Forza…

… che ancora un poco di brace si accende.

***

 

Andiamo mie ossa.
Sul fondo del fondo ancora sentiamo
un poco di brace.

A volte una gioia diffusa
ci chiama e pare intessuta della fibra
di tutte le cose.

La trama misteriosa
che per certa sappiamo
nel nostro stare all’erta.

Mariangela Gualtieri, da Bestia di gioia, Einaudi, Torino, 2010

°ascoltando Dream Theater – Along For The Ridehttps://www.youtube.com/watch?v=dy-7Kp8RmOc

La forza del “non”

In effetti ci vuole (tanta) forza per dire un non.

***

Chiedo la forza del tirarsi indietro
la forza d’ogni rinunciante, la forza
d’ogni digiunante e vegliante
la forza somma del non fare
del non dire del non avere del non sapere.
La forza del non, è quella che chiedo.
Non non non: che parola splendida
questo non

Mariangela Gualtieri, da Senza polvere, senza peso, Einaudi, 2006

°ascoltando Evgeny Grinko – Epilogue https://www.youtube.com/watch?v=zKCVz3WPE4E&t=1s

 

Luoghi comuni quasi accettabili

linus-copertina

Ognuno ha dei “luoghi-comuni-ma-comuni-soltanto-a-lui” che sono un po’ come la coperta di Linus: rassicuranti.
Ah, dici che si chiamano false convinzioni?
Va bene… ora ho una falsa convinzione in meno.

***

Linea Lombarda
 
Adoro i pregiudizi, i luoghi comuni
mi piace pensare che in Olanda
ci siano sempre ragazze con gli zoccoli
e che a Napoli si suoni il mandolino
che tu mi aspetti con un po’ di ansia
quando cambio tra Lambrate e Garibaldi.

Luciano Erba (Milano, 1922), da Nella terra di mezzo, in Dopo la lirica – Poeti italiani 1960-2000, a cura di Enrico Testa, Einaudi, 2005, p.125.

°ascoltando  Dopolavoro Ferroviario – Luoghi comunihttps://www.youtube.com/watch?v=jzp-QOBaWz0&t=10s

Cose che vanno storte

storti

Cose che vanno storte o comunque come non avremmo mai voluto (ne abbiamo?)

***

Ti tagli le labbra con i denti
e mi sputi sangue più o meno infetto chissà poi da cosa,
sarà il tuo modo particolare
per scrivermi lettere d’amore e
rimango con il pomo d’Adamo imprigionato
in uno schiaccianoci a dirti solo
che è andato tutto come non avrei voluto
giuro, è andato proprio tutto come non avrei mai voluto.

Simone Cattaneo, da Nome e soprannome, 2001, Ass. Atelier

°ascoltando Bandabardò – Una giornata uggiosa (Battisti) – https://www.youtube.com/watch?v=frYmED4-JL4

Risposte dal passato

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Ogni tanto (ti sarà certamente capitato) arriva dal passato  una risposta a personali domande lasciate in sospeso. Come ho fatto a non capire prima? pensiamo, sentendoci  i più stupidi del pianeta. Ma forse no, non siamo poi così stupidi: probabilmente ogni risposta (come tutte le cose) ha i propri tempi.

***

si può scrutare nel proprio passato
come in un cielo di stelle
non c’è più l’emozione e l’oro
ma ogni passo incompreso
dorme lì nella costellazione
protetto dall’oscurità degli anni luce
ogni complesso evento
rivela la sua forma d’astri
e la gravità remota che li aggrega
ogni tristezza o amore
mostra intera la sua orbita

Bruno Galluccio, da Verticali, Einaudi, 2009

°ascoltando God Is an Astronaut – Remembrance Day – https://www.youtube.com/watch?v=78m_mYvYUsE&t=2s

Non ci sono più

 

Ill. tratta da Jimmy Liao, “Incontri disincontri”, Terre di Mezzo, 2017

Ill. tratta da Jimmy Liao, “Incontri disincontri”, Terre di Mezzo, 2017

“Nessuno mi chieda di mentire più”, raccomanda il poeta nella chiusa della poesia.
Che poi, bisogna anche esser capaci di mentire, non è così scontato saperlo fare (tu sei buon* o no a mentire?).

