Torniamo in un fumetto?

TintinetMilu

Illustrazione di Hergé –Tintin et Milou

Tra le vignette di quale fumetto vorresti risvegliarti, domani?

 

Apprendimento

Si imparava negli album
di Tintin:
combattere i cattivi
era più che un dovere: era uno sport.
Non c’erano zone grigie nel mondo,
solo la linea chiara, il colore nitido.
Un contorno impreciso sarebbe stato
molto più grave di un assassinio.
E un altro insegnamento ancora: non esistono
la vecchiaia e la morte, nemmeno la stanchezza:

le avventure non finiscono mai, la vita
è tutta una continua meraviglia.
Forse dovrei finire
questa poesia con ironia,
spiegando quanto inutile sia la sua lettura
contro gli schiaffi
che stava per darci il destino.
Ma no: ora, in mezzo alla nebbia
più sporca della vita, conforta
l’intelligenza della sua chiarezza,
conforta sapere
che in quel forziere si conserva ancora
la mappa del tesoro: i piani
per sognare un mondo diverso.

©César Rodríguez De Sepúlveda (Madrid, 1968), traduzione di Emanuela Breda

***

Aprendizaje

Se aprendía en los álbumes
de Tintín:
combatir a los malos
era más que un deber: era un deporte.
No había zonas grises en el mundo,
sino la línea clara, el color nítido.
Un contorno impreciso hubiera sido
mucho más grave que un asesinato.
Y otra enseñanza más: no existen
la vejez y la muerte, ni siquiera el cansancio:
las aventuras no se acaban nunca, la vida
es toda una continua maravilla.
Tal vez con ironía
debería acabar este poema,
explicando qué inútil su lectura
contra las bofetadas
que iba enseguida a darnos el destino.
Pero no: ahora, en medio de la niebla
más sucia de la vida, reconforta
la inteligencia de su claridad,
reconforta saber
que aún en aquel cofre se conserva
el mapa del tesoro: los planos
para soñar un mundo diferente.

©César Rodríguez De Sepúlveda

 

S di sogni

Illustrazione tratta dal libro “Incontri-Disincontri”, Jimmy Liao, traduzione di Silvia Torchio, Terre di Mezzo editore, 2017

Illustrazione tratta dal libro “Incontri-Disincontri”, Jimmy Liao, traduzione di Silvia Torchio, Terre di Mezzo editore, 2017

Sognare o non sognare: è questo il dilemma?
No,  conviene sognare, sempre e comunque.

 

Tieniti stretti i sogni

Tieniti stretti i sogni
perché se i sogni muoiono
la vita è un uccello dalle ali spezzate
che non può volare.

Tieniti stretti i sogni
perché quando i sogni se ne vanno
la vita è un campo arido
gelato dalla neve.

°°°

Hold fast to dreams

Hold fast to dreams
For if dreams die
Life is a broken-winged bird
That cannot fly

Hold fast to dreams
For when dreams go
Life is a barren field
Frozen with snow.

Langston Hughes (Joplin, Missouri, 1902 – New York, 1967)

*ascoltando Vangelis – Dream in an Open Place https://www.youtube.com/watch?v=1vGEtow5S7I

(per altre lettere dell’alfabeto qui)

No al disincanto (2)

0

C’è sempre troppa salita per caricarsi sulle spalle anche il disincanto.

Invocazione

Che non cresca mai nelle mie viscere
quella calma apparente chiamata scetticismo.

Fugga io dal vizio,
dal cinismo,
dall’imparzialità di spalle contratte.

Creda io sempre nella vita
creda io sempre
nelle mie infinite possibilità.

Mi ingannino i canti delle sirene,
e la mia anima sia sempre un pizzico ingenua.

Che la mia epidermide non somigli mai
alla pelle di un pachiderma impassibile,
gelato.

Pianga io ancora
per i sogni impossibili
per gli amori proibiti
per le fantasie di bambina ridotte in frantumi.

Fugga io dal realismo incorsettato.

Si conservino sulle mie labbra le canzoni,
molte e molto rumorose e con molti accordi.

Nel caso in cui vengano tempi di silenzio.

°°°

Invocación

Que no crezca jamás en mis entrañas
esa calma aparente llamada escepticismo.

Huya yo del resabio,
del cinismo,
de la imparcialidad de hombros encogidos.

Crea yo siempre en la vida
crea yo siempre
en las mil infinitas posibilidades.

Engáñenme los cantos de sirenas,
tenga mi alma siempre un pellizco de ingenua.

