Persone che mancano (tantissimo)

(Nessuna poesia oggi, solo un minuscolo pensiero per una persona che manca tantissimo e da tanto tempo)

***

Rina

al piano terra c’è una signora
tanto carina, sorride sempre
e sorride dalla quella finestra
ha cent’anni e un cuore grande
o forse di più
le porto la spesa e in cambio lei
mi regala un fiore ogni mattina

al piano terra c’era una signora
si chiamava Rina

©irene.marchi.2024

°ascoltando  Ben Harper –  Waiting On An Angel https://www.youtube.com/watch?v=9Ro3OYiIERA&t=2s

Senza definizioni

calicantus2Che fatica doversi  sempre definire, dover sempre dimostrare qualcosa, sostenere  il peso della propria costante inadeguatezza. Se invece fossimo un fiore…

***

Calicantus

spettinata come un fiore di calicantus
vorrei  portarmi addosso il suo profumo
sicura almeno in questo
 
profuma come il fiore di gennaio, direbbero
e non chiederebbero altro
nessuna dimostrazione
nessuna definizione
 
è solo un fiore di calicantus,
va bene così com’è

©irene.marchi.2024

°ascoltando  Ólafur Arnalds – We Contain Multitudeshttps://www.youtube.com/watch?v=CzShsG8JLBY

Ingredienti e procedimento

           (e un pizzico di sale)            

 

Ricetta

Prendete un poeta non seccato,
un fiore e una nuvola di sogno,
tre gocce di tristezza, un tono ambrato,
una vena che sanguina terrore.
Quando l’impasto già bolle e ribolle,
versate luce di un corpo di donna,
condite con un pizzico di morte:
un amor di poeta questo impone.

José Saramago, da In quest’angolo di tempo, in Le poesie, Feltrinelli, 2018, traduzione di Fernanda Toriello

°ascoltando John Renbourn – Scarborough Fair – https://www.youtube.com/watch?v=S46nREvG-1g

Taxi!

(…Tàaaxiii!)

Ho chiamato un taxi

ho chiamato un taxi
− sto aspettando; anche tu? − per tornare
al punto di partenza non m’importa
se  uno giallo o un black cab o uno spaziale
l’ho chiamato − deve arrivare − lo pagherò
per tornare lassù con il mio groviglio
di ora lo so con la mia cartellina di ecco perché
là dove l’io è cominciato: ché ora farei meglio
ora forse sarei l’io giusto sulla giusta strada
con le risposte pronte e i nervi saldi
– anche una borsetta d’autostima, piccola –
ho chiamato un taxi – maledizione, quanto ci vuole? –
 
ho chiamato un taxi
spero di non aver sbagliato numero

©irene.marchi.’24

°ascoltando  René Aubry – Replay  –  https://www.youtube.com/watch?v=rjcpgWa6SqQ

Non fa una piega

(Davvero non fa una piega il pensiero espresso in questa poesia)

Oh meteorologia!

Il fascino discreto degli amori non corrisposti
come un colpo di fulmine in assenza di metà fulmine
non potrà mai smettere d’amare chi non ama.
Oh meteorologia! Cielo sempre uguale
mai a confronto il prima e il dopo
sull’unilaterale amore splende sempre uguale
al neon il sole, non accadrà tramonto di un astro
mai sorto, mai lasciata mai essendo stata
avvistata.

Vivian Lamarque, da Il nome degli amanti, in L’amore da vecchia, Mondadori, 2022

°ascoltando René Aubry– Soleilshttps://www.youtube.com/watch?v=0Fs8U9FLzeU

Preferenze più o meno evidenti

 

Ci sono tanti modi per esprimere vicinanza, affetto, pensiero, preferenza. Questa delicata poesia ce ne illustra uno:

 

Da bere,  con il bicchiere

A volte a qualche sua pianta
preferita, per festeggiare
dà da bere con il bicchiere
le pare le faccia più
piacere, come un darsi
del tu dopo anni di cauti
pronomi, innaffiatoi
distanziati, educati.
Come dirle: oggi ho scelto
te, per le altre non ce n’è.

Vivian Lamarque, da Poesie con le foglie, in L’amore da vecchia, Mondadori, 2022

°ascoltando Chapelier fou – Darling, darling, darling
https://www.youtube.com/watch?v=EkflmyBEXvI&t=9s

Al semaforo

traffic light

A che cosa pensi quando sei ferma/fermo al semaforo?

