Una calma azzurra

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Azzurro calmo è un colore che mette pace anche solo a pronunciarlo

… a z z u r r o c à  l m o…

ma a guardarlo viene  proprio voglia di perdercisi, di tuffarsi tra mare e cielo (come sicuramente avrà fatto più di qualche nuvola…  quella laggiù per esempio, quella, sì! hai fatto in tempo a vederla?).

Calma
                 A Luis Buñuel

Dove finisce il mare?
Dove comincia il cielo?
Le barche galleggiano.
o prendono il volo?

Si è perso l’orizzonte,
nel gioco mimetico
del cielo e dell’acqua.

Si è fuso il movimento,
in un solo colore
azzurro, un azzurro calmo.

Si fondono i colori;
si ferma il movimento.

Un solo colore resta;
non c’è sopravvento.

Dove finisce il mare?
Dove comincia il cielo?

¿Dónde se acaba el mar?
¿Dónde comien za el cielo?
¿Los barcos van flotando,
o remontan el vuelo?

Se perdió el horizonte,
en el juego mimético
del cielo y de las aguas.

Se fundió el movimiento,
en un solo color
azul, el azul quieto.

Se funden los colores;
se apaga el movimiento.

Un solo color queda;
no existe barlovento.

¿Dónde se acaba el mar?
¿Dónde comienza el cielo?

José María Hinojosa (Campillos, Spagna, 1904-1936)

*ascoltando Nick Drake- Way To Blue https://www.youtube.com/watch?v=S40DdlD9JxIRon Carter – Light Blue https://www.youtube.com/watch?v=QvsLoQiSqKI

(Ancora sfumature azzurre, qui http://lapoesianonsimangia.myblog.it/2016/06/15/qualcosa-azzurro/)

Il nostro colore

iltuocolore

Mimetizzarci a volte è utile, ma alla lunga potremmo non ricordarci più come siamo davvero.

Il  nostro colore

Chiudo gli occhi e provo ad ascoltare
il colore
il mio
nascosto sotto  strati di anni
                                       di vetrine
                                       di sorrisi dovuti.
Mi sta urlando il colore
il mio
quello che ancora respira
– chiudi gli occhi anche tu? Ascòltati.
Voglio essere il colore che sono
macchiata, diversa, non mʼimporta,
la regola del camaleonte mi sta cancellando.
E tu, dove sei?
Con che cosa ti stai confondendo?

Irene Marchi, da La parte in ombra, Edizioni Ensemble, 2018 (ne parlo qui https://lapoesianonsimangia.myblog.it/2018/06/19/la-parte-in-ombra/)

* ascoltando Cyndi Lauper – True Colors

colori

Fuori tema n. 4: perdersi tra i colori

 

Claude Monet, Sentiero sull'Ile St. Martin, Vetheuil, olio su tela

Claude Monet, Sentiero sull’Ile St. Martin, Vetheuil, olio su tela

Particolare da Vincent Van Gogh, Gelsi potati al tramonto, 1888, Otterlo, Kroller-Muller Museum, The Netherlands

Particolare da Vincent Van Gogh, Gelsi potati al tramonto, 1888, Otterlo, Kroller-Muller Museum, The Netherlands

Particolare da Gustav Klimt, Oberosterreichisches Bauernhaus, 1911/1912, Osterreichische Galerie, Wien

Particolare da Gustav Klimt, Oberosterreichisches Bauernhaus, 1911/1912, Osterreichische Galerie, Wien

