Storie di donne

heart (2)

 

Houston, we have a problem

(mi raccontarono la storia di un uomo finito sulla luna:
un uomo in bianco e nero)

io conosco storie di donne che entrano in un cuore
grande come un pugno
e che lasciano impronte nei respiri
in letti da rifare
in cucine dal profumo di spezie
in discorsi che restano sospesi
(nel fumo di sigarette fra le dita)
in liste della spesa
(calligrafie minute su fogli bianchi,
appena stropicciati in un angolo)
in un’attesa che dura quanto un figlio
(che è cresciuto e andato via)

donne senza bombole d’ossigeno
senza una base a dar loro coordinate
che fluttuano in un’apnea d’amore
tra stelle interrotte dal buio e silenzi
intercalati da parole: quelle sbagliate
donne nella cui anima si annidano speranze
e restano lì,
come gusci vuoti in memoria.

Carla Lebowski Cavallini, eteronimo di Emilio Piccolo (fonte: Centro Cultural Tina Modotti Caracas https://cctm.website/)

*ascoltando Anoushka Shankar – Breathing under water https://www.youtube.com/watch?v=Z_HT-d8W1_M

“Diffusa”

a pezzi

Ci sono giorni così.
Giorni in cui ci si sente un po’ “diffusi”, come gli alberghi dei piccoli borghi, ma in un modo molto meno piacevole: la sensazione è quella che più comunemente e banalmente si definisce “sentirsi a pezzi (e sparpagliati)”.
Chi non ha mai conosciuto giorni così… diffusi?

Oggi no

Oggi non ho il tempo
per scrivere
per leggere
per ridere di me

oggi non ho la forza
per ascoltare la musica
per guardare gli alberi
per camminare fino all’angolo
oggi sono occupata:
devo raccogliere

i                           miei

pezzi

sparsi.

Irene Marchi, da La parte in ombra, Ensemble Edizioni, 2018

*ascoltando Edoardo Bennato – Un giorno credi https://www.youtube.com/watch?v=qsvs01Fc8EQ

A fior di pelle

skin

I fiori (o le spine) che ci sfiorano soltanto
possono lasciare tracce profonde?

Fiori.
Una valle di fiori.
Fiori di neve.
Fiori stellati.
Fiori di ghiaccio
sui vetri delle finestre.
Fiori sulle tue guance,
fiori nel letto,
fiori della pelle
dal profumo intenso.

Rose nella bocca,
con le spine.
Punture, tremiti.
Cerco le tracce
salate del sangue.
Le mie, le tue.
Con la saliva rimargino
le ferite sanguinanti
del cuore.
Murate in un castello.
Saliva, sangue e latte.

Davanti a occhi sgranati
sta sorgendo
l’aurora.

Barbara Korun, traduzione di Jolka Milič, fonte www. casadellapoesia https://www.youtube.com/watch?v=XqGIcaxAsMQ

 

* ascoltando Queen – Lily Of The Valley https://www.youtube.com/watch?v=o7K1_g31H0s

La corsa (ad ostacoli)

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Corsa a ostacoli

Non è vero che il male è compatto
e tutto uguale, come darebbe
a intendere l’effetto di trascinamento
del roccolo mentale in cui
si azzera ogni differenza:
se la questione A, in apparenza,
non offre nessuna soluzione,
di conseguenza crollerà anche B
e C e D e tutto il resto. Quando
tracimano i fantasmi si fa presto
a colorare di un unico colore
(il nero), quello che invece
resta l’insondabile mistero
di un teatro che fa della mutevolezza
l’unica sua costante.
La vera fatica è proprio questa:
superato l’ostacolo che sembrava
insormontabile, eccone appresso
un altro e un altro e un altro ancora.
La pace, quella sì è un miraggio,
foss’anche soltanto per un’ora.

Franco Marcoaldi, da La trappola, Einaudi, 2012

*ascoltando John Frusciante – Falling https://www.youtube.com/watch?v=UjUYr5RN6cM

S di sogni

Illustrazione tratta dal libro “Incontri-Disincontri”, Jimmy Liao, traduzione di Silvia Torchio, Terre di Mezzo editore, 2017

Illustrazione tratta dal libro “Incontri-Disincontri”, Jimmy Liao, traduzione di Silvia Torchio, Terre di Mezzo editore, 2017

Sognare o non sognare: è questo il dilemma?
No,  conviene sognare, sempre e comunque.

 

Tieniti stretti i sogni

Tieniti stretti i sogni
perché se i sogni muoiono
la vita è un uccello dalle ali spezzate
che non può volare.

Tieniti stretti i sogni
perché quando i sogni se ne vanno
la vita è un campo arido
gelato dalla neve.

°°°

Hold fast to dreams

Hold fast to dreams
For if dreams die
Life is a broken-winged bird
That cannot fly

Hold fast to dreams
For when dreams go
Life is a barren field
Frozen with snow.

Langston Hughes (Joplin, Missouri, 1902 – New York, 1967)

*ascoltando Vangelis – Dream in an Open Place https://www.youtube.com/watch?v=1vGEtow5S7I

(per altre lettere dell’alfabeto qui)

Non importa

abcd

 

Non importa quanto vai piano, l’importante è che non ti fermi (Confucio)

Vivere è percorrere il mondo

Vivere è percorrere il mondo
attraversando ponti di fumo;
quando si è giunti dall’altra parte
che importa se i ponti precipitano.

