L’ora di vento

volo di rondine

Qual è l’ora del giorno o della notte in cui avverti (più forte) la danza del tuo spirito?

 

Volo di rondine

La mia ora di vento amo e di luce,
e volti e sguardi – la danza leggera
del mio spirito sempre mi seduce –
rondine lungo i cieli della sera.

Sara Teasdale (St. Louis, 1884 –1933), da Gli amorosi incanti, traduzione di Silvio Raffo, Crocetti Edizioni

♣ ascoltando  Kaleidoscope – Keep Your Mind Open https://www.youtube.com/watch?v=gu87-le-h2g

Cose che si imparano

bicicletta volante

È proprio vero che non si finisce mai di imparare. Per fortuna.

Lietofine

Le cose che ho imparato allora
e poi non mi sono servite a niente
io le tengo comunque che non si sa mai

sapere che ciò che per l’acqua
è morire di freddo sull’erba
per noi è la brina

l’idea di una prigione per rondini:
con uno spago legato attorno alla zampa
le avrei tenute ferme a terra

la più inutile di tutte
mi fa ancora sorridere
scoprire che se pedali forte in bicicletta
ti nasce intorno un vento
che per gli altri non soffia

                                     °°°

Quello che posso insegnare

Intanto impara le cose semplici
non come ieri che hai attraversato
la strada senza guardare
per la paura poi ti ho abbracciato
gridando

hai spiegato che non si sentiva
il suono di nessun motore

intanto impara due cose semplici

le auto di domani saranno sempre più silenziose
e non è detto che chi ti sta aspettando
sia sempre qualcuno che ti vuole bene

Francesco Tomada (Udine 1966), da Portarsi avanti con gli addii, Raffaelli Editore, 2014

∗ ascoltando Yann Tiersen – Childhood – 2 https://www.youtube.com/watch?v=rOvcoY10xMg

Attenzione alle impronte!

piedini

Dolce nella memoria e leggera sulla Terra: questa l’impronta che vorrei lasciare. E tu?

L’impronta

E tu?
Entrando in case d’ogni sorta
nelle grigie
e nelle azzurre,
salendo per ripide scale,
in stanze inondate di luce,
porgendo l’orecchio agli accordi dei tasti
e rispondendo a tono alle domande,
dimmi:
che impronta vi lasci?
Un’impronta di quelle
che vengono deterse dal parquet,
di quelle che si guardano di sbieco,
oppure
una solida impronta invisibile,
che rimane nel cuore per molti anni?

Leonid Nikolaevič Martynov (Omsk, Russia, 1905-1980) da Nuovi poeti sovietici, Einaudi, traduzione di Angelo Maria Ripellino

♥ ascoltando  Daniel Waples and Friends – Petit Son https://www.youtube.com/watch?v=1GHXaTm6NWI

Consumati(ssimi) consumatori

uscita d'emergenza

 Eccoci… (conviene evadere!).

Al mercato

C’è un calmiere che regola i rapporti
col prossimo tuo e con te stesso.
Sei solo e vinto,
debole, deforme,
devi andare al mercato.
Stordirti e scegliere
le voci nel brusio.
Stipulare contratti,
vendere, comprare
i beni che consumano la vita

Bartolo Cattafi (Barcellona Pozzo di Gotto, 1922-1979), da Tutte le poesie di Bartolo Cattafi, Le Lettere ed.

ascoltando Lou Reed (Velvet Underground)– Riding Into The Sun https://www.youtube.com/watch?v=Vm1x9zkwsog

Qualcosa di puro e semplice

fontana bianconeroblu

Pur* e semplice come… (continua tu la frase)

 

Ci saranno ancora nel mondo
cose tanto semplici e tanto pure
come l’acqua bevuta nel palmo delle mani?