Pareti indaco

Sono nella sua camera, nessuno mi ha vista entrare.
L’emozione è fortissima, quasi non respiro e il caldo di questo agosto si fa sentire anche qui. Dall’interno lo spazio sembra più piccolo di quanto pensassi, ma mi piace: il colore delle pareti è lo stesso  di quello della stanza di mia figlia, un indaco delicato, mi ricorda la lavanda di montagna. É tutto ordinato, non c’è nulla fuori posto e lui si è perfino rifatto il letto, con la coperta scarlatta sistemata in modo perfetto.
Ma il caos, quello che lui ha portato sempre dentro di sé, c’è, lo sento, anche se non capisco da dove provenga. Quanto vorrei parlargli, chiedergli cosa veramente lo spaventi, se la sua angoscia è nera o ha un altro colore.
Cammino in punta di piedi e mi avvicino all’angolo dove si trova il letto: ci sono dei quadri alle pareti, due ritratti e un paesaggio, più altri due di cui non riconosco il soggetto. Le sue tele incantano il mondo, ma lui non lo sa, non lo saprà mai. Questo pensiero è troppo pesante: è così ingiusto che la sua sensibilità non sia stata compresa; vorrei potergli dire  quanto lui sia apprezzato e che il suo tormento si è trasformato in qualcosa di meraviglioso, ma ormai è troppo tardi. Vorrei potermi sedere su quella sedia gialla di paglia:  sembra che aspetti qualcosa, qualcuno.
Ora però mi manca l’aria, la finestra è appena socchiusa e c’è una luce verde che filtra all’interno: è una luce calma, forse troppo calma e non riesco a vedere nulla oltre i vetri. Continua a mancarmi l’aria. Che ore sono? Mi gira la testa, all’improvviso le pareti mi sembrano sul punto di cedere, i quadri e i pochi oggetti della stanza danno l’impressione di piegarsi verso di me e  anche il pavimento mi pare si stia inclinando. Mi avvicino allo specchio appeso alla parete, dietro al tavolino, ma non vedo la mia immagine riflessa, solo luce bianca… perché? Respiro angoscia, la sua angoscia, la calma della stanza era solo apparente, devo uscire in fretta…
Nous informons nos visiteurs que le Musée d’Orsay sera fermé  à 18 heures. Merci.
We inform our visitors that the Museum d’Orsay will close at 18 o’clock. Thank you.
«Ilaria, che fai? Ancora imbambolata davanti a quel quadro di Van Gogh? Ma sei fissata! E andiamo… che a momenti ci buttano fuori!».

(Irene Marchi)

*Riferimento a: Vincent Van Gogh (1853-1890) – La camera di Van Gogh ad Arles, 1889, Olio su tela, (Musée d’Orsay).

Vincent Van Gogh, la chambre de Van Gogh à Arles, Paris, Musée d'Orsay

Vincent Van Gogh, La chambre de Van Gogh à Arles, Paris, Musée d’Orsay

 E tu? In che quadro vorresti perderti?

* ascoltando (e guardando il video) Gotye (feat. Kimbra) – Somebody That I Used To Know

Parole e colori (2)

tavolozza copia

Ritorno sul tema dei colori e delle immagini di un quadro che hanno il potere di suggerire una poesia (http://lapoesianonsimangia.myblog.it/2016/03/22/parole-colori/). Ci ho provato anch’io partendo da una tela di Vincent Van Gogh (forse il pittore che amo di più in assoluto). Hai anche tu un quadro negli occhi e nella memoria più intima che potrebbe farti scrivere qualcosa?

 

Da un Cézanne

Il cilindro, la sfera, il bel colore:
la mela cezanneggia
sul vetro della fruttiera.
è perfetto, limpido. Fugace.
Si sgretola la pace
di scheggia in scheggia. Dietro
le tende una luce di miele
si sporca, s’intorbida. La sera
precipita, l’affanno
avvita la sua morsa.

Quei fari, le navi, dove vanno.
 
Vico Faggi, da Fuga dai versi, Garzanti, Milano, 1986

(P.S. Non ho ancora individuato con certezza il quadro a cui si ispira l’autore… qualche idea?)

 

Natura morta: vaso con quindici girasoli *

 
Siamo noi
quei fiori stretti
assetati, spettinati dal tempo,
ognuno cerca in una direzione diversa
nessuno trova un colore dʼaria
che lo possa liberare.
 
(* ispirato a Vincent Van Gogh, Natura morta: vaso con quindici girasoli, olio su tela, Arles, 1889).

Irene Marchi, da Fiori, mine e alcune domande, Sillabe di Sale Editore, 2015.

 

Vincent Van GoghVincent Van Gogh, Natura morta: vaso con quindici girasoli, olio su tela, Arles, 1889

… e quindi riascolterei Don Mc Lean – (Vincent) Starry, Starry Night e Roberto Vecchioni – Vincent, e poi Monna Lisa di Ivan Graziani e Fairy Feller’s Master Stroke dei Queen.

Sfumature tra il rosa e il viola

Ricordi sbocciavano le viole
con le nostre parole
“Non ci lasceremo mai, mai e poi mai”,
vorrei dirti ora le stesse cose
ma come fan presto, amore, ad appassire le rose…

Fabrizio De Andrè – La canzone dell’amore perduto

qualcosadirosa

Natale al Caffè Florian

La nebbia rosa
e l’aria dei freddi vapori
arrugginiti con la sera,
il fischio del battello che sparve
nel largo delle campane.
Un triste davanzale,
Venezia che abbruna le rose
sul grande canale.

Cadute le stelle, cadute le rose
nel vento che porta il Natale.

Alfonso Gatto, da Poesie d’amore, Mondadori, 1976

 

Tenevo un gioiello fra le dita –
e mi addormentai –
Il giorno era tiepido, i venti monotoni –
Mi dissi: “Durerà” –
 
Mi svegliai e sgridai le mie dita innocenti,
la gemma era sparita –
E adesso un ricordo di ametista
è tutto ciò che mi resta.
 