Per arrivare in qualche luogo
bisogna trovare un passaggio,
e non fa niente se scesi dalla vettura
si scopre che questa era un miraggio.

Juan Rodolfo Wilcock (Buenos Aires, 1919-1978), da Poesie, Adelphi, 1980

°ascoltando  Camel – Stationary Traveller https://www.youtube.com/watch?v=HA_h5iJbrPs

Una frase per un tatuaggio…

nel labirinto

Sapere che si riesce meglio
se non si cerca di evitar lo sbaglio

Insegnamento Zen

Meno forza, dici, ed hai ragione:
questa di ritenersi sempre uguali è un’illusione,
e quel che vale ora, e che funziona,
non c’entra nulla col mondo che eravamo,
con quella logica e con quanto sapevamo:
ciò che mi scioglie il gesto, e lo perfeziona,
non è l’impegno e l’energia che impiego,
ma consapevolezza e strategia:
e la destrezza è data da una inedita
maestria, saper dosare il movimento
e non insistere, lasciarlo lento…

Scoprire nella propria debolezza
il miglior modo per venire a capo
di un deficit ormai stabilizzato…

Sapere che si riesce meglio
se non si cerca di evitar lo sbaglio…

Giovanna Rosadini (Genova, 1963), da Itaca, in Unità di risveglio, Einaudi, 2010

*ascoltando Sigur Rós – Untitled 3 https://www.youtube.com/watch?v=UeuvegBZFuM

Bon voyage!

bon voyage

Non una poesia, oggi, ma un augurio.  Un augurio per “sogni a non finire” con il testo di una lettera che il chansonnier Jacques Brel  scrisse il 1 gennaio 1968.
Ma oggi non è capodanno!
No, infatti. Ma ogni giorno è comunque un nuovo inizio… bon voyage!

Vi auguro sogni a non finire
E la voglia furiosa di realizzarne alcuni.
Vi auguro di amare
ciò che si deve amare,
e di dimenticare
ciò che si deve dimenticare.
Vi auguro passioni
vi auguro silenzi
vi auguro il canto degli uccelli al risveglio
e risate di bambini.
Vi auguro di rispettare le differenze degli altri
perché il merito e il valore di ognuno sono spesso da scoprire.
Vi auguro di resistere all’affondamento,
all’indifferenza
e alle virtù negative della nostra epoca.
Vi auguro infine di non rinunciare alla ricerca,
all’avventura, alla vita, all’amore,
perché la vita è una magnifica avventura
e non vi è ragionevolezza a rinunciarvi
senza aver combattuto aspramente
vi auguro sopratutto di essere voi stessi,
fieri di esserlo e felici,
perché la felicità è il nostro vero destino.

°°°

Je vous souhaite des rêves à n’en plus finir.
Et l’envie furieuse d’en réaliser queques-uns.
Je vous souhaite d’aimer ce qu’il faut aimer,
et d’oublier ce qu’il faut oublier.
Je vous souhaite des passions.
Je vous souhaite des silences.
Je vous souhaite des chants d’oiseaux au réveil,
et des rires d’enfants.
Je vous souhaite de respecter les différences des autres parce que le mérite et la valeur de chacun sont souvent à découvrir
Je vous souhaite de résister à l’enlisement,
à l’indifférence
et aux vertus négatives de notre époque.
Je vous souhaite enfin de ne jamais renoncer à la recherche, à l’aventure, à la vie, à l’amour,
car la vie est une magnifique aventure et nul de raisonnable ne doit y renoncer sans livrer une rude bataille.
Je vous souhaite surtout d’être vous, fier de l’être et heureux,
car le bonheur est notre destin véritable.

Jacques Brel (Bruxelles, 1929-1978)

*ascoltando Yann Tiersen – La Valse d’Amelie  https://www.youtube.com/watch?v=Obqs3cyOeUc

L’angolo del caos

baule 2

Qual è il tuo angolo del caos?

 

Il baule

Ogni casa
ha il suo angolo del caos
un cassetto
         un armadio
  una stanza

è per gli oggetti che “non si sa mai”
per quelli ammaccati di ricordi
e per le cose senza più senso
o con un senso che può tornare

così anch’io
ho riposto in un baule
le vecchie stoffe di un’altra vita
cento legni portati dal mare
e solo mille dei miei pensieri
senza senso.

Certe notti
nel silenzio

sento quel baule cantare.

©Irene Marchi 2020

*ascoltando Ligabue – Ho messo via https://www.youtube.com/watch?v=g3QHaSwYrxA

Un po’ di cielo

quellocheserve

Che cosa ci serve veramente?

Quello che serve

Quello che serve
lo accarezzo nel gesto

                        lento

di afferrare una nuvola

mi serve l’aria
per volare,
la luna
per la tavola della sera
e un pezzo di cielo
per alzarmi di nuovo,
domani.

Irene Marchi, da L’uso delle parole e delle nuvole, Cicorivolta Editore, 2020

*ascoltando Yann Tiersen – Sur Le Fil https://www.youtube.com/watch?v=DyLSUhMLeUM