Punti di vista

papavero3salutSei tu che fotografi lui o è lui che fotografa te?

Senza filtri

Mentre fotografavo
ho sentito la voce dei papaveri
–  c’era intorno il silenzio
e il respiro calmo del frumento –

ridevano di me:
che ingenua, sussurravano
scherzando col vento,
non ha ancora capito che la vita
va toccata
e non guardata soltanto.

©Irene Marchi 2019

*ascoltando Eric Clapton – Blues in ‘A’ https://www.youtube.com/watch?v=TxO_Fi3V73o

“Sentieri dove ci si può perdere”

maipiù

   “Sentieri dove ci si può perdere (…) e sogni a cui si appartiene”.
La vita forse sta in questo.

 

Io credo in tante cose. Nel sangue. Nel fuoco.
Credo nei sentieri dove ci si può perdere.
Credo nei sogni a cui si appartiene.


Vado alla cieca. Non portarmi a casa.
Lascia che la notte mi conduca sempre avanti.
Da qualche parte nel buio c’è una porta socchiusa.


Da qualche parte al confine tra il corpo e l’anima,
un luogo dove il tempo stesso dice fermati
– è lì forse dove arderebbe il mio cuore?

Non ascoltarmi. Ogni mia parola
è una profezia pericolosa, una falsa pista.
Sono abbastanza diversa da come credi.

°°°

Eg tror på mange ting. På Blod. På ild.
Jeg tror på stier hvor en kan gå vill.
Jeg tror på drømmer som en hører til.

I blinde går jeg. Led meg ikke hjem.
La natten føre meg bestandig frem.
Et sted i mørket står en dør på klem.

Et sted på grensen mellom ånd og kropp,
et sted hvor selve tiden sier stopp
– der skulle vel mitt hjerte flamme opp – ?

Hør ikke på meg. Alle mine ord
er farlige profeter, falske spor.
Jeg er en ganske annen enn du tror.

Inger Hagerup (1905, Bergen, Norvegia-1985), da Videre, 1945

*ascoltando Paul McCartney – I Don’t Know https://www.youtube.com/watch?v=aef2eV7GmQw

Che posto è questo?

amaca

Il mondo è un bel posto
      per esserci nati
 se non v’importa che la felicità
     non sia sempre
        così divertente
  se non v’importa un po’ d’inferno
      una volta tanto
   proprio quando tutto va bene
       perché anche in paradiso
    mica cantano
      sempre

   Il mondo è un bel posto
      per esserci nati
 se non v’importa che qualcuno muoia
      tutti i momenti
   o magari solo di fame
      se non siete voi

 Oh il mondo è un bel posto
     per esserci nati
  se non v’importa molto
     qualche cervello morto
   nelle alte sfere
     o una bomba o due
    di tanto in tanto
      nei vostri visi alzati
  o certe altre improprietà
     di cui è preda
    la nostra Società
      coi suoi uomini distinti
    e quelli estinti
      i suoi preti
    e altri poliziotti
      le sue varie segregazioni
  le investigazioni congressuali
      e altre costipazioni
   che la nostra carne sciocca
      eredita

 Sì il mondo è il migliore posto
     per un mucchio di cose come
  far buffonate
    e fare all’amore
 esser tristi
   e cantare canzoni triviali e avere ispirazioni
 vagabondare
   guardando ogni cosa
      odorando fiori
 e dare pizzicotti alle statue
    e perfino pensare
     e baciare la gente e
  far bambini e portare pantaloni
      e agitare cappelli e
     ballare
      e andare a nuotare nei fiumi
    a fare picnic
      a mezza estate
   e insomma
     godersi la vita

 Già
  ma poi sul più bello di tutto questo
       arriva sorridendo
    l’imprenditore delle pompe funebri.

Lawrence Ferlinghetti (1919, Bronxville, Stati Uniti), in  Poesie, traduzione di Romano Giachetti e Bruno Marcer, Editore Guanda

* ascoltando Vasco Rossi – Un senso https://www.youtube.com/watch?v=StRtFh01XUo

“M’illumino di meno” (ma m’illumino meglio)

 piùlucemenolucetantocaoscomunque

In occasione della Giornata del risparmio energetico e degli stili di vita sostenibili e dell’iniziativa M’illumino di Meno promossa da Caterpillar e Rai Radio2 (ideata nel 2005 per chiedere ai propri ascoltatori di spegnere tutte le luci che non sono indispensabili) https://www.raiplayradio.it/articoli/2017/11/Millumino-di-Meno-5f36dba8-24f8-4480-9235-080b2db021de.html
ripropongo  questa poesia:  più luce che arriva da dentro di noi (anche se non è sempre facilissimo).