Emily Dickinson, da Silenzi, Feltrinelli, 1986, traduzione di Barbara Lanati.

 

In sogno

Silenzio – grotte
di bianco cristallo
scavo
alle fiabe –
sul pianto il cuore trascorre –
sul lago celeste
con occhi grandi – cigliati
di glicine.
 

Antonia Pozzi, da Guardami: sono nuda, Barbès Editore, 2011.

rosaeviola

 

*Musica tra il rosa e il viola: Edith Piaf – La vie en rose https://www.youtube.com/watch?v=0feNVUwQA8U; Nick Drake – Pink Moon https://www.youtube.com/watch?v=aXnfhnCoOyo;  Jimi Hendrix – Purple Haze https://www.youtube.com/watch?v=fjwWjx7Cw8I&feature=youtu.be; Prince – Purple Rain https://www.youtube.com/watch?v=TvnYmWpD_T8; Aerosmith – Pink https://www.youtube.com/watch?v=ZfbBqBOSXlU

Qualcosa di azzurro

“Vicino al mare, camminando,
nel mese di novembre,
tra i cespugli che ricevono
luce, fuoco e sole marini,
ho trovato un fiore azzurro
nato nella durissima prateria”. Pablo Neruda da Ode al fiore azzurro

 

azzurro

Qualcosa di azzurro. Che faccia stare bene. Del resto raramente l’azzurro è associato a qualcosa di poco piacevole: azzurro era il mare di quella incredibile estate, azzurre le piume della ghiandaia che è volata via mentre camminavi nel bosco, azzurro il foglio dove qualcuno ti ha scritto “Ti amo” (o forse l’hai solo letto in un libro… non importa, hai pianto comunque). Azzurre le montagne in lontananza. Azzurra la lontananza. Troppo azzurra…

 

Il colle di Hua-tzŭ

 
Volano gli uccelli
via, senza confine:
per tutto il monte torna
l’autunnale splendore.
Salendo e discendendo
per il colle Hua-tzŭ,
smarrito, non più illuso,
il cuore a quale meta va?

Il sole si posa,
nei pini si leva il vento.
Tornando  a casa,
fra l’erba è poca rugiada.
Dalle nubi, il riflesso discende
ne l’orme dei calzari,
dai monti, l’azzurro
sfiora la mia veste.

Wang Wei (699-756), da Poesie sul fiume Wang, Einaudi, 1956, traduzione dal cinese di Martin Benedikter.

 

Novembre

E poi – se accadrà ch’io me ne vada –
resterà qualchecosa
di me
nel mio mondo –
resterà un’esile scìa di silenzio
in mezzo alle voci –
un tenue fiato di bianco
in cuore all’azzurro –

Ed una sera di novembre
una bambina gracile
all’angolo d’una strada
venderà tanti crisantemi
e ci saranno le stelle
gelide verdi remote –
Qualcuno piangerà
chissà dove – chissà dove –
Qualcuno cercherà i crisantemi
per me
nel mondo
quando accadrà che senza ritorno
io me ne debba andare.

Milano, 29 ottobre 1930

Antonia Pozzi,  da Guardami: sono nuda, Barbes Editore, 2011.

 

La conchiglia

Dopo mille secoli
sei diventata una conchiglia vuota,
le meravigliose venature calano dalle nubi,
la lucentezza della luna.

Ti accosto al vuoto delle mie orecchie
sento il rumore del mare,
ti nascondo sotto il guanciale
sogno un mare turchino, libero.

Liu Shahe, da Un pesce fossile ri-nato, Lanfranchi, Milano, 1987.

 

Il mare è tutto azzurro

Il mare è tutto azzurro.
Il mare è tutto calmo.
Nel cuore è quasi un urlo
di gioia. E tutto è calmo.

Sandro Penna, da Tutte le poesie, Garzanti, Milano.

Qualcosa di azzurro in musica: Elton John – Blue Eyes;  Paolo Conte – Via con me; Ron Carter – Light blue.

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Qualcosa di blu (scuro, tendente al buio)

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Questo colore scuro per esorcizzare il buio dove brancola l’umanità impazzita, per cui la vita e la dignità  di una persona sembrano valere sempre meno (soprattutto se quella persona è una donna, come tristemente ci insegna la cronaca di – questi? – giorni).
Speriamo di rivedere le stelle, prima o poi.

Di notte

Quando va via la luce
e il cielo è nero,
niente di niente
da guardare,
s’è chiuso il dì.
Così.

