Sogno o son desta?

(Lo so, lo so, più camomilla e meno caffè…)

 

Interpretazioni

Stanotte ho sognato di vivere
un nuovo disagio, no, non dovevo
dare un esame – io,  immatura
disperatamente impreparata–
non c’era la mia auto perduta
nel parcheggio: soltanto il mio nome
non sapevo scriverlo e sbagliavo
vocali o scordavo due lettere

tu lo sai, i sogni son desideri
d’esser persone almeno un poco
risolte, invece Freud è qui che
scuote la testa tutto da rifare
mia cara, mi dice. Prendo atto e
mi esercito, magari domani
va meglio. E tu, che cos’hai sognato?

©Irene Marchi 2022

°ascoltando Bandabardò – Preoccupato Marasma https://www.youtube.com/watch?v=YoQLWzmSX9o

Mi scusi, dottor Freud…

blog di poesia

Un sogno bello,  piombato all’improvviso in un continuum (infinito) di sogni brutti, spiazza come una gentilezza da parte di chi gentile non lo è stato mai. Che cosa c’è sotto?  è la domanda che  vorrei fare a Freud.

Il sogno nuovo

ho sognato dalla terra seccata
di un vaso rinascere tenera
una piantina e verde crescere
verso l’alto. Chissà cosa direbbe
Freud: torna a quei tuoi incubi
cupi! – direbbe – Adesso che riesci
a decifrarne il buio, che cos’è
questo scatto strano verso il cielo?

©IreneMarchi2021