Un po’ più di zucchero?

ricetta

L’impasto

Zucchero, farina,
un pizzico dei tuoi pensieri
– quando non ti accorgi di pensare –
burro, lievito
e poi  le tue parole
a pezzetti, sillabe sottili
come la tua voce
– abbonda con la voce, se l’impasto non risponde.

 
Lascia riposare
per  tutto il tempo che non hai
per quello che hai perso
per quello che vorresti.
Assaggia la tua vita:
che sapore ha?

Solo tu hai la ricetta,
non perderla.

©Irene Marchi 2018

*ascoltando Sting-Soul Cake https://www.youtube.com/watch?v=k1gRK8hwqkY

Resisti

In primo piano

filo

Se hai voglia di osservare puoi scoprire dei tesori inaspettati  nei luoghi più impensati.
Anche per questo, resisti.

 

Non cadere

Sii grato al mattino
che scioglie il buio
nero di ogni notte
sii grato
alle nuvole
di novembre
che piangono
luce
sul filo del tuo sperare.

E resisti.

Non cadere, non ancora:
stringi  quel filo
bagnato di luce.

©Irene Marchi 2018

*ascoltando Edvard Grieg, Il mattino da Peer Gynt – Suite per orchestra, Nr. 1 (Op.46)
https://www.youtube.com/watch?v=IQxMXixxhzI

 

Chi sei?

chisei

“Chi sei?  Che cosa senti di essere (veramente)?” Forse  le risposte si trovano oltre la paura di conoscerle davvero.

Amore dopo amore

Tempo verrà
in cui, con esultanza,
saluterai te stesso arrivato
alla tua porta, nel tuo proprio specchio,
e ognuno sorriderà al benvenuto dell’altro,

e dirà: Siedi qui. Mangia.
Amerai di nuovo lo straniero che era il tuo Io.
Offri vino. Offri pane. Rendi il cuore
a se stesso, allo straniero che ti ha amato

per tutta la tua vita, che hai ignorato
per un altro e che ti sa a memoria.
Dallo scaffale tira giù le lettere d’amore,

le fotografie, le note disperate,
sbuccia via dallo specchio la tua immagine.
Siediti. È festa: la tua vita è in tavola.

Derek Walcott, da Mappa del nuovo mondo,  Adelphi, traduzione di B. Bianchi, G. Forti, R. Mussapi

(Mi permetto di accostare ai versi di Walcott  questa mia poesia a cui sono particolarmente legata).

Chi sei?

Mi chiedi chi sono,
qual è la mia posizione:
io sono la crepa sul muro
il cuscino macchiato
la tazza bella, scheggiata.
Come te
sono solo imperfezione.
 
Irene Marchi, da Fiori, mine e alcune domande, Sillabe di sale Editore, 2015

* ascoltando Edie Brickell & New Bohemians – What I Am https://www.youtube.com/watch?v=tDl3bdE3YQA

Tempo presente

panchina

A proposito del qui e ora (non sempre facile)

 

Su una panchina, in ottobre

-Che cosa fai seduta qui?

-Aspetto.

-Chi aspetti?

-Aspetto il Tempo,
lo aspetto per chiedergli
un favore, mentre raccolgo le foglie
di un nuovo ottobre.
O vai più veloce -voglio chiedergli-
o mi riporti indietro,
Tempo,
ché al presente
proprio non ti so abbracciare.

©Irene Marchi 2018

 

*ascoltando Pink Floyd – Time https://www.youtube.com/watch?v=-EzURpTF5c8

Il muro

muroamore

 

Fili pericolosi

L’amore che confonde
ruba il filo
dei pensieri,
lo lega a un sasso
– ne abbiamo tanti nelle tasche –
e lo lancia
contro quel muro – lo chiamano realtà.
In pieno ti colpisce
ogni frammento.

Seguendo la curvatura di un arcobaleno
tu, con i tuoi pensieri,
cadi
                     a
                                      terra
                                                           piano.

