Forza…

… che ancora un poco di brace si accende.

***

 

Andiamo mie ossa.
Sul fondo del fondo ancora sentiamo
un poco di brace.

A volte una gioia diffusa
ci chiama e pare intessuta della fibra
di tutte le cose.

La trama misteriosa
che per certa sappiamo
nel nostro stare all’erta.

Mariangela Gualtieri, da Bestia di gioia, Einaudi, Torino, 2010

°ascoltando Dream Theater – Along For The Ridehttps://www.youtube.com/watch?v=dy-7Kp8RmOc

Non ne sono certa, ma…

Mi è sembrato di vedere una luce (ma forse mi sbagliavo).

 Buonanotte.

 

Speranze (o quasi)

tracce d’oro nel buio stanotte
voglio affondare nel sonno e non
pensare a niente o a nient’altro
che non sia  un domani   – un’ora o
cent’anni –  da poter chiamare mio
 
tracce d’oro nel buio stanotte
sono – quasi –   certa d’averle viste
?

©IreneMarchi2023

°ascoltando Daniel Norgren- Moonshine Got Mehttps://www.youtube.com/watch?v=IihEXA88GyI

Guardare le stelle…

 

… e scacciare la paura

(e credere -si fa per dire-  agli oroscopi solo quando raccontano cose belle).

P.S. Buon anno!

 

Ricetta

 
Scaccia la paura
e la paura della paura.
Per qualche anno le cose basteranno.
Il pane nel cassetto
e il vestito nell’armadio.
Non dire mio.
Hai preso le cose solo in prestito.
Vivi nel tempo e capisci
che poche cose ti servono.
Accasati.
E tieni pronta la valigia.
È vero quello che dicono:
ciò che deve succedere, succederà.
Non andare incontro alla pena.
E quando arriva,
guardala tranquillamente.
È effimera come la felicità.
Non aspettare nulla.
E abbi cura del tuo segreto.
Anche il fratello tradisce
se si tratta di te o di lui.
Prendi la tua ombra
come compagna.
Scopa bene la tua stanza.
E saluta il tuo vicino.
Aggiusta il recinto
e anche il campanello alla porta.
Tieni aperta la ferita dentro di te
sotto il tetto delle cose che passano.
Strappa i tuoi piani. Sii saggio
e credi nei miracoli.
Sono iscritti da tanto tempo
nel grande piano.
Scaccia la paura
e la paura della paura.

***

Rezept

Jage die Ängste fort
Und die Angst vor den Ängsten.
Für die paar Jahre
Wird wohl alles noch reichen.
Das Brot im Kasten
Und der Anzug im Schrank.

Sage nicht mein.
Es ist dir alles geliehen.
Lebe auf Zeit und sieh,
Wie wenig du brauchst.
Richte dich ein.
Und halte den Koffer bereit.

Es ist wahr, was sie sagen:
Was kommen muß, kommt.
Geh dem Leid nicht entgegen.
Und ist es da,
Sieh ihm still ins Gesicht.
Es ist vergänglich wie Glück.

Erwarte nichts.
Und hüte besorgt dein Geheimnis.
Auch der Bruder verrät,
Geht es um dich oder ihn.
Den eignen Schatten nimm
Zum Weggefährten.

Feg deine Stube wohl.
Und tausche den Gruß mit dem Nachbarn.
Flicke heiter den Zaun
Und auch die Glocke am Tor.
Die Wunde in dir halte wach
Unter dem Dach im Einstweilen.

Zerreiß deine Pläne. Sei klug
Und halte dich an Wunder.
Sie sind lang schon verzeichnet
Im grossen Plan.
Jage die Ängste fort
Und die Angst vor den Ängsten.

 

Mascha Kaléko (Schidlow, 1907 – Zurigo, 1975), da Die paar leuchtenden Jahre, traduzione dal web

°ascoltando PFM – Celebration https://www.youtube.com/watch?v=rjoKEmcm06k

Se la strada non c’è

Se la strada non c’è, che cosa si fa?

 

Strada

La strada non c’è.

Da qui in poi, speranza.
Mi manca il respiro,
da qui in poi, speranza.
Se la strada non c’è,
la costruisco mentre procedo.
Da qui in poi, storia.
Storia non come passato,
ma come tutto ciò che è.
Dal futuro
dai suoi pericoli,
alla mia vita presente,
fino all’ignoto che segue,
all’oscurità che segue.
Oscurità
è solo assenza di luce.
Da qui in poi, speranza.
La strada non c’è.
Perciò
la costruisco mentre procedo.
Ecco la strada.
Ecco la strada, e porta con sé, impeccabili
innumerevoli domani.

