Eppiberdeituiu

 

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Eppiberdeituiu

ancora oggi
– dopo mille secoli
e ancora mille –
non conosco la data
del tuo compleanno.
No, non ridere:
nessuna curiosità zodiacale
solo, in quel giorno,
avrei potuto pensarti un po’ di più
–  ché anche a questo servono gli amici –

ma forse è meglio così:
già adesso, nella mia stupida testa,
tu compi gli anni
tutti i giorni

©irenemarchi 2018

*ascoltando Paul McCartney – Birthday https://www.youtube.com/watch?v=_GBO36wkGsc

Abbagliante (fuori tema n.13)

hugo

Fuori tema perché tecnicamente il testo che segue non è una poesia, anche se spesso viene citato come tale (sono alcune delle righe del quaderno ritrovato da Cosette sotto una pietra del suo giardino). Ma il concetto espresso, così luminoso, “abbaglia” e porta romanticamente  verso la  poesia…

Ho incontrato per via un giovane poverissimo: era innamorato.
Il suo cappello era vecchio, l’abito logoro, con i buchi ai gomiti, l’acqua gli passava attraverso le scarpe, e gli astri attraverso l’anima.

Victor Hugo (Besanҫon, 1802-1885), da Les Misérables, libro V- parte IV: “Un cuore sotto una pietra”,  traduzione di Valentino Piccoli, BUR

*ascoltando Queen + Paul Rodgers – Time to Shine https://www.youtube.com/watch?v=en2t-pLLZ48

(per altri “Fuori tema”: https://lapoesianonsimangia.myblog.it/category/fuori-tema/)

Le definizioni (quelle brutte)

 

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Non sai fare nulla…
Sei muta?
Troppo seria!
Troppo così… troppo colà… troppo poco questo, troppo poco quello…

quante volte da bambini ci hanno etichettato in qualche modo? E poi magari anche “da grandi” qualcuno ci ha buttato addosso senza pensarci una di quelle definizioni.
(Della serie sentiamoci sempre sbagliati! Le definizioni affibbiate alle persone sono forse peggio dei luoghi comuni, tu che dici?).

 

Parole che restano

Mettono radici
nell’anima
le parole cucite addosso.
Nulla spezzerà
quel filo

nemmeno una carezza.

Irene Marchi, da La parte in ombra, Ensemble Edizioni, 2018

*ascoltando Greg Howe – Direct Injection https://www.youtube.com/watch?v=g55Fk-o8cKg

 

La macchina del tempo è nel garage di Mickey Mouse

what's happening

Nella vita di (quasi) tutti c’è qualcosa che sembra essere arrivato troppo tardi.
(E l’orologio non ci obbedisce mai).

Devo sbrigarmi a nascere;
devo conoscere
Michela
sulla pista da sci;
devo prima imparare a camminare,
così per potere,
magari,
scappare;
devo imparare a parlare,
(anche se,
soprattutto,

devo imparare
a stare zitta); devo andare in bicicletta
senza mani;
devo al più presto
usare le mani,
per accarezzare;

vedere i pesci, con la testa sott’acqua;
devo chiedere a mia nonna
di insegnarmi tutte
le ricette
e come smacchiare le macchie
sulle camicie
preferite;

devo dare il primo bacio,
al parco…
Se potessi
di nuovo
rinascere –
presto, a rivivere,
presto –
direi,
così non tardiamo ad amarci noi.

Beatrice Zerbini, da In comode rate – Poesie d’amore, Interno Poesia Editore, 2020

*ascoltando Dream Theater – This Is the Life https://www.youtube.com/watch?v=jTXTGCTrYv8

Via “Non sono nessuno”

radicchietta

Quanto mi piace questa poesia! E a  te?

 

Le strade sono
tutte di Mazzini, di Garibaldi,
son dei papi,
di quelli che scrivono,
che dan dei comandi, che fan la guerra.
E mai che ti capiti di vedere
via di uno che faceva i berretti
via di uno che stava sotto un ciliegio
via di uno che non ha fatto niente
perché andava a spasso
sopra una cavalla.
E pensare che il mondo
è fatto di gente come me
che mangia il radicchio
alla finestra
contenta di stare, d’estate,
a piedi nudi.

Nino Pedretti (Santarcangelo di Romagna,1923-1981), da  Al vòusi, 2007, Einaudi

*ascoltando Toquinho, Vinícius, Sergio Endrigo – La Casa  https://www.youtube.com/watch?v=yEgDJ5OlQzw (oggi va così!)

Ti ascolta

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Immagina che il vento ti venga ad ascoltare: sì, proprio ad ascoltare te.
Che cosa gli diresti?
(Che poi  anche quando il vento sembra non esserci, forse ci ascolta lo stesso)

 

Ma per favore con leggerezza
raccontami ogni cosa
anche la tua tristezza

Patrizia Cavalli, da Poesie: 1974-1992, Einaudi, 1992

*ascoltando  Axel Rudi Pell – Emotional Echoes https://www.youtube.com/watch?v=KcXz4_bb1zE

Poliedricamente agitati

poliedricamente

L’amore rende “poliedrici”?
(Di sicuro non rende “piatti”).