Irene Marchi, da La parte in ombra, Edizioni Ensemble, 2018 (ne parlo qui https://lapoesianonsimangia.myblog.it/2018/06/19/la-parte-in-ombra/)

 

*ascoltando Amy Winehouse – Love is a losing Game https://www.youtube.com/watch?v=Fs1FveJqmEo

Illuminiamoci più spesso

caffè

Anche se c’è sempre la guerra (fuori e dentro di noi), vale la pena provarci:

Illuminiamoci più spesso

Illuminiamoci più spesso,
bevendo un caffè
parlando di te e di me
parlando anche col gatto.
Illuminiamoci lo stesso
anche se fa troppo freddo
anche se cʼè sempre la guerra.
Illuminiamoci per dispetto
alla faccia del dolore
facendo il verso al buio.
 
Forza, illuminiamoci vivendo.
 
Irene Marchi, da La parte in ombra, Edizioni Ensemble, 2018 (ne parlo qui https://lapoesianonsimangia.myblog.it/2018/06/19/la-parte-in-ombra/)

* ascoltando Listen to the Music – Playing For Change – Song Around The World https://www.youtube.com/watch?v=t4sK8d48Exs

Rubo?

 

fiorerubatojpg

Solo in fondo agli occhi

Sono una ladra di fiori: rubo
da fossi siepi prati
rubo silenzi e leggerezza
rubo quei colori fatti di luce.
Ma non li strappo  al vento
che li ascolta
che li culla
– solo uno ogni tanto, sì,
ai fiori bianchi non so resistere –
li rubo in un battito di ciglia
li tengo in fondo agli occhi
e nelle tasche dei giorni.
Prova anche tu, coglila
l’anima di un fiore

chiede soltanto una parola amica.
Prova anche tu, ma sii sincero
perché un fiore non sa mentire.

©Irene Marchi 2018

*ascoltando  Queen – Lily Of The Valley  https://www.youtube.com/watch?time_continue=17&v=o7K1_g31H0s

(Ancora sui fiori che sanno parlare https://lapoesianonsimangia.myblog.it/2017/09/11/imparare-dai-fiori/; https://lapoesianonsimangia.myblog.it/2018/04/06/ripartire-da-un-fiore/).

Non portare nulla

meglio niente, appunto

Sarebbe meglio regalare solo la verità. Subito e senza tanti giri di parole. Sempre.

 

Visite di cortesia

Non portarmi fiori,
ti prego, 
ma una confezione piccola
di ascolto
che varchi la soglia
del comune farfintadisentire.
Non regalarmi enormi promesse
̶  ti chiamo, ci vediamo  ̶
mantieni la verità
senza la logica
almeno per pochi attimi
                                   degli occhi
per poche pieghe
                        del sorriso.

 
Irene Marchi, da La parte in ombra, Edizioni Ensemble, 2018 (ne parlo qui https://lapoesianonsimangia.myblog.it/2018/06/19/la-parte-in-ombra/)

 *ascoltando Yann Tiersen – Les Deux Pianos https://www.youtube.com/watch?v=TcEacpB5wFw

Ordine o disordine?

ordinejpg_modificato-1

Sei un tipo ordinato o un po’ disordinato?
E qual è il tuo disordine più riuscito?

 

“Ø”  di ordine

Quale ordine insegui
o quale disordine ti culla?

L’accumulo delle foglie
sulla polvere di ogni ottobre,
l’assetto degli uccelli
al margine dei nuovi voli,
il saluto scomposto
dell’erba nel mio giardino,
solo questo
è l’ordine che mi posso permettere.
Per  cuore, mente, obiettivi
intravedo soltanto  l’iniziale
̶  un po’ storta  ̶   della parola Ordine:
uno zero vuoto
                        il caos primordiale.
(Ma perdonatemi   ̶  questo sì  ̶ 
il disordine ribelle dei capelli).

©Irene Marchi 2018

 

*ascoltando  Joy Division – Disorder https://www.youtube.com/watch?time_continue=3&v=9ryJB-FF_Jg