***

Al semaforo

 

al semaforo rosso posso pensare
guardare le nuvole
– non troppo a lungo, lo so –
e poi guardarmi negli occhi
del retrovisore – che brutte occhiaie ho
arrivano da lontano da cinquant’anni fa –
 
al semaforo rosso vorrei non pensare
soltanto guardare quel gatto, lui
chissà chissà dove va…

Irene Marchi, da Mancano le indicazioni, Officine Editoriali, 2023

°ascoltando John Martyn – Traffic Light Lady – https://www.youtube.com/watch?v=2dGHhxwkIuU&t=11s

(Con una piccola calamita)

In primo piano

William Carlos Williams ha scritto questa poesia (nel 1934) come fosse un biglietto, una tenera confessione, per la moglie. Ma lo spunto del biglietto oggi lo vorrei riciclare per scrivere un messaggio a me stessa: perché, a volte, certe cose abbiamo bisogno di vederle nero su bianco.

Tu che cosa scriveresti a te stessa, a te stesso, in un foglietto da attaccare al frigorifero (per leggerlo e rileggerlo spesso)?

***

This Is Just To Say

«I have eaten
the plums
that were in
the icebox

and which
you were probably
saving
for breakfast

Forgive me
they were delicious
so sweet
and so cold»

***

Solo per dirti

«Ho mangiato io
le prugne
che erano
in frigorifero

e che tu
probabilmente
avevi tenuto da parte
per colazione

Scusami
ma erano deliziose
così dolci
e così fredde».

William Carlos Williams (Stati Uniti, 1883 – 1963), da The Collected Poems: Volume I, 1909-1939 , New Directions Publishing Corporation, 1991

°ascoltando René Aubry – Petite fille –  https://www.youtube.com/watch?v=55Jr9qFcLqM
 

Le lettere di “amore”

 

LOVE

Presto che s’avvicina il tempo dei cuori rossi e ben paffuti in ogni dove… presto che s’avvicina il tempo  in cui s’inciampa spesso nella parola love (e in italiano c’è  una lettera in più: stiamo bene attenti a non cadere!).

P.S. Si scherza, ovviamente: belle, bellissime tutte le lettere di/d’a m o r e.

***

LOVE

“LOVE” in inglese vuol dire “amore”,
e io di “LOVE” faccio la “V”.
Renzo era  “L”, ma ha il raffreddore;
Lisa, la “O”, non so, non c’è più;
Pino, la “E”, è andato a una festa;
così di “LOVE” io sono tutto
quel che oggi resta.

Shel Silverstein, da Strada con uscita-Poesie e disegni, traduzione di Danilo Bramati e Luigi Spagnol, 1994, Salani Editore

°ascoltando The Beatles – The Word – https://www.youtube.com/watch?v=qEBOdGo7_6w

Cose difficili (parte 2)

Com’è difficile “trovare l’alba dentro l’imbrunire“, sì, e com’è difficile tanto altro (ognuno di noi potrebbe scrivere una lista pressoché infinita). Anche la poesia qui sotto ci parla di una cosa veramente difficile:

 

 

Com’è difficile accarezzare le ali di un angelo!
Per quanto sia vicino, evita di essere sfiorato
Per paura di essere preso,
Volteggia, ridiscende, il suo fruscio si sente appena,
È l’unico suono che riesce a produrre.
Loro, gli angeli, non sanno parlare,
Non sono adatte le parole
Per esprimerli,
Il loro muto messaggio è la presenza.
Come si avvicinano
Per avvolgerti nella loro aura,
Subito si allontanano,
Spaventati dall’intimità,
Protettivi, ma non familiari,
Lasciando sempre uno spazio in cui
Le mie parole si trascinano per raggiungerli,
Senza sapere se
Non siano troppo flebili per sfiorarne l’udito.
Che handicap della fede:
Non sapere se ti sentono, né se tu senti
E di tutti i sensi rimane solo il sogno tattile
Di accarezzare, senza spaventarlo, le ali un angelo…

Ana Blandiana, da Patria mea A4, traduzione tratta da http://www.orizzonticulturali.it/it_poesia_Ana-Blandiana.html  a cura di Mauro Barindi

°ascoldando  René Aubry – Guitare Bambou – https://www.youtube.com/watch?v=7W-WFmT51w4

(altre cose difficili, qui)