Ho chiesto al rosmarino…

carorosmarino

Questa mattina ho fatto una domanda al rosmarino (è sopravvissuto all’inverno!): sono sicura che a suo modo (e con i suoi tempi) mi risponderà.

 

Si trema, per contentezza e per mistero
dentro l’orto, si infilano le mani nella terra
inginocchiati si adora, senza saperlo,
e l’acqua è sostanza che risveglia
cresce e ristora. Quanta luce nell’orto –
quanta notte. Ogni stella di questo emisfero
passa sull’orto.
 
Mariangela Gualtieri, da Le giovani parole, Einaudi, Torino 2015

*ascoltando Ezio Bosso – Symphony No. 2, Under Trees’ Voices – Pines and Flowers
https://www.youtube.com/watch?v=EWWhXpdPg0c

Percezioni differenti

hopeyouarefine

Una situazione  piuttosto frequente…

Io e te

Io spiego con calma. Tu
mi senti urlare. Tu
provi un’altra strada. Io
sento vecchie ferite riaprirsi.
Tu vedi entrambi i lati. Io
vedo i tuoi paraocchi. Io
sono conciliante. Tu
sospetti un nuovo egoismo.
Io sono una colomba. Tu
riconosci il falco. Tu
offri un ramo di ulivo. Io
sento le spine.
Tu sanguini. Io
vedo lacrime di coccodrillo. Io
indietreggio. Tu
barcolli per l’impatto.

 

Roger McGough (Liverpool 1937),  da Eclissi quotidiane. Poesie scelte 1967-2002, a cura di Franco Nasi, Edizioni Medusa, 2004

*ascoltando Cat Stevens – Maybe You’re Right https://www.youtube.com/watch?v=OHohGsyiqhY

(Altre incomprensioni, qui: https://lapoesianonsimangia.myblog.it/2017/11/10/non-capirsi/)

Destinazione d’uso

nonc'èpiù

Ci sono luoghi che non  si possono dimenticare: possono trasformarsi, nel tempo, diventando magari più belli, ma nella nostra memoria rimarranno sempre com’erano  quando li abbiamo amati.

Quali sono i tuoi luoghi indimenticabili?

Pensione Silvano

Erano camere
dove si andava a fare l’amore.

Ora sono stanze
per uffici di una compagnia
di assicurazioni.

È la strategia di una resa.

Giovanni Fierro (Gorizia, 1968), da Lasciami così, Sottomondo ed. , 2004

*ascoltando Rino Gaetano – Ad esempio a me piace il sud https://www.youtube.com/watch?time_continue=11&v=pB4r7bcIZ5M&feature=emb_title

Nudi

nudi

« ànima  s. f. [dal lat. anĭma (la versione femminile di animus, con il significato di spirito) da ricondurre al gr. ἄνεμος «soffio, vento»]. – 1. Nell’accezione più generica, il principio vitale dell’uomo, di cui costituisce la parte immateriale, origine e centro del pensiero, del sentimento (…)» (da Vocabolario Treccani)

Nudi

A terra gli abiti
e tutte le definizioni
– salirà il  vento che strappa la paura –
balleremo sopra le distanze
rideremo dentro agli occhi

solo nude
le anime si possono parlare.

Irene Marchi, da L’uso delle parole e delle nuvole, Cicorivolta Edizioni, 2020

 

*ascoltando Van Morrison – Into the Mystic https://www.youtube.com/watch?v=pbZf8GY1-Ag

Scegli un titolo

 

 starwars

Se la nostra vita fosse un film e la guardassimo dal di fuori,
proprio come se fossimo al cinema,
che titolo avrebbe il tuo film?
 

Assonanza

La vita: quel vecchio film.
E questa strana sensazione
di esserti perso
qualcosa d’importante
della trama.

°°°

Asonancia

La vida: esa vieja película.
Y esta extraña sensación
de haberte perdido
algo importante
de la trama.

Alfonso Brezmes, da Don de lenguas (2015) traduzione di Mirta Amanda Barbonetti (fonte www.filidaquilone.it)

*ascoltando  Okkervill River –  Our Life is Not a Movie or Maybe https://www.youtube.com/watch?v=j6Z53Jc7xiw

C’era una volta…

 

  … e ci sarà ancora.

Il ciliegio

C’era un uomo
coi capelli bianchi
innamorato di un ciliegio.
E quando veniva
la primavera si
metteva sotto i rami
e aspettava che i fiori
gli cadessero nelle mani
e lui li faceva arrivare
a terra piano piano.

