Tempo presente

panchina

A proposito del qui e ora (non sempre facile)

 

Su una panchina, in ottobre

-Che cosa fai seduta qui?

-Aspetto.

-Chi aspetti?

-Aspetto il Tempo,
lo aspetto per chiedergli
un favore, mentre raccolgo le foglie
di un nuovo ottobre.
O vai più veloce -voglio chiedergli-
o mi riporti indietro,
Tempo,
ché al presente
proprio non ti so abbracciare.

©Irene Marchi 2018

 

*ascoltando Pink Floyd – Time https://www.youtube.com/watch?v=-EzURpTF5c8

Il muro

muroamore

 

Fili pericolosi

L’amore che confonde
ruba il filo
dei pensieri,
lo lega a un sasso
– ne abbiamo tanti nelle tasche –
e lo lancia
contro quel muro – lo chiamano realtà.
In pieno ti colpisce
ogni frammento.

Seguendo la curvatura di un arcobaleno
tu, con i tuoi pensieri,
cadi
                     a
                                      terra
                                                           piano.

Irene Marchi, da La parte in ombra, Edizioni Ensemble, 2018 (ne parlo qui https://lapoesianonsimangia.myblog.it/2018/06/19/la-parte-in-ombra/)

 

*ascoltando Amy Winehouse – Love is a losing Game https://www.youtube.com/watch?v=Fs1FveJqmEo

Illuminiamoci più spesso

caffè

Anche se c’è sempre la guerra (fuori e dentro di noi), vale la pena provarci:

Illuminiamoci più spesso

Illuminiamoci più spesso,
bevendo un caffè
parlando di te e di me
parlando anche col gatto.
Illuminiamoci lo stesso
anche se fa troppo freddo
anche se cʼè sempre la guerra.
Illuminiamoci per dispetto
alla faccia del dolore
facendo il verso al buio.
 
Forza, illuminiamoci vivendo.
 
Irene Marchi, da La parte in ombra, Edizioni Ensemble, 2018 (ne parlo qui https://lapoesianonsimangia.myblog.it/2018/06/19/la-parte-in-ombra/)

* ascoltando Listen to the Music – Playing For Change – Song Around The World https://www.youtube.com/watch?v=t4sK8d48Exs

Rubo?

 

fiorerubatojpg

Solo in fondo agli occhi

Sono una ladra di fiori: rubo
da fossi siepi prati
rubo silenzi e leggerezza
rubo quei colori fatti di luce.
Ma non li strappo  al vento
che li ascolta
che li culla
– solo uno ogni tanto, sì,
ai fiori bianchi non so resistere –
li rubo in un battito di ciglia
li tengo in fondo agli occhi
e nelle tasche dei giorni.
Prova anche tu, coglila
l’anima di un fiore

chiede soltanto una parola amica.
Prova anche tu, ma sii sincero
perché un fiore non sa mentire.

©Irene Marchi 2018

*ascoltando  Queen – Lily Of The Valley  https://www.youtube.com/watch?time_continue=17&v=o7K1_g31H0s

(Ancora sui fiori che sanno parlare https://lapoesianonsimangia.myblog.it/2017/09/11/imparare-dai-fiori/; https://lapoesianonsimangia.myblog.it/2018/04/06/ripartire-da-un-fiore/).

Non portare nulla

In primo piano

meglio niente, appunto

Sarebbe meglio regalare solo la verità. Subito e senza tanti giri di parole. Sempre.

 

Visite di cortesia

Non portarmi fiori,
ti prego, 
ma una confezione piccola
di ascolto
che varchi la soglia
del comune farfintadisentire.
Non regalarmi enormi promesse
̶  ti chiamo, ci vediamo  ̶
mantieni la verità
senza la logica
almeno per pochi attimi
                                   degli occhi
per poche pieghe
                        del sorriso.

 
Irene Marchi, da La parte in ombra, Edizioni Ensemble, 2018 (ne parlo qui https://lapoesianonsimangia.myblog.it/2018/06/19/la-parte-in-ombra/)

 *ascoltando Yann Tiersen – Les Deux Pianos https://www.youtube.com/watch?v=TcEacpB5wFw

Ordine o disordine?

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Sei un tipo ordinato o un po’ disordinato?
E qual è il tuo disordine più riuscito?

 

“Ø”  di ordine

Quale ordine insegui
o quale disordine ti culla?

