… o come l’acqua

poetryjjpg

(…) Tu sapevi che la poesia deve essere familiare come il cielo che ci sovrasta,
che non significa niente se non permette agli uomini di avvicinarsi e di conoscersi.
La poesia si deve scambiare come moneta quotidiana,
e deve stare su tutte le tavole
come la canzone di una brocca di vino che illumina le strade la domenica.
Tu sapevi che le città sono imprevisti che non prevarranno sugli alberi.
Che la poesia non si grida sulle piazze né si va a vendere sui mercati alla moda,
che non si scrive con saliva, con benzina, con smorfie,
né con il basso umorismo di quelli che vogliono richiamare l’attenzione
con scherzi da pagliacci pretenziosi,
e che non servono a niente
i grandi discorsi balbettanti di chi non ha niente da dire.

La poesia
è un respirare in pace
perché gli altri respirino,

una poesia deve essere
un pane fresco,
un cesto di vimini.

Una poesia
deve essere letta da amici sconosciuti
su treni  che arrivano sempre in ritardo
in paesi sperduti,
o sotto i castagni delle piazze dei villaggi (…)

°°°

 

Tú sabías que la poesía debe ser usual como el cielo que nos desborda,
que no significa nada sino permite a los hombres acercarse y conocerse.
La poesía debe ser una moneda cotidiana
y debe estar sobre todas las mesas
como el canto de la jarra de vino que ilumina los caminos del domingo.
Sabías que las ciudades son accidentes que no prevalecerán frente a los árboles,
que la poesía no se pregona en las plazas ni se va a vender a los mercados a la moda,
que no se escribe con saliva, con bencina, con muecas,
ni el pobre humor de los quieren llamar la atención
con bromas de payasos pretenciosos
y que de nada sirven
los grandes discursos tartamudos de los que no tienen nada que decir.

La poesía es un respirar en paz
para que los demás respiren,

un poema
es un pan fresco,
un cesto de mimbre.

Un poema
debe ser leído por amigos desconocidos
en trenes que siempre se atrasan,
o bajo los castaños de las plazas aldeanas. 

Jorge Teillier (Cile, 1935 – 1996), brano tratto dalla poesia El poeta de este mundo (A René-Guy Cadou), in Muertes y maravillas, Editorial Universitaria, 2005

*ascoltando  Vangelis – Messages   https://www.youtube.com/watch?v=pKtDmq6FtgU                     

Lei arriva senza avvertire

la poe zia

La poesia

La poesia attraversa la terra in solitudine,
appoggia la sua voce sul dolore del mondo
e niente chiede
– nemmeno parole.
Arriva da lontano e senza orario, non avverte mai;
ha la chiave della porta.
Entrando si sofferma sempre ad osservarci.
Poi apre la sua mano e ci offre
un fiore o un ciottolo, qualcosa di segreto,
ma tanto intenso che il cuore palpita
troppo veloce. E ci svegliamo.

°°°

La poesía

La poesía cruza la tierra sola,
apoya su voz en el dolor del mundo
y nada pide
–ni siquiera palabras.
Llega de lejos y sin hora, nunca avisa;
tiene la llave de la puerta.
Al entrar siempre se detiene a mirarnos.
Después abre su mano y nos entrega
una flor o un guijarro, algo secreto,
pero tan intenso que el corazón palpita
demasiado veloz. Y despertamos.

Eugenio Montejo (Caracas, 1938 –2008), da Alfabeto del mundo

*ascoltando  Avishai Cohen –  Seven Seas https://www.youtube.com/watch?v=Iu01NR-FUIw

 

Guarda meglio

fck

Dove sta la poesia?
(Non sempre e non soltanto dentro a un tramonto o tra parole d’amore)

Pressappoco

Prende in mano oggetti scompagnati – una pietra,
una tegola rotta, due fiammiferi bruciati,
il chiodo arrugginito del muro di fronte,
la foglia entrata dalla finestra, le gocce
che cadono dai vasi annaffiati, quel filo di paglia
che ieri il vento portò sui tuoi capelli, – li prende
e là nel suo cortile costruisce pressappoco un albero.
In questo “pressappoco” sta la poesia. La vedi?