Mario Quintana (Brasile, 1906  – 1994) da Mario Quintana –  Per vivere con poesia, a cura di Marcio Vassallo,  traduzione di Natale Fioretto

♣ ascoltando Lynyrd Skynyrd – Pure and Simplehttps://www.youtube.com/watch?v=9_ypxJ1LigI

Le risposte dei fiori

 

 casa rosa copia

Hai mai fatto una domanda a un fiore o a un albero?

Ti hanno risposto?


Dimmi, geranio del giardino
sai dove se n’è andata l’anima?
Il corpo assente
e le mie mani non riescono a ricamare i suoi ricordi.
Non so dove tu sia, anima mia
spero solo che tu vada di buon passo.
Non parlare con l’usignolo
perderesti il volo nell’ombra.
Non è ancora tempo
di incontrare l’albero dell’inizio.


Carmen Cristina Wolf (Caracas, 1950), da
Atavíos, Editorial El Pez Soluble,  traduzione di Silvano Bottaro

 

♣ ascoltando Joe Satriani – Wind In The Trees https://www.youtube.com/watch?v=0TO4ejwSzus

Sperando di non dare fastidio

permesso
Non so tu, ma io, da sempre, mi porto dietro l’ingombrante paura di “dare fastidio”. Perciò questa poesia mi ha colpita a prima lettura e ora la trascrivo qui, sperando appunto…

– Ma quando crescerò, tu diventerai piccolo?
– No, diventerò vecchio…
– E poi andrai in cielo?
– Sì, e tu diventerai vecchio.
– No, io non diventerò vecchio. Ma è vero che dal cielo si può riscendere?
– Be’… forse… Ma non serve, perché in cielo si sta bene… e quando sarò in cielo, ti aspetterò. Poi verrai anche tu e staremo insieme in cielo. Sei contento?
– …Ma perché non possiamo stare qui?
– Be’…
– Ma che, diamo fastidio a qualcuno?

Claudio Damiani (Foggia, 1957), da Poesie, Fazi, 2010

♥ ascoltando Debussy – Children’s Corner (Ivan Moravec) https://www.youtube.com/watch?v=3TVJae0RneA

Pioverà?

pioverà

Piove?

Lascia piovere.

 

Pioverà?
 
sono stanca
di aggiustare ombrelli coprirmi
i capelli ragionare i passi
per salvare due scarpe e correre
volendo invece andare piano
sono stanca di scrutare il cielo
limando movimenti e pensieri

sono stanca

sai che ti dico? se domani piove
farò finta di essere un fiore

©IreneMarchi2021

♣ ascoltando B.J. Thomas –  Raindrops Keep Falling on my Head

Scegli la stagione

Screenshot (171) copia

Se tu fossi una stagione, quale saresti? (Ricorda che… sì, esistono ancora le mezze stagioni, e puoi scegliere anche tra invernomoltoprimaverile, primaveravdecisamentestiva, estateunpocoautunnale e autunnovestitod’inverno)

 

ti chiamo estate

A te per esempio
ti chiamo estate.
Per quel modo intimo che hai
di farti sera
di spostare l’equilibrio
tra carne e fiato
in un tremore
che si fa crepuscolo.
E se perdo l’equilibrio.
Poi.
Amo.

Andrew Faber,  da D’ amore. Di rabbia. Di te, Miraggi Edizioni, 2017

 

♣ ascoltando  Janis Joplin- Summertime

Il tempo

time goes by

Sarà anche un gran signore, ma intanto ride di noi e se ne va.

Che scriva lettere, che semini,
che bruci il pacciame a primavera,
mi pare che il tempo sia in mio potere,
e invece se la ride di me!
Ma non appena l’anelito della poesia
si posa sul piatto della bilancia
all’improvviso
divengono inaffidabili
financo gli orologi più precisi.
Il bocciolo sogna del futuro,
dalle pagine spira il passato
e sfugge, a me che l’inseguo,
il folle tempo sconfinato.

Tat’jana Bek (poetessa russa, 1949-20005), traduzione di Evgenij Solonovi e Gario Zappi

 

♥ ascoltando Fairport Convention – Who Knows Where The Time Goes?