Un soccorso prezioso

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“Io ho avuto soccorso a volte da
una piccola foglia, da un frutto così
ben fatto…” si legge nella poesia qui sotto:
la trovo una cosa molto bella… e può accadere a tutti.

 

Bello, bello, bello mondo, bello ridere di
mondo in luce mattutina in
colorazione di mondo con stagioni e
popolazione e animali. Bello mondo
questo ricordo, questo io lo ricordo
bello, molto bello mondo, con cielo
diurno e notturno, con facce che
mi piacevano e musi e zampe e
vegetazione che mi sospirava e mi
sospirava leggera leggera, tirando
via chili e scarponi interiori che mi
infangavano, tirando via ferri da stiro
che mi portavo nel petto, e gran pulitura
di dentro. Bello, questo io lo ricordo
bello.
Io ho avuto soccorso a volte da
una piccola foglia, da un frutto così
ben fatto che dava sollievo a mio
disordine di fondo. Sì sì.

Mariangela Gualtieri (Cesena, 1951), da Fuoco centrale e altre poesie per il teatro, Einaudi, 2003

*ascoltando Van Morrison – Caledonia Soul Music https://www.youtube.com/watch?v=F34zwWJ4bP4

A chi tocca contare?

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Chi non ha mai giocato almeno una volta a nascondino?

Sipario

Chi ha spiato dal buco della serratura
chi ha strisciato sotto il tavolo della sala da pranzo
chi ha svestito a poco a poco l’essere amato
chi ha tolto la benda dagli occhi
chi ha coperto un morto con un lenzuolo
chi ha giocato a nascondino dietro le tende
chi ha origliato una conversazione dietro la porta
chi ha nascosto una fotografia in un libro
un fiore in un cassetto
chi è stato tradito dalle sue stesse parole
chi ha ricevuto una chiamata del tutto inattesa
chi ha ascoltato una dichiarazione d’amore
chi ha acceso la luce nel cuore della notte
sa quello che il sipario nasconde.

°°°

Telón

Quien haya espiado por las cerraduras
quien haya andado a gatas bajo la mesa del comedor
quien haya desvestido poco a poco a un ser amado
quien haya quitado la venda de unos ojos
quien haya tapado con la sábana a un muerto
quien haya jugado al escondite atrás de las cortinas
quien haya escuchado tras la puerta una conversación
quien haya escondido una fotografía en un libro
una flor en un cajón
quien haya sido traicionado por sus propias palabras
quien haya recibido una llamada largamente inesperada
quien haya escuchado una declaración de amor
quien haya prendido la luz en medio de la noche
sabe lo que el telón esconde.

Carmen Villoro (Città del Messico, 1958)

 

*ascoltando Pearl Jam- In Hiding https://www.youtube.com/watch?v=kSeZO6UWa6g

Sala d’attesa

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(Speriamo almeno di non dover stare sempre in piedi…)

Avvenire

Ti chiamano avvenire
perché non vieni mai.
Ti chiamano: avvenire,
e aspettano che tu arrivi
come un animale mansueto
a mangiare dalle loro mani.
Ma tu rimani
al di là delle ore,
rintanato chissà dove.
… Domani!
E domani sarà un altro giorno tranquillo
Un giorno come oggi, giovedì o martedì,
o qualunque altra cosa ma non quello
che continuiamo ad aspettare, ancora, sempre.

 

Ángel González (Oviedo, Spagna, 1925-2008), da Senza speranza con convinzione, 1961

*ascoltando Talking Heads – Road to Nowhere https://www.youtube.com/watch?v=LQiOA7euaYA

Un filo colorato

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Li intravedi (qualche volta) i fili colorati?

Fili

La poesia vive tra un istante e l’altro
Tra una separazione e l’altra
Tra un legame e un salto
Tra un’attrazione e un declino
Tra un abisso e l’altro
Sinché ti afferra una parola
Un vuoto
Una pietra
Un uccello
Sinché non ti riconduce dove siete tu
E un magico filo colorato…
Allontano delicatamente la mia azzurra nube
E la tesso per te con fili di pioggia
Per poi rannicchiarmi e riscaldarmi dentro di lei.

Nada El Hage (Beirut, 1958), da Veli di passione, Interlinea, 2014, traduzione di V. Colombo

*ascoltando Pink Floyd – Any Colour You Like https://www.youtube.com/watch?v=W1oaXqBJRRQ

Abracadabra?

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L’amore è sicuramente (anche) magia.
Ma ha per forza bisogno di trucchi, formule e incantesimi?

 

Valse brillante

Una danza di Chopin irrompe nella sala,
una frenetica, scatenata danza,
Le finestre riflettono aria di tempesta,
una corona appassita orna il pianoforte.

Il pianoforte tu, il violino io,
così suoniamo e non finiamo mai
ed aspettiamo ansiosi, tu ed io,
chi romperà per primo l’incantesimo.

Chi si fermerà per primo in mezzo al ritmo
e spingerà via da sé i lumi,
e chi per primo farà la domanda
alla quale risposta non c’è.

Hermann Hesse (1877, Calw, Germania 1962), da Sämtliche Werke

*ascoltando Steve Miller Band – Abracadabra https://www.youtube.com/watch?v=rnqV3syGMU8

A quale gruppo?

