J–hFOvk  

 

Se ancora piangi

Che importa se mi vesto di nero?
Ho comunque nel respiro ogni colore:
le nuvole rosse
                          – ogni sera –
sul volto di mia figlia
le fiamme arancioni di una rosa
                         – mai dimenticata –
il verde nuovo della betulla che rinasce
                          il blu di lavanda profumato
                                     l’indaco sincero di un sorriso.
Perciò che importa – anche tu –
che importa se ti vesti di nero? Se ancora piangi
                                                  quando intravedi un arcobaleno?

 © IreneMarchi 2017

*sto (ri)ascoltando  Eva Cassidy – Over The Rainbow
https://www.youtube.com/watch?v=2rd8VktT8xY 

Jimi Hendrix – Bold As Love


 

Sassate

pietre

Capita a molti di accorgersi di aver sprecato tempo e pensiero (e anche cuore) in qualcosa che non lo meritava: capita di ricevere sassate. Quante ne hai ricevute tu? Impareremo a scansarle.

(Prendo a prestito le parole di Giorgio Caproni, il poeta  “inaspettato”  dell’esame di Maturità 2017, ma soprattutto un grande poeta).

Sassate

Ho provato a parlare.
Forse, ignoro la lingua.
Tutte frasi sbagliate.
Le risposte: sassate.

Giorgio Caproni, da Tutte le poesie, Milano, Garzanti 2013

* Ascoltando Janis Joplin – Down And Out

https://www.youtube.com/watch?v=Z79UwhVPMNs

Abbraccia un albero!

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«Ci sono molte buone ragioni per abbracciare gli alberi. Alcuni credono che, attraverso questo gesto, alberi e uomini entrino in comunicazione: si può dubitarne purché non si dimentichi che il senso del sacro è nato proprio al cospetto degli alberi, osservando la loro capacità di andare oltre i limiti angusti della primitiva percezione: le radici in fondo alla terra e le chiome che si perdono nel cielo, la vita che rinasce ogni primavera dopo che è sembrata morire in autunno».  Tratto da  Giuseppe Barbera, Abbracciare gli alberi, 2017, ed. Il Saggiatore

Dell’arrampicarsi sugli alberi

Se a sera dalle vostre acque emergete
– siate voi ignudi e sia la pelle tenera-
salite allora sui vostri grandi alberi
col vento lieve. Anche il cielo sia pallido.
Alberi grandi scegliete, che neri
a sera e lenti le corone cullino
e fra le fronde aspettate la notte
e sulle tempie il lemure e la nottola!
Le piccole foglie aspre nei cespugli
vi graffiano la schiena, che s’inarca
forte, tra il fitto; e vi arrampicate
un po’ ansanti, più in alto, nell’intrico.
Quanto è bello cullarsi sopra l’albero!
Ma non con le ginocchia; dovete essere
all’albero com’è la sua corona.
Da cent’anni ogni sera esso la culla.

Bertold Brecht, da Poesie e canzoni, Einaudi, Torino 1984.

(alberi anche qui http://lapoesianonsimangia.myblog.it/2016/04/14/lista-delle-cose-9-alzare-lo-sguardo-guardare-gli-alberi/)

* ascoltando Jethro Tull – Songs From The Wood

https://www.youtube.com/watch?v=z_BtPxZEwiQ

“Quando pronuncio la parola Futuro la prima sillaba va già  nel passato” (cit.)

panta rei

Quando pronuncio la parola Futuro
la prima sillaba va già  nel passato.
(cit. da Le tre parole più strane, Wislawa Szymborska)

Nessun attimo uguale a un altro: tutto scorre. E non ritorna.

 

Nulla due volte

Nulla due volte accade
né accadrà.
Per tal ragione si nasce senza esperienza,
si muore senza assuefazione.

Anche agli alunni più ottusi
della scuola del pianeta
di ripeter non è dato
le stagioni del passato.

Non c’è giorno che ritorni,
non due notti uguali uguali,
né due baci somiglianti,
né due sguardi tali e quali.

Ieri, quando il tuo nome
qualcuno ha pronunciato,
mi è parso che una rosa
sbocciasse sul selciato.

Oggi, che stiamo insieme,
ho rivolto gli occhi altrove.
Una rosa? Ma cos’è?
Forse pietra, o forse fiore?

Perché tu, malvagia ora,
dai paura e incertezza?
Ci sei – perciò devi passare.
Passerai – e qui sta la bellezza.

Cercheremo un’armonia,
sorridenti, fra le braccia,
anche se siamo diversi
come due gocce d’acqua.

Wislawa Szymborska, da Appello allo yeti (1957), Libri Scheiwiller, 2009, traduzione di Pietro Marchesani.

*sto ascoltando Al Steward- Time Passages
https://www.youtube.com/watch?v=TRRXg1yhsEk

Che cosa chiederesti

Padova - Murales nei pressi di Piazza dei Signori

Padova – Murales nei pressi di Piazza dei Signori

Quando un murales ti incanta… questo l’ho incontrato girovagando  per le strade di Padova: un grazie all’autore.

Che cosa chiederesti

Che cosa chiederesti
                                     alla tua ombra
prima del tramonto?
«Sostienimi!» vorrei chiederle io,
«Sostieni il peso
– non tutto! Anche solo di una parte dei pensieri –
sostieni il mio cielo
                                  quando cade a pezzi
sostieni la mia terra
                                   quando trema
sostieni il respiro
                               quando sembra stancarsi.
Sostienimi: tu hai la leggerezza che mi manca».
 
©IreneMarchi2017

* sto ascoltando Keane – My Shadow
 https://www.youtube.com/watch?v=lnO2AJiMUZ0

Su ben poco…

ederasumuro

Su cosa possiamo dire di avere realmente il controllo?

Almeno

Se strappiamo l’edera
dal muro — già  intaccato
da quella tenace carezza —
è per paura:
il nostro controllo
avrà  la meglio — almeno —
su ciò che si può afferrare?

©IreneMarchi2016

* sto ascoltando Eels – P.S. You Rock My World

https://www.youtube.com/watch?v=vDpuuT6YsJg