Che cosa c’è?

retropoesia

(C’è sempre qualcosa in più, dietro una poesia)

***

Dietro questa poesia ce n’è un’altra

Dietro questa poesia ce n’è un’altra
che tu non sei in grado di leggere
e il cui significato non potresti reggere
 
Dietro questa poesia c’è una cosa
che non è nemmeno poesia
Spiegarlo a parole è impossibile
Mi servirebbe un Dio
capace di mostrare alla marmaglia
che perfino nella notte più buia
c’è un cane che abbaglia
 
Dietro questa poesia c’è una sorpresa
una corda impiccata
alla sua attesa
 
Dietro questa poesia
è inutile che giri di colpo
Non intendo la pagina sotto

Simone Consorti, da Voce del verbo mare, Arcipelago Itaca, 2022

°ascoltando Neil Young – Words (Between the Lines of Age)https://www.youtube.com/watch?v=HN53WZjCL_g

Inaccettabile?

Di recente sono stata all’ufficio postale per spedire un pacco: l’oggetto da spedire era di vetro quindi ho cercato di imballare al meglio, ma sulla scatola ho comunque scritto il classico FRAGILE. Appena l’impiegata ha visto la scritta sulla scatola mi ha detto con decisa enfasi che no, FRAGILE non esiste proprio!, che il pacco deve essere imballato e protetto e che la parola FRAGILE non serve a nulla perché in ogni caso il pacco verrà trattato come tutti gli altri. Certamente, ho risposto, il pacco è bene imballato, ma sa…. ho scritto FRAGILE – un po’ ingenuamente – pensando che magari potesse essere maneggiato con maggiore cura eccetera eccetera… .

Comunque il pacco adesso è in viaggio e speriamo bene. Ma la reazione dell’impiegata mi ha fatto pensare che in fondo anche noi siamo un po’ come i pacchi da spedire: dobbiamo essere  sempre  “forti” (perché così ci viene insegnato, imposto, inculcato), per resistere agli urti degli altri pacchi, guai ad essere fragili e peggio ancora se ci mostriamo tali, se ammettiamo di esserlo. La fragilità non è ammessa: una volta di più mi sono resa conto che la parola FRAGILE è inaccettabile, anche se scritta sui pacchi da spedire.
(Qual è il tuo grado di – umana – fragilità? A te stess* puoi dirlo!)

***

fragili tutti

come se fossimo di vetro tutti
guardiamoci negli occhi ma piano
pianissimo e senza scure bugie,
foglie nei capelli e piedi nudi
ché tutto il resto sono battaglie
sciocche, travestite da relazioni

©IreneMarchi2022

°ascoltando Sting – Fragilehttps://www.youtube.com/watch?v=lB6a-iD6ZOY

… e di bella presenza

 

“Donna allo specchio” di Ernst Ludwig Kirchner, 1912, Museo di arte moderna, Parigi

“Donna allo specchio” di Ernst Ludwig Kirchner, 1912, Museo di arte moderna, Parigi

(La bellezza è forse un dovere o una competenza?)

 

Quando tua figlia
ti chiederà se è bella
il tuo cuore si infrangerà come un calice
sul pavimento di legno
una parte di te vorrà dire
certo che lo sei, non dubitarne mai
e l’altra parte
la parte che ti sta
dilaniando
ti chiederà di afferrarla per le spalle
di guardarla nei pozzi
che sono i suoi occhi finché non rispecchieranno i tuoi
e di dire
non devi esserlo se non lo vuoi
non è il tuo lavoro

Caitlyn Siehl, in Literary Sexts 2: A Collection of Short & Sexy Love Poems, Words Dance Publishing, 2014, traduzione  tratta da  Specchio delle mie brame – La prigione della bellezza, di Maura Gancitano, Einaudi, 2022

°ascoltando Carmen Consoli – AAA Cercasi – https://www.youtube.com/watch?v=Grusghz2fnA&t=4s

Risposte dal passato

time

Ogni tanto (ti sarà certamente capitato) arriva dal passato  una risposta a personali domande lasciate in sospeso. Come ho fatto a non capire prima? pensiamo, sentendoci  i più stupidi del pianeta. Ma forse no, non siamo poi così stupidi: probabilmente ogni risposta (come tutte le cose) ha i propri tempi.

***

si può scrutare nel proprio passato
come in un cielo di stelle
non c’è più l’emozione e l’oro
ma ogni passo incompreso
dorme lì nella costellazione
protetto dall’oscurità degli anni luce
ogni complesso evento
rivela la sua forma d’astri
e la gravità remota che li aggrega
ogni tristezza o amore
mostra intera la sua orbita

Bruno Galluccio, da Verticali, Einaudi, 2009

°ascoltando God Is an Astronaut – Remembrance Day – https://www.youtube.com/watch?v=78m_mYvYUsE&t=2s

Non ci sono più

 

Ill. tratta da Jimmy Liao, “Incontri disincontri”, Terre di Mezzo, 2017

Ill. tratta da Jimmy Liao, “Incontri disincontri”, Terre di Mezzo, 2017

“Nessuno mi chieda di mentire più”, raccomanda il poeta nella chiusa della poesia.
Che poi, bisogna anche esser capaci di mentire, non è così scontato saperlo fare (tu sei buon* o no a mentire?).

