Modi di scrivere poesie

poesia

Una poesia deve sussurrare o urlare?
(Penso che possa fare entrambe le cose)

 

(testo tratto da Tre modi di scrivere poesie)

3

voglio una striscia di carta
alta come me
un metro e sessanta
e sopra una poesia
che urla
quando ci si passa accanto
urla lettere nere
pretende l’impossibile
coraggio civile per esempio
questo coraggio che nessun animale ha
condivisione del dolore per esempio
solidarietà al posto di un gregge
parole estranee
da rendere familiari con l’azione
 
uomo
animale che condivide dolore
uomo
animale che conosce la condivisione
uomo parola estranea-animale parola-animale
animale
che scrive poesie
poesia
che pretende l’impossibile
da chi ci passa accanto
urgentemente
e non si può evitare
come se gridasse
“Bevi Coca-Cola”

Hilde Domin, parte terza della poesia Tre modi di scrivere poesie, in Con l’avvallo delle nuvole, a cura di Paola Del Zoppo e Ondina Granato, Del Vecchio Editore, 2011

*ascoltando  Neil Young – Rockin’ in the Free World https://www.youtube.com/watch?v=411cTWwxFu8

Parole

melograno

Quando cadono, le parole lasciano sempre un segno. Bello o brutto.
Ma un segno rimane. Qualcosa si è aperto.

Parole

Le parole sono melagrane mature,
cadono a terra
e si aprono.
Tutto l’interno si volge all’esterno,
il frutto denuda il proprio segreto
e mostra il suo seme,
un segreto nuovo.

Hilde Domin, da Con l’avallo delle nuvole – Poesie scelte, a cura di Paola Del Zoppo e Ondina Granato, Del Vecchio Editore

*ascoltando Neil Young – Words (Between The Lines Of Age) https://www.youtube.com/watch?v=qyxDobxSQeY

(Ancora parole, qui: https://lapoesianonsimangia.myblog.it/2018/03/01/parole/; https://lapoesianonsimangia.myblog.it/2016/01/04/parole-silenzi/).

Scivoliamo via

isole

Mattina su un’isola

 

Noi siamo stranieri
da isola
a isola.
Ma la mattina, quando il mare
ci arriva fino al letto
e il passato
come una scia
ci sfiora i calcagni
e le alghe sulla spiaggia
mutano in alberi d’oro,
nessuna rete
del ricordo ci tiene più,
scivoliamo
via,
e le strade segnalate
dei pescatori
e le carte di profondità
per noi
non valgono.

Hilde Domin, da Con l’avallo delle nuvolePoesie scelte, a cura di Paola Del Zoppo e Ondina Granato, Del Vecchio Editore

*ascoltando Avishai Cohen – Lost Tribe https://www.youtube.com/watch?v=FqdTQlPdCSo

Ssstrrrap

z


 

La corda dorata

Niente è così fugace
quanto l’incontro.

Giochiamo come bambini,
ci invitiamo e ce ne andiamo
come se avessimo per sempre tempo.
Scherziamo con gli addii,
collezioniamo lacrime come biglie
e proviamo se i coltelli tagliano.
Ecco che chiamano
il nome.
Ecco che finisce
l’intervallo.
 
Ci reggiamo
impauriti
alla corda dorata
e ci opponiamo alla partenza.
Ma si lacera.
Spinti lontano:
via dalla stesa città,
via dallo stesso mondo,
sotto la stessa
terra,
che tutto confonde.

Hilde Domin, da Con l’avallo delle nuvolePoesie scelte, a cura di Paola Del Zoppo e Ondina Granato, Del Vecchio Editore

*ascoltando Joe Satriani – What breaks a heart https://www.youtube.com/watch?v=nMDBU3D-WZg

Per quanto?

parole

Per quanto tempo si può volteggiare, prima di cadere?

 

Sempre volteggiano

Sempre volteggiano
al vento più freddo
inermi

volteggiano le mie parole
piumate di nostalgia
senza nido

un tempo contro un sorriso
nessuno regge la vita da solo
volteggiando e roteando.

Hilde Domin (Colonia, 1909 – 2006), da Con l’avallo delle nuvole – Poesie scelte, a cura di Paola Del Zoppo e Ondina Granato, Del Vecchio Editore

 

*ascoltando Joe Satriani – Sleep Walk https://www.youtube.com/watch?v=msq6v1zzZps

Nuovi linguaggi

ciao!

Chissà che cosa si stanno dicendo i due ciliegi della foto

 

Linguistica

Devi parlare con l’albero da frutta.

Inventa una nuova lingua,
la lingua dei fiori di ciliegio,
parole di fiori di melo,
parole bianche e rosa,
che il vento
in silenzio
porta via.

Confida nell’albero di mele
se hai subito un’ingiustizia.

Impara a tacere
nella lingua rosa
e bianca.

