Due mèches di assertività, per favore

spet2 copia

 

Assertività: la capacità di esprimere in modo chiaro ed efficace le proprie emozioni e opinioni, senza prevaricare né essere prevaricati.
(Esiste un shampoo che regali sfumature di assertività?)

 Assertività sfumata

Ti senti innaturale anche tu
appena uscita dal parrucchiere
mentre spettini quella testa nuova?
Che poi di ben nuovo non c’è nulla
sei sempre tu, la te stessa di prima,
oltre quello svaporio più brillante

e infatti ancora una volta
hai risposto sì, sì
– ma volevi dire no
quando ti hanno chiesto sorridendo
allora, ti piacciono così?

©IreneMarchi2021

♣ ascoltando  Francesco De Gregori -Belli capelli https://www.youtube.com/watch?v=glU2qVudGRI

Siamo così

jump

… perennemente in bilico, cercando l’equilibrio

Bambina che gioca alla campana

L’unico piede
d’appoggio
urta la pietra piatta
ne misura lo scatto
ombrello
sull’alba della coscia
la gonna gonfia
come una bussola folle
e il volo sospeso delle ali
per bilanciare la gamba ripiegata
la cadenza esita e si assesta
ogni passo verso me comporta il rischio di una caduta
ed ogni secondo di azzardo è la nostra fortuna in equilibrio

***

Filette à la marelle

Ton pied unique
Buté
Cognant la pierre plate
En mesure l’élan
Parapluie
Sur l’aube de ta cuisse
Ta jupe gonflée
Comme une boussole folle
Et le vol suspendu des ailes
Pour l’équilibre de la jambe ramenée
Ta cadence hésite et s’affirme
Tout pas vers moi porte le risque d’une chute
Et chaque seconde de hasard est notre chance balancée

Paul Laraque (Haiti, 1920–2007), da La sabbia dell’esilio, traduzione di Giancarlo Cavallo

∞ ascoltando Ólafur Arnalds & Nils Frahm – Life Story https://www.youtube.com/watch?v=_sBHzqDJZCU

Spazi di espansione

ac cado

In quale spazio senti di vivere pienamente?

Là accado

Mi espando e vivo
illegalmente
in aree che gli altri
non riconoscono reali.
Là mi fermo ed espongo
il mio mondo perseguitato,
là lo riproduco
con amarezza ribelle,
là lo affido
a un sole
senza forma, senza luce,
immobile,
personale.
Là accado.

A volte però
tutto questo s’arresta.
E mi restringo,
a forza rientro
(rassicurante)
nell’area ammessa
e legale,
nell’amarezza terrena.

E mi smentisco.

Kiki Dimulá (Atene, 1931-2020), da L’adolescenza dell’oblio, Crocetti, 2000, traduzione di Paola Maria Minucci

ascoltando The Who – Sparks https://www.youtube.com/watch?v=ah66Jji74Tk

Dubbi? Perplessità?…

evaporando

Alzi la mano  chi si sente più o meno come il poeta nella poesia qui sotto.

Lo vedi? Siamo in ottima compagnia (… ora possiamo abbassare la mano).

 

Mai ho saputo chi sono né mai lo saprò.
So solo che il vento soffia e la pioggia cade,
il mare selvaggio bramisce tra le rocce
e il sole illumina i lieti boschi.
Ma chi mi insegnerà a essere me stesso
perché io possa udire il tiro a caso
risuonare tra il dubbio e la certezza
e possa leggere, nelle carte sul tavolo,
la verità delle carte di un mazzo?
Non so dire neanche se sono l’altro,
l’ombra che mi insegue sotto il sole
e mi sfoglia come se fossi un girasole
e in me si nasconde quando mi scopro
nella mancanza e nell’assenza e mi cerco
nel graffito  che macchia la calce del muro.
Tutto in me è domanda e incertezza.
E perplesso cammino verso la spiaggia
prima che tutto in me in me si perda.

Lêdo Ivo (Brasile, 1924 – 2012), da Plenilunio, in Requiem, traduzione di Vera Lùcia de Oliveira

° ascoltando Hans Zimmer – Rain Man Theme https://www.youtube.com/watch?v=fKZkIt0QRoM&t=6s

Sono nell’orto

zappoC’è qualche invenzione che porta il tuo nome? Magari un sugo strano per gli spaghetti, la bevanda incredibile che prepari d’estate, un passo di danza, il testo di una canzone,… ?

 

Conferenza stampa di un grande inventore

Sogno di inventare — se così
si può dire — sin dagli anni della scuola,
una spugna in grado di assorbire
tutte le sciocchezze del mondo. (Brusio in sala)
Inoltre lavoro da una vita
ad un manuale
di volo per farfalle e durante le pause,
elaboro una specie di dizionario
del linguaggio dei fiori di lillà. (Applausi)
E mi sforzo di comprendere gli uomini.
Mi meraviglia la somiglianza tra odio
e amore, santi e diavoli.
(Interventi dalla sala. Fischi)
Per il resto, zappo l΄orto, pianto crisantemi,
sfrondo il prezzemolo, coltivo gerani
e muoio pure, a poco a poco…
(Applausi lunghi e calorosi)

Nicolae Dabija (Moldavia, 1948-2021), da Dritto all’errore. Antologia poetica, Trieste, Franco Puzzo Editore, 2014, traduzione di Gaetano Longo e Valentina Corcodel

♣ ascoltando Bandabardò – Rumore di fondo https://www.youtube.com/watch?v=u8Y03X33iRs&t=6s

(Pre)visioni

vedo che

Ti è mai capitato che qualcuno facesse una “previsione” sul tuo futuro, che poi si è (piacevolmente) avverata?

