lu – sio – il – ni (ops… non è l’ordine giusto!)

vaso rotto cocci vaso in pezzi

Ma sono davvero sempre brutte-e-cattive le nostre  illusioni?
O hanno anche loro una funzione? (Ma forse questa è solo un’altra illusione…)

Eri

Bella,
e   ̶  a ripensarci  ̶
quasi stupida:
sollevavi i vasi
               dei giorni
senza fatica,
mille fioriture
immaginavi di sfiorare.

Poi, 
                       il tempo.

Ora
sei solo il profumato rimpianto
di ogni colore.

Eri
bella
e del resto   ̶  a ripensarci  ̶
eri solo illusione.

Irene Marchi, da La parte in ombra, Ensemble Edizioni, 2018

Senti chi parla

 solounafoglia

 

Novembre, una foglia

con la mia voce di bosco
calpestato, ti sorrido:
le mie vene diverranno
cielo e carezza viva
per ogni tuo fiore nuovo,
perciò  sorridi anche tu
perché – sempre – tutto passa

©IreneMarchi2020

 

In bicicletta

 

pedala

Frasi (dis)fatte

 
quando diciamo coraggio pedala,
l’hai voluta tu la bicicletta
non siamo empatici
– simpatici di meno –
ché la bicicletta in molti casi è 
il solo mezzo per  andare avanti

©IreneMarchi2020

Leggere i muri

chi lo sa

Il muro che compare nella foto qui sopra è di una casa del mio paese: ogni volta che passo di lì provo a immaginare chi possa avere scritto quell’unica parola e perché: sarà stato un messaggio in codice? o magari un’inconsueta dichiarazione d’amore? una parola d’ordine o forse l’acronimo di una frase di dodici parole? Non lo saprò mai, e va bene così. Probabilmente chi doveva capire ha capito e questo basta. Agli altri, resta la curiosità che accende la fantasia.
Ma tu, se ne avessi la possibilità, che frase vorresti scrivere, proprio in questo momento, su un ipotetico muro?

Qualcosa in comune

t i   a m o  c’è scritto su un muro
di ogni paese del mondo,
se in rosso
in nero
in corsivo o cubitale
non ha alcuna importanza:
in ogni paese del mondo
tutti –ma proprio tutti
almeno per un attimo,
abbiamo sperato che le parole
su quel muro
fossero lì per noi
 
©IreneMarchi2020

Inaspettati arcobaleni

jpg«Alza gli occhi al cielo, non troverai mai arcobaleni se guardi in basso»
cantava Charlie Chaplin nel film “The Circus”
(però qualche volta capita di trovare un arcobaleno dove meno te l’aspetti).

Respirare a colori

Che importa se mi vesto di nero?
Ho comunque nel respiro ogni colore:
le nuvole rossarancio – ogni sera –
sul volto di mia figlia
il giallo vivo di certe mattine leggere
il verde che rinasce in una foglia
la luce chiarazzurra dei ricordi buoni
quel blu profumato di lavanda
e l’indaco che accompagna la verità
di un sorriso

perciò che importa – anche tu –
che importa se ti vesti di nero

se ancora ti commuovi
per un arcobaleno?
 
 © IreneMarchi 2017

 

Senti anche tu?

v

 

Note dolci

L’uva fragola mi sta cantando
una canzone più dolce di ogni paura
la musica io non la so scrivere
ma so ascoltare –  senti il ritornello…
ci accarezza il controcanto
del vento – e lei canta, piano,  le sue note
profumate: anch’io  –  mi sussurra  –
ho creduto di non meritare il sole
ma ora sono matura tra le tue mani

©IreneMarchi2020

non infierire

E adesso?

 

and now

 

Dopo tanta strada

Siamo arrivati
alla riva di un mare
troppo grande
per poterlo capire
troppo piccolo
per annegarci le nostre paure.

Irene Marchi, da La parte in ombra, Ensemble Edizioni, 2018

Flower Power

flowers

Le fantasie floreali o si amano o si odiano. Tu, da che parte stai?

 

“Strase” a fiori

L’autunno – avvolgente e necessario –
non addormenterà i miei vestiti a fiori

ho l’anima – e i capelli – freak
lo ammetto, ma i fiori addosso
non sono una bandiera,
sono mia nonna che mi tiene per mano
a cinque anni come a venti:
io e i miei fiori sbiaditi, fuori tempo
e lei, autunno dolcissimo,
che sorridendo diceva:
Te si bea anca co’ ‘na strasa.

©IreneMarchi2020

(P.S. il dialetto è veneto: strasa  vuol dire straccio)

*ascoltando Jeff Buckley & Elizabeth Fraser – All Flowers In Time Bend Towards The Sun https://www.youtube.com/watch?v=JnPvnIKCJYA

Talete, Pitagora, Euclide… abbiamo un problema

teorema

Il teorema inesistente

Guardali
i nostri ingenui disegni,
lati e angoli sfuggono
al controllo delle cose definite
e il tempo corrode
 le simmetrie: un solo fiocco di neve
sfiora – inconsapevole – due linee
e già scombina  il loro incrocio
– Pitagora no, non basterà
a difendere le regole.
 E così la geometria umana
si arrende
al disordine che ci fruga nei pensieri
perché il teorema dell’amore non esiste
e forse neppure un sentimentale assioma.
 

©IreneMarchi2020

 
*ascoltando  John Adams  – Chamber Symphony, Roadrunner – 3rd Movement https://www.youtube.com/watch?v=4k0r2ZHJJPc

V di (non) vergognarsi

Illustraxione di Alessandra Olanow, da https://www.instagram.com/aolanow/

Illustraxione di Alessandra Olanow, da https://www.instagram.com/aolanow/

“Avrei voluto buttarmi in ginocchio dalla commozione. Ma allora ero ancora troppo giovane per dimostrare commozione senza vergogna. E da quella volta mi sono reso conto che bisogna essere ben maturi e perlomeno avere molta esperienza per mostrare un sentimento senza l’impedimento della vergogna.”  Joseph Roth, da La cripta dei Cappuccini

Comunque

non ho più vergogna:
se ho mostrato un sentimento
è perché era vero
– e se in un’altra vita sentirò
ancora mostrerò –
ho strisciato per verità,
vergognarsene è il vero strisciare
 
e adesso sono in piedi

@IreneMarchi2020

*ascoltando Malte Marten – Loosing Myself https://www.youtube.com/watch?v=YA2eACP3Ibk

(Per altre lettere dell’alfabeto, qui: https://lapoesianonsimangia.myblog.it/category/alfabeto/)