Ora lo sa (sarà sempre così?)

In primo piano

Immagine tratta da un video di Antonio Stangherlin

Immagine tratta da un video di Antonio Stangherlin

Ripropongo questa poesia che  (con mia grande ma piacevolissima sorpresa) è stata utilizzata come testo in questo video https://www.youtube.com/watch?v=SFCYEiBOA54 realizzato da Antonio Stangherlin (che ringrazio molto anche qui). I protagonisti del video sono la plastica (che noi “terrestri” abbandoniamo ovunque) e un albatro che fa una triste scoperta… La domanda è: che cosa aspettiamo a invertire la rotta?

Plastica

Lʼalbatro ora sa di cosa sono fatti
quegli esseri sempre in corsa là sotto

lʼalbatro muore, e solo ora capisce:
è di plastica la vita sulla terra.

Lʼalbatro caduto su questa terra:
ha colto un frutto velenoso

e non era nemmeno proibito.

Irene Marchi, da Fiori, mine e alcune domande, Sillabe di Sale Editore, 2015

Una mela al giorno

In primo piano

melerosa

 

Il retrogusto

Lo senti
nel vento
il rosso profumato
delle mele di settembre?
È dolce come un bacio
rubato per amore.

Del resto
non ho mai amato le mele verdi: 

troppo acuto
il retrogusto di dispetto.

©Irene Marchi 2019

 

*ascoltando  Avishai Cohen Trio – Gently Disturbed https://www.youtube.com/watch?v=ioB0O25kwsc

Dunque…

In primo piano

dunque

… finché c’è del rosa nella polvere d’oro della sera… va tutto bene.

Rinvio calcolato

Bella esce dal porto la nave. Il fumo rosa
nella polvere d’oro della sera. Dunque,
per quante volte ti abbiano rifiutato o tu abbia rifiutato,
una casa bianca sul colle chiede il tuo sguardo,
un bambino si bagna i piedi in mare sorridendo,
un uccello di notte canta anche per te.
Dunque, rinviamo di nuovo; incoroniamo
sul vetro incrinato questa piccola farfalla.

Karlòvasi (Samo), 29.VI.87

Ghiannis Ritsos, in Poesia n. 284 Luglio/Agosto 2013, traduzione di Nicola Crocetti, da Ghiannis Ritsos. Molto tardi nella notte, a cura di Nicola Crocetti ed Ezio Savino

*ascoltando Peter Green – Timeless Timehttps://www.youtube.com/watch?v=uZ-hM5JpIP0

Tu sai

In primo piano

20190820_173826-1

Facciamo un patto

Compagna
tu sai
che puoi contare su di me
non fino a due
né fino a dieci
ma contare su di me.
Se a volte
sentirai
che ti guardo negli occhi,
e una vena
d’amore riconosci nei miei,
non impugnare fucili
non pensare che deliro.
Malgrado la vena
o magari perché esiste,
puoi contare su di me.
Se altre volte
mi trovi
oscuro senza motivo,
non pensare che sono giù
puoi contare lo stesso su di me.
Ma facciamo un patto:
Io vorrei contare su di te.
È così bello
sapere che tu esisti,
uno si sente vivo.
E quando dico questo
voglio dire contare
anche fino a due
anche sino a cinque.
Non perché tu corra
premurosa in mio aiuto,
ma per sapere
con certezza
che sai che puoi
contare su di me.

°°°

Hagamos un trato

Compañera
usted sabe
puede contar
conmigo
no hasta dos
o hasta diez
sino contar
conmigo
Si alguna vez
advierte
que la miro a los ojos
y una veta de amor
reconoce en los míos
no alerte sus fusiles
ni piense qué delirio
a pesar de la veta
o tal vez porque existe
usted puede contar
conmigo.
Si otras veces
me encuentra
huraño sin motivo
no piense qué flojera
igual puede contar
conmigo.
Pero hagamos un trato
yo quisiera contar
con usted.
Es tan lindo
saber que usted existe
uno se siente vivo
y cuando digo esto
quiero decir contar
aunque sea hasta dos
aunque sea hasta cinco
no ya para que acuda
presurosa en mi auxilio
sino para saber
a ciencia cierta
que usted sabe que puede
contar conmigo.

Mario Benedetti (Paso de los Toros, Uruguay, 1920), da Poemas de otros, 1974

*ascoltando Sting & Gil Evans Orchestra, “Little Wing” (live at Umbria Jazz 1987) https://www.youtube.com/watch?v=rp5RMP2oEX8

Non dimezziamoci

In primo piano

unmezzo

Te

Te
lasciarti essere te
tutta intera

Vedere
che tu sei tu solo
se sei
tutto ciò che sei
la tenerezza
e la furia
quel che vuole sottrarsi
e quel che vuole aderire

Chi ama solo una metà
non ti ama a metà
ma per nulla
ti vuole ritagliare a misura
amputare
mutilare

Lasciarti essere te
è difficile o facile?
Non dipende da quanta
intenzione e saggezza
ma da quanto amore e quanta
aperta nostalgia di tutto –
di tutto
quel che tu sei

Del calore
e del freddo
della bontà
e della protervia
della tua volontà
e irritazione
di ogni tuo gesto
della tua ritrosia
incostanza
costanza