L’accumulo delle foglie
sulla polvere di ogni ottobre,
l’assetto degli uccelli
al margine dei nuovi voli,
il saluto scomposto
dell’erba nel mio giardino,
solo questo
è l’ordine che mi posso permettere.
Per  cuore, mente, obiettivi
intravedo soltanto  l’iniziale
̶  un po’ storta  ̶   della parola Ordine:
uno zero vuoto
                        il caos primordiale.
(Ma perdonatemi   ̶  questo sì  ̶ 
il disordine ribelle dei capelli).

©Irene Marchi 2018

 

*ascoltando  Joy Division – Disorder https://www.youtube.com/watch?time_continue=3&v=9ryJB-FF_Jg

Nonostante tutto

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Per chi sta vivendo una notte troppo lunga.
Nonostante tutto, tu sei, io sono, …

 

Verbo essere (comunque)

Nonostante tutto
io sono
tu sei
noi siamo
oltre lʼinvisibile notte
che ci è caduta addosso
oltre la voglia
stanca
di non essere più
oltre il silenzio che ci soffia contro.
Io sono tu sei noi siamo.
Parole che respirano
̶  e possono urlare  ̶
punti fissi ma liberi
di ogni invisibile notte
che ci attraverserà.

Irene Marchi, da La parte in ombra, Edizioni Ensemble, 2018 (ne parlo qui https://lapoesianonsimangia.myblog.it/2018/06/19/la-parte-in-ombra/)

*ascoltando Linkin Park – One More Light  https://www.youtube.com/watch?v=Tm8LGxTLtQk

Invidiosi di… ?

libertà

Che cosa invidi tu?
(Ho chiesto che cosa, non chi!)

Materia preziosa

Invidio
le cime di montagna
vestite di sassi e rododendri
e il vento
               nudo
che balla
tra i petali di un melo

invidio
la sabbia
che consuma questo legno
e la voce sicura del mare
che lo riporta là
                        da dove viene

invidio
̶  sì, invidio  ̶
ciò che è fatto soltanto
                                   di libertà.

 
Irene Marchi, da La parte in ombra, Edizioni Ensemble, 2018 (ne parlo qui https://lapoesianonsimangia.myblog.it/2018/06/19/la-parte-in-ombra/)

*ascoltando Pearl Jam – Given to Fly https://www.youtube.com/watch?v=satY_ofTNo4

nessuna maiuscola

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Guardiamo il cielo, guardiamo la vita e guardiamo la morte:
non siamo forse tutti uguali? Tutti ugualmente minuscoli.

nessuna maiuscola

eccoci qui
come lettere sparse
s  p    a    r s    i
          a terra, tutti,
dalla a alla zeta
e se ti vedi maiuscolo
nessuna convinzione,
è solo per convenzione

sparsi a terra siamo
                             tutti:
il prodotto di un grande sgambetto.

Irene Marchi, da La parte in ombra, Edizioni Ensemble, 2018 (ne parlo qui https://lapoesianonsimangia.myblog.it/2018/06/19/la-parte-in-ombra/)

* ascoltanto Bob Dylan – Like a Rolling Stone

Io no, e voi?

non ho

certézza s. f. [der. di certo1]. – 1. In senso soggettivo, e più com., conoscenza sicura di un fatto, convinzione, persuasione ferma: avere (la) c. di riuscire; raggiungere la c.; possedere la c.; con c., in modo sicuro, fuori di dubbio: affermare, sapere con c. o con tutta c., con c. assoluta; c. matematica, piena, totale, come quella che si può trarre da esatti calcoli matematici; c. morale, certezza non suffragata da prove oggettive, ma da profonda convinzione soggettiva e intuitiva. 2. In senso oggettivo, il fatto di essere certo, sicuro, cioè pienamente rispondente al vero, oppure immancabile, garantito: la c. delle verità assolute; la c. della fede (…)” da Vocabolario Treccani

 

Non ho

Non ho certezze
anche se leggo le etichette
anche se vado a votare.

Non ho sicurezze
anche se riconosco
lalineadell’orizzonte

e so che ora sono qui
persa nel vento
               che piano si tinge di viola.

Non ho punti fissi
                        se non quelle due o tre stelle,
ma non è sereno tutte le notti
                                                il cielo.

Irene Marchi, da La parte in ombra, Edizioni Ensemble, 2018 (ne parlo qui https://lapoesianonsimangia.myblog.it/2018/06/19/la-parte-in-ombra/)

*ascoltando Nevermore – Believe In Nothing https://www.youtube.com/watch?v=6LG_qcylpzM

 (Ancora sulla mancanza di certezze, qui: https://lapoesianonsimangia.myblog.it/2016/04/01/dubbi-2/).