Nessuna dissolvenza

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  Un ciao da lontano, ma senza dissolvenza.

 

TU ASCOLTI  – ascolti?–
l’altro che ti racconta i casi suoi,
tu aspetti solo il primo punto accapo
per dire “anch’io…” e per passare ai tuoi.
Ora è l’altro che ascolta – ascolta?
No, pensa solo: non la fare lunga.

Da un residuo di cuore
ci mandiamo infine
un “fatti coraggio” e “a presto”.
Poi la dissolvenza del “cia-ciao”
dove la o si perde.

Anna Maria Carpi, da L’asso nella neve, ed. Transeuropa, 2011

*ascoltando Sinéad O’Connor-Thank You For Hearing Me https://www.youtube.com/watch?v=wpZTku1OE04

Che storia!

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Ladyhawke.

Il film, secondo me, è molto bello. E il libro di poesie che nel titolo si ispira a quella storia lo è altrettanto. Si tratta della prima raccolta di Michele Mari: un canzoniere particolarissimo, che racconta un amore impossibile.
Qui sotto riporto la poesia in cui vi è l’esplicito riferimento  alla storia dei due amanti a cui viene impedito di incontrarsi (sotto sembianze umane).

La fiaba degli amanti
cui un maleficio tolse
d’incontrarsi
(donna di notte lei
e con la luce falco
lui con la luce uomo
e nottetempo lupo)
ci piacque tanto che per un bel pezzo
ci siamo firmati Knightwolf e Ladyhawke
finché capimmo
l’inutilità della speranza di ritrovarci insieme
nell’umano
il nostro più ambizioso traguardo
essendo di confondere
il pelo con le piume.

Michele Mari, da Cento poesie d’amore a Ladyhawke, Einaudi, 2007

*ascoltando Andrew Powell, The Philharmonia Orchestra – Ladyhawke (colonna sonora, brano di apertura https://www.youtube.com/watch?v=BY7TNQZGSSs e il Love theme https://www.youtube.com/watch?v=zS9c1gtp0Tg)

(Delle raccolte di Michele Mari parlo anche qui: https://lapoesianonsimangia.myblog.it/2019/08/17/la-dieta/)

Camminare

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Piove. Ma smetterà.

Gli anni sono sassi che rotolano
in discesa
tra le risate dei gatti
e uscite posteriori.
Il catrame sotto i piedi ha la sua storia da raccontare
il catrame in bocca ha le sue nuvole di sogni.
Oggi ho comprato un paio di scarpe rosse
belle come l’assenza
capaci di confondere i miei passi
con i miei desideri.
Mi stringo nella mia giacca bretone e comincio a camminare
sulle storie altrui
soffiando le nuvole di catrame
mentre piove
ma smetterà.

Vincenzo Costantino (Cinaski), da Chi è senza peccato non ha un cazzo da raccontare, Marcos y Marcos, 2010

*ascoltando Vasco Rossi, Un senso https://www.youtube.com/watch?v=AhtW6Fm8jNQ

Con un po’ di fantasia

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e quindi punto di domanda

Con un po’ di fantasia oggi potrei salire su questa automobilina e andare a Parigi per incontrare Van Gogh (sì, siamo amici, io e Vincent). Ma l’ho chiusa in una scatola, la fantasia, e non ricordo dove: più di qualche volta mi è stato detto che viaggiavo troppo, con questa mia fantasia, e tutto sommato penso che chi me l’ha detto avesse ragione.
E adesso però come ci vado a Parigi da Vincent?

Fantasia

Pigliammoce sta vita cumme vene,
llassammo for’ ‘a porta ‘a pucundria,
mparammece a campà c’ ‘a fantasia:
nce sta cosa cchiù bella pè campà?

‘A fantasia se sceta ogne matina
comme si fosse prencepe rignante,
affonna ‘e mane aperte int’ ‘e brillante
e nun s’ ‘e ppiglia: che s’ ‘e ppiglia a ffa?

E che curredo tene! Nu mantello
ca luce cchiù d”o sole e nun è d’oro;
quanno se mena ncuollo stu tesoro,
abbaglia ‘a vista: nun se può guardà.

Pò tene nu relogio cumpiacente,
cu sissanta minute d’allegria,
mmiez’ ‘o quarante liegge: FANTASIA

e fa tà-tì, tà-tì, nun fa tì-tà…

Eduardo De Filippo (Chiaia, 1900- Roma, 1984)

*ascoltando  di Petr Il’ič  Tchaikovsky, The Nutcracker Suite, Op. 71A, Dance Of The Reed Flutes, diretto da Leopold Anthony Stokowski https://www.youtube.com/watch?v=dLfai-kAb4I

e  https://www.youtube.com/watch?v=MahztVmrdU8

Il giorno rubato

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senza parole

30 febbraio

Senza contare le periodiche misteriose scomparse del 29 febbraio
ogni anno in amore
ci depredano di un giorno.

Quand’ero giovane non ne tenevo conto,
anche senza quello
c’erano abbastanza sabati e mercoledí.

Oggi per me è importante ogni giorno
in cui ti posso guardare.

Il nostro feudo
che si estendeva per cinquant’anni di futuro
si è ridotto ad un piccolo podere contadino.

[1976]

 Izet Sarajlić, da Chi ha fatto il turno di notte, Einaudi, 2012

*ascoltando Sigur Rós – Untitled 3 https://www.youtube.com/watch?v=UeuvegBZFuM

Pensieri

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checaos

Ti ho pensata
di mattina presto
i miei occhi semichiusi
i tuoi appoggiati al muro
& la voglia dietro il ginocchio

(mi sto inventando tutto; o no?)

il modo che avevi di ficcarmi le braccia
dentro il cappotto
& di gridare ch’era troppo grande
ma che non importava

ad ogni modo
è mattina presto.

