Il silenzio buono

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Non tutti i silenzi sono “brutti e cattivi”.

Mi piace il silenzio

Mi piace il silenzio
quando non è un gioco:
pulisce le azioni
ti soffia sulle ciglia
 
mi piace il silenzio
degli oggetti – rimarrà dopo di noi –
la porta di casa e il suo silenzio
la stanza  ridipinta e il suo silenzio

 
mi piace il silenzio
spalmato sulle nostre bugie
urlate
                    o anche taciute.

Irene Marchi, da Fiori, mine e alcune domande, Sillabe di Sale Editore, 2015

* ascoltando Angelo Branduardi – La parola ai mimi https://www.youtube.com/watch?v=RrCHqUW5Lq0

Ancora sul silenzio, qui https://lapoesianonsimangia.myblog.it/2016/03/17/silenzio/

Ma che cosa cerchiamo?

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Non voglio un altro cielo

Quello che è vero
è che non ci sentiamo mai colmati
da un cielo normale
andiamo oltre,
sempre,
lʼorizzonte del momento:
rovistiamo lʼaria
spostiamo nuvole
e certo non accettiamo la nebbia,
pretendiamo un azzurro più brillante
per la nostra vistosa presenza.
E intanto
perdiamo lʼordinario incanto
di un velo dʼargento
trapassato da fili semplici
di luce.

Irene Marchi, da Fiori, mine e alcune domande, Sillabe di Sale, 2015

*ascoltando Long As I Can See The Light – Creedence Clearwater Revival https://www.youtube.com/watch?time_continue=24&v=Q1809vqz3zA

Cicche

sigaretta

Cicche

Spesso cambiamo idea,
ci stanchiamo
di cose
di persone
buttandole come sigarette ancora accese
giù
tra le foglie insolenti del tarassaco
ai bordi delle strade.

Ci giriamo, andiamo
e dimentichiamo anche di spegnerle.

Irene Marchi, da Fiori, mine e alcune domande, Sillabe di Sale Editore, 2015

*ascoltando Yann Tiersen – La plage
https://www.youtube.com/watch?v=ReLllNkqcxw

Plastica

foto da https://www.lifegate.com/people/news/alison-teal-maldives-rubbish-island - Maldive - Isola di plastica

foto da https://www.lifegate.com/people/news/alison-teal-maldives-rubbish-island – Maldive – Isola di plastica

Ci stiamo mangiando la plastica che buttiamo in giro (nel mare, in terra, ovunque).
Prima o poi, lo capiremo?

Plastica

Lʼalbatro ora lo sa
di cosa sono fatti quegli esseri
                                      sempre in corsa là sotto
lʼalbatro muore, e solo ora capisce:
è di  plastica la vita sulla terra.
Lʼalbatro
            caduto su questa terra
ha colto un frutto velenoso

e non era nemmeno proibito.

©Irene Marchi2013 (da Fiori, mine e alcune domande, Sillabe di Sale Editore, 2015) (https://lapoesianonsimangia.myblog.it/2019/09/19/ora-lo-sa-sara-sempre-cosi/)

*ascoltando  Litfiba – Peste (dall’album Litfiba 3 – 1988) https://www.youtube.com/watch?v=xgR2-dBGDtw: “(…) Stanno uccidendo il mare e noi li lasciamo fare/L’ indifferenza è comoda/L’ ipocrisia, peste/Peste, peste, e comincia la festa/Peste, peste, mosche intorno alla testa/Peste, peste, quanta gente in festa/Peste, peste, mosche intorno alla testa (…)“; Fragments, di Jack Johnson,https://www.youtube.com/watch?v=Bg3qXxtwK9U, dalla colonna sonora del documentario “The Smog Of The Sea”.

Che cos’era “l’importante”?

vincere

Ti guardi attorno e ti accorgi che quello che interessa è solo vincere?
Tu lascia che sia e continua a vivere.

 

Vincere, sempre
 
Pare che sia necessaria esperienza
dallʼurlo che intoni nascendo
allʼultimo giorno che ti  bevi vivendo:
devi vincere
sempre  – dicono –
o sotto il tappeto
nasconderai la polvere
che non riesci a ingoiare.
 
©irenemarchi2014 (da Fiori, mine e alcune domande, Sillabe di Sale Editore, 2015)

*ascoltando  (in controtendenza) Johnny Thunders – Born To Lose https://www.youtube.com/watch?v=wQoDCEKZyQw

 

Speriamo

Christmas Peace

In questo momento (8 dicembre 2017) in tutto il mondo ci sono conflitti in atto in almeno 67 stati, che coinvolgono 776 gruppi di milizie e guerriglieri. Non so se sono io sbagliata, ma più passano gli anni, più mi risulta difficile pensare al Natale senza tristezza: troppe persone che mancano, troppi ricordi forti, e sempre troppo mondo in guerra, appunto. Ma quello che ancora rimane è una piccola speranza un po’ bambina. La speranza nella parte migliore dell’Uomo. Speriamo.

