Mai avrei creduto…

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Illustrazione di Alessandra Olanow, da https://www.instagram.com/p/B8qvsMuJJO0/

Illustrazione di Alessandra Olanow, da https://www.instagram.com/p/B8qvsMuJJO0/

Che cosa non avresti mai creduto di te stess*?

UFO

Dalla porta-finestra entra di schianto
evaso per incuria da un racconto di cieli
(il caso chiaro, il fatto denunciato)
quest’uomo di smeraldo.
E si perde con me nella mia stanza
caldo ancora di attriti
per un lungo tremante momento.
Mai avrei creduto di poter baciare
talmente un uomo verde

Daria Menicanti (Piacenza, 1914 – 1995), da Ferragosto, 1986

*ascoltando Paul McCartney – Maybe I’m Amazed https://www.youtube.com/watch?v=x_FiIilTwIA

Armoniosa dissonanza

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dissonanza

Una vita in completa armonia, con noi stessi (sia interiormente che esteriormente… sì, sì, compresi i capelli!), con gli altri, con gli eventi: sarebbe un sogno.

E invece  la vita reale è piena di dissonanze, di armonie spezzate o soltanto accennate.  Spesso siamo noi stessi  i più grandi sabotatori della nostra armonia: sperimentiamo  accostandoci a pensieri, idee, esperienze che sono (forse?) totalmente discordanti dal nostro modo di essere. E poi ricominciamo…

Ma se, malgrado tutto, raggiungessimo un’armonia proprio attraverso la dissonanza?

 

La giusta piega

“Nico, mi fa una frangia cortissima?”

“Neanche se mi paga”.

Come il mio parrucchiere
vorrei mi trattasse la vita:
forbici in mano
e idee chiare
su come farmi star bene
malgrado me.

Alessandra Racca, da Poesie Antirughe, Neo Edizioni 2001

 

* ascoltando un brano piuttosto sperimentale e a tratti dissonante: Electricity di Captain Beefheart & His Magic Band – https://www.youtube.com/watch?v=S8eRDkiwGMM

Ron ron ron…

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Ogni tuo arrivo

Ogni tuo arrivo inaspettato è un chiuso
guizzo,
una fitta
di felicità.

Così ronza di fusa il magro gatto
figlio di ignoti se si trova accanto
una tazza incredibile di latte
paradisiaco.

Daria Menicanti, da Un nero d’ombra, Arnoldo Mondatori Editore, 1969

*ascoltando Nina Simone –  Feeling Good https://www.youtube.com/watch?v=D5Y11hwjMNs

Ma con chi stai parlando?

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miao2

Quando è stata l’ultima volta in cui ti sei accort* di parlare con qualcuno che non ti stava realmente ascoltando?

 

Messaggio

Domando al gatto: che ne dici?

Che te ne pare e sembra?
Qual è la tua opinione
e spassionata sentenza?

Muove un orecchio. È un segno?
Significato o significante?
Un affettuoso riflesso?
Un consiglio?

Una chiave?

Certo della mia attenzione
non apre nemmeno un occhio,
che io intenda o no il messaggio
non richiede suo controllo.

Muove un orecchio puntuto
alle sedici e cinquantuno,
né aggiunge l’emittente
un banale: Passo e chiudo.

Gianni Rodari (1920-1980), Da Il cavallo saggio – Poesie epigrafi esercizi, Einaudi, 2011

*ascoltando Jimmy Smith – The Cat https://www.youtube.com/watch?v=PaKLB71QE4k

Licenza poetica

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poet

Licenza poetica loc.s.f.: libertà riconosciuta al poeta di derogare, per esigenze artistiche o metriche, alle regole consuete della lingua o del metro | CO scherz., errore di lingua | estens., comportamento che non rispetta le consuetudini”.

Questa è la definizione che si legge nel dizionario.
Quale episodio della tua vita ti fa pensare a una licenza poetica?
E quella poesia ti accompagna ancora?

La licenza poetica

Un giorno mi scappava di fare una poesia
stavo sul filobus numero quarantatre
scendo di corsa, entro in un caffè
domando alla cassiera: per cortesia
dov’è la stanza per fare le poesie?
Mi guardò tristemente e rispose: mi dispiace,
mi dispiace e provo anche un vivo rincrescimento,
abbiamo la licenza per gli alcolici,
la licenza per i superalcolici,
la licenza per giocare a scala quaranta,
ma non abbiamo la licenza poetica.
Era una brava ragazza,
e non portava reggiseno perché
si reggeva benissimo da sé.
Mi disse il suo nome di nascosto dal padrone,
si chiamava Ottavia nei giorni feriali
e Roberta nei giorni festivi,
d’estate Clorinda,
d’inverno Gelsomina…

Gianni Rodari, da Il cavallo saggio – Poesie epigrafi esercizi, Einaudi, 2011

*ascoltando Avishai Cohen’s Big Vicious – Moonlight Sonata (Beethoven)  (da Jazz sous les pommiers 2019) https://www.youtube.com/watch?v=H8PgElNBPZ0

O di orgoglio

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Illustrazione di C.E. Brock, dall'edizione del 1895 di Pride and Prejudige

“Mr Darcy”, illustrazione di C.E. Brock, dall’edizione del 1895 di Orgoglio e pregiudizio (Jane Austin)

Orgoglio: fa più danno se è troppo o se è troppo poco?

 

Orgoglio

Non ho tempo di dare a tutti prova
delle mie grandi, insolite virtù,
chi ha occhi per vedere, veda.
Altrimenti, avrò occhi ignoti ai più.

C’è chi, incontrandomi, ha detto:
«Benvenuta nella mia vita, meraviglia!».
C’è chi di dirlo non aveva voglia
e sono andata via, verso le vette.

