Le corde che liberano

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Le sei corde

La chitarra
fa piangere i sogni.
Il singhiozzo delle anime
perdute
sfugge dalla sua bocca
rotonda.
E come la tarantola,
tesse una grande stella
per sorprendere i sospiri
che tremano nella sua nera
cisterna di legno.

°°°

Las seis cuerdas

La guitarra,
hace llorar a los sueños.
El sollozo de las almas
perdidas,
se escapa por su boca
redonda.
Y como la tarántula
teje una gran estrella
para cazar suspiros,
que flotan en su negro
aljibe de madera.

Federico García Lorca (Fuente Vaqueros, 1898 – Víznar, 1936), da Poema del Cante Jondo

*ascoltando Andrés Segovia – Asturias (Leyenda) – (trascrizione da Isaac Albéniz) https://www.youtube.com/watch?v=Jj7iC4hD3IM

Prove di magia

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Incantesimo

Voglio regalarti
il profumo della menta:
chiudi gli occhi
e strofina queste parole
sulle tue mani
– le n  t   a     m       e       n        t        e,
con pazienza.
Sentirai l’aroma fresco  
e forte della sera
nascosta nel giardino.

(Profumerà il tè
quella foglia di menta
che troverai  riaprendo gli occhi).

©Irene Marchi 2019

*ascoltando Pëtr Il’ičTchaikovsky, Suite da “Lo Schiaccianoci” – Danza della fata confetto https://www.youtube.com/watch?v=w_J4CJ504LQ

La dieta

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Questa poesia è forse un po’ in ritardo per l’odiosa prova costume, ma è giusta comunque per trenta secondi di buona lettura: dal canzoniere di Michele Mari (Cento poesie d’amore a Ladyhawke), sempre piacevole da leggere con la sua sottile e colta ironia. Di Michele Mari è uscita nel 2019 la nuova raccolta poetica: Dalla cripta (molto diversa dalla sua prima a cui appunto appartiene la poesia qui sotto).

Dice il ghiottone
giorni dieci starò senza dolciumi
e senza grassi e senza sughi e fritti.
Così ogni tanto
proviamo a stare un po’ senza sentirci
folli
noi che già siamo
solo pelle e ossa

Michele Mari, da Cento poesie d’amore a Ladyhawke, Einaudi, 2007

*ascoltando Booker T & the M G ‘s – Green Onions
https://www.youtube.com/watch?v=_bpS-cOBK6Q

… o come l’acqua

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(…) Tu sapevi che la poesia deve essere familiare come il cielo che ci sovrasta,
che non significa niente se non permette agli uomini di avvicinarsi e di conoscersi.
La poesia si deve scambiare come moneta quotidiana,
e deve stare su tutte le tavole
come la canzone di una brocca di vino che illumina le strade la domenica.
Tu sapevi che le città sono imprevisti che non prevarranno sugli alberi.
Che la poesia non si grida sulle piazze né si va a vendere sui mercati alla moda,
che non si scrive con saliva, con benzina, con smorfie,
né con il basso umorismo di quelli che vogliono richiamare l’attenzione
con scherzi da pagliacci pretenziosi,
e che non servono a niente
i grandi discorsi balbettanti di chi non ha niente da dire.

La poesia
è un respirare in pace
perché gli altri respirino,

una poesia deve essere
un pane fresco,
un cesto di vimini.

Una poesia
deve essere letta da amici sconosciuti
su treni  che arrivano sempre in ritardo
in paesi sperduti,
o sotto i castagni delle piazze dei villaggi (…)

°°°

 

Tú sabías que la poesía debe ser usual como el cielo que nos desborda,
que no significa nada sino permite a los hombres acercarse y conocerse.
La poesía debe ser una moneda cotidiana
y debe estar sobre todas las mesas
como el canto de la jarra de vino que ilumina los caminos del domingo.
Sabías que las ciudades son accidentes que no prevalecerán frente a los árboles,
que la poesía no se pregona en las plazas ni se va a vender a los mercados a la moda,
que no se escribe con saliva, con bencina, con muecas,
ni el pobre humor de los quieren llamar la atención
con bromas de payasos pretenciosos
y que de nada sirven
los grandes discursos tartamudos de los que no tienen nada que decir.

La poesía es un respirar en paz
para que los demás respiren,

un poema
es un pan fresco,
un cesto de mimbre.

Un poema
debe ser leído por amigos desconocidos
en trenes que siempre se atrasan,
o bajo los castaños de las plazas aldeanas. 

Jorge Teillier (Cile, 1935 – 1996), brano tratto dalla poesia El poeta de este mundo (A René-Guy Cadou), in Muertes y maravillas, Editorial Universitaria, 2005

*ascoltando  Vangelis – Messages   https://www.youtube.com/watch?v=pKtDmq6FtgU                     

Imbranata

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Prima di dare dell’imbranato a qualcuno, pensiamoci: potrebbe soltanto avere qualcosa “che balla dentro” (l’emozione?), ma noi non ce ne siamo accorti…

Amo i gesti imprecisi

Amo i gesti imprecisi,
uno che inciampa, l’altro
che fa urtare il bicchiere,
quello che non ricorda,
chi è distratto, la sentinella
che non sa arrestare il battito
breve delle palpebre,
mi stanno a cuore
perché vedo in loro il tremore,
il tintinnio familiare
del meccanismo rotto.
L’oggetto intatto tace, non ha voce
ma solo movimento. Qui invece
ha ceduto il congegno,
il gioco delle parti,
un pezzo si separa,
si annuncia.
Dentro qualcosa balla.