Ko Un (Corea del Sud, 1933), da  Fiori d’un istante, traduzione di Vincenza D’Urso, Editrice Cafoscarina, Venezia, 2005

°ascoltando Uriah Heep – Out On The Street https://www.youtube.com/watch?v=iouXmzO-6SM&t=9s

Almeno due

Me l’ha insegnato una cara amica: “ogni sera, anche nel mezzo del disastro totale, prima di dormire raccogli col pensiero almeno due piccole cose belle che ti sono capitate durante la giornata: è incredibile quante piccole cose belle impari piano piano a riconoscere”. Aveva ragione.

***

Rammentalo, al momento di cadere,
attingi a questa bruma con le tue mani deboli,
raccogli quel po’ di paglia per strame alla sofferenza,
là, dentro il cavo della tua mano macchiata:
potrebbe brillare nella mano
come l’acqua del tempo.

Philippe Jaccottet (Svizzera, 1925-2021), da Alla luce d’inverno – Pensieri sotto le nuvole, Marcos Y Marcos, 1997, traduzione di Fabio Pusterla

°ascoltando Nick Cave e Nicholas Lens – Litany of the of Gathering Up – https://www.youtube.com/watch?v=SC8I9V3oZgQ

Una stella

stella

Augurando a tutti che si torni a rivedere una stella:

Leggiadro vien nell’onda della sera
un solitario palpito di stella.
A poco a poco una nube leggera
le chiude sorridendo la pupilla;

e mentre passa con veli e con piume,
nel grande azzurro tremule faville
nascono a sciami, nascono a ghirlande,
son nate in cento, son nate in mille:

ma più io non ti vedo, stella mia.

Clemente Rebora (Milano, 1885-1957), da Frammenti lirici, Vallecchi, 1947

♥ ascoltando John Lennon – Happy Xmas (War Is Over) https://www.youtube.com/watch?v=flA5ndOyZbI
 

Con un colpo di vento…

scatola

(Bisogna lasciar fare al vento, ogni tanto)

Effetti personali

Nella scatola di ognuno
puoi trovare
un sorriso bambino
e una parola non detta,
una promessa delusa
e un progetto fallito.
E pagherei il vento
o l’eco della pioggia
per scombinare
– basterebbe un attimo –
ogni schedario indifferente

lo giuro, pagherei
per un soffio
incosciente e cieco
di speranza.

Irene Marchi, da La parte in ombra, Ensemble Edizioni, 2018

*ascoltando Sophie Hunger – Le vent nous portera https://www.youtube.com/watch?v=Agk1byIie70 (cover di Noir Désir – Le vent nous portera)

C’era una volta…

 

  … e ci sarà ancora.

Il ciliegio

C’era un uomo
coi capelli bianchi
innamorato di un ciliegio.
E quando veniva
la primavera si
metteva sotto i rami
e aspettava che i fiori
gli cadessero nelle mani
e lui li faceva arrivare
a terra piano piano.

Tonino Guerra (Santarcangelo di Romagna, 1920-12012), da L’infanzia del mondo. Opere 1946-2012

 

*ascoltando  Angelo Branduardi  Il ciliegio https://www.youtube.com/watch?v=L4LmIT6HbIo

Uno scatto

stopkaputtbastafinitochiusoaddio

Uno scatto verso il verde (speranza).  Stop ai lamenti!

Cos’è che ho detto? Che cos’è che ho detto?
Oh cara vita santa, mi vergogno.
Viva di verde voglia senza oggetto,
risorga verde e vivo il mio bel sogno.

Patrizia Valduga, da Quartine. Seconda centuria, Einaudi, 2001

*ascoltando David Gilmour – Coming back to life https://www.youtube.com/watch?v=PCSFz_YycYA

Resisti

filo

Se hai voglia di osservare puoi scoprire dei tesori inaspettati  nei luoghi più impensati.
Anche per questo, resisti.

 

Non cadere

Sii grato al mattino
che scioglie il buio
nero di ogni notte
sii grato
alle nuvole
di novembre
che piangono
luce
sul filo del tuo sperare.

E resisti.

Non cadere, non ancora:
stringi  quel filo
bagnato di luce.

Irene Marchi, da L’uso delle parole e delle nuvole, Cicorivolta Edizioni, 2020

*ascoltando Edvard Grieg, Il mattino da Peer Gynt – Suite per orchestra, Nr. 1 (Op.46)
https://www.youtube.com/watch?v=IQxMXixxhzI

(Ancora sul non arrendersi: https://lapoesianonsimangia.myblog.it/2018/08/27/la-cura/)