Que nunca se parezca mi epidermis
a la piel de un paquidermo inconmovible,
helado.

Llore yo todavía
por sueños imposibles
por amores prohibidos
por fantasías de niña hechas añicos.

Huya yo del realismo encorsetado.

Consérvense en mis labios las canciones,
muchas y muy ruidosas y con muchos acordes.

Por si vinieran tiempos de silencio.

Raquel Lanseros, da Diario de un destello, Rialp, 2006

*ascoltando Wim Mertens – Struggle for pleasure  https://www.youtube.com/watch?v=pybqjwf8w8s

(No al disincanto -1- qui: https://lapoesianonsimangia.myblog.it/2018/01/13/no-al-disincanto/)

Ci sono sogni e sogni

Illustrazione da Dimmi, cos’è un sogno?, di Hubert Schirneck, illustrazioni di Sylvia Graupner, tr. di Roberta Scarabella, Motta Junior Editore, 2004

Illustrazione da Dimmi, cos’è un sogno?, di Hubert Schirneck, illustrazioni di Sylvia Graupner, tr. di Roberta Scarabella, Motta Junior Editore, 2004

Qual è la tua definizione di sogno?
Nella poesia qui sotto si parla di sogni scivolati via,
ed è vero: alcuni sogni scivolano via, inevitabilmente.
Ma alcuni no.

Tutti i miei castelli d’aria si sono sciolti come neve,
tutti i miei sogni defluiti come acqua,
di tutto ciò che ho amato mi rimane
un cielo azzurro e qualche pallida stella.
Il vento si muove piano tra gli alberi.
Il vuoto riposa. L’acqua è silenziosa.
Il vecchio abete sta sveglio e pensa
alla nuvola bianca baciata in sogno.

Edith Irene Södergran (San Pietroburgo, 1892 –1923; poetessa finlandese di lingua svedese)

*ascoltando Vangelis – Dream in an Open Placehttps://www.youtube.com/watch?v=Q1LQv5rTCh0

 

Le corde che liberano

chtrr

Le sei corde

La chitarra
fa piangere i sogni.
Il singhiozzo delle anime
perdute
sfugge dalla sua bocca
rotonda.
E come la tarantola,
tesse una grande stella
per sorprendere i sospiri
che tremano nella sua nera
cisterna di legno.

°°°

Las seis cuerdas

La guitarra,
hace llorar a los sueños.
El sollozo de las almas
perdidas,
se escapa por su boca
redonda.
Y como la tarántula
teje una gran estrella
para cazar suspiros,
que flotan en su negro
aljibe de madera.

Federico García Lorca (Fuente Vaqueros, 1898 – Víznar, 1936), da Poema del Cante Jondo

*ascoltando Andrés Segovia – Asturias (Leyenda) – (trascrizione da Isaac Albéniz) https://www.youtube.com/watch?v=Jj7iC4hD3IM

Non di solo PIL

sogni

Se sei caduto dalle pareti di un sogno, non importa. Tu sogna ancora.

 

La repubblica dei sogni

Le persone si ritrovano
per discutere dei sogni
Poi li scriveranno
L’economia di questo paese
dipende
dall’esportazione di sogni
Ossia dalla feconda produttività
dei suoi sognatori.

Zoé Valdés (1959, L’Avana-Cuba), da La gana sagrada (La voglia sacra), poesie adolescenziali, scritte tra il 1972 e il 1974, traduzione di Giordano Lupi (in Poesia n. 348, maggio 2019)

*ascoltando John Lennon – Imagine https://www.youtube.com/watch?v=VOgFZfRVaww

“Sentieri dove ci si può perdere”

maipiù

   “Sentieri dove ci si può perdere (…) e sogni a cui si appartiene”.
La vita forse sta in questo.

 

Io credo in tante cose. Nel sangue. Nel fuoco.
Credo nei sentieri dove ci si può perdere.
Credo nei sogni a cui si appartiene.


Vado alla cieca. Non portarmi a casa.
Lascia che la notte mi conduca sempre avanti.
Da qualche parte nel buio c’è una porta socchiusa.


Da qualche parte al confine tra il corpo e l’anima,
un luogo dove il tempo stesso dice fermati
– è lì forse dove arderebbe il mio cuore?

Non ascoltarmi. Ogni mia parola
è una profezia pericolosa, una falsa pista.
Sono abbastanza diversa da come credi.

°°°

Eg tror på mange ting. På Blod. På ild.
Jeg tror på stier hvor en kan gå vill.
Jeg tror på drømmer som en hører til.