Quante volte ancora?

Quante volte raccontate
le strade gelate,
la sera vuota
di un soldato?
Con la testa china
noi
accanto a lui
sordi
alle risposte della storia
o troppo forte
la voce
degli uomini di guerra.

 
Giochi di strategia

Le nostre finestre
non hanno tende
ma bandiere
che sigillano pensieri e gesti
in quei colori.
Siamo uomini,
ci basterebbe una bandiera
unʼunica bandiera che non si trova più.
Pazienza,
continueremo a giocare a Risiko.

©irenemarchi2014 (da Fiori, mine e alcune domande, Sillabe di Sale Editore, 2015)

*ascoltando Litfiba- L’impossibile https://www.youtube.com/watch?v=d7m_p94hzkQ “Lettera ai potenti della Terra/padroni delle banche e della guerra (…)”

Via dall’ingranaggio

ingranaggi

Esci dall’ingranaggio, spirito libero, esci e smettila di temere la parola “confronto”.

Oggi

Siamo ingranaggi di plastica
                incastrati
nella macchina dei ruoli sociali
–  Quanto vali? –
–  Quanto sei  importante? –
Siamo pupazzi di stoffa firmata
trascinati dal  sogno di ricchezza
che si muove
snello, levigato
sui  resti inutili di ogni troppo.
Oggi vorrei scendere
sotto la superficie,
chiedere lʼessenza di tutto
e soltanto ascoltare,
ma parla il nulla.
 

Irene Marchi, da Fiori, mine e alcune domande, Sillabe di Sale Editore, 2015

*ascoltando Litfiba  – Spirito  https://www.youtube.com/watch?v=yOp5S332QBY

Perché?

petali

Aleppo, 15 aprile 2017 e mille altre date di disumanità.
Perché? Perché? Perché? Perché? Perché? Perché? Perché? Perché? Perché? Perché? Perché? Perché? Perché? Perché? Perché? Perché? Perché? Perché? Perché? Perché? Perché? Perché? Perché? Perché? Perché? Perché? Perché? Perché? Perché? Perché? Perché? Perché? Perché? Perché? Perché? Perché? Perché? Perché? Perché? Perché? Perché? Perché? Perché? Perché? Perché? Perché? Perché? Perché? Perché? Perché? Perché? Perché? Perché? Perché? Perché? Perché? Perché? Perché? Perché?  Perché? Perché?  Perché? …

 

Qualcuno mi spieghi

Quale angelo
distratto
ha riportato di là, con sé
piccole farfalle colorate:
perché giorni così brevi per loro?
Chi semina dolore
non si impiglia mai
con un artiglio
nelle vesti di questi angeli svagati?

 
©Irene Marchi ( da Fiori, mine e alcune domande, 2015)
 

* ascoltando solo silenzio

Parole e colori (2)

tavolozza copia

Ritorno sul tema dei colori e delle immagini di un quadro che hanno il potere di suggerire una poesia (http://lapoesianonsimangia.myblog.it/2016/03/22/parole-colori/). Ci ho provato anch’io partendo da una tela di Vincent Van Gogh (forse il pittore che amo di più in assoluto). Hai anche tu un quadro negli occhi e nella memoria più intima che potrebbe farti scrivere qualcosa?

 

Da un Cézanne

Il cilindro, la sfera, il bel colore:
la mela cezanneggia
sul vetro della fruttiera.
è perfetto, limpido. Fugace.
Si sgretola la pace
di scheggia in scheggia. Dietro
le tende una luce di miele
si sporca, s’intorbida. La sera
precipita, l’affanno
avvita la sua morsa.

Quei fari, le navi, dove vanno.
 
Vico Faggi, da Fuga dai versi, Garzanti, Milano, 1986

(P.S. Non ho ancora individuato con certezza il quadro a cui si ispira l’autore… qualche idea?)

 

Natura morta: vaso con quindici girasoli *

 
Siamo noi
quei fiori stretti
assetati, spettinati dal tempo,
ognuno cerca in una direzione diversa
nessuno trova un colore dʼaria
che lo possa liberare.
 
(* ispirato a Vincent Van Gogh, Natura morta: vaso con quindici girasoli, olio su tela, Arles, 1889).

Irene Marchi, da Fiori, mine e alcune domande, Sillabe di Sale Editore, 2015

 

Vincent Van GoghVincent Van Gogh, Natura morta: vaso con quindici girasoli, olio su tela, Arles, 1889

*ascoltando Don Mc Lean – (Vincent) Starry, Starry Night e Roberto Vecchioni – Vincent, e poi Monna Lisa di Ivan Graziani e Fairy Feller’s Master Stroke dei Queen.

Insiemistica banale (ovvero ‘empatia zero’)

 insieme vuoto

Insiemistica banale

In questo nostro insieme
       vuoto
di ogni empatia
siamo elementi
       tali che
nessuno ci corrisponde.

©Irene Marchi, da Fiori, mine e alcune domande, Sillabe di Sale Editore, 2015