Sì, credetemi, amore è tutto questo

Abbandonarsi, ardire, esser furioso,
tenero, aspro, liberale, schivo,
animoso, accasciato, morto, vivo,
leale, infido, vile e coraggioso;

non trovar fuor del bene agio e riposo,
mostrarsi altero, mite, egro, giulivo,
stizzito, pusillanime, aggressivo,
soddisfatto, adontato, sospettoso;

voltar le spalle al chiaro disinganno,
bere veleno per liquore grato,
scordarsi del profitto, amare il danno;

creder che un cielo è in un inferno entrato,
dar l’anima e la vita a un disinganno:
quest’è amore: lo sa chi l’ha provato.

Félix Lope de Vega (Madrid, 1562-1635), traduzione di Roberto Paoli

*ascoltando Al Di Meola & Chick Corea – Two for Tango https://www.youtube.com/watch?v=j70k7bigI50

Che cosa vedi?

gattone gastone

Che cosa ci vedi nella foto qui sopra?

a – Una pantera nella foresta della Malesia

b – Un gatto nero su un acero

c – Nulla di speciale

Risposta:

è Gattone-Gastone, che gira in giardino da quando mio padre non c’è più e dorme sempre sulla panchina dove lui si sedeva a leggere il giornale. Gattone-Gastone è una delle mie briciole di quasi-magia (o di quasi-pazzia, ok…). Quali sono, invece, le tue briciole di magia?

In altre parole

Gli egiziani adoravano i gatti
spesso ci si facevano seppellire insieme
invece che con le donne
e mai coi cani

ma ora
qui da noi
scarseggiano
i sapienti
di tal fatta

benché ottimi gatti
ozino ancora
in grande stile
nei vicoli
dell’universo.

circa
la nostra discussione di stasera
a proposito di
non so più che,
non importa
quanto infelici
ci ha fatti
sentire

ricorda piuttosto
che da qualche parte
c’è un
gatto
che trova
il suo spazio
con grazia
deliziosa

in altre parole
la magia persiste
fuori di noi
per quanto
ci sforziamo
di spezzarla.

°°°

In other words

The Egyptians loved the cat
were often entombed with it
instead of with the women
and never with the dog

but now
here
good people with
good eyes
are very few

yet fine cats
with great style
lounge about
the alleys of
the universe.

about our argument tonight
whatever it was
about
and
no matter
how unhappy
it made us
feel

remember that
there is a
cat
somewhere
adjusting to the
space of itself
with a delightful
grace

in other words
magic persists
without us
no matter what
we may try to do
to spoil it.

Charles Bukowski, da
La canzone dei folli – Poesie II, 2000, (Bone Palace Ballet: New Poems, 1997)

*ascoltando Queen – A Kind of Magic https://www.youtube.com/watch?v=0p_1QSUsbsM

Storie di donne

heart (2)

 

Houston, we have a problem

(mi raccontarono la storia di un uomo finito sulla luna:
un uomo in bianco e nero)

io conosco storie di donne che entrano in un cuore
grande come un pugno
e che lasciano impronte nei respiri
in letti da rifare
in cucine dal profumo di spezie
in discorsi che restano sospesi
(nel fumo di sigarette fra le dita)
in liste della spesa
(calligrafie minute su fogli bianchi,
appena stropicciati in un angolo)
in un’attesa che dura quanto un figlio
(che è cresciuto e andato via)

donne senza bombole d’ossigeno
senza una base a dar loro coordinate
che fluttuano in un’apnea d’amore
tra stelle interrotte dal buio e silenzi
intercalati da parole: quelle sbagliate
donne nella cui anima si annidano speranze
e restano lì,
come gusci vuoti in memoria.

Carla Lebowski Cavallini, eteronimo di Emilio Piccolo (fonte: Centro Cultural Tina Modotti Caracas https://cctm.website/)

*ascoltando Anoushka Shankar – Breathing under water https://www.youtube.com/watch?v=Z_HT-d8W1_M

Sentieri

sentiero

Perché nelle nostre tasche ci sono soltanto vecchi scontrini e mai
un foglietto, anche piccolo, con le indicazioni?

 

 

Sentiero

Vai al tuo cuore infranto.
Se pensi di non averne uno, procuratelo.
Per procurartelo, sii sincero.
Impara la sincerità di intenti lasciando
entrare la vita, perché non puoi, davvero,
fare altrimenti.
Anche mentre cerchi di scappare, lascia che ti prenda
e ti laceri
come una lettera spedita
come una sentenza all’interno
che hai aspettato per tutta la vita
anche se non hai commesso nulla.
Lascia che ti spedisca.
Lascia che ti infranga, cuore.
L’avere il cuore infranto è l’inizio
di ogni vera accoglienza.
L’orecchio dell’umiltà ascolta oltre i cancelli.
Vedi i cancelli che si aprono.
Senti le tue mani sui tuoi fianchi,
la tua bocca che si apre come un utero
dando alla vita la tua voce per la prima volta.
Vai cantando volteggiando nella gloria
di essere estaticamente semplice.
Scrivi la poesia.

(2003)

Jack Hirschman, (New York, 1933), traduzione di Raffaella Marzano, fonte: http://www.casadellapoesia.org/

*ascoltando Nick Drake – Road https://www.youtube.com/watch?v=DjZMhzGkghw