I blinde går jeg. Led meg ikke hjem.
La natten føre meg bestandig frem.
Et sted i mørket står en dør på klem.

Et sted på grensen mellom ånd og kropp,
et sted hvor selve tiden sier stopp
– der skulle vel mitt hjerte flamme opp – ?

Hør ikke på meg. Alle mine ord
er farlige profeter, falske spor.
Jeg er en ganske annen enn du tror.

Inger Hagerup (1905, Bergen, Norvegia-1985), da Videre, 1945

*ascoltando Paul McCartney – I Don’t Know https://www.youtube.com/watch?v=aef2eV7GmQw

Un po’ fantasmi

boooooIn fondo siamo tutti uguali: tutti un po’ fantasmi.

Visto e non visto

(Agli amici che sono ancora vivi ma sono scomparsi, là dove si trovano, con un abbraccio postumo.)

Le persone tendono a scomparire.

Un giorno ti fanno ridere e quello dopo non ci sono più.

Un giorno ti chiamavano ogni giorno
per sapere come stavi,
e ora non riesci neanche a ricordarne la voce.

Un giorno dissero sempre
e sempre finì per essere un mai più.

Le persone somigliano ai fantasmi.
Appaiono, seducono, credi in loro,
fanno paura, brillano e scompaiono.

Se ne vanno e, all’improvviso, non esistono più,
come se mai fossero esistite.
Arrivi a convincerti di averle sognate.

Io sono uno di loro.

Morire, nel nostro caso,
è una ridondanza.

°°°

Visto y no visto

(A los amigos que siguen vivos pero han desaparecido, allá donde estén, con un abrazo póstumo.)

La gente tiende a desaparecer.

Un día te hacen reír y al siguiente no están.

Un día te llamaban cada día
para saber cómo estabas,
y ahora ya no puedes ni recordar sus voces.

Un día dijeron siempre
y siempre acabó siendo nunca más.

La gente se parece a los fantasmas.
Aparecen, seducen, crees en ellos,
dan miedo, brillan y desaparecen.

Se van y, de repente, ya no existen,
como si nunca hubieran existido.
Llegas a convencerte de que los has soñado.

Yo soy uno de ellos.

Morir, en nuestro caso,
es una redundancia.

Juan Vincente Piqueras, da Vigilia di restare a cura di Raffaella Marzano, Multimedia Edizioni, 2017

*ascoltando Yann Tiersen – Enez Nein https://www.youtube.com/watch?v=Yl2rxSUWTvo

Andiamo a dormire

dormiamoScrivi i sogni che vuoi fare e metti il foglio sotto al cuscino. Chissà se funziona.

Cosí schiava. Che roba!
Cosí barbaramente schiava. E dai!
Cosí ridicolmente schiava. Ma insomma!
Che cosa sono io?
Meccanica, legata, ubbidiente,
in schiavitú biologica e credente. Basta,
scivolo nel sonno, qui comincia
il mio libero arbitrio, qui tocca a me
decidere che cosa mi accadrà,
come sarò, quali parole dire
nel sogno che mi assegno.

Patrizia Cavalli, da Datura, Einaudi

*ascoltando Funkadelic – Maggot Brain
https://www.youtube.com/watch?v=elCC5JKmh54

Gente che sogna

sogno

Due poesie che parlano di sogni (o, forse, ai sogni).

La visita

Dimmi ragazza implacabile chi
ti credi di affamare

con quel tuo eterno silenzio?
rifiuti di vedermi non

rispondi alle mie lettere né
al telefono eppure il mese scorso

per ben sei volte sei
entrata nei miei sogni e con una

luce incommensurabile hai
inondato il mio sonno le tue

visite sono meravigliose sei
più tenera più gaia di quanto

tu sia mai stata prima ritorna
ancora e ancora ragazza

implacabile torna il mio amore
ti sta aspettando.

James Laughlin (1914, Pittsburgh-1997, Norfolk), da Collected Poems of James Laughlin, traduzione dal web (https://cantosirene.blogspot.com/)

 

Il signore sognato

Splendidissima era la vita accanto a lui sognata.
Nel sogno tra tutte prediletta la chiamava.
E nella realtà?
La realtà non c’era, era abdicata.
Splendidissima regnava la vita immaginata.

Vivian Lamarque, da Il signore d’oro, Crocetti, 1986

 

*ascoltando John Lennon – No. 9 Dream  https://www.youtube.com/watch?v=E-rstOjonZU

(Ancora sui sogni:https://lapoesianonsimangia.myblog.it/2018/03/30/andiamo-a-dormire/)