Come nella vita

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All’aeroporto (come nella vita?): partire, tornare, ripartire…
e ritardi, cancellazioni, cose perse.
E poi aspettare.
E ancora aspettare.

Quando parte il tuo prossimo volo?

***

Misuro il tempo perso in aeroporto
all’andata e al ritorno.
Deposito, ritiro del bagaglio,
insieme pieno e vuoto,
schiacciato nella stiva con il peso
dei ripetuti addii
di un apolide oppresso dal congedo,
ritornando all’esilio.
Il volo della fine delle feste,
il conto alla rovescia
verso il prossimo imbarco, nuovo viaggio,
con doppio passaporto.
Come turista della propria terra,
il prodigo riflusso.

Lorenzo Foltran, da Il tempo perso in aeroporto, Graphe.it Edizioni, 2021

 

ascoltando Brian Eno –  Music for Airports – 1/1 https://www.youtube.com/watch?v=CWu4ieBqGFg

La strada del vento

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Illustrazione di Marta Carraro da C’era una volta il silenzio e altre favole per innamorati, di Davide Boosta Dileo, Mondadori

(Buon viaggio a tutti i granelli di polline e a tutte le foglie.)

C’era una volta un granello di polline.
Un giorno, una foglia vicino a lui gli chiese perché passasse tutto il tempo a sorridere.
“Perché aspetto il vento.”
“E che cosa vuoi dal vento?”
“Aspetto che venga a prendermi e mi faccia viaggiare.”
“Io no, io ho paura che mi faccia perdere l’orientamento.”
“Non devi” disse il granello. “Il vento è solo una strada. E alla fine di ogni strada c’è sempre un posto in cui posarsi. Quella sarà la mia casa. Aspetto il vento per partire e tornare a casa.”
Proprio in quel momento una lieve brezza si alzò e il minuscolo granello si levò in volo senza smettere di sorridere.

Davide Boosta Dileo, da C’era una volta il silenzio e altre favole per innamorati, Mondadori, 2018

♣ ascoltando Vashti Bunyan – Come Wind Come Rain https://www.youtube.com/watch?v=Po8OTXXDwi0

Disturbo?

vuotoSemplice e immediata questa poesia, che con poche parole dice tanto.

Allargando il campo, a volte la sensazione di disturbare è chiara,  persistente e fastidiosa
(perciò in certi casi è meglio allontanarsi).

Dimmelo se ti disturbo

Dimmelo se ti disturbo,
disse mentre entrava,
ché me ne vado subito.
Non è che disturbi e basta,
gli risposi,
tu mi scaravolti l’esistenza.
Entra pure.

 

Let me know right away
if I’m disturbing you.
He said
as he stepped inside my door,
and i’ll leave the way I came.
Not only do you disturb me,
I answered,
You turn my whole world
upside down.
Welcome.

Eeva Kilpi (1928, Finlandia), traduzione di Monica Mazzitelli

*ascoltando The Clash – Should I Stay or Should I Go https://www.youtube.com/watch?v=BN1WwnEDWAM

Verso dove?

andare dove

– Dobbiamo andare e non fermarci mai finché non arriviamo.
– Per andare dove, amico?
– Non lo so, ma dobbiamo andare…
(Jack Kerouac, On the road)

Andare, andare e andare…  ma dove?

Con l’avallo delle nuvole

Ho nostalgia di una terra
in cui non sono mai stata,
dove tutti gli alberi e i fiori
mi conoscono,
dove non vado mai,
dove però le nuvole
si ricordano bene
di me,
straniera,
che non ha casa in cui piangere.
Vado
verso un’isola senza porto,
butto in mare le chiavi
già alla partenza.
Non arrivo da nessuna parte.
La mia tela è come una ragnatela al vento,
ma non si strappa.
E oltre l’orizzonte,
dove i grandi uccelli
asciugano le ali al sole
alla fine del volo,
c’è una terra
dove mi si deve accettare
senza passaporto,
con l’avallo delle nuvole.

Hilde Domin, da Con l’avallo delle nuvole. Poesie scelte, Del Vecchio Editore

*ascoltando Iggy Pop, The Passenger https://www.youtube.com/watch?v=S0nlygb1Qfw