P di parole (sincere)

bags

Pane? Arance? No: parole. Da conservare (possibilmente).

 

Non partire senza lasciare una
sporta di parole per chi resta.
Dire ‘questa è per la mattina
quest’altra invece per la sera’.
Lasciare una sporta a parte
per chi la notte nel buio si dispera.
 
 Andrea Bajani, da Promemoria, Einaudi, 2017

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O di orgoglio

Illustrazione di C.E. Brock, dall'edizione del 1895 di Pride and Prejudige

“Mr Darcy”, illustrazione di C.E. Brock, dall’edizione del 1895 di Orgoglio e pregiudizio (Jane Austin)

Orgoglio: fa più danno se è troppo o se è troppo poco?

 

Orgoglio

Non ho tempo di dare a tutti prova
delle mie grandi, insolite virtù,
chi ha occhi per vedere, veda.
Altrimenti, avrò occhi ignoti ai più.

C’è chi, incontrandomi, ha detto:
«Benvenuta nella mia vita, meraviglia!».
C’è chi di dirlo non aveva voglia
e sono andata via, verso le vette.

Il tempo è ratto. Mi resta qualche dono
di pregio – e cerco sotto le stelle destinatari.
Forse li cercherò invano;
e come i faraoni mi seppellirò
con i miei averi.

Nina Cassian (Galati, Romania, 1924 – 2014), da C’è modo e modo di sparire, Adelphi Edizioni, 2013, traduzione di Anita Natascia Bernacchia e Ottavio Fatica

 

*ascoltando Ramones – Swallow My Pride https://www.youtube.com/watch?time_continue=3&v=TnrNV_7qc5M&feature=emb_title

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R di ri-vo-lu-zio-ne

banksy

“La vera rivoluzione deve cominciare dentro di noi”, diceva Ernesto Che Guevara…

 

Rivoluzione

Moto circolare di un pianeta intorno al sole
o di un solido attorno al proprio asse

Ha la caratteristica di re-volvere
Ritornare sempre al punto di partenza
dopo un giro di valzer per cominciarne un altro
Ne faccia tesoro chi vede nella rivoluzione sociale
la soluzione a ogni ingiustizia

La rivoluzione tornerà al punto da cui è partita

È probabile dunque che la forma di rivoluzione più
efficace sia fare un giro completo su se stessi
abbracciando l’orizzonte per 360 gradi

Osservando il mondo da ogni angolazione possibile
per ritornare poi alla posizione iniziale
Avendo compreso in sé anche tutte le altre
Esiste la concreta possibilità che questa
sia l’unica rivoluzione possibile
La rivoluzione del proprio sguardo.

Claudia Fabris, da  Parole sotto sale, Animamundi Edizioni, 2020

*ascoltando Baustelle – La Canzone della Rivoluzione https://www.youtube.com/watch?v=f2sLKX936XI
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V di (non) vergognarsi

Illustraxione di Alessandra Olanow, da https://www.instagram.com/aolanow/

Illustraxione di Alessandra Olanow, da https://www.instagram.com/aolanow/

“Avrei voluto buttarmi in ginocchio dalla commozione. Ma allora ero ancora troppo giovane per dimostrare commozione senza vergogna. E da quella volta mi sono reso conto che bisogna essere ben maturi e perlomeno avere molta esperienza per mostrare un sentimento senza l’impedimento della vergogna.”  Joseph Roth, da La cripta dei Cappuccini

Comunque

non ho più vergogna:
se ho mostrato un sentimento
è perché era vero
– e se in un’altra vita sentirò
ancora mostrerò –
ho strisciato per verità,
vergognarsene è il vero strisciare
 
e adesso sono in piedi

@IreneMarchi2020

*ascoltando Malte Marten – Loosing Myself https://www.youtube.com/watch?v=YA2eACP3Ibk

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M di mare

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Fratello mare

Ed ecco ce ne andiamo come siamo venuti
arrivederci fratello mare
mi porto un po’ della tua ghiaia
un po’ del tuo sale azzurro
un po’ della tua infinità
e un pochino della tua luce
e della tua infelicità.
Ci hai saputo dir molte cose
sul tuo destino di mare
eccoci con un po’ più di speranza
eccoci con un po’ più di saggezza
e ce ne andiamo come siamo venuti,
arrivederci fratello mare.

Varna, 1951

Nazim Hikmet (Salonicco, 1902-1963), da Poesie d’amore, Mondadori

°°°

Il mare

Mare amico, nido dei venti;
eterno tumulto di fuoco e di schiuma
rabbiosa, guizzante, balenante
come fulmine sulla terra,
sulla tua spiaggia attendo l’alba
prigioniero della tua voce di tempesta:
porto nel mio cuore il tuo canto selvaggio
e il tuo perenne invito verso i cieli.

 Georgi Sejtanov (Bulgaria, 1896-1925), in AA.VV., Ventuno 21 poeti bulgari fucilati, traduzione di Leonardo Pampuri, 1960

*ascoltando The Waterboys – This Is The Sea https://www.youtube.com/watch?v=VAiOjxkCS0g

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B di basta brontolare!

brontolo

Il mondo

Non ditemi che il mondo è brutto,
malato, ridotto in merda.

Il mondo ha bisogno di esser bello
anche se ti urla il cuore
anche se ti strappano le dita.

°°°

E’ mònd

N u géim che è mònd l’è brott,
malèd, ardòtt in mérda.

E’ mònd l’à bsògn d’ès bèll
ènca s u t rògg e’ cor
ènca s i t ‘taia al déidi.