Illuminiamoci più spesso

Illuminiamoci più spesso,
bevendo un caffè
parlando di te e di me
parlando anche col gatto.
Illuminiamoci lo stesso
anche se fa troppo freddo
anche se cʼè sempre la guerra.
Illuminiamoci per dispetto
alla faccia del dolore
facendo il verso al buio.
 
Forza, illuminiamoci vivendo.
 
Irene Marchi, da La parte in ombra, Edizioni Ensemble, 2018

*ascoltando Creedence Clearwater Revival – Long As I Can See The Light  https://www.youtube.com/watch?v=Q1809vqz3zA

“Dipingi d’azzurro l’anima” (e altri consigli)

azzurro

Esci da te

(o collezione imperativi primavera-estate
per l’autunno del tuo sconcerto)

Non fuggire da quel che senti. Non nasconderti
in quello che dici. Non dire bugie.
Sii la tua voce. Fai. Lavora. Non lamentarti.
Non soffrire per paura di soffrire di più.
Non mendicare mai quello che meriti.
Ad esempio, l’amore. Fallo ed avrai.
Fonda nel fuoco fermo del suo focolare
la tua dimora, il tuo mestiere. E ringrazia l’aria
che entra ed esce da te. Sii la finestra
di ciò che è vivo. Guarda con attenzione.
Ci sono sguardi che possono avvelenare il mondo.
Non lasciare che marcisca quello che senti
dentro. Lavati la coscienza
di tanto in tanto ma non dimenticare mai
che è possibile che tu sia innocente.
Apri il tuo cuore corazzato
alle nozze del cielo con il mare,
della luce con l’ombra,
del canto dei grilli con quello delle cicale.
Dipingi d’azzurro l’anima. Trasloca
da ciò che fosti a ciò che non sarai.
Pulisci la tua casa. Dì il tuo precipizio.
Cucina. Invita. Canta. Balla. Abbraccia.
Spolvera la tua voce. Annaffia le piante.
Anche quelle dei piedi, in mare, mentre cammini.
Non fermarti. Davanti a te i tuoi passi,
le tue impronte di domani, ti aspettano, ti vogliono.
Non guardare all’indietro. Non essere la tua statua
di sale. Esci da te, da quel che pensi
di te. Esci da questa stanza
buia in cui scrivi poesie
che dicono quello che hai da fare invece di farlo.
Muoviti. Fa’. Lavora. Non lamentarti.
Volta pagina. Vai. Guarda. Sii attento
e stai attento. Non dimenticare quel che vivi.
Non dimenticare quel che hai appena vissuto.
Non dimenticare quel che finisce. Finisce. Vai
in cerca di una voce nuova, lontana.
Non fuggire da quel che senti. Non permettere
che la vita passi invano,
che la morte al suo arrivo trovi
il lavoro già fatto. Guarda il cielo
come chi dice addio,
come chi rende grazie.

Juan Vicente Piqueras (1960, Los Duques – Spagna), da Vigilia di restare, cura e traduzioni di Raffaella Marzano, Multimedia Edizioni, 2017

*ascoltando Carlos Santana – Samba Pa Ti https://www.youtube.com/watch?v=j5AUm_xaE9A

Vale la pena

autobus

La ragazza della pensilina

Esce dalla pensilina e guarda
verso sinistra:
rientra e ricomincia il suo ticchettio nervoso.

Non ce la fa più, ne muore, ha bisogno
che arrivi l’autobus, la vita, tutto
ciò che questa le ha riservato.
E ne ha bisogno ora, adesso, questo sabato sera.
Domani è una chimera, una finzione,
un pianeta lontano anni luce.
Esce di nuovo, guarda e si consuma di desiderio.
È terribilmente sfortunata un secondo
e al successivo – arriva l’autobus finalmente – ride
e sembra che albeggi nel mondo.

La guardo e penso
che anche solo per questo,
per questa forza, per provare
ciò che proprio adesso lei sta provando,
vale la pena vivere.

La chica de la marquesina

Sale de la marquesina y mira
hacia la izquierda;
vuelve y reinicia su pequeño
“claqueteo” nervioso.

No aguanta más, se muere, necesita
que llegue el autobús; la vida, todo
lo que ésta le tenga reservado.
Y lo necesita ya, ahora, esta noche de sábado.
Mañana es una entelequia, una ficción,
un planeta a años luz.
Y vuelve a salir y mira y se consume de deseo.
Es terriblemente desgraciada un segundo
y al siguiente -llega el autobús al fin- se ríe
y parece que amanece en el mundo.