Hilde Domin (Colonia, 1909 – 2006), da Con l’avallo delle nuvole – Poesie scelte, a cura di Paola Del Zoppo e Ondina Granato, Del Vecchio Editore

*ascoltando Stevie Ray Vaughan – Riviera Paradise https://www.youtube.com/watch?v=V8wtZeVAa9I

Come una fotografia

des

Si possono fotografare le emozioni?

Desiderio

Vorrei dalle cose che vedo
essere trafitta
come da un fulmine
Non voglio che passino oltre
variopinte incolori
esse galleggiano sulla mia retina
si allontanano
verso quel punto oscuro
alla fine del ricordo

Hilde Domin (Colonia, 1909 – 2006), da Con l’avallo delle nuvole – Poesie scelte, a cura di Paola Del Zoppo e Ondina Granato, Del Vecchio Editore

* ascoltando Yngwie J. Malmsteen – Black Star https://www.youtube.com/watch?v=blNQZc84Q5c

Esistere o non esistere?

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Esisti

Il tuo posto è
dove occhi ti guardano
dove gli occhi si incontrano
nasci tu.

Trattenuto da un grido,
sempre la stessa voce,
sembra esisterne una sola
con la quale urlare tutti.

Cadevi
ma non cadi.
Occhi ti afferrano.

Esisti
perché  gli occhi ti vogliono,
ti guardano e dicono
che tu esisti.

Hilde Domin, da Con l’avallo delle nuvolePoesie scelte, a cura di Paola Del Zoppo e Ondina Granato, Del Vecchio Editore

*ascoltando Axel Rudi Pell – Emotional Echoes https://www.youtube.com/watch?v=ICtP9r7V1A8

Istruzioni abbastanza utili

bbracciojpg

Istruzioni universali per un abbraccio
(nessuna controindicazione)

L’universo non ha un centro,
ma per abbracciarsi si fa cosí:
ci si avvicina lentamente
eppure senza motivo apparente,
poi allargando le braccia,
si mostra il disarmo delle ali,
e infine si svanisce,
insieme,
nello spazio di carità
tra te
e l’altro.

Chandra Livia Candiani, da La bambina pugile ovvero La precisione dell’amore, 2014, Einaudi

 

Non lanciare
ossa e pietre
pietre
pietre non lanciare.
Costruire muri con le pietre.
Non costruire
muri.

Lasciar cadere
le braccia.
Alzare le braccia
abbracciarsi
piangendo.
Istruzioni
Per le braccia.

Hilde Domin, da Lettera su un altro continente, traduzione di Ondina Granato, Del vecchio editore

 

Dammi l’acqua
dammi la mano
dammi la tua parola
che siamo,
nello stesso mondo.

Chandra Livia Candiani, da Fatti vivo, 2016, Einaudi

 

*ascoltando Franco Battiato con Carmen Consoli – Tutto l’universo obbedisce all’amore https://www.youtube.com/watch?v=P0ZdZ8e6Qyk

Dove?

vvvvoool

“(…) Esiste un posto dove non siamo di passaggio? Disorientata, persa, sbalestrata, sballata, sbandata, scombussolata, smarrita, spaesata, spiantata, stranita: in questa parentela di termini mi ritrovo. Ecco la dimora, le parole che mi mettono al mondo”.

Jhumpa Lahiri, da Dove mi trovo, Guanda Editore

Dov’è “casa”? Dov’è (se c’è) un punto fisso?

Paesaggio in movimento

Si deve saper andare via
e tuttavia essere come un albero:
come se le radici rimanessero nel terreno,
come se il paesaggio si muovesse e noi restassimo fermi.
Si deve trattenere il fiato,
finché si calma il vento
e l’aria estranea inizia a girarci intorno,
finché il gioco di luci e ombre,
di verde e di blu,
crea gli antichi disegni
e siamo a casa,
ovunque essa sia,
e possiamo sederci e appoggiarci,
come se fossimo alla tomba
di nostra madre.

Hilde Domin, da Con l’avallo delle nuvole, ed. orig. 1987, traduzione di Ondina Granato, a cura di Paola del Zoppo e Ondina Granato, Del Vecchio Editore, Roma 2011

 

Io aspetto
come il melo
aspetta i fiori –
suoi –
e non li sa
puntuali
ma li fa,
simili
non identici
all’anno passato.
Li fa precisi
e baciati nel legno
da luce e acqua
da desiderio
senza chi.
Sorrido sotto il noce
ai suoi occhi tanti
che mi studino bene
la tessitura dei capelli
e ne facciano versi
di merlo e di vespa
di acuti
aghi di pino
e betulla appena sveglia.
Non so chi sono
ho perso senso
e bussola privata
ma obbedisco
a una legge
di fioritura
a un comando precipitoso
verso luce
spalancata.

Chandra Livia Candiani, da Fatti vivo, Torino, Einaudi, 2017

*ascoltando Passenger – Home https://www.youtube.com/watch?v=ZAYZmIfHEiU

(ancora sul Dove?, qui: https://lapoesianonsimangia.myblog.it/2017/12/25/verso-dove/)