Ghiannis Ritsos, in Poesia n.239 – giugno 2009, Testimonianze, seconda serie, 1964-1965, traduzione di Nicola Crocetti

*ascoltando Jethro Tull – Bouree  https://www.youtube.com/watch?v=NDdt3OJTLKQ

Come te

Una delle frasi scritte sui muri  dagli artisti di Accíon Poetica (in questo caso è una frase del  poeta e rivoluzionario salvadoregno Roque Dalton)

Una delle frasi scritte sui muri dagli artisti di Accíon Poetica (in questo caso è una frase del poeta e rivoluzionario salvadoregno Roque Dalton)

Anche tu?

 

Io, come te,
amo l’amore, la vita, il dolce incanto
delle cose, il paesaggio
celeste dei giorni di gennaio.

Anche il mio sangue freme
e rido con occhi
che hanno visto germogliare le lacrime.

Credo che il mondo sia bello,
che la poesia sia come il pane, di tutti.

E che le mie vene non si esauriscano in me
ma nel sangue unanime
di coloro che lottano per la vita,
l’amore,
le cose,
il paesaggio e il pane,
la poesia di tutti.

°°°

Yo, como tú,
amo el amor, la vida, el dulce encanto
de las cosas, el paisaje
celeste de los días de enero.

También mi sangre bulle
y río por los ojos
que han conocido el brote de las lágrimas.

Creo que el mundo es bello,
que la poesía es como el pan, de todos.

Y que mis venas no terminan en mí
sino en la sangre unánime
de los que luchan por la vida,
el amor,
las cosas,
el paisaje y el pan,
la poesía de todos.

Roque Dalton (San Salvador, 1935 – 1975), da Il cielo per cappello, traduzione di Emanuela Jossa e Irene Campagna  

*ascoltando Guantanamera (Guajira), cantata da Zucchero – https://www.youtube.com/watch?v=b3oxFc_CnVw

(La poesia è di tutti… anche qui: https://lapoesianonsimangia.myblog.it/2016/11/30/la-poesia-quando-la-poesia-agisce-nelle-strade/)

Da qualche parte dell’universo

daqualcheparte copia

Da dove arriva la poesia?

 

Io non invento la poesia

Io non invento la poesia
esiste in qualche parte
dell’universo

microfono rotto
pende da un sogno.

°°°

Je n’invente pas le poème

Je n’invente pas le poème
il existe quelque part
dans l’univers

micro cassé
il pend hors d’un rêve

Anise Koltz (1928, Lussemburgo), da Somnambule du Jour- Poèmes choisis, 2016

*ascoltando Eva Cassidy – Over The Rainbow https://www.youtube.com/watch?v=2rd8VktT8xY

Modi di scrivere poesie

poesia

Una poesia deve sussurrare o urlare?
(Penso che possa fare entrambe le cose)

 

(testo tratto da Tre modi di scrivere poesie)

3

voglio una striscia di carta
alta come me
un metro e sessanta
e sopra una poesia
che urla
quando ci si passa accanto
urla lettere nere
pretende l’impossibile
coraggio civile per esempio
questo coraggio che nessun animale ha
condivisione del dolore per esempio
solidarietà al posto di un gregge
parole estranee
da rendere familiari con l’azione
 
uomo
animale che condivide dolore
uomo
animale che conosce la condivisione
uomo parola estranea-animale parola-animale
animale
che scrive poesie
poesia
che pretende l’impossibile
da chi ci passa accanto
urgentemente
e non si può evitare
come se gridasse
“Bevi Coca-Cola”

Hilde Domin, parte terza della poesia Tre modi di scrivere poesie, in Con l’avvallo delle nuvole, a cura di Paola Del Zoppo e Ondina Granato, Del Vecchio Editore, 2011

*ascoltando  Neil Young – Rockin’ in the Free World https://www.youtube.com/watch?v=411cTWwxFu8

La poesia (o qualcosa di simile)

poesia

In che modo ti arriva la poesia?

Lei

Viene lentamente,
entra
inciampa nella mia tosse,
nella mia abitudine di lasciare il collo
ovunque.
Viene lentamente,
mette in ordine i miei silenzi,
slega le parole necessarie
riceve la corrispondenza dei miei occhi.
Viene lentamente,
e stende le sue tovaglie d’amore.
Viene lentamente,
fatta solo di fumo per non svegliarmi.
Si apre il passo tra bicchieri scaraventati contro il giorno,
ritratti di donne,
notti di risse e di gin.
Viene lentamente,
entra, si inginocchia vicino alla mia anima
a ricomporre i frammenti delle mie risate.
Poi vola via azzurra come il pomeriggio.