Y yo la miro y pienso
que, aunque solo fuera por eso,
por esa fuerza, por sentir
lo que ahora mismo está sintiendo ella,
merece la pena vivir.

Karmelo C. Iribarren,  da Ola de frío, Renacimiento, 2007

 

*ascoltando The Surfaris – Wipe Out https://www.youtube.com/watch?v=oHSM2P4PALY

Come una fotografia

des

Si possono fotografare le emozioni?

Desiderio

Vorrei dalle cose che vedo
essere trafitta
come da un fulmine
Non voglio che passino oltre
variopinte incolori
esse galleggiano sulla mia retina
si allontanano
verso quel punto oscuro
alla fine del ricordo

Hilde Domin (Colonia, 1909 – 2006), da Con l’avallo delle nuvole – Poesie scelte, a cura di Paola Del Zoppo e Ondina Granato, Del Vecchio Editore

* ascoltando Yngwie J. Malmsteen – Black Star https://www.youtube.com/watch?v=blNQZc84Q5c

Chissà quante altre

 possibilitàjpg

Chissà quante altre occasioni per stupirsi di un momento bello. Forse quello che conta è proprio non sapere il quando e il dove: la possibilità appartiene a ogni giorno.

Vivere è questo

Siamo così vicini
l’uno all’altra
che mi vedo riflesso nei suoi occhi.
Ma dura poco.
Già è seduta sull’autobus.
Già si allontana.
La vita fa in modo che queste cose
siano opportunamente
poche.
Affinché noi ci alziamo
ogni mattina
a cercarne altre.

– – –

Vivir es eso

Estamos tan cerca
uno del otro
que me veo reflejado en sus pupilas.
Pero dura poco.
Ya está sentada en el autobús.
Ya se aleja.
La vida hace que estas cosas
sean escasas
a propósito.
Para que nos levantemos
cada mañana
a buscar más.

Karmelo C. Iribarren, (San Sebastián, 1959), da Las luces interiores, 2013, Editorial Renacimiento

*ascoltando Santana – Flor D’Luna (Moonflower)  https://www.youtube.com/watch?v=S5zbewcP_Jk

“Da qualche parte c’è luce”

cielo 2

“… da qualche parte c’è luce…”, e quindi bisogna cercarla.

Il cuore che ride

La tua vita è la tua vita.
non lasciare che le batoste la sbattano nella cantina dell’arrendevolezza.
stai in guardia.
ci sono delle uscite.
da qualche parte c’è luce.
forse non sarà una gran luce ma la vince sulle tenebre.
stai in guardia.
gli dei ti offriranno delle occasioni.
riconoscile, afferrale.
non puoi sconfiggere la morte ma puoi sconfiggere la morte in vita, qualche volta.
e più impari a farlo di frequente, più luce ci sarà.
la tua vita è la tua vita.
sappilo finché ce l’hai.
tu sei meraviglioso
gli dei aspettano di compiacersi in te.

The Laughing Heart

Your life is your life
don’t let it be clubbed into dank submission.
be on the watch.
there are ways out.
there is a light somewhere.
it may not be much light but
it beats the darkness.
be on the watch.
the gods will offer you chances.
know them.
take them.
you can’t beat death but
you can beat death in life, sometimes.
and the more often you learn to do it,
the more light there will be.
your life is your life.
know it while you have it.
you are marvelous
the gods wait to delight in you.

Charles Bukowski, da Betting on the muse (traduzione italiana da Le ragazze che seguivamo, Guanda)

*ascoltando “Parole note” – https://www.youtube.com/watch?time_continue=28&v=yGWZXKAA73E e Aerosmith – Dream On https://www.youtube.com/watch?v=54BCLYNkFKg

Indefinibile

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La felicità, quando esiste, non può essere una frase fatta né il video di una pubblicità.

Contrasto

Quelli che vivono dentro la luce clamorosa
del successo e possiedono
morbide decappottabili e piscine
di placido turchese con rosai
e cani importanti
e ridono tra bionde satinate
belle come champagne,
ma non sono felici,

ed io che non avendo altro che queste strade
usuali ed un orario
oscuro e le domeniche economiche sul fiume
con una sposa e dei figli che mi amano
neppure io sono felice.

Miguel D’Ors, da Curso Superior de Ignorancia (1987), in “Poesia”, n. 339, luglio/agosto 2018, traduzione di Stefano Bernardinelli

*ascoltando Nina Simone – Feeling Good https://www.youtube.com/watch?v=oHs98TEYecM