Bagaglio a mano

valigia

La vita

La vita è una stazione di partenze e di arrivi.
Viaggiamo di continuo,
tenendo nelle mani il nostro bagaglio inseparabile,
una piccola valigia
di sforzi, assalti e ricordi.

Fatos Arapi (1929,  Zvërnec, Albania), da Poema dhe vjersha (Poemi e versi), Tirana, 1966 (http://www.casadellapoesia.org/poeti/arapi-fatos-109)

 

*ascoltando J.J. Cale – Travelin’ Light  https://www.youtube.com/watch?v=k3mrpVwpeFY

(Ancora in viaggio, qui: https://lapoesianonsimangia.myblog.it/2018/01/19/non-dimenticare-il-biglietto/)

Inconvenienti di viaggio

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Non si può programmare tutto. E forse è proprio questo il bello.

Capelli struggenti

I’d drive a million miles
To be with you tonight.
Ho guidato un milione di miglia
per essere stasera con te,
dove non so; con questa canzone
in una cassetta sono partito trent’anni fa,
e sono arrivato ora, le orecchie stordite
e tutto il cuore un bagaglio sbattuto nel treno
dei ricordi, e le dita intrecciate in una tromba nel sonno.
Intorno a me il deserto, ma sono proprio certo
di non aver sbagliato strada. Mi senti? Mi senti?
Io sono qui, sono giunto con un enorme ritardo,
d’altra parte il desiderio acuisce l’emozione, la ruota
scolla lo pneumatico e la lama arrugginisce il rasoio.
D’altronde, si dice, è la vita. Ero partito per stare con te
stasera, e mentre viaggiavo sono passati trent’anni.
Sono molto cambiato: il mio cuore è un pezzo di gesso,
e non spero più d’incontrarti, anche se non ho
sbagliato strada, nonostante le intemperie, le angosce
e la stanchezza di vivere e quella di non vivere, accasciato
in una stanza, aspettando il prossimo romanzo, le prossime
poesie sempre più magre, o proprio evanescenti.
Sono arrivato, e tu, certo, non ti sei presentata.
Non hai mai saputo chi fossi, né chi son diventato,
quale percorso, quali opere e quale sporco addosso.
Sono venuto qui, nel deserto senza neppure sabbia
e trent’anni più tardi. Non avrei potuto prevederlo, credimi,
e non c’è stato niente da fare, solo correre per quei trent’anni
su questa vecchia auto veloce che non arriva mai.
Chissà come sei tu, stasera. Io, per forza, non ho più attaccati
i folti capelli di una volta; ora i capelli che io e i miei amici
avevamo, sono per noi diventati struggenti. O forse solo per me.
Struggenti ricordi di cose cadute, esalate, spinte all’incontrario.
Non so cos’altro dirti. Ho viaggiato per tutto questo tempo
forse per nulla. Ma sono arrivato, e questo forse conta.

Franz Krauspenhaar (Milano, 1960), da Capelli struggenti, Marco Saya Edizioni, 2016

*ascoltando Rory Gallagher – A Million Miles Away  https://www.youtube.com/watch?v=B4X4rdyXIEw

Non dimenticare il biglietto

nnnnnnnnnnnn

Ti senti mai sul punto di partire, ma non sai per dove? …e poi non sai da quale aeroporto, non possiedi un passaporto, hai perso il bagaglio a mano e hai una paura di volare forse più grande del  caos che ti porti in testa?
Buon viaggio.

 

Prima del viaggio

Di lui si dice: spazio.
È facile definirlo con questa sola parola,
assai più difficile con molte.

Al tempo stesso vuoto e pieno di ogni cosa?
Chiuso ermeticamente, benché aperto,
dato che nulla
può sfuggire a esso?
Dilatato all’infinito?
Ma se ha una fine,
con cosa, diamine, confina?

Sì, sì, d’accordo. Ma ora dormi.
È notte e domani ti aspettano cose più urgenti,
perfette per la tua misura definita:
toccare oggetti collocati vicino,
lanciare occhiate a una distanza voluta,
ascoltare voci accessibili all’orecchio.

E in più questo viaggio dal punto A al punto B.
Decollo alle 12.40, ora locale,
e il volo sopra matasse di nubi del posto
lungo una sottile striscia di cielo,
una qualunque, all’infinito.

Wislawa Szymborska, da La gioia di scrivere – Tutte le poesie (1945 – 2009)
a cura di Pietro Marchesani,  Adelphi Editore

* ascoltando Pink Floyd  – Learning to Fly https://www.youtube.com/watch?v=nVhNCTH8pDs

Sulla strada del giorno

buon viaggio i

Dove ti sta portando la strada? Quanto vento c’è lì? Qui c’è un po’ di nebbia (io poi non sono mai stata brava a leggere le indicazioni: le vedo sempre troppo tardi – anche se non corro mai veloce). Fai buon viaggio “sulla strada del giorno“.

La vita è tanto rischiosa
quanto ramificata

cima d’albero e punta di fronda
sono solo l’inizio

poi viene il vento dell’ovest a flettere
e il vento del nord a torcere

poi la luce del sole ci esorta
e allora tutti su

noi siamo come ogni verde
macchina rigogliosa

in viaggio sulla strada del giorno
verso la notte

Grace Paley, da Fedeltà, traduzione di Livia Brambilla e Paolo Cognetti, Minimum Fax, 2011

* ascoltando  Piero Pelù – Viaggio https://www.youtube.com/watch?time_continue=127&v=0wlFi_Q5E3o

strada, buon viaggio

Dove vai?

dove stai andando

Dove stai andando questa volta? E dove vado io?

(Ma stiamo viaggiando o stiamo scappando?)

Viaggiare! Perdere paesi!
Essere altro costantemente,
non avere radici, per l’anima,
da vivere soltanto di vedere!
Neanche a me appartenere!
Andare avanti, andare dietro
l’assenza di avere un fine,
e l’ansia di conseguirlo!
Viaggiare così è viaggio.
Ma lo faccio e non ho di mio
più del sogno del passaggio.
Il resto è solo terra e cielo.

Fernando Pessoa, in Poesias, da Fernando Pessoa – Poesie scelte, traduzione di Luigi Panarese, Passigli Editore.

 

«Il viaggio non finisce mai. Solo i viaggiatori finiscono. E anche loro possono prolungarsi in memoria, in ricordo, in narrazione. Quando il viaggiatore si è seduto sulla sabbia della spiaggia e ha detto: “Non c’è altro da vedere”, sapeva che non era vero. Bisogna vedere quel che non si è visto, vedere di nuovo quel che si è già visto, vedere in primavera quel che si è visto in estate, vedere di giorno quel che si è visto di notte, con il sole dove la prima volta pioveva, vedere le messi verdi, il frutto maturo, la pietra che ha cambiato posto, l’ombra che non c’era. Bisogna ritornare sui passi già dati, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini. Bisogna ricominciare il viaggio. Sempre. Il viaggiatore ritorna subito».

José Saramago, da Viaggio in Portogallo

altre poesie sul viaggio qui http://lapoesianonsimangia.myblog.it/2016/02/17/viaggio-cercando-che-cosa/
* ascoltando Leonard Cohen – Traveling Light e J.J. Cale – Travelin’ Light