Rimedi officinali

f a r m a c i a

Quali sono le tue medicine alternative?

Rimedi officinali

                                            a Emi

Ho deciso, amica mia,
mi curerò con il colore dei fiori:
ogni mattina a digiuno guarderò
negli occhi una rosa
e ogni sera ascolterò il canto
azzurro della lavanda.
Se gli incubi urleranno ancora
berrò foglie di edera

così, notte dopo notte, imparerò
a resistere contro ogni veleno

(se funziona ti passerò le ricette).

@IreneMarchi2020

*ascoltando Il teatro degli orrori – Benzodiazepina https://www.youtube.com/watch?time_continue=69&v=LFF2GVCEyfI&feature=emb_title

 

Nessuno

tictictic

Nessuno è (trasparente) come la pioggia.

tic tic tic

di questa pioggia
che canta

e rimbalza

sulle foglie sui pensieri  sul cuore

e ride

dei miei piedi bagnati
del tuo ombrello rotto

di questa pioggia
vorrei la trasparenza
costante
da cielo a terra,
la trasparenza lunga una vita:

la pioggia, finché si chiama pioggia,
si mostra soltanto per quello che è

©Irene Marchi 2020

*ascoltando  Ezio Bosso – Rain, in Your Black Eyes https://www.youtube.com/watch?v=vkiVWpf_tW4

Regole per non perdere il sonno

regoleper

Consigli per un figlio, per un’anima amica o…
per sé stessi

 

Regole per non perdere il sonno

 
Stai lontana, anima mia,
stai  lontana
da ciò che non ti vuole.
Stai lontana, piccola anima
da quello che – carezzevole
e invitante –
cerca solo un ostaggio.

Tu salta le pagine di pubblicità
e insegui  il profumo dei fiori.

©Irene Marchi 2020

*ascoltando  Janis Joplin – Little Girl Blue https://www.youtube.com/watch?v=rX8hOw31wCQ

Nulla di strano

cosafa(E tu, te lo sei mai chiesto?)

Un tipo normale

Qualche volta mi chiedo
cosa mai farà un poeta
quando non scrive poesie:

insegue i fiori nel vento?
raccoglie le gocce
dell’ultima pioggia?
prova a riconoscere quel volto
che ogni mattina lo fissa da uno specchio?

Probabilmente vive,
il poeta, come tutti:
mangia
(non) dorme
ama
prepara la cena
dà acqua alle piante
e una carezza al gatto
vive, il poeta
come può, come tutti.
E poi – ma non so dove l’ho letto –
si vergogna
di ogni parola con cui si ferisce.

©irene marchi 2020

*ascoltando Al Di Meola – Across The Universe https://www.youtube.com/watch?v=qu5dFj4qSNU

Con un colpo di vento…

scatola

(Bisogna lasciar fare al vento, ogni tanto)

Effetti personali

Nella scatola di ognuno
puoi trovare
un sorriso bambino
e una parola non detta,
una promessa delusa
e un progetto fallito.
E pagherei il vento
o l’eco della pioggia
per scombinare
– basterebbe un attimo –
ogni schedario indifferente

lo giuro, pagherei
per un soffio
incosciente e cieco
di speranza.

Irene Marchi, da La parte in ombra, Ensemble Edizioni, 2018

*ascoltando Sophie Hunger – Le vent nous portera https://www.youtube.com/watch?v=Agk1byIie70 (cover di Noir Désir – Le vent nous portera)

“Diffusa”

a pezzi

Ci sono giorni così.
Giorni in cui ci si sente un po’ “diffusi”, come gli alberghi dei piccoli borghi, ma in un modo molto meno piacevole: la sensazione è quella che più comunemente e banalmente si definisce “sentirsi a pezzi (e sparpagliati)”.
Chi non ha mai conosciuto giorni così… diffusi?

Oggi no

Oggi non ho il tempo
per scrivere
per leggere
per ridere di me

oggi non ho la forza
per ascoltare la musica
per guardare gli alberi
per camminare fino all’angolo
oggi sono occupata:
devo raccogliere

i                           miei

pezzi

sparsi.

Irene Marchi, da La parte in ombra, Ensemble Edizioni, 2018

*ascoltando Edoardo Bennato – Un giorno credi https://www.youtube.com/watch?v=qsvs01Fc8EQ

Scusa

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Scusa

Che cosa vuol dire la parola scusa?
Questa parola sciocca – come me –
sempre in ritardo, spettinata
uscita da un bosco fitto,
ma vestita di limpido
senza bugie nelle tasche

che cosa vuol dire la parola scusa?

Vuol dire aver letto lo spartito
dalla fine
e aver capito
ogni nota
ogni tempo
ogni movimento.

Pesa,
questa parola,
come un cielo di novembre:
cinque lettere faticose
che a dirle tutte in fila si mastica la terra

s   c     u        s              a

cinque lettere di pioggia
su una pagina di vento.

Irene Marchi, da L’uso delle parole e delle nuvole, Cicorivolta Edizioni, 2020

*ascoltando Santana, Song Of The Wind https://www.youtube.com/watch?v=XdmevPWZTRg

Inaspettatamente

 

una carezza dalle nuvole

 

Una carezza

Questa mattina
per un momento
qualcosa si è posato sui miei occhi,
sulle mie dita
è scivolato un riflesso di cielo.
Allora ho capito,
era la carezza di una nuvola.
Non l’aspettavo
ma è arrivata.

Irene Marchi, da L’uso delle parole e delle nuvole, Cicorivolta Edizioni, 2020

*ascoltando Little Wing (interpretata da Gil Evans) https://www.youtube.com/watch?v=FUQM06Mbjys

Saldi?

0000000000000000000000Parole in saldo?

Se non vuoi spenderti
fai bene – sono sincera –
a non regalare parole

le parole che regali
devono essere macchiate
di fiori
di terra
di sonno perso

e poi di pioggia
di coraggio
di sole
e di paura,

non di svendite di pensiero.

Irene Marchi, da L’uso delle parole e delle nuvole, Cicorivolta Editore, 2020

*ascoltando Axel Rudi Pell – Sphinx’ Revenge  https://www.youtube.com/watch?v=atSNq0gJoS8

Sul filo

sulfilo

“Aspettare”: credo possa essere messo nel cassetto dei verbi più difficili.

 

Aspettare

Le nuvole tra le mani
attutiscono i pensieri
mentre sbandano ubriachi
del nulla, tra pareti
di occhi
e di memoria.

Aspettare
è camminare sul filo teso
tra vuoto

       e vuoto.

Irene Marchi, da La parte in ombra, Edizioni Ensemble, 2018

*ascoltando Avishai Cohen – Variations in G Minor https://www.youtube.com/watch?v=P5l1vrk3SNc