Tonino Guerra (Santarcangelo di Romagna, 1920-12012), da L’infanzia del mondo. Opere 1946-2012

 

*ascoltando  Angelo Branduardi  Il ciliegio https://www.youtube.com/watch?v=L4LmIT6HbIo

Non durerà per sempre

Quadro di Ron Hicks (Ohio, 1965) - "Stolen kiss"

Ron Hicks (Ohio, 1965) – “Stolen kiss”

No, non mi riferisco all’amore tra i due personaggi del quadro, ma alla distanza forzata che il  maledetto Covid-19 sta imponendo a migliaia di coppie in tutto il mondo.

Non durerà per sempre, e i personaggi di questo quadro (e tutte le altre coppie) prima o poi si rivedranno.

Passo il giorno

Passo
il giorno
a guardarti
negli occhi.

Sono mesi
che non ti vedo.

Antonio Rigo (Palma de Mallorca, 1957), da Álbum Blanco, Baile del Sol, 2014

*ascoltando Pink Floyd – Wish You Were Here https://www.youtube.com/watch?v=DPL_SV3n7IU

Strategie creative

H2O

In gran segreto
ho raccolto il bicchiere in cui avevi bevuto
e l’ho portato a casa.
La sera, quando torno da lavoro,
lo metto sotto il rubinetto
e vedo un bacio che galleggia nell’acqua.

Jairo Anibal Nino (Colombia, 1941-2010), da Mi fa male la pancia del cuore. Poesie d’amore dai banchi di scuola, traduzione di  Anna Mioni, Sonzogno, 2001

*ascoltando Ben Harper – Steal My Kisses https://www.youtube.com/watch?v=BSTBs3IEVQ

Come una nuvola

anche una stella

Fatti nuvola

Il tempo t’insegnerà
a essere nuvola:
cambierai forma nel vento
senza aspettare il tramonto
per sentirti colore.

Fatti nuvola
per sfiorare gli alberi
per vedere meglio ogni cosa
per sorridere nel buio

e fatti nuvola – se vuoi –
anche per piangere.

Irene Marchi, da L’uso delle parole e delle nuvole, Cicorivolta Edizioni, 2020

Il momento difficilissimo che stiamo vivendo offusca un po’ tutto:

ciò che non riguarda “l’essenziale” passa (giustamente) in secondo piano, e penso che questo ci possa insegnare molto. Spero che non ce lo dimenticheremo quando torneremo alla “normalità”.

Nel frattempo restiamo a casa! #Iorestoacasa con la poesia che, in genrale, sa fare compagnia e a volte sa anche consolare. Ieri è  uscita la mia terza raccolta di poesie “L’uso delle parole e delle nuvole”, edita da Cicorivolta Edizioni (che ringrazio anche qui  per la fiducia): è una raccolta più “morbida” rispetto alle prime due. Lascio qui sotto la nota introduttiva e la copertina…  grazie se hai letto fin qui!

Nota introduttiva
Tutte le poesie di questa raccolta ruotano in qualche modo
attorno alle parole (quelle dette e non dette, scritte e non scritte, le parole che ci definiscono o in cui non ci riconosciamo più, quelle che rimangono con noi o quelle che vorremmo cancellare, e così via) oppure al cielo, e in particolare alle nuvole (e a tuttele loro manifestazioni: pioggia, neve, rugiada…).
Ho voluto raccontare una sorta di antitesi tra l’uso delle parole, capaci talvolta di ferire o comunque spesso incapaci di far stare bene (perché male utilizzate, se non addirittura assenti) e l’uso delle nuvole. Ma che cosa vuol dire l’uso delle nuvole? Mi riferisco alla possibilità di trarre consolazione, o semplicemente di trovare ascolto e compagnia, da questi elementi naturali. E proprio dalle nuvole vorrei imparare un linguaggio delicato, lieve, privo di aggressività.
Sono certa di non essere da sola in questa ricerca, perciò,
sebbene queste poesie nascano da un vissuto o da un punto di vista inevitabilmente personali, mi rivolgo, sempre, a un tu universale che spero si possa ritrovare (anche soltanto per un attimo) tra queste righe.
Irene Marchi

L_USO_DELLE_PAROLE_E_DELLE_NUVOLE_cover_web*ascoltando  Peter Green – Slabo Day https://www.youtube.com/watch?v=INOVuZQsxKQ

Sospesi

sospesi

Marzo 2020: siamo tutti sospesi, in attesa.
Respiriamo piano per non farci trovare dalla paura.

°°°
(La poesia che riporto oggi non è stata scritta in questi giorni,
ma esprime bene il senso di sospensione che stiamo vivendo)

Come

Stare leggeri.

Come quando
la vita ti bastona
e uno respira piano
per non fare male all’aria.

Giancarlo Consonni (Merate, 1943), da Luì, Einaudi, 2003

*ascoltando Jeff Beck – Suspension https://www.youtube.com/watch?v=aTtZS3JPvCo