Allora
questo
lasciarti essere te
non è forse
così difficile 

°°°

Dich

Dich
dich sein lassen
ganz dich

Sehen
dass du nur du bist
wenn du alles bist
was du bist
das Zarte
und das Wilde
das was sich losreißen
und das was sich anschmiegen will

Wer nur die Hälfte liebt
der liebt dich nicht halb
sondern gar nicht
der will dich zurechtschneiden
amputieren
verstümmeln

Dich dich sein lassen
ob das schwer oder leicht ist?
Es kommt nicht darauf an mit wieviel
Vorbedacht und Verstand
sondern mit wieviel Liebe und mit wieviel
offener Sehnsucht nach allem –
nach allem
was du ist

Nach der Wärme
und nach der Kälte
nach der Güte
und nach dem Starrsinn
nach deinem Willen
und deinem Unwillen
nach jeder deiner Gebärden
nach deiner Ungebärdigkeit
Unstetigkeit
Stetigkeit

Dann
ist dieses
dich dich sein lassen
vielleicht
gar nicht so schwer. 

Erich Fried, da È quel che è, Einaudi, 1983, traduzione di Andrea Casalegno

 

*ascoltando Pink Floyd – Eclipse https://www.youtube.com/watch?v=WZtfsfoKSB0

Dove si trova la poesia?

buon viaggio i

La poesia è un po’ anarchica: non arriva mai a comando.

La poesia

I parchi in autunno
sotto la pioggia,
i bar aperti alle ultime ore della notte,
gli occhi profondi
di alcune donne,
gli alberghi, una stazione deserta
una domenica pomeriggio d’inverno
vista dal finestrino
del treno…

La poesia, anni fa, era solita frequentare
questi luoghi,
lo so
perché la incontravo molte volte.

Poi, un giorno, ha smesso di venire.

Un peccato.
Neanche s’immagina
ciò che potrei farle ora
con la mia esperienza.

°°°

La poesía

Los parques de otoño
bajo la lluvia,
los bares últimos de la madrugada,
los ojos abismáticos
de algunas mujeres,
los hoteles, una estación desierta
un domingo de invierno por la tarde
vista desde la ventanilla
del tren…

La poesía, hace años, solía frecuentar
esos lugares,
lo sé
porque yo me la encontraba muchas veces.

Luego, un día, dejó de aparecer.

Una pena.
Ni se imagina
lo que podría hacerle ahora
con mi experiencia.

Karmelo C. Iribarren, da Mientras me alejo, Visor, Madrid, 2017, traduzione di Benedetta Belfioretti (http://www.artemispoesia.com/)

*ascoltando Peter Green – Hidden Depth https://www.youtube.com/watch?v=ZdAIZOINh54

Buona notte

buona notte

È tardi, basta così. Mettiamo a dormire i pensieri.
Buona notte per questa notte.

Portami a dormire

Portami a dormire
spogliami dei pensieri
– tutti,  per favore –
sfilali
piano

con le tue mani stanche
e poi  fermati sugli occhi:

soffia via le ombre
scure che ho raccolto
nelle ore del tuo sole, giorno.

Portami a dormire
ma prima di andartene, dimmi:
quando m’insegni a sfuggire al buio?

©Irene Marchi 2019

*ascoltando Eels – I Need Some Sleep https://www.youtube.com/watch?v=TWzFY-nUpTU

Attimi a pensieri zero

zero

Attimi rari e preziosi di non pensiero.
Zero pensieri  per i dispetti del caso e zero pensieri per i dispetti (cattiverie?) delle persone.
Zero  pensieri  per il tempo passato e per quello che verrà.

Zero pensieri.

Dimenticarsi per un attimo di pensare è una dolcissima dimenticanza.

Talvolta riesco
a scordarmi di pensare,
guardo come i sassi,
gli alberi e
gli elefanti innamorati,
allora congiungo le mani.

Janez Bernik (1933, Gunclje, Ljubljana), traduzione dallo sloveno di Jolka Milič, fonte http://www.filidaquilone.it/num024milic.html

* ascolatando Nina Simone – Feeling Good https://www.youtube.com/watch?v=oHs98TEYecM

“La fantasia dei capelli”

hair

Desideravo vederti:
desidero la fantasia dei tuoi capelli
a inaugurare grida
di libertà in ore troppo lente; la rivolta
dei tuoi polsi terrestri
che muovono inizi di bandiere,
e accusano l’indugio, la disperazione
cauta, il tempo.
Mi occorre l’urlo d’uno sguardo
ed oltre la violenza del tuo esistere
io esigo il gesto d’un tuo riso.

Giorgio Manganelli (Milano, 1922-1990) da Poesie, Crocetti, Milano, 2006

*ascoltando Eric Clapton – B Minor Jam https://www.youtube.com/watch?v=_KiWLpZx6ag

E poi capiamo che…

pane e olio toschhanooooooo

Percorsi obbligati?

Dovevamo  sorvolare il mondo
verso le quattro,  cinque stelle
di plastica – tutto compreso –
e passeggiare sui tappeti
rossi dei nostri incubi di gloria

per scoprire che quello che volevamo
era mangiare in due
pane e olio.

©Irene Marchi 2019

*ascoltando Vinicio Capossela – Le semplici cose  https://www.youtube.com/watch?time_continue=3&v=X_azwK091WA