Jorge Boccanera (Bahía Blanca, 1952), da Parola d’ordine, 1976

 

Musa

Una poesia non la senti arrivare,
le sue ali impercettibili come quelle di una falena,
o tenerla al guinzaglio e seguirti come faresti con un cane.
Non è docile, non ha domani, e non entrerà dentro
anche se lasci la finestra spalancata.
Potresti anche non vederla arrivare,
per quanto possa essere a volte piccola – una mosca,
una formica, una coccinella – a volte enorme –
un rinoceronte, un elefante nella stanza, un ippopotamo.
La musa si introduce in casa tua di soppiatto
come un ladro scivola in cucina,
si versa un bicchiere d’acqua – fresca come piace a te –
dal lavandino, sbircia nel cestino del pane.
Ha il tuo numero scritto sulla mano.
Pensa di conoscerti bene. Pensa di esserti amica.

Jackie Kay (Edimburgo, 1961), in “Poesia”, n. 344, gennaio 2019, Crocetti Editore, traduzione di Floriana Marinzuli e Bernardino Nera

* ascoltando  Dire Straits – Going Home https://www.youtube.com/watch?v=CcIAkP7SFyI

È capitato così

 

cose che capitanoForse le poesie arrivano come i sentimenti:
inutile tentare di spiegare quello che non si può spiegare.

I versi non si scrivono

I versi non si scrivono – càpitano
come i sentimenti o il tramonto.
L’anima – una complice cieca.
Non hai scritto – è capitato così.

Andrej Voznesenskij (Mosca, 1933 – 2010), da Aksioma, Mosca, 1990, traduzione di Donata De Bartolomeo

*ascoltando Vangelis – The Tao Of Love  https://www.youtube.com/watch?v=LPmjlptPx_Y

Chi scrive poesie dice che…

candela

Esporsi non è facile, è anche pericoloso, ma in certi casi è necessario.

(Da Piccolo decalogo trascurabile)


3
Nessuno ha mai finito la poesia.
Ne resta sempre tanta
per gli altri, per chi viene.

5
Per la poesia ci vuole
sogno e ragione, e notte
e vento e ribellione.
6
Le poesie sono tazzine di luce
nel cuore della notte.

10
Il poeta è uno che si espone.
Ai versi bisogna affidare cose
che ancora non abbiamo confidato a nessuno.
Altrimenti si fanno ombrelli, merendine.

Franco Arminio, da Resteranno i canti, Bompiani, 2018

 

 

Scrivo quando la passione
mi travolge l’anima
e non posso acchiapparla
con le mani.
Essa vuole scappare
correre in turbinii
con il vento.
Allora, con le dita
trasferisco sulla carta
i sentimenti,
le paure, gli amori
le inquietudini,
tutto in bianco e nero,
e torno ad essere
ancora una volta
la più imperterrita
delle statue.
 
Adriana Alarco de Zadra (poetessa peruviana, 1937)

 


Poesia è
notizie dalla frontiera
della coscienza

Poesia è
il grido che grideremmo
al risveglio in una selva oscura
nel mezzo del cammin
di nostra vita

Poesia è lamina luccicante
dell’immaginazione
deve risplendere
e quasi accecarti

Lawrence Ferlinghetti, da Cosʼè la poesia  –  Sfide per giovani poeti   (titolo originale What Is Poetry?), 2000, traduzione di Stefania Benini, Piccola Biblioteca Oscar Mondadori

* ascoltando Led Zeppelin – Moby Dick
https://www.youtube.com/watch?v=r9-42mu1D9Y

Un dialogo inutile – (Ancora una poesia!)

le mura

È un vizio  (forse dannoso, come ogni vizio) ma assomiglia all’ossigeno.

Una poesia

«Un’altra?» Esclama la tua incredulità.
«Smettila di scrivere poesie
impara piuttosto a vivere,
a parcheggiare meglio,
a camminare sui tacchi alti.
Smettila di cucire inutili righe di parole,
di inseguire i perché,
di cercare il senso di questo, di quello,
del nulla:
che cosa ti hanno portato
queste tue sillabe ubriache? Smettila!»
 
«Una poesia…
è l’ultima, lo giuro – anzi no, non lo giuro! –
è per me:
questa la scrivo per me».

©IreneMarchi2018

*ascoltando Elisa – Una poesia anche per te https://www.youtube.com/watch?v=Ol8pdwcPBXE