Solo un nome

In primo piano

mibastailnome

«[…] Si deve diventare un’altra volta così semplici e senza parole come il grano che cresce, o la pioggia che cade. Si deve semplicemente essere.»

Etty Hillesum  (tratto dal 9 luglio 1942, in Diario 1941-1943)

Sarebbe bello ritornare bambini: voltarci leggeri verso il suono che corrisponde al nostro nome. Senza alcun pezzo di questi scafandri che ci siamo messi addosso con gli anni, fatti di giri di parole e certezze troppo simili a luoghi comuni. Sarebbe bello poter esibire solo un nome e il nostro sguardo.

Come ti chiami?

Solo il mio nome
mi sta nelle tasche,  tondo
come una certezza.
Chiedimi: «Come ti chiami?» e ti saprò rispondere
– rotoleranno timide ma svelte le lettere –
altro non ti so dire
– potrebbe aprirsi il vuoto
                         sotto il peso di un’affermazione –
o forse anche una supplica ti saprò accennare:
«…  torniamo semplici?».
                           Come ti chiami?

Irene Marchi, da La parte in ombra, Edizioni Ensemble, 2018 (ne parlo qui https://lapoesianonsimangia.myblog.it/2018/06/19/la-parte-in-ombra/)

 

*ascoltando Lynyrd Skynyrd – Simple Man

(parlando ancora di nomi, qui:https://lapoesianonsimangia.myblog.it/2018/03/16/limportanza-di-chiamarsi-per-nome/).

Non solo anime

BFW9WE The Kiss, marble, 1888-89, detail

Auguste Rodin, particolare de “Il bacio”

Non solo anime che amano, ma anime che rendono vivi dei corpi (che amano),  in tre frammenti poetici di Octavio Paz (poeta e saggista messicano, premio Nobel per la letteratura nel 1990).

 

Il mio giorno
                       nella tua notte
scoppia
              Il tuo grido
salta a pezzi
                     La notte
sparge
           il tuo corpo
Risacca
              i tuoi corpi
s’annodano
Ancora il tuo corpo

______________

I miei occhi ti scoprono
nuda
          e ti coprono
d’una calda pioggia
di sguardi

______________                                           

Ieri notte
                 nel tuo letto
eravamo in tre:
tu          io            la luna

Octavio Paz (Città del Messico 1914-1998), da Verso l’inizio, in Octavio Paz, Vento Cardinale e altre poesie, Mondadori, 1984, traduzione di Franco Mogni

*ascoltando Gary Moore – Need Your Love So Bad https://www.youtube.com/watch?v=hVN9ckrREWY

(Ancora su anima e non solo anima: https://lapoesianonsimangia.myblog.it/2018/02/16/anche-il-corpo/ https://lapoesianonsimangia.myblog.it/2016/01/06/anima-corpo/)

Desidèri?

cielodistelle2

Esprimi comunque un desiderio in più (e non solo il 10 agosto).
Potrebbe anche avverarsi (se non lo esprimi non lo saprai mai).

 

“I desideri stavano strappandomi l’anima. Potevo viverli, ma non ci son riuscito.
Allora li ho incantati. E a uno a uno li ho lasciati dietro di me. Geometria. Un lavoro perfetto. […] Ho disarmato l’infelicità. Ho sfilato via la mia vita dai miei desideri. Se tu potessi risalire il mio cammino, li troveresti uno dopo l’altro, incantati, immobili, fermati lì per sempre a segnare la rotta di questo viaggio strano che a nessuno mai ho raccontato se non a te”.

Alessandro Baricco, da Novecento – Un monologo, Feltrinelli, Milano, 1994

 

Belli come dèi morti che non sono assolutamente invecchiati,
rinchiusi in mezzo alle lacrime in un mausoleo splendido,
la fronte cinta di rose e gelsomini ai piedi —
così sono i desideri che ci hanno lasciato
senza essere soddisfatti; senza che nessuno raggiunga
una notte di voluttà o il suo luminoso mattino.