***

A uno dei tanti che rimarranno fermi

Che cosa posso dirti di me, di dove sono,
che tu potessi raccontare agli altri…

Racconta loro che non ci sono più,
che sono un altro, fatto simile ad altri,
che non ho più tempo per nessuno,
che ho perso la testa e l’ho rimessa a posto,
e che mi sono convertito ad altra vita,
alle leggi di un dio che non è qui
e che perciò mi chiede conto.

Che nessuno si preoccupi per me,
che nessuno mi chieda di avere pietà,
che nessuno mi chieda di mentire più.

Stefano Dal Bianco, da  Prove di libertà (Mondadori, 2012)

°ascoltando Uriah Heep – Traveller In Timehttps://www.youtube.com/watch?v=MAPGAjl7V2s

(E poi proteggiti)

Dove tieni il cuore, di solito?

***

IO NON VOLEVO AMARE,
diventare
una piccola istanza ebbra, tenera stoffa
che un uomo tiene in una sola mano
e al primo abbraccio le sgualcisce il cuore.
No, non abbracci
mi figuravo.
Siediti sull’orlo del mio letto,
affetto venuto da lontano,
guardami senza mai stancarti,
come se fuori non fosse
più che neve neve e silenzio
e non si potesse più uscire.

Anna Maria Carpi, da E io che intanto parlo. Poesie 1990-2015, Marcos y Marcos, 2016

°ascoltando Julia Kent – Carapacehttps://www.youtube.com/watch?v=IlOO_crxOrc

Basta previsioni

Pioverà?

Lascia piovere.

 

Pioverà?

sono stanca
di aggiustare ombrelli coprirmi
i capelli ragionare i passi
per salvare due scarpe e correre
volendo invece andare piano
sono stanca di scrutare il cielo
limando movimenti e pensieri
sono stanca
sai che ti dico? se domani piove
farò finta di essere un fiore

Irene Marchi, da Dimmi come stai, Cicorivolta, 2022

°ascoltando B.J. Thomas –  Raindrops Keep Falling on my Head

Questione di luce

Mi piace particolarmente questa poesia (la ripropongo) perché mi ripete che se anche ogni foglia lascia il suo ramo,  c’è comunque luce. La luce dell’autunno poi è sempre bellissima, dunque …

***

 

Dunque c’è la luce
e ogni foglia è attaccata al ramo
con esatto amore
e ogni foglia in orario
lascia il ramo
con audace resa
e ogni uscire dalla soglia
del corpo è ricevuto
con unanime benvenuto
da quella scienza della gioia
che proprio ora proprio qui
riempie il foglio di ghirigori
per dirti che dunque
la luce c’è.

Chandra Livia Candiani, da La bambina pugile, Einaudi, 2014

°ascoltando Zbigniew Preisner – Into the light – https://www.youtube.com/watch?v=cej36dTIXTQ

Dappertutto (novembre)

Hai cercato dappertutto,
ma siamo già a novembre e ancora non hai trovato quello che cercavi?
Leggi qui sotto

Sole di novembre
 
Luce bianca sui vetri.
Con il tempo buono l’inverno che arriva è una manciata di bambini
fioriti nel parco, l’azzurro tocca il cielo senza nuvole
ogni solitudine si concede al tempo, ogni solitudine sprofonda
e si distoglie. Luce bianca, pietra e metallo nell’aria,
con il ritmo di uno scalpellino, un qualche uccello che non conosco
lascia il suo verso farsi novembre,
di punta in punta crescere e scomparire
e dappertutto non è il posto in cui cercare
nel silenzio acceso delle ossa, nella testa.
Dappertutto non è il posto in cui cercare.

Pierluigi Cappello (Gemona, 1967 – Cassacco, 2017), da Un prato in pendio, Rizzoli, 2018

°ascoltando  Vinicio Capossela – Pioggia di novembre https://www.youtube.com/watch?v=VQE47heXQKw