Oche

Epstein, l’insegnante di matematica,
amava interrogarmi alla lavagna.
Diceva che la mia testa era adatta solo ai cappelli.
Diceva che un uccello con un cervello come il mio
avrebbe volato a ritroso.
Mi spediva a far razzolare le oche. 

Ora, passati molti anni da quella frase,
seduta sotto la palma
con le mie tre belle oche,
penso che forse fosse lungimirante,
il mio insegnante di matematica,
e che avesse ragione, 

giacché nulla mi dà più gioia
che vederle ora mentre
piombano sul pane sbriciolato,
agitando la gaia coda,
raggelandosi immobili per un attimo
sotto le goccioline d’acqua
che spruzzo loro addosso
dal tubo,
rizzando il capo mentre il loro corpo
si protende come ricordando
laghi lontani.

Ormai il mio insegnante di matematica è morto
e morti anche i suoi problemi che non riuscii mai
a risolvere.
Amo i cappelli,
e sempre a sera
quando gli uccelli tornano nell’albero,
cerco quello che vola a ritroso.

Agi Mishol (1946), da Ricami su ferro, Giuntina Editore, 2017, a cura di A.L. Callow e C.Nicolini Coen

♠ ascoltando The Kinks – This Time Tomorrow
https://www.youtube.com/watch?v=qwVJ7FWc4rQ

La strada del vento

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Illustrazione di Marta Carraro da C’era una volta il silenzio e altre favole per innamorati, di Davide Boosta Dileo, Mondadori

(Buon viaggio a tutti i granelli di polline e a tutte le foglie.)

C’era una volta un granello di polline.
Un giorno, una foglia vicino a lui gli chiese perché passasse tutto il tempo a sorridere.
“Perché aspetto il vento.”
“E che cosa vuoi dal vento?”
“Aspetto che venga a prendermi e mi faccia viaggiare.”
“Io no, io ho paura che mi faccia perdere l’orientamento.”
“Non devi” disse il granello. “Il vento è solo una strada. E alla fine di ogni strada c’è sempre un posto in cui posarsi. Quella sarà la mia casa. Aspetto il vento per partire e tornare a casa.”
Proprio in quel momento una lieve brezza si alzò e il minuscolo granello si levò in volo senza smettere di sorridere.

Davide Boosta Dileo, da C’era una volta il silenzio e altre favole per innamorati, Mondadori, 2018

♣ ascoltando Vashti Bunyan – Come Wind Come Rain https://www.youtube.com/watch?v=Po8OTXXDwi0

Senza ombrello

pioveva

Piove, io esco

amo la pioggia che non lo sa
se fa danno o dà respiro
alla terra e alla nostra sete
amo le gocce della pioggia, tutte,  
quando cominciano a cadere
e sembrano avvertire  s  c u
s     ac i…
               s  ti     a
         m  o          pe  r        p io v
                 e r      e
sì, amo la pioggia, tutta,
fatta da una goccia
una goccia
una goccia
una goccia

e che il contagocce no, mai lo saprà usare

(ora esco, c’è un temporale)

©IreneMarchi2021

♥ ascoltando  Ezio Bosso – Rain, in Your Black Eyes https://www.youtube.com/watch?v=vkiVWpf_tW4

Variazioni e improvvisazioni

sdleng sdleng sdDLENGHHHH

Da qualche tempo ho finalmente smesso di preoccuparmi (troppo) cercando di prevedere gli eventi, per non rischiare di trovarmi impreparata: tanto poi, alla fine, ho sempre dovuto improvvisare perché i simpatici eventi non sono mai andati come avevo previsto (cosa che, del resto, penso succeda un po’ a tutti). Quindi ho cambiato musica: al di fuori di situazioni lavorative, per me esiste solo l’improvvisazione. E tu? Pianifichi o improvvisi? Come suoni il pianoforte delle tue giornate?

***

Posso suonare la memoria come un pianoforte?

Sempre traendo le note volute?

Non facendo il casino di chi pesta sui tasti e non ha mai studiato
una nota o un accordo?
(Non pretendo musica da conservatorio o da maestro
sia pure privo di maestri e di carta da spartiti
come Thelonious Monk,
mi basta saper suonare
a malapena una tarantella).

Sergio Atzeni (Capoterra, 1952-1995), da Due colori esistono al mondo. Il verde è il secondo, Nuoro, Edizioni Il Maestrale, 1997

 

 

Oltre l’orizzonte

verso l'orizzonte

Se tu fossi una strada, che tipo di strada saresti?
E che cosa apparirebbe oltre il tuo orizzonte?

difficile essere una strada
soprattutto nel punto
dell’attraversamento

l’OrizzonTAle

e
il VErticale
portano insieme persone e macchine
animali a volte
cani e piccioni
e biciclette: di quelle nuove da due o trecento sacchi
e di quelle ereditate dai nati negli anni ‘30
io da piccola
confondevo spesso l’orizzontale e il verticale
e pronunciando queste parole ogni volta
immaginavo un orizzonte
l’orizzonte è quella linea sottile dove la vista finisce
dietro a cui da un momento all’altro spunterà il mare
e sparirò io,
la strada

Volha Hapeyeva (Bielorussia, 1982), da Prysak i požnja (Braci e stoppie), traduzione di Alessandra Bertuccelli, in “Internazionale”, n. 1412, giugno 2021, p. 107

⇒ ascoltando Laura Nyro – And When I Die https://www.youtube.com/watch?v=XCvwDjgKPoc