***

A uno dei tanti che rimarranno fermi

Che cosa posso dirti di me, di dove sono,
che tu potessi raccontare agli altri…

Racconta loro che non ci sono più,
che sono un altro, fatto simile ad altri,
che non ho più tempo per nessuno,
che ho perso la testa e l’ho rimessa a posto,
e che mi sono convertito ad altra vita,
alle leggi di un dio che non è qui
e che perciò mi chiede conto.

Che nessuno si preoccupi per me,
che nessuno mi chieda di avere pietà,
che nessuno mi chieda di mentire più.

Stefano Dal Bianco, da  Prove di libertà (Mondadori, 2012)

°ascoltando Uriah Heep – Traveller In Timehttps://www.youtube.com/watch?v=MAPGAjl7V2s

D di “dove?”

 

(Dove, dove e dove?)

 

I valzer di Chopin

Con i valzer di Chopin ritorno alla ragazza che un giorno sono stata.
Il giardino splende e magnifico dichiara il trionfo della vita
come ai tempi in cui esistevano le muse
e l’erba nel primo mattino sussurrava.
Nell’immenso cortile della memoria
ascolto preludi
e mi domando dove è rimasta la mia casa
dove la mia ragione d’essere
e dove la mia quiete.

***

Los valses de Chopin

Con los valses de Chopin regreso a la joven que un día fui.
El jardín arde y espléndido declara el triunfo de la vida
como cuando las musas existían
y susurraba la hierba en el amanecer.
En el inmenso patio de la memoria
oigo preludios
y me pregunto dónde quedó mi casa
dónde mi razón de ser
y dónde mi sosiego.

Luz Mary Giraldo (Ibagué, Colombia, 1950), traduzione di Martha Canfield

°ascoltando Chopin – Prelude No. 4 in E minor (Daniil Trifonov) – https://www.youtube.com/watch?v=l1OWaAJdNt0

(altre lettere dell’alfabeto qui: https://lapoesianonsimangia.myblog.it/category/alfabeto/)

Una (non) poesia per dire NO!

Contro la violenza sulle donne,
in ogni parte del mondo,
oggi, domani, dopodomani e sempre.

***

NO!

Contro  la violenza fisica, psicologica e spesso legalizzata sulle donne di tutto il mondo

rivendico il diritto di dire no
non voglio più stare con te
e no, non voglio essere toccata
– e ricorda, picchiare è molto più che toccare –
no, non voglio essere additata
se non voglio essere madre – e ricorda,
per ogni madre che nasce anche un uomo ha partecipato  −
rivendico il diritto di non essere uccisa
se non voglio più stare con te
se ora non voglio essere tua sua di nessuno
o se non voglio diventare madre

semplicemente
rivendico il diritto di esistere
con gli stessi  diritti di un uomo

IreneMarchi2022

Incompresa

incomprese

(La vita è uno strano oggetto)

***

Alla fine

svuotare una casa non è come
morire ma la morte ti osserva
di stanza in stanza – così accendi
la musica per non avere paura –
e ti domandi la vita è dunque
tutta qui? riporre in un armadio
qualcosa che poi verrà, alla fine,
gettato svenduto dimenticato
ma mai, mai, completamente capito

©IreneMarchi2022

°ascoltando Lucy Dacus – Familiar Placehttps://www.youtube.com/watch?v=R-BtNR9vFJk&t=6s

Ascolta…

 

Che cosa stanno cantando, lì da te?

***

 

La musica nuova
 
la stagione delle foglie che cantano
può regalarti una musica nuova
quale sia il suo colore non lo so
e non so dove ti porterà,
ma se resti in silenzio
puoi sentirne anche il profumo
profumo di foglie cantate dal vento

Irene Marchi, da Dimmi come stai, Cicorivolta Editore, 2022

°ascoltando Manic Street Preachers – Autumn Song – https://www.youtube.com/watch?v=_sqKt7CrWhM&t=27s

Almeno due

Esprimi almeno due desideri a settimana, dagli un nome e “chiamali” spesso (col pensiero o anche a voce alta). Poi aspetta.

Desideri

Bere un caffè nel sole
di una piazza coi ciottoli e una torre.
Essere un giorno il ragazzo che corre
pieno di fiato e senza parole.
Con uno sconosciuto fare a botte
e subito venire perdonato.
Rifare il giro del mio isolato
cento volte con un amico a notte
per non dirgli addio
e fino all’alba parlare di Dio
o di donne, di malattie o di paghe
usando ancora le frasi vaghe
di chi litiga al bar sulla politica.
Abiurare la critica.
Avere un bambino
che ogni giorno la faccia a me.
Chiudere gli occhi senza temere
che non siano più vere
le tue mani che al sole mi fanno il caffè.

Matteo Marchesini, da Scherzi della natura, Valigie rosse editore, 2022

°ascoltando  The Cranberries – Wake Up And Smell The Coffee – https://www.youtube.com/watch?v=TGcHisWvmuo