Valerio Magrelli, (Roma, 1957), da Nature e venature, Mondadori, 1987

 

*ascoltando Yann Tiersen – L’autre Valse d’Amelie https://www.youtube.com/watch?v=O-DM0LXVPG4

“In questo mondo di ladri”

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Nessuno ti ruberà

Che cosa ti è rimasto?
Il poco o nulla
è comunque un punto di (ri)partenza   

                      .

E poi pensaci,
nessuno mai ti ruberà
la commozione di alcune lacrime
i battiti di un nuovo bacio
il silenzio di un’alba
che aspetterai

©Irene Marchi 2019

 

*ascoltando  Marillion – Go https://www.youtube.com/watch?v=Vtvh7Fwb-s0

 

Attenti ai riflessi

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Un’altra porta girevole

Si scopre che la vita non è solo spingere,
né un gioco di fallaci illusioni.
Non bisogna perdersi entrando
in una porta girevole,
ma diffidare di tutti i riflessi,
e non credere a qualcosa solo perché
l’immagine sembra vera.
Occorre trovare il punto preciso
dove caso e destino sono la stessa cosa,
il momento esatto in cui la porta
girevole ti offre l’uscita.

°°°

Otra puerta giratoria

Resulta que la vida no era sólo empujar,
ni un juego de dudosos espejismos.
No había que perderse dando vueltas
en una puerta giratoria,
ni desconfiar de todos los reflejos,
ni creer cualquier cosa sólo porque
la imagen parecía verdadera.
Había que encontrar el punto justo
donde azar y destino son lo mismo,
el exacto momento en que la puerta
giratoria te ofrece una salida.

Amalia Bautista (Madrid, 1962), da Falsa pimienta, Editorial Renacimiento, 2013

 

*ascoltando  Avishai Cohen – Smash https://www.youtube.com/watch?v=FaJTbhYTw4k

 

Blackout Poetry

 

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Quello che manca

Libertà
di desideri e passioni
libertà:
ribellioni contro meccanismi schemi orologi
libertà (rivoluzione?)
li       ber           tà
di età corpo mente
libertà come resistenza

Irene Marchi – Esperimento di Blackout Poetry da p. 176 di Benjamin R. Barber, Consumati – Da cittadini a clienti, Einaudi, 2010

*ascoltando Pharrell Williams – Freedom https://www.youtube.com/watch?v=LlY90lG_Fuw

(altri esperimenti, qui: https://lapoesianonsimangia.myblog.it/2017/01/15/go-slowly/)

Qualcosa che rimanga

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Il valore di un regalo “alternativo”
(i diamanti sono sopravvalutati!)

 

Per il tuo onomastico
ti hanno fatto regali molto costosi:
un profumo di marca, un anello,
un portamine d’oro, dei pattini,
delle scarpe Nike e una bicicletta.

Io ti ho portato solo
un mucchio di semi: d’arancio,
di pino, di cedro, d’araucaria,
di rampicanti, di mogano e di quercia,
in una scatola antica color tabacco.

I semi sono pazienti
e aspettano il loro luogo e il loro momento.

Non avevo i soldi per comprarti cose di lusso.
Volevo solo regalarti un bosco.

°°°

El día de tu santo
te hicieron regalos muy valiosos:
un perfume extranjero, una sortija,
un lapicero de oro, unos patines,
unos tenis Nike y una bicicleta.

Yo solamente te pude traer,
En una caja antigua de color rapé,
un montón de semillas de naranjo,
de pino, de cedro, de araucaria,
de bellísima, de caobo y de amarillo.

Esas semillas son pacientes
y esperan su lugar y su tiempo.

Yo no tenía dinero para comprarte algo lujoso.
Yo simplemente quise regalarte un bosque.

Jairo Anibal Niño (Colombia, 1941 — 2010), da Mi fa male la pancia del cuore, Sonzogno, 2001, traduzione di Anna Mioni

*ascoltando  Elton John  – Your Song https://www.youtube.com/watch?v=hi_vzF8KQcE

Dedicata

11 settembre

Per un amico che ci ha lasciato ieri

 

                                                  a Ricky e ai suoi colori

C’è che nessuno lo sa
quando arriverà l’attimo
che fa decidere di saltare
giù, giù dal confine tra non luce
e luce (?)

troppe volte il sorriso
è una falsa pista
in questa pista falsa
che è la vita

troppo in salita, in quell’attimo,
anche per due occhi che brillavano
e un sorriso chiaro, di colori veri.

i.m.  (5 agosto 2019)