Il tempo è ratto. Mi resta qualche dono
di pregio – e cerco sotto le stelle destinatari.
Forse li cercherò invano;
e come i faraoni mi seppellirò
con i miei averi.

Nina Cassian (Galati, Romania, 1924 – 2014), da C’è modo e modo di sparire, Adelphi Edizioni, 2013, traduzione di Anita Natascia Bernacchia e Ottavio Fatica

 

*ascoltando Ramones – Swallow My Pride https://www.youtube.com/watch?time_continue=3&v=TnrNV_7qc5M&feature=emb_title

(per altre lettere dell’alfabeto: https://lapoesianonsimangia.myblog.it/category/alfabeto/)

Le tazzine!

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Tu che cosa fai con tazze, tazzine, piatti e piattini sbeccati?
Li butti subito senza ripensamenti,
li parcheggi  a tempo indeterminato nel ripostiglio
o ti cimenti in un riciclo creativo?
(In ogni caso, penso che la fragilità non sia un difetto…)

Fragilità

Le tazzine da caffè nelle vetrinette
stanno lì per decenni e nessuno le usa
è brutto buttarle
erano di nonne, le altre di mamme
altre le hai prese al mercato vent’anni fa
te la cavi con i bicchieri e una moka
ma la zuccheriera con i fiorellini
chi ha il coraggio di buttarla?
fa famiglia
non ha nulla da nascondere
è pure vuota
in una felicità di riserva
se ne stanno lì
ogni tanto ci butti l’occhio
le cose che non servono a nulla
sono leggere, le si protegge più di altre cose
i bicchieri vengono e vanno
le cose che non servono a nulla
non si devono rompere
ci assomigliano troppo.

Andrea Gruccia, da L’amore a volte esagera, Milena Edizioni, 2018

*ascoltando Vasco Rossi – Anima Fragile https://www.youtube.com/watch?v=R3pfKzZ7_2I

Conservazione dei beni emozionali

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Che cosa conservi del tuo passato: solo i ricordi belli o anche quelli brutti?
O tendi a cancellare tutto?

Se non ci sei

Se non ci sei,
ho sempre
quel che hai detto
e ho il tuo volto.

Delle tue parole
conservo più a lungo
quelle sommesse.
Quasi soltanto il loro suono,
il loro carezzare.
Poi ci sono quelle
che fanno male,
– difficili da dimenticare.

Dei colloqui rimarrà
solo quanto era nuovo per noi.
Dove i pensieri si incontravano.
Lì il tono della tua voce è
poco femminino,
molto umano.

Non si può dimenticare il tuo volto.
A volte è la vicinanza a farci dimenticare
la bellezza.

Heinz Kahlau (Germania, 1931-2012), in Poesia n. 326 (Maggio 2017), Crocetti Editore, traduzione di Gio Batta Bucciol

*ascoltando David Gilmour –  Wish you were here (live) https://www.youtube.com/watch?v=3j8mr-gcgoI&list=PLar0gUcrS11inHUhO8Jkim_H5NClpFGtu

 

Astolfo, dove sei?!

ariosto-frontespizio-orlando-furioso

Ma è davvero così, come fa intendere anche la poesia qui sotto? Quando si ama si cade in una specie di pazzia (si perde la testa!)?
Per recuperare il senno di Orlando, impazzito per amore, Ludovico Ariosto mandò Astolfo sulla Luna: propongo di istituire la figura professionale degli Astolfi!
Che dici, ti pare una buona idea o… l’idea di una pazza?

Dopo

E ora comincia
la piccola vita
del sopravvissuto nella catastrofe dell’amore:

ciao, piccoli cani,
ciao, vagabondi,
ciao, autobus e passanti.

Sono una bimba al seno
appena nata
nel terribile parto dell’ amore.

Non amo più.

Ora posso esercitare nel mondo
iscrivermi a lui
sono un altro pezzo dell’ingranaggio.

Non sono più pazza.

Cristina Peri Rossi (Montevideo, 1941), da Otra vez eros, 1994

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Después

Y ahora se inicia
la pequeña vida
del sobreviviente de la catástrofe del amor:

Hola, perros pequeños,
hola, vagabundos,
hola, autobuses y transeúntes.

Soy una niña de pecho
acabo de nacer
del terrible parto del amor.

Ya no amo.

Ahora puedo ejercer en el mundo
inscribirme en él
soy una pieza más del engranaje.

Ya no estoy loca.

*ascoltando Astolfo – Negramaro https://www.youtube.com/watch?v=BHBHvpil5CU

 

Domenica: una poesia dolce

nenè

Questa poesia  mi trasmette sempre una dolcezza infinita
(forse più di tre bignè al cioccolato… che dici, sto esagerando?)

 

Le poesie che ho vissuto tacendo sul tuo corpo
mi chiederanno la loro voce un giorno, quando te ne andrai.
Ma io non avrò più voce per ridirle, allora. Perché tu eri solita
camminare scalza per le stanze, e poi ti rannicchiavi sul letto,
gomitolo di piume, seta e fiamma selvaggia. Incrociavi le mani
sulle ginocchia, mettendo in mostra provocante
i piedi rosa impolverati. Devi ricordarmi così – dicevi;
ricordarmi così, coi piedi sporchi; coi capelli
che mi coprono gli occhi – perché così ti vedo più profondamente. Dunque,
come potrò più avere voce. La Poesia non ha mai camminato così
sotto i bianchissimi meli in fiore di nessun Paradiso.

Ghiannis Ritsos, da Erotica, Crocetti, 2008, traduzione di Nicola Crocetti

*ascoltando Bert Jansch – A Woman Like You https://www.youtube.com/watch?v=Rc-I9NRDQ1I