Kostantinos Kavafis, da Kavafis – Poesie, Edizioni Acquaviva, traduzione di A. Di Gregorio

(ancora sui desideri: https://lapoesianonsimangia.myblog.it/2018/04/13/lista-delle-priorita/)

*ascoltando  U2- The Miracle https://www.youtube.com/watch?v=LF0rKW1DEMo

 

Invidiosi di… ?

libertà

Che cosa invidi tu?
(Ho chiesto che cosa, non chi!)

Materia preziosa

Invidio
le cime di montagna
vestite di sassi e rododendri
e il vento
               nudo
che balla
tra i petali di un melo

invidio
la sabbia
che consuma questo legno
e la voce sicura del mare
che lo riporta là
                        da dove viene

invidio
̶  sì, invidio  ̶
ciò che è fatto soltanto
                                   di libertà.

 
Irene Marchi, da La parte in ombra, Edizioni Ensemble, 2018 (ne parlo qui https://lapoesianonsimangia.myblog.it/2018/06/19/la-parte-in-ombra/)

*ascoltando Pearl Jam – Given to Fly https://www.youtube.com/watch?v=satY_ofTNo4

Amica, amico

cuoreamico

Che cos’è un amico?

Amico

Ci conosciamo da poco
inauguriamo la parola “amico”.

Amico è un sorriso
di bocca in bocca
uno sguardo pulito
una casa, anche modesta, che si offre
un cuore pronto a pulsare
nella nostra mano!

Amico (si ricordano, voi costì,
scrupolosi detriti?)
Amico è il contrario di nemico!

Amico è l’errore corretto,
non l’errore perseguitato, esplorato;
è la verità condivisa, praticata.

Amico è la solitudine sconfitta.

Amico è una grande impresa
un lavoro senza fine
uno spazio utile, un tempo fertile,
amico sarà una gran festa, lo è già.

Alexandre O’Neill (Lisbona, 1924-1986), da Portogallo, mio rimorso, Einaudi, 1966, traduzione di Joyce Lussu.

*ascoltando With A Little Help From My Friends nella versione cantata da Joe Cocker (Woodstock, 1969) https://www.youtube.com/watch?v=rPw1SicSwBY

Chissà dove nel mondo…

chissà

… qualcuno sta pensando la stessa cosa che pensi tu.

Gioia

Ciò che ora io penso,
chissà dove nel mondo,
qualcuno l’avrà già pensato.
Non piangere.

Ciò che ora io penso,
chissà dove nel mondo,
qualcuno lo starà pensando.
Non piangere.

Ciò che ora io penso,
chissà dove nel mondo,
qualcuno lo vorrà pensare.
Non piangere.

Che gioia!
In questo mondo,
chissà dove in questo mondo,
io sono composto di molti Io.

Che gioia!
Io sono composto
di molti Altri.
Non piangere.

Ko Un (1933, Corea del Sud), da L’isola che canta. Antologia poetica 1992-2002, LietoColle, 2015, traduzione di V. D’Urso

*ascoltando Eva Cassidy – Over The Rainbow https://www.youtube.com/watch?v=2rd8VktT8xY

nessuna maiuscola

nessuna-maiuscola-286x300

Guardiamo il cielo, guardiamo la vita e guardiamo la morte:
non siamo forse tutti uguali? Tutti ugualmente minuscoli.

nessuna maiuscola

eccoci qui
come lettere sparse
s  p    a    r s    i
          a terra, tutti,
dalla a alla zeta
e se ti vedi maiuscolo
nessuna convinzione,
è solo per convenzione

sparsi a terra siamo
                             tutti:
il prodotto di un grande sgambetto.

Irene Marchi, da La parte in ombra, Edizioni Ensemble, 2018 (ne parlo qui https://lapoesianonsimangia.myblog.it/2018/06/19/la-parte-in-ombra/)

* ascoltanto Bob Dylan – Like a Rolling Stone

Un dispiacere

farfalla

“Fu di farfalla il battito leggero”… e poi rimane un ricordo, intrecciato a un dispiacere. Se il dispiacere lo disegni come fosse una farfalla, non vola via comunque, ma il ricordo è forse meno doloroso (?).