Illustrazione da "Sun and Moon", aa.vv. Tara Books, Chennai, India, 2006

Illustrazione da “Sun and Moon”, aa.vv., Tara Books, Chennai, India, 2006 (Salani Editore, 2016, Milano)

Niente paura, qui nessuna propaganda politica!
Però dimmi, se tu cominciassi a scrivere poesie domani, a quale di questi gruppi di poeti preferiresti appartenere?

Quanto ai poeti

I Poeti della Terra
Che scrivono piccole poesie,
Non hanno bisogno dell’aiuto dell’uomo.

I Poeti dell’Aria
Recitano fino in fondo gli zefiri più impetuosi
E ciondolano talvolta nei mulinelli.
Poesia dopo poesia,
Si arricciano a spirale nella medesima spinta motrice.

A cinquanta sottozero
Il combustibile fossile non scorre
E il propano resta nella cisterna.
I Poeti del Fuoco
Bruciano allo zero assoluto
L’amore fossile risucchiato in superficie.

Il primo
Poeta dell’Acqua
È restato sul fondo per sei anni.
Ricoperto di alghe.
La vita nella sua poesia
Ha lasciato milioni di minuscole,
Molteplici tracce
Intrecciate nel fango.

Con il Sole e la Luna
In pancia,
Il Poeta dello Spazio
Dorme.
Senza fine il cielo –
Ma le sue poesie,
Come oche selvatiche
Volano oltre il confine.

Un poeta della Mente
Rimane in casa.
La casa è vuota
E non ha pareti.
La poesia
È vista da ogni lato,
Dovunque,
In un unico momento.

Gary Snyder (San Francisco, 1930), da L’isola della tartaruga, 1975, traduzione di Chiara D’Ottavi

*ascoltando Antonio Vivaldi, Concerto per flauto ed archi  “Il cardellino”, op. 10 n. 3 https://www.youtube.com/watch?v=vYrvOQiCx4I

Essere e non essere

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Nessun dilemma in questa poesia, ma una chiarissima preferenza.

 

Più felice sono quanto più lontana
porto l’anima mia dalla sua casa di creta
in una notte di vento quando la luna è chiara
e gli occhi vagano tra mondi di luce

quando io non sono e nessuno è accanto
né terra, né mare, né limpido cielo
solo spirito che vaga senza confini
nell’immenso infinito.

febbraio 1838
Emily Brontë (Thornton – Regno Unito, 1818 – 1848), da Stelle e altre poesie, a cura di Piera Mattei, Via del vento, 2006

*ascoltando Steve Miller Band – Fly Like An Eagle https://www.youtube.com/watch?v=6zT4Y-QNdto

Non mangiarti le parole

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Tutti ottimi consigli…

Dieta linguistica

Usa ogni giorno verbi di movimento.
Evita i pronomi riflessivi.
Non parlare tra virgolette.
Evita il perché, il però ed il cioè.
Taci con maggior frequenza.
Non pronunciare parole che non sanno di niente.
Non parlare di diete durante i pasti.
Non parlare allo specchio e se lo fai
non aspettarti che lo specchio ti risponda.
Non aprire mai una parentesi che non puoi chiudere.
Ringrazia a digiuno.
Sospira in sospensivo.
E metti quel che hai scritto in ginocchio.

°°°

Dieta lingüística

Use cada día verbos de movimiento.
Evite los pronombres reflexivos.
No hable entre comillas.
Evite el porque, el pero y el o sea.
Calle con más frecuencia.
No pronuncie palabras que no sepan a nada.
No hable de dietas durante las comidas.
No le hable al espejo y si lo hace
no espere que el espejo le responda.
No abra nunca paréntesis que no pueda cerrar.
Dé gracias en ayunas.
Suspire suspensivo.
Y ponga lo que ha escrito de rodillas.

Juan Vicente Piqueras, da Vigilia di restare, traduzione di Raffaella Marzano, Multimedia ed., 2017

*ascoltando Neil Young – Words (Between the Lines of Age) https://www.youtube.com/watch?v=XwbkKBqE2Yw

Sei tu

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Non cercare là.
Ciò che è, sei tu.
Sta in te.
In tutto.
La goccia è stata nella nuvola.
Nella linfa.
Nel sangue.
Nella terra.
E nel fiume che si è aperto nel mare.
E nel mare che si è coagulato in mondo.
Tu hai avuto un destino così.
Fatti a immagine del mare.
Datti alla sete delle spiagge.
Datti alla bocca azzurra del cielo.
Ma fuggi di nuovo a terra.
Ma non toccare le stelle.
Torna di nuovo a te.
Riprenditi.

°°°

Não busques para lá.
O que é, és tu.
Está em ti.
Em tudo.
A gota esteve na nuvem.
Na seiva.
No sangue.
Na terra.
E no rio que se abriu no mar.
E no mar que se coalhou em mundo.
Tu tiveste um destino assim.
Faze-te à imagem do mar.
Dá-te à sede das praias.
Dá-te à boca azul do céu.
Mas foge de novo à terra.
Mas não toque nas estrelas.
Volve de novo a ti.
Retoma-te.

Cecília Meireles (Rio de Janeiro 1901-1964), da Cânticos, 1982
 

*ascoltando Avishai Cohen – Seven Seas https://www.youtube.com/watch?v=Iu01NR-FUIw