Nino Pedretti (Santarcangelo di Romagna, 1923), da Al vòusi e altre poesie in dialetto romagnolo, traduzione di Paolo Nori, Einaudi, 2007

°ascoltando Noa (Achinoam Nini) – Beautiful That Way https://www.youtube.com/watch?v=B7hA_f-aWwY

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S di sogni

Illustrazione tratta dal libro “Incontri-Disincontri”, Jimmy Liao, traduzione di Silvia Torchio, Terre di Mezzo editore, 2017

Illustrazione tratta dal libro “Incontri-Disincontri”, Jimmy Liao, traduzione di Silvia Torchio, Terre di Mezzo editore, 2017

Sognare o non sognare: è questo il dilemma?
No,  conviene sognare, sempre e comunque.

 

Tieniti stretti i sogni

Tieniti stretti i sogni
perché se i sogni muoiono
la vita è un uccello dalle ali spezzate
che non può volare.

Tieniti stretti i sogni
perché quando i sogni se ne vanno
la vita è un campo arido
gelato dalla neve.

°°°

Hold fast to dreams

Hold fast to dreams
For if dreams die
Life is a broken-winged bird
That cannot fly

Hold fast to dreams
For when dreams go
Life is a barren field
Frozen with snow.

Langston Hughes (Joplin, Missouri, 1902 – New York, 1967)

*ascoltando Vangelis – Dream in an Open Place https://www.youtube.com/watch?v=1vGEtow5S7I

(per altre lettere dell’alfabeto qui)

N di nostalgia

Marc Chagall - La violiniste bleu - 1947

Marc Chagall – Le violiniste bleu – 1947

La Nostalgia (in persona) me la immagino così:
un vestito color “cieli di Chagall” e una voce di violino.
E a piedi nudi, ovviamente!

 

In cima ad un violino
ci sta forse un respiro
che nessuno raccoglie
perché è un senso d’amore.
Tu suoni per il vento e viaggi
dove la pace sussurra tra le piante
tutta una nostalgia.

Alda Merini, da Clinica dell’abbandono, Torino, Einaudi, 2004

*ascoltando Janine Jansen – Après un reve (Gabriel Fauré)  https://www.youtube.com/watch?v=CkqlRC7i4Kg

(per altre lettere dell’alfabeto, qui)

R di amore

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Insolito e bello questo punto di vista sulla parola “amore

Amore è una parola liquida,
mobile, fluttuante:
vi leggo dentro more,
ancora, ancora, di più,
lo slancio della gioventù.
E ci trovo dentro inscritta,
anche remora; c’è in più
una erre, la sua rotondità;
e remora vuol dire cautela,
strategia, corteggiamento,
il lampo, lo sbandamento
della tua e mia felicità.

Raffaele Crovi (Paderno Dugnano, 1934-2007), da La vita sopravvissuta, Einaudi

*ascoltando Queen  – Crazy Little Thing Called Love https://www.youtube.com/watch?v=zO6D_BAuYCI

 

B di Bugie

bugie

Bugie innocenti, bugie per difendere, bugie che aiutano, bugie che “dispongono un mondo che non è di questo mondo” come scrive la poetessa polacca in La mappa (qui sotto). Comunque bugie. Facciamo un gioco: ognuno pensa alla sua ultima bugia.

La mappa

Piatta come il tavolo
sul quale è posata.
Sotto – nulla si muove,
né cerca uno sbocco.
Sopra – il mio fiato umano
non crea vortici d’aria
e lascia tranquilla
la sua intera superficie.

Bassopiani e vallate sono sempre verdi,
altopiani e montagne sono gialli e marrone,
oceani e mari – di un azzurro amico
sui margini sdruciti.

Qui tutto è piccolo, vicino, alla portata.
Con la punta dell’unghia posso schiacciare i vulcani,
accarezzare i poli senza guanti grossi,
posso con un’occhiata
abbracciare ogni deserto
insieme al fiume che sta lì accanto.

Segnalano le selve alcuni alberelli
tra i quali è ben difficile smarrirsi.

A est e ovest, sopra e sotto
l’equatore, un assoluto
silenzio sparso come semi,
ma in ogni seme nero
la gente vive.
Forse comuni e improvvise rovine
sono assenti in questo quadro.

I confini si intravedono appena,
quasi esitanti – esserci o non esserci?

Amo le mappe perché dicono bugie.
Perché sbarrano il passo a verità aggressive.
Perché con indulgenza e buon umore
sul tavolo mi dispongono un mondo
che non è di questo mondo.

Wislava Szymborska, da Basta così,  Adelphi Edizioni, traduzione di Silvano De Fanti, 2012.

 °°°

Ciò che ho scritto di noi è tutta una bugia
è la mia nostalgia
cresciuta sul ramo inaccessibile
è la mia sete
tirata su dal pozzo dei miei sogni
è il disegno
tracciato su un raggio di sole
ciò che ho scritto di noi è tutta verità
è la tua grazia
cesta colma di frutti rovesciata sull’erba
è la tua assenza
quando divento l’ultima luce all’ultimo angolo della via
è la mia gelosia
quando corro di notte fra i treni con gli occhi bendati
è la mia felicità
fiume soleggiato che irrompe sulle dighe
ciò che ho scritto di noi è tutta una bugia
ciò che ho scritto di noi è tutta verità.

Nazim Hikmet, da In esilio

* Qualche bugia in musica:  Iron Maiden – No more lies https://www.youtube.com/watch?v=sd0tHF3LyB0; Fleetwood Mac – Little Lies https://www.youtube.com/watch?v=Xr9Oubxw1gA.

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