Fu di farfalla il battito
leggero, una ferita
che si allargò nell’aria,
un segno di matita
sospeso come un’onda
che s’incanta nel timore
di una riva.

Nico Orengo (Torino, 1944-2009), da Cartoline di mare, Einaudi,1984

*ascoltando  Pink Floyd – Sorrow https://www.youtube.com/watch?v=zX_3HtWwduk

Io no, e voi?

non ho

certézza s. f. [der. di certo1]. – 1. In senso soggettivo, e più com., conoscenza sicura di un fatto, convinzione, persuasione ferma: avere (la) c. di riuscire; raggiungere la c.; possedere la c.; con c., in modo sicuro, fuori di dubbio: affermare, sapere con c. o con tutta c., con c. assoluta; c. matematica, piena, totale, come quella che si può trarre da esatti calcoli matematici; c. morale, certezza non suffragata da prove oggettive, ma da profonda convinzione soggettiva e intuitiva. 2. In senso oggettivo, il fatto di essere certo, sicuro, cioè pienamente rispondente al vero, oppure immancabile, garantito: la c. delle verità assolute; la c. della fede (…)” da Vocabolario Treccani

 

Non ho

Non ho certezze
anche se leggo le etichette
anche se vado a votare.

Non ho sicurezze
anche se riconosco
lalineadell’orizzonte

e so che ora sono qui
persa nel vento
               che piano si tinge di viola.

Non ho punti fissi
                        se non quelle due o tre stelle,
ma non è sereno tutte le notti
                                                il cielo.

Irene Marchi, da La parte in ombra, Edizioni Ensemble, 2018 (ne parlo qui https://lapoesianonsimangia.myblog.it/2018/06/19/la-parte-in-ombra/)

*ascoltando Nevermore – Believe In Nothing https://www.youtube.com/watch?v=6LG_qcylpzM

 (Ancora sulla mancanza di certezze, qui: https://lapoesianonsimangia.myblog.it/2016/04/01/dubbi-2/).

Sai dirmi dove?

to forget forgot forgotten

… E poi le parole, dove vanno le parole? E gli sguardi?
Chissà se c’è un dove per ogni cosa.

 

Sono aria i sospiri e vanno via nell’aria.
Sono acqua le lacrime e se ne vanno al mare.
Ma, ragazza, quando l’amore si dimentica
sai dirmi dove va?

 

Los suspiros son aire y van al aire.
Las lágrimas son agua y van al mar.
Dime, mujer, cuando el amor se olvida
¿sabes tú adónde va?

Gustavo Adolfo Bécquer (Siviglia, 1836-Madreid 1870), da Rimas (rima n. XXXVIII  di 86 poemi brevi).

*ascoltando Peter Gabriel – I Don’t Remember  https://www.youtube.com/watch?v=87yl5pbF-ZI

Essenziali necessità

fulminedue

Ci sono cose di cui non è possibile fare a meno (e non sono le stesse per tutti):
capire quali sono queste cose sarebbe già un buon punto di partenza.

Qui riporto un punto di vista poetico su alcune necessità.

Le necessità

Una porta chiusa non è sufficiente perché un uomo
nasconda il suo amore. Egli necessita anche di una porta aperta
per poter partire e perdersi nella folla quando questo amore esploderà
come un barile di polvere nell’arsenale raggiunto dal fulmine.
Un tetto non basta perché un uomo sia protetto
dal calore e dalla tempesta. Per sfuggire al lampo
egli necessita di un corpo steso nel letto
e a portata della sua mano ancora timorosa
di avanzare nel buio quando la pioggia cade nel silenzio del mondo aperto come un frutto
fra due tuoni.
Nella notte che declina, nel giorno che nasce,
l’uomo ha bisogno di tutto: dell’amore e del fulmine.

Lêdo Ivo, da Illuminazioni (Multimedia, 2002), a cura di V. L. de Oliveira

* ascoltando The Beatles – All You Need Is Love
https://vimeo.com/241181230