Robert Creeley (1926-2005), da Later,  traduzione di F. Binni

 

Quando

Quando si spegne il tramonto e ci si accende dentro la vecchia lampada
e tutte le voci mutano dall’ira alla tristezza
e dal sobborgo se ne vanno i fruttivendoli ambulanti,
gli arrotini, le erbivendole, gli ombrellai, allora
dal pozzo della corte escono le lumache
in doppia fila, e sopra i pubblici orinatoi
resta il cielo di un blu profondo, completamente immobile,
inchiodato solo da una stella arrugginita.

Ghiannis Ristos, da Il funambolo e la luna, Crocetti, 1984,  traduzione di Nicola Crocetti.

*Quale musica ascoltare? Forse qualche volta ci vuole il silenzio.

Qualcosa di bianco

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“È forse perché con la sua indefinitezza, adombra i vuoti e le immensità disumane dell’universo e, in tal modo, ci colpisce alle spalle con il pensiero dell’annullamento, quando contempliamo le bianche profondità della Via Lattea? O è forse perché, nella sua essenza, il bianco non è tanto un colore quanto l’assenza visibile del colore e, al tempo stesso, la fusione di tutti i colori; è forse per questi motivi che c’è una così muta vacuità, piena di significato, in un vasto paesaggio nevoso –  un incolore onnicolore d’ateismo dal quale rifuggiamo?…” Herman Melville, Moby Dick, capitolo 42.

 

“… Il pensiero del nulla si spalanca nella profondità lattea del cielo
Bianco l’inverno bianco, la neve bianca,
bianca la notte
Bianca l’insonnia bianca, la morte bianca
e bianca la paura è bianca
L’universo vacuo e senza colore
Ci sta davanti come un lebbroso
Anche questo è la bianchezza della balena
La bianchezza della balena
Capite ora la caccia feroce? Il male abominevole,
l’assenza di colore”.

Vinicio Capossela, da La bianchezza della balena, in Marinai, Profeti e Balene, 2011, liberamente ispirato al celebre passo di Moby Dick, capitolo 42 (di cui sopra sono riportate alcune righe).

 

Prima luce

Lattiginosa d’alba
nasce sulle colline,
balbettanti parole ancora
infantili, la prima luce.

La terra, con la sua faccia
madida di sudore,
apre assonnati occhi d’acqua
alla notte che sbianca.

(Gli uccelli sono sempre i primi
pensieri del mondo)

Giorgio Caproni, in Tutte le poesie, Garzanti, Milano, 1983.

 

Lieve offerta

Vorrei che la mia anima ti fosse
leggera
come le estreme foglie
dei pioppi, che s’accendono di sole
in cima ai tronchi fasciati
di nebbia –

Vorrei condurti con le mie parole
per un deserto viale, segnato
d’esili ombre –
fino a una valle d’erboso silenzio,
al lago –
ove tinnisce per un fiato d’aria
il canneto
e le libellule si trastullano
con l’acqua non profonda –

Vorrei che la mia anima ti fosse
leggera,
che la mia poesia ti fosse un ponte,
sottile e saldo,
bianco –
sulle oscure voragini
della terra.

5 dicembre 1934

Antonia Pozzi, da Lieve offerta – Poesie e prose, a cura di Alessandra Cenni e Silvio Raffo, Bietti Edizioni.

*Ascolterei: Cat Stevens – Into White; Vinicio Capossela – La bianchezza della balena.

bianco

 

Qualcosa di verde

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Alla ricerca del colore nella poesia (comincio dal verde perché fa un po’ speranza…).

Scritto con inchiostro verde

L’inchiostro verde crea giardini, selve, prati,
fogliami dove cantano le lettere,
parole che son alberi,
frasi che son verdi costellazioni.

Lascia che le parole mie scendano e ti ricoprano
come una pioggia di foglie su un campo di neve,
come la statua l’edera,
come l’inchiostro questo foglio.
Braccia, cintura, collo, seno,
la fronte pura come il mare,
la nuca di bosco in autunno,
i denti che mordono un filo d’erba.

Segni verdi costellano il tuo corpo
come il corpo dell’albero le gemme.
Non t’importi di tante piccole cicatrici luminose:
guarda il cielo e il suo verde tatuaggio di stelle.

Octavio Paz, in Poeti ispano-americani del ‘900 di Francesco Tentori Montalto, Bombiani, 1987, traduzione di Francesco Tentori Montalto

Mattina

Acuto lampo di luce
in bottiglia verde

su mensola
lassù. Aria bella

bianca di luce,
onda,

è azzurra estate
qui.

Robert Creeley (1926-2005), da Later,  traduzione di F. Binni

* Qualcosa di verde tra le note? Tom Waits – Green Grass;  Elisa – In the Green.