Victor Hernàndez Cruz (Aguas Buenas, 1949) da Nuova poesia americana. New York, Mondadori, 2009

*ascoltando Neil Young – Early Morning Rain (Gordon Lightfoot) https://www.youtube.com/watch?v=OEVusEYoKgQ

Mi raccomando

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miraccomando

Per un figlio, per chi è in partenza, per chi ci è vicino e per chi ci è lontano:
una (per fortuna) breve lista di raccomandazioni…

Mangia qualcosa

Vedi di non fare guai
cammina sulle nuvole
ma con un piede per terra
fai del tuo meglio, ma buona,
la vita,
spero ti sia in ogni età
nel sole e nella pioggia
e quando il tuo mare sarà in tempesta

smettila di trattenere le lacrime
ama chi ti senti di amare
amati
anche se senti di non poterti amare

parla agli alberi
– ché loro rispondono, sempre –
accarezza i fiori
e vestiti come ti pare – copri la pancia,
ma non l’entusiasmo –
e poi, e poi …

e poi vai piano.

©Irene Marchi  2019

*ascoltando Cat Stevens  – Wild World  https://www.youtube.com/watch?v=T7dNqz9F94M

Ancora un altro novembre

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quanti novembre ancora

Piccole allegrie di una mattina: trovare in biblioteca l’ultimo libro del tuo poeta preferito (qui sotto!), entrare all’ufficio postale, prendere il numero e accorgerti che tocca già a te, accarezzare un gatto stanco dal miagolio buffissimo. … E sì, è proprio così (lo stai pensando anche tu): è di nuovo novembre…

Novembre, ancora

C’è l’azzurro, quasi bianco in fondo,
dove segue i profili delle creste,
c’è, con l’odore di foglie morte,
questo novembre che tarda a farsi novembre
e poi una mattina aperta, la pulizia delle forme:
davvero, non saprei dire quando le parole cadono lontane,
né come la luce diventi silenzio, questa, per esempio,
su questa facciata che le finestre riflettono muta
o sull’opaco di una mentre sale in bicicletta la strada,
l’intralcio delle borse appese, una fatica già avanti negli anni,
remissiva, desolata. C’è, nella desolazione, un che di candido,
un transito delle cose minute, la ruggine che affiora,
l’erba che spacca l’asfalto. E, dentro il rodere del tempo, tu,
con la tua cuffia pesante, con le tue mani in tasca
e un filo di freddo infilato sotto il maglione.
Mettici anche i pochi metri che ti separano da casa,
un saluto frettoloso e un saluto lasciato cadere
nella luce che non dice altro che sé stessa
e allora, nella mattina aperta, pulita nelle sue forme,
alzi lo sguardo di tutte le volte che non hai guardato.

Pierluigi Cappello, da Stato di quiete – Poesie 2010-2016, BUR, 2016

*ascoltando:  Ivan Graziani – I giorni di novembre https://www.youtube.com/watch?v=CzdJb6nYcLI
Carmen Consoli – Novembre ’99 https://www.youtube.com/watch?v=f8ElT_Ogzzg
Tom Waits – November https://www.youtube.com/watch?v=JeAP1KyPDzM

Ti sto parlando, ombra!

ombra

Ma siamo proprio sicuri che (almeno) la nostra ombra ci conosca totalmente?

Mi hai creduto pazza
nel sentirmi parlare a voce alta e ridere
ballando sull’asfalto bagnato dalla pioggia
appena atterrata

ho trovato un interlocutore interessante
che era disposto ad ascoltarmi e
permetteva di toccarlo fin con le scarpe.
Era la mia ombra.

Natalia Bondarenko (Kiev, 1961), da Terra Altrui, 2012

*ascoltando Mike Oldfield – Shadow On The Wall
https://www.youtube.com/watch?time_continue=14&v=_euDhMDDRq4

Visioni

perchèdovreipuntodidomanda

Leggere (bene) la realtà non è sempre facilissimo: qualche volta capita che non si riesca a vedere in modo nitido, anzi, a volte rischiamo addirittura di sembrare “visionari”: meglio seguire il suggerimento del poeta, qui sotto…

 

Sto rifacendo la punta al pensiero,
come se il filo fosse logoro
e il segno divenuto opaco.
Gli occhi si consumano come matite
e la sera disegnano sul cervello
figure appena sgrossate e confuse.
Le immagini oscillano e il tratto si fa incerto,
gli oggetti si nascondono:
è come se parlassero per enigmi continui
ed ogni sguardo obbligasse
la mente a tradurre.
La miopia si fa quindi poesia,
dovendosi avvicinare al mondo
per separarlo dalla luce.
Anche il tempo subisce questo rallentamento:
i gesti si perdono, i saluti non vengono colti.
L’unica cosa che si profila nitida
è la prodigiosa difficoltà della visione.

Valerio Magrelli, da Ora serrata retinae, Feltrinelli, 1980

*ascoltando Deep Purple – Blind https://www.youtube.com/watch?v=ePLkI-pPCLo

Proprio così

come

Sono rimasta folgorata da questi pochi versi perché  la poesia io la vedo esattamente così: deve scottare, deve creare uno scatto nei pensieri.
E tu, che cosa chiedi a una poesia?

cuocio le mie parole al forno di una cucina
che dà su di una valle chiusa
da un cielo sempre aperto
perché voglio
che scottino
a sbucciarle

Antonella Bukovaz, da Tatuaggi, in Nuovi poeti italiani, a cura di Giovanna Rosadini, Einaudi, 2012

*ascoltando Peter Gabriel – The rhythm of the heat https://www.youtube.com